Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 18 ottobre 2013 n. 42818. Falsa testimonianza per il congiunto dell’imputato che sceglie di non astenersi dalla testimonianza pur avendone la facoltà e dichiara il falso

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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 18 ottobre 2013 n. 42818. Falsa testimonianza per il congiunto dell’imputato che sceglie di non astenersi dalla testimonianza pur avendone la facoltà e dichiara il falso

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Il testo integrale [1]

Il soggetto in stato di potenziale incompatibilità a testimoniare ex art. 199 c.p.p., in quanto prossimo congiunto dell’imputato, che abbia scelto di non astenersi dalla testimonianza, assume la qualità di testimone al pari di ogni altro soggetto chiamato a testimoniare. E dunque con tutti gli obblighi connessi alla qualità di testimone dettati dall’art. 198 c.p.p., di guisa che egli è tenuto a dichiarare il vero … essendo venute meno … le ragioni giustificanti la tutela della sua peculiare posizione di prossimo congiunto (esigenza di rispettare l’istinto difensivo, diretto o mediato, indotto dai vincoli solidarietà familiare).

Diversamente, osservano i giudici, si finirebbe per legittimare il mendacio processuale intrafamiliare


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