Cassazione penale 2013

Corte di Cassazione, sezione feriale, sentenza 29 agosto 2013 n. 35729. Berlusconi ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo

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Il testo integrale

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Corte di Cassazione, sezione feriale, sentenza 29 agosto 2013 n. 35729[1]

Le motivazioni sono state firmate da tutti i giudici del collegio della sezione feriale della Cassazione.

Normalmente a firmare le motivazioni è il presidente del collegio e il relatore.

In questo caso nelle motivazioni depositate questa mattina, appaiono come giudici estensori, oltre il presidente Antonio Esposito, anche tutti i componenti del collegio: Amedeo Franco, Claudio D’Isa, Ercole Aprile, Giuseppe De Marzo.

Berlusconi ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo.

Nelle motivazioni di 208 pagine della sentenza n. 35729/13, i giudici della Suprema Corte sottolineano che è proprio Berlusconi il soggetto che in ultima analisi, anche dopo l’assunzione della veste di azionista di maggioranza, continuava a godere della ricaduta economica del sistema praticato.

La definizione come sovraffatturazione appare quasi un sottodimensionamento del fenomeno descritto e anzi, inadeguata a definirlo.

Per i giudici è pacifica e diretta riferibilità a Berlusconi della ideazione, creazione e sviluppo del sistema che consentiva la disponibilità del denaro separato da Fininvest e occulto.

Un sistema che ha permesso di mantenere e alimentare illecitamente disponibilità patrimoniali estere presso conti correnti intestati ad altre società che erano a loro volta intestate da fiduciarie di Berlusconi.

Mentre è inverosimile l’ipotesi alternativa che vorrebbe tratteggiare una sorta di colossale truffa ordita per anni ai danni di Berlusconi (proprio in quello che è il suo campo d’azione e nel contesto di un complesso meccanismo da lui stesso strutturato e consolidato) da parte di personaggi da lui scelti e mantenuti, nel corso degli anni, in posizioni strategiche e nei cui confronti non risulta essere mai stata presentata alcuna denuncia.

Non è dunque verosimile che qualche dirigente di Fininvest Mediaset – spiegano ancora i giudici – abbia subito per vent’anni truffe per milioni di euro senza accorgersene.

 

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