Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 12 marzo 2013 n. 6096. Il compenso per prestazioni professionali, che non sia convenzionalmente stabilito, è un debito pecuniario illiquido; ne consegue che il foro facoltativo del luogo ove deve eseguirsi l’obbligazione va individuato nel domicilio del debitore

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 12 marzo 2013 n. 6096. Il compenso per prestazioni professionali, che non sia convenzionalmente stabilito, è un debito pecuniario illiquido; ne consegue che il foro facoltativo del luogo ove deve eseguirsi l’obbligazione va individuato nel domicilio del debitore

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Il testo integrale

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 12 marzo 2013 n. 6096[1]

Il compenso per prestazioni professionali, che non sia convenzionalmente stabilito, è un debito pecuniario illiquido, da determinare secondo la tariffa professionale; ne consegue che il foro facoltativo del luogo ove deve eseguirsi l’obbligazione (art. 20 cod. proc. civ., seconda ipotesi) va individuato, ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 1182 cod. civ., nel domicilio del debitore in quel medesimo tempo (Cass., 12 ottobre 2011, n. 21000)

 

 

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