Corte di Cassazione, sezione I, sentenza n. 12971 del 24 luglio 2012. L’ingiustificato rifiuto di sottoporsi all’esame ematologico può essere liberamente interpretato dalla Corte, specie se è ormai difficile trovare altri riscontri

2

Sommario

La massima

In tema di dichiarazione giudiziale di paternità naturale, il principio della libertà di prova, sancito, in materia, dall’art. 269 cod. civ., comma 2, non tollera surrettizie limitazioni, né mediante la fissazione di una sorta di gerarchia assiologica tra i mezzi di prova idonei a dimostrare la paternità o la maternità naturale, né, conseguentemente, mediante l’imposizione al giudice di merito di una sorta di “ordine cronologico” nella loro ammissione ed assunzione, a seconda del “tipo” di prova dedotta, avendo, per converso, tutti i mezzi di prova in materia pari valore per espressa disposizione di legge. Una diversa interpretazione si risolverebbe in un sostanziale impedimento all’esercizio del diritto di azione garantito dall’art. 24 Cost., in relazione ad un’azione volta alla tutela di diritti fondamentali attinenti allo status.

 

Il testo integrale

aprire il seguente collegamento

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza n. 12971 del 24 luglio 2012