Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza del 25 ottobre 2011, n. 22082. Nell’ipotesi di immobili non comodamente divisibili l’attribuzione dell’intero immobile in comproprietà ai coniugi, contitolari in regime patrimoniale di comunione legale dei beni della quota maggiore, non è in contrasto con il principio del favor divisionis

1

Il testo integrale[1]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza del 25 ottobre 2011, n. 22082


Così ha deciso la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 22082 del 25 ottobre  2011

La sesta sezione civile della Cassazione ha affermato il seguente principio di diritto: nell’ipotesi di immobili non comodamente divisibili l’attribuzione dell’intero immobile in comproprietà ai coniugi, contitolari in regime patrimoniale di comunione legale dei beni della quota maggiore, non è in contrasto con il principio del favor divisionis al quale è informato l’art. 720[2] c.c., tenuto conto della considerazione unitaria del diritto dei coniugi i quali – a stregua della disciplina prevista dagli artt. 159 e ss c.c. – non sono titolari  di un diritto di quota di cui possono disporre – come avviene nella comunione ordinaria –  ma sono solidalmente titolari di un diritto sui beni comuni di cui ciascuno dei coniugi può disporre senza il consenso dell’altro.

Secondo la S.C. nella comunione legale la quota non è un elemento strutturale, ma ha soltanto la funzione di stabilire la misura della responsabilità sussidiaria di ciascuno dei coniugi con i propri beni personali verso i creditori della comunione (art. 190 c.c.), e infine la proporzione in cui, sciolta la comunione, l’attivo e il passivo saranno ripartiti tra i coniugi e i loro eredi (art. 194 c.c.).

Ne consegue che il loro diritto è unico e, in presenza di una pluralità di richieste di assegnazione, se la quota è maggiore delle altre hanno diritto all’assegnazione dell’intero immobile.

 

Sorrento,  25 ottobre 2011.

Avv. Renato D’Isa


[1]Scaricabile e consultabile sul sito del Sole 24ore –  Guida al Diritto

 

[2] Articolo 720 – Immobili non divisibili

Se nell’eredità vi sono immobili non comodamente divisibili, o il cui frazionamento recherebbe pregiudizio alle ragioni della pubblica economia o dell’igiene, e la divisione dell’intera sostanza non può effettuarsi senza il loro frazionamento, essi devono preferibilmente essere compresi per intero, con addebito dell’eccedenza, nella porzione di uno dei coeredi aventi diritto alla quota maggiore, o anche nelle porzioni di più coeredi, se questi ne richiedono congiuntamente l’attribuzione. Se nessuno dei coeredi è a ciò disposto, si fa luogo alla vendita all’incanto. (1) (2)

—–

(1) Per la legge applicabile in tema di divisione ereditaria vedi anche l’ art. 46 c. 3 L. 31.05.1995 n. 218 (G.U. 03.06.1995 n. 128 S.O.) ” Riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato”.

(2) Per gli aspetti fiscali, art. 34 DPR 26.04.1986 n. 131 T.U. delle disposizioni concernenti l’ imposta di registro.