Cassazione civile 2011

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza del 26 settembre 2011, n. 19579. Il diritto all’assegno alimentare permane anche se il coniuge torna a vivere a casa dei genitori e anche se beneficia di una minima pensione di invalidità poiché tali presupposti non superano apriori la sussistenza dello stato di bisogno.

Il testo integrale[1]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza del 26 settembre 2011, n. 19579

Così  ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza n. 19579/2011 in virtù della quale ha ribaltato la decisione della Corte di appello di Bologna.

La Corte territoriale, di contro, aveva ritenuto che la residenza presso i genitori e la percezione di un assegno di invalidità esonerassero il marito dal pagamento dell’assegno in quanto sarebbe venuto meno lo stato di bisogno.

Per la Suprema Corte, accogliendo il quinto motivo sulla base della illogicità della decisione presa in appello, ha ritenuto che la gravità della situazione economica non può ritenersi superata né dalla convivenza con i genitori perché questa potrebbe essere una condizione passeggera non potendosi considerare costretta a vivere in famiglia né in base al percepimento di una pensione di invalidità di  243 euro mensili palesemente insufficiente a far fronte ai bisogni primari di una persona.

Sorrento,  27 settembre 2011.

Avv. Renato D’Isa


[1]Scaricabile e consultabile sul sito del Sole 24ore –  Guida al Diritto

 

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