Cassazione penale 2011

Corte di Cassazione, IV sezione, sentenza n.34373 del 20 settembre 2011. Nessun addebito di responsabilità in garanzia per il datore di lavoro in forza di un eventuale errore nella diagnosi o nella cura commesso dal medico aziendale.

 

Il testo integrale

Corte di Cassazione, IV sezione, sentenza n.34373 del 20 settembre 2011

La Corte confermando l’obbligo per chi riveste una posizione di garanzia all’interno dell’azienda, ai sensi del combinato disposto degli artt. 2087 c.c. e dell’art. 18, comma III bis, Dlgs 81/2008, di effettuare i dovuti controlli sui preposti per valutare il rispetto delle norme di sicurezza, ha escluso la responsabilità del dirigente o del datore nel caso di un errore di diagnosi del medico.

Gli ermellini ricordano, infatti, che l’addebito può essere formalizzato a carico del titolare della posizione di garanzia, ma non basandosi tale addebito solo nella posizione di garanzia, perché la responsabilità presuppone pur sempre la presenza di una condotta concretamente colposa, dotata di un ruolo eziologico nella spiegazione dell’evento lesivo. la responsabilità è in tal caso soggettiva.

Al datore può tuttavia essere contestata la scelta del medico competente, se palesemente inadeguato, o il mancato controllo sul regolare svolgimento dell’attività di prevenzione.

Sorrento, 21 settembre 2011

Avv. Renato D’Isa

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