Cassazione civile 2011

Corte di Cassazione – Sezione Prima Civile, Sentenza 11 agosto 2011, n. 17191. Se nelle more della separazione i genitori si litigano continuamente giusto non concedere l’affidamento condiviso dei figli.

il commento originale

Corte di Cassazione – Sezione Prima Civile, Sentenza 11 agosto 2011, n. 17191. Se nelle more della separazione i genitori si litigano continuamente giusto non concedere l’affidamento condiviso dei figli.

Il testo integrale[1]

Corte di Cassazione – Sezione Prima Civile, Sentenza 11 agosto 2011, n. 17191

Così ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza n. 17191 del l’11 agosto 2011

La Corte Territoriale accogliendo la richiesta della coniuge di addebito della separazione al marito, sulla base delle risultanze della C.T.U. e dei rapporti di servizio dei Carabinieri, che avevano accertato “gravi manifestazioni di disprezzo non occasionali” poste in essere da tutti i membri della famiglia del coniuge ai danni della moglie e constatato un rapporto di “dipendenza non ancora risolta” del coniuge dalla madre, stabiliva

1)   la separazione addebitata al marito essendo venuto meno agli obblighi di tutela morale della moglie e dell’autonomia del proprio nucleo familiare (ex articolo 143 del c.c.);

2)   l’affidamento della figlia minorenne che veniva concesso alla madre.

Il ricorrente  alla base del ricorso poneva la violazione degli articoli 155, commi 1 e 2 e 155 bis del Codice Civile, affermando che con l’affidamento esclusivo della minore di età verrebbe leso il diritto di bigenitorialità di quest’ultima così come previsto dalla legge n. 54 del 2006 sull’affidamento condiviso.

La Suprema Corte ha spiegato che il Giudice d’appello “non ha disatteso il diritto della minore alla bigenitorialità nel momento in cui ha ritenuto pregiudizievole per la medesima l’affidamento condiviso […] motivando il suo convincimento sugli effetti pregiudizievoli che potrebbero derivare allo sviluppo psicologico della medesima dall’affidamento condiviso […] con riguardo alla particolare situazione del padre con la sua famiglia di origine ed in tale contesto al comportamento gravemente denigratorio, da lui e dalla sua famiglia, tenuto nei confronti della madre”, conformandosi peraltro all’orientamento della stessa Cassazione (cfr. Cass. n.16593/2008[2]; n.1202/2008).

 

Sorrento,  15 settembre 2011.

Avv. Renato D’Isa


[1]Scaricabile e consultabile sul sito del Sole 24ore –  Guida al diritto

[2] Corte di Cassazione Sezione I civile, sentenza 18 giugno 2008, n. 16593

In tema di separazione personale dei coniugi, alla regola dell’affidamento condiviso dei figli può derogarsi solo ove la sua applicazione risulti “pregiudizievole per l’interesse del minore”, con la duplice conseguenza che l’eventuale pronuncia di affidamento esclusivo dovrà essere sorretta da una motivazione non solo più in positivo sulla idoneità del genitore affidatario, ma anche in negativo sulla inidoneità educativa ovvero manifesta carenza dell’altro genitore, e che l’affidamento condiviso non può ragionevolmente ritenersi precluso dalla mera conflittualità esistente tra i coniugi, poiché avrebbe altrimenti una applicazione solo residuale, finendo di fatto con il coincidere con il vecchio affidamento congiunto.

L’affidamento condiviso dei figli, che si pone come regola generale e non più come evenienza residuale, non può ritenersi precluso, di per sé, dalla mera conflittualità esistente tra i coniugi, essendo necessario che risulti, nei confronti di uno dei genitori, una sua condizione di manifesta carenza o di inidoneità educativa, o, comunque, tale da rendere quell’affidamento, in concreto, pregiudizievole per il minore (come nel caso, ad esempio, di una sua anomala condizione di vita, di insanabile contrasto con i figli o di obiettiva lontananza).

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