Cassazione civile 2011

Corte di Cassazione, I sezione, sentenza n. 18454 dell’8.9.2011. Il proprietario che ha subito danni alla propria abitazione in virtù di eventi sismici è tenuta a restituire al soggetto erogatore il contributo ricevuto per la ricostruzione se vende l’immobile prima di ultimare i lavori.

 

 

 

 

Il commento originale

 

Corte di Cassazione, I sezione, Sentenza 8 settembre 2011 n. 18454. Il proprietario che ha subito danni alla propria abitazione in virtù di eventi sismici è tenuta a restituire al soggetto erogatore il contributo ricevuto per la ricostruzione se vende l’immobile prima di ultimare i lavori.

Il testo integrale[I]

Corte di Cassazione, I sezione, sentenza n. 18454 dell’8.9.2011

Lo ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza n. 18454/2011.

La Suprema Corte con tale provvedimento ha rigettato il ricorso di una signora di Salerno che, ottenuto il contributo dell’ente locale per risanare la propria casa danneggiata dal terremoto, ha trasferito l’immobile al nipote prima di concludere il risanamento.

Gli Ermellini hanno confermato che la proprietà dell’immobile da riparare è fondamentale per l’attribuzione del contributo.

Infatti, si legge nella sentenza che la legge n. 219 del 1981[II], prevedendo un contributo per la riparazione degli edifici danneggiati dal sisma a favore di coloro che ne fossero proprietari, assume la qualità di proprietario danneggiato dal sisma a requisito soggettivo e non consente che di esso beneficino persone che, alienando l’immobile, abbiano perduto la qualità di proprietario salvo quanto espressamente previsto con esclusivo riguardo ai comuni dichiarati disatrati.

Tale disciplina è ispirata all’esigenza di prevenire la possibilità che i contributi pubblici erogati a fini assistenziali divengano oggetto di speculazione privata da parte dei proprietari, non interessati ad utilizzare per sé gli immobili danneggiati

Sorrento,  8 settembre 2011                                                     Avv. Renato D’Isa


[I] Sentenza scaricabile e consultabile sul portale del Sole 24 Ore – Guida al diritto

[II]

L 14/05/1981 n.219

CALAMITA’

Legge 14 maggio 1981, n. 219 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., n. 134, del 18 maggio). – Conversione in legge, con

modificazioni, del decreto-legge 19 marzo 1981, n. 75, recante ulteriori interventi in favore delle popolazioni colpite dagli

eventi sismici del novembre 1980 e del febbraio 1981. Provvedimenti organici per la ricostruzione e lo sviluppo dei

territori colpiti.

Preambolo

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

Il Presidente della Repubblica:

Promulga la seguente legge:

Parte I

CONVERSIONE IN LEGGE, CON MODIFICAZIONI, DEL DECRETO-LEGGE 19 MARZO 1981, N. 75

Articolo 1

Dispositivo di conversione.

Il decreto-legge 19 marzo 1981, n. 75, recante ulteriori interventi in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici

del novembre 1980 e del febbraio 1981, è convertito in legge con le seguenti modificazioni:

dopo l’art. 1 sono aggiunti i seguenti:

. – L’importo dovuto per il consumo di energia elettrica da parte di cittadini residenti nei comuni colpiti dal terremoto del

novembre 1980 e del febbraio 1981 e alloggiati, a seguito degli eventi sismici, in prefabbricati leggeri o containers, è

ridotto del 50% fino alla data di permanenza nelle predette strutture.

Una ulteriore riduzione del 25% si applica a favore di coloro i quali si trovino nelle condizioni di cui al comma

precedente e siano residenti nei comuni montani o parzialmente montani fra quelli colpiti dagli eventi sismici»;

. – Le spese di manutenzione degli alloggi costruiti per la sistemazione provvisoria dei senza tetto gravano sul fondo di

cui all’art. 3 della legge di conversione del presente decreto-legge»;

. – Ai proprietari, ai proprietari coltivatori diretti, ai fittavoli, ai mezzadri, ai coloni o compartecipanti spettano le indennità

previste dalla legge 29 luglio 1980, n. 385. Non si fa luogo ai conguagli di cui agli articoli 1 e 2 della legge medesima, nel

caso in cui i soggetti suindicati accettino una maggiorazione del 70% dell’indennità»;

l’art. 2 è sostituito dal seguente:

Art. 2. – La Cassa depositi e prestiti, anche a mezzo della speciale delegazione di cui all’art. 15-ter del decreto-legge 26

novembre 1980, n. 776, convertito, con modificazioni, nella legge 22 dicembre 1980, n. 874, provvede altresì al

finanziamento degli enti locali colpiti dal terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981 ed alla relativa assistenza

tecnica:

a) per l’acquisto, nei comuni nei quali maggiore è il numero degli abitanti rimasti privi di alloggio – per effetto del

terremoto -, di unità immobiliari da locare ai sensi della legge 27 luglio 1978, n. 392, ad abitanti senza tetto, per la perdita

della abitazione condotta in locazione o di proprietà degli stessi, nonchè per le relative eventuali opere di completamento

e riattamento, ai sensi dell’art. 7 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 629, convertito, con modificazioni, nella legge

15 febbraio 1980, n. 25. Sugli incrementi di valore di tali immobili, l’imposta di cui al decreto del Presidente della

Repubblica 26 ottobre 1972, n. 643, e successive modificazioni, è ridotta al 50%;

b) per l’urgente realizzazione, anche con l’adozione di procedimenti di prefabbricazione, di alloggi da locare ai sensi

della legge 27 luglio 1978, n. 392, agli abitanti rimasti privi di abitazione per effetto del sisma, comprese le occorrenti

aree e opere di urbanizzazione primaria e secondaria;

c) per l’acquisto e l’urbanizzazione delle aree destinate ad insediamenti abitativi e produttivi dai piani di ricostruzione

dei comuni indicati nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al decreto-legge 13 febbraio 1981, n. 19,

convertito, con modificazioni, nella legge 15 aprile 1981, n. 128.

L’assegnatario di uno degli immobili di cui alle lettere a) e b) del precedente comma può chiedere al comune il riscatto,

in permuta dell’unità immobiliare distrutta o gravemente danneggiata dal terremoto, con divieto di alienazione o di

locazione per un decennio.

Per il finanziamento dei programmi di cui al primo comma, la Cassa depositi e prestiti si avvale della somma di lire

1.000 miliardi, di cui al primo comma dell’art. 9 del decreto-legge 28 febbraio 1981, n. 38, convertito, con modificazioni,

nella legge 23 aprile 1981, n. 153»;

dopo l’art. 2 è aggiunto il seguente:

. – I comuni, all’atto della richiesta del mutuo, dovranno indicare, con delibera consiliare immediatamente esecutiva, le

aree da destinare alla localizzazione delle abitazioni da costruirsi ai sensi del precedente art. 2, lettera b), scegliendole

nell’ambito delle aree per le quali è prevista, nello strumento urbanistico vigente o adottato la destinazione ad edilizia

economica e popolare ai sensi della legge 18 aprile 1962, n. 167.

Nei comuni che non dispongono dei piani previsti dalla legge 18 aprile 1962, n. 167, o nel caso in cui le aree

individuate dai piani predetti risultino insufficienti o inidonee, il comune indica le aree necessarie all’intervento edilizio

nell’ambito delle zone residenziali dei piani regolatori e dei programmi di fabbricazione, sempre che questi risultino

approvati o adottati e trasmessi per le approvazioni di legge.

Nel caso in cui non sia possibile la localizzazione delle aree a norma dei precedenti commi, il comune adotta un piano

di individuazione delle aree necessarie all’intervento anche in deroga allo strumento urbanistico vigente. La

deliberazione del consiglio comunale è immediatamente depositata nella segreteria comunale e l’eseguito deposito è

reso noto al pubblico mediante avviso da affiggere nell’albo del comune. Entro dieci giorni dall’affissione all’albo

dell’avviso di deposito gli interessati possono presentare al comune le proprie opposizioni. Trascorso il termine predetto

la delibera viene trasmessa alla regione unitamente alle opposizioni presentate. La regione adotta le proprie definitive

determinazioni sul piano di individuazione delle aree nel termine di dieci giorni dalla ricezione della delibera comunale.

Trascorso tale termine il piano si intende approvato e le opposizioni respinte.

Con le deliberazioni adottate a norma dei precedenti commi sono precisati, ove necessario anche in variante ai piani

regolatori ed ai programmi di fabbricazione vigenti o adottati, i limiti di densità, di altezza, di distanza fra i fabbricati,

nonchè i rapporti massimi fra spazi destinati agli insediamenti e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde

pubblico ed a parcheggio»;

all’art. 6, nel primo comma, dopo le parole: «riduzione dello», è aggiunta la seguente: «specifico»;

agli articoli 9 e 10 le parole: «indicati negli allegati A e B del decreto-legge 13 febbraio 1981, n. 19», sono sostituite

dalle seguenti: «colpiti dal sisma»;

dopo l’art. 10 è aggiunto il seguente:

. – Nei confronti dei contribuenti e dei sostituti d’imposta aventi domicilio fiscale nei comuni disastrati, individuati con il

decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’art. 1, primo comma, del decreto-legge 13 febbraio 1981, n. 19,

convertito, con modificazioni, nella legge 15 aprile 1981, numero 128, i termini per la presentazione delle dichiarazioni

dei redditi e dei certificati di cui all’art. 1, quarto comma, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 29

settembre 1973, n. 600, scaduti o aventi scadenza tra il 23 novembre 1980 e il 29 novembre 1981, sono fissati al 30

novembre 1981».

Parte II

Titolo I

ORGANIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI

Articolo 2

Dichiarazione di preminente interesse nazionale.

Sono dichiarati di preminente interesse nazionale l’opera di ricostruzione e sviluppo delle zone delle regioni Basilicata

e Campania disastrate per effetto del terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981, nonchè ogni ulteriore intervento

diretto alla ricostruzione ed alla rinascita delle altre aree delle stesse regioni e di quella della regione Puglia colpite

dall’evento sismico.

Al perseguimento delle predette finalità concorrono ciascuno nell’ambito delle competenze definite ai sensi del decreto

del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, ed in conformità alle disposizioni della presente legge, lo Stato, le

Regioni, le provincie, i comuni e le comunità montane.

Articolo 3

Fondo per il risanamento e la ricostruzione.

Al risanamento ed allo sviluppo dei territori colpiti dal terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981 è destinata, nel

triennio 1981-1983, la complessiva somma di lire 8.000 miliardi, costituita da apporti del bilancio statale, dal ricavato dei

prestiti esteri, nonchè da fondi e finanziamenti comunitari.

Il predetto complessivo importo di lire 8.000 miliardi è destinato, fino ad un massimo di lire 700 miliardi, agli interventi di

cui al titolo II capo II; fino ad un massimo di lire 900 miliardi, agli interventi di cui agli articoli 21, 23, 24, 26 e 32; per lire

700 miliardi, alle Regioni Basilicata, Campania e Puglia per gli interventi di cui al titolo III; e per lire 5.700 miliardi, per gli

interventi di cui al titolo II, capo I ed ai titoli IV e VII della presente legge.

Nello stato di previsione del Ministero del bilancio e della programmazione economica è istituito un apposito capitolo

denominato «Fondo per il risanamento e la ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto del novembre 1980 e del

febbraio 1981», al quale confluiscono le risorse di cui al precedente primo comma ad eccezione dei finanziamenti

comunitari, che restano attribuiti alle amministrazioni ed agli enti ai quali i finanziamenti stessi sono concessi in

applicazione dell’art. 15-bis del decreto-legge 26 novembre 1980, n. 776, convertito con modificazioni, nella legge 22

dicembre 1980, n. 874.

Con decreti del Ministro del tesoro, di concerto con il Ministro del bilancio e della programmazione economica, sono

stornate dal predetto fondo le somme destinate, secondo le procedure di cui al successivo art. 4, alle amministrazioni

statali ed iscritte in apposito capitolo dello stato di previsione di ciascuna amministrazione interessata. Con analoghi

decreti sono versate, in appositi conti correnti infruttiferi aperti presso la Tesoreria centrale a favore delle Regioni

Campania e Basilicata o in apposite contabilità speciali aperte presso le Sezioni di tesoreria provinciale a favore dei

comuni e degli altri enti locali delle predette regioni, le somme destinate agli interventi di competenza. Gli enti interessati

effettueranno prelevamenti in relazione ai fabbisogni di pagamento connessi con lo stato di realizzazione degli interventi

stessi. Presso la Tesoreria centrale è altresì aperto un conto corrente infruttifero intestato alla Regione Puglia per gli

interventi concernenti i comuni della predetta regione indicati con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui

al decreto-legge 13 febbraio 1981, n. 19, convertito, con modificazioni, nella legge 15 aprile 1981, n. 128.

Nei confronti delle amministrazioni statali, regionali, comunali e degli altri enti locali si applica l’art. 18, terzo comma,

della legge 5 agosto 1978, n. 468, al fini degli impegni da assumere a fronte della autorizzazione di spesa di cui al

precedente primo comma.

Articolo 4

Ripartizione del fondo.

Il Consiglio dei ministri, ai sensi degli articoli 4, 11 e 81 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.

616, indirizza e coordina l’attuazione di tutti gli interventi di cui alla presente legge.

Il CIPE provvede a ripartire fra le Regioni di cui all’articolo precedente le somme alle stesse spettanti nel triennio

tenendo conto delle risultanze dell’accertamento dei danni causati dagli eventi sismici, disposto dall’art. 4-quater del

decreto-legge 26 novembre 1980, n. 776, convertito, con modificazioni, nella legge 22 dicembre 1980, n. 874, e

comunque entro 90 giorni dall’approvazione della presente legge.

Il CIPE, con riferimento ad un triennio ed in coerenza con gli indirizzi, le scelte ed i programmi del piano triennale, su

proposta del Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, nell’ambito delle complessive valutazioni di spesa di

cui al precedente art. 3 e tenendo conto delle predeterminate condizioni di utilizzo dei finanziamenti comunitari richiamati

al medesimo art. 3, indica la ripartizione della spesa tra le amministrazioni statali e locali competenti, con specificazione

di quanto è riservato alle zone disastrate, nonchè le occorrenti risorse finanziarie per i singoli interventi, sulla base dei

programmi presentati dalle amministrazioni ed in relazione alle priorità e alla esecutività dei medesimi interventi.

Alla riserva per le zone disastrate di cui al comma precedente per gli interventi di cui al titolo II capo I, nonchè per gli

interventi di cui ai titoli IV e VII della presente legge, è attribuita una somma non inferiore al 30% di quanto destinato per i

medesimi interventi dal secondo comma dell’art. 3.

Alle riunioni del CIPE per gli adempimenti di cui alla presente legge partecipano i presidenti delle giunte regionali della

Basilicata e della Campania.

Per gli interventi urgenti da avviare con assoluta priorità e da realizzare nell’anno 1981, entro il termine di 30 giorni

dalla pubblicazione della presente legge, le amministrazioni interessate indicano al CIPE i primi programmi che potranno

essere integrati nel corso dell’anno.

Entro il 15 settembre di ciascun anno le amministrazioni comunicano il programma complessivo degli interventi

indicando la parte da realizzare nel corso del successivo anno. I programmi regionali sono formulati secondo il disposto

del successivo art. 6.

Il Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie, d’intesa con il Ministro per gli interventi straordinari nel

Mezzogiorno, coordina l’utilizzo integrato da parte dei soggetti interessati dei fondi e dei finanziamenti comunitari nei

comuni colpiti dal terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981.

Titolo II

RICOSTRUZIONE E RIPARAZIONE DELL’EDILIZIA RESIDENZIALE E DELLE OPERE PUBBLICHE

Capo I

Interventi regionali.

Articolo 5

Definizione degli interventi.

Gli interventi per la ricostruzione delle zone disastrate e delle altre aree colpite dal terremoto del novembre 1980 e del

febbraio 1981 nei settori dell’edilizia e delle opere pubbliche, compresi il consolidamento ed il trasferimento di abitati

interessati da dissesti geologici, sono definiti dalla Regione in conformità ai princìpi stabiliti dal presente capo e dal

successivo titolo IV.

La Regione, in particolare, definisce le modalità e le procedure per il controllo della conformità ai progetti delle opere di

interesse privato realizzate con i benefici di cui alla presente legge, nonchè per i casi di eventuale revoca dei benefici

medesimi in presenza di gravi difformità.

Articolo 6

Attuazione degli interventi.

I comuni, le comunità montane, le provincie e gli altri enti pubblici, nel termine del 30 giugno di ciascun anno,

definiscono e trasmettono alla Regione i propri programmi di intervento per la ricostruzione e la riparazione delle opere.

La Regione, nel termine del 15 settembre di ciascun anno, approva e trasmette al CIPE un programma di interventi che

comprende i programmi di cui al primo comma e quelli di propria competenza.

In caso di inosservanza del termine stabilito al primo comma la Regione si sostituisce ad ogni effetto.

In caso di inosservanza del termine di cui al secondo comma, il Governo entro il 30 settembre di ciascun anno, si

sostituisce alla Regione ai fini dell’approvazione dei programmi di intervento di cui ai precedenti commi.

Articolo 7

Compiti regionali.

Le Regioni Basilicata e Campania svolgono in particolare i seguenti compiti:

a) coordinamento dei piani di assetto territoriale ed emanazione degli indirizzi per i piani comunali;

b) assistenza tecnica ai comuni, alle comunità montane ed agli altri enti pubblici nell’attuazione dell’opera di

ricostruzione;

c) coordinamento dei programmi costruttivi di cui al successivo art. 16 e, in tale ambito, eventuale realizzazione di

opere che i comuni, le comunità montane o altri enti pubblici sovracomunali decidano di affidare alla Regione;

d) promozione di appositi accordi fra gli enti locali, nonchè di associazioni anche obbligatorie di comuni, ai sensi del

decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616;

e) formazione dei programmi annuali per la realizzazione degli interventi di cui alla lettera g) del successivo art. 8;

f) coordinamento dei piani e dei programmi di propria competenza con quelli dei comuni, delle comunità montane o di

altri enti pubblici sovracomunali e di questi con quelli di competenza statale in coerenza con i piani e gli indirizzi di cui

alla precedente lettera a).

Articolo 8

Articolazione degli interventi.

L’opera di ricostruzione e riparazione nei settori dell’edilizia e delle opere pubbliche si articola attraverso:

a) l’assegnazione, con le modalità di cui ai successivi articoli 9 e 10, di contributi per la riparazione o la ricostruzione

di unità immobiliari alle persone fisiche o giuridiche che, alla data del sisma, risultavano titolari di un diritto di proprietà o

di un diritto reale di godimento relativo a fabbricati urbani e rurali destinati ad abitazione;

b) l’assegnazione di contributi in conto interessi per la costruzione di abitazioni di tipo economico e popolare ai

soggetti non proprietari di immobili, sia singoli che associati in cooperativa, con priorità ai soggetti rimasti senza tetto in

conseguenza del terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981;

c) l’acquisto da parte dei comuni di abitazioni ed edifici destinati ad abitazione;

d) la realizzazione di interventi di ricostruzione o di riparazione di immobili distrutti o danneggiati per effetto del sisma,

nel caso di rinuncia ai contributi di cui alla precedente lettera a) da parte degli aventi diritto o di delega, ai comuni o ad

altri enti pubblici, della progettazione, esecuzione e gestione dei lavori;

e) l’esecuzione, ai fini della cessione in locazione, di interventi straordinari di edilizia sovvenzionata ed agevolata

nonchè di interventi per il recupero di abitazioni malsane e degradate;

f) il ripristino, la ricostruzione e la costruzione di opere ed impianti di interesse degli enti locali, quali edifici demaniali

e patrimoniali, strutture sanitarie e cimiteriali, nonchè opere di urbanizzazione primaria e secondaria e, più in generale,

infrastrutturali;

g) interventi di consolidamento e difesa di abitati ed opere pubbliche da frane, smottamenti e bradisismi;

h) la predisposizione da parte dei comuni, d’intesa con il Ministro della pubblica istruzione, di piani di ricostruzione e

riparazione degli edifici scolastici distrutti o danneggiati, tenuto conto delle esigenze di riequilibrio delle strutture

scolastiche nelle zone terremotate.

Articolo 9

Contributi e finanziamenti per la ricostruzione.

Per la ricostruzione di unità immobiliari, distrutte o da demolire per effetto del terremoto del novembre 1980 e del

febbraio 1981 destinate ad uso di abitazione, ivi comprese quelle rurali, ai soggetti che risultavano titolari del diritto di

proprietà alla data del sisma è assegnato:

a) limitatamente ad una sola unità immobiliare, un contributo in conto capitale pari all’intera spesa necessaria per la

ricostruzione, da determinarsi sulla base di quanto previsto dai successivi commi del presente articolo;

b) per le unità immobiliari appartenenti allo stesso proprietario, oltre quella di cui alla precedente lettera a), un

contributo in conto capitale pari al 30% della spesa necessaria per la ricostruzione delle stesse unità immobiliari da

determinarsi sulla base di quanto previsto dai successivi commi del presente articolo e, sul 45% della residua spesa,

così determinata, un contributo pluriennale costante dell’8% annuo per la durata del mutuo a tal fine contratto fino ad un

massimo di venti anni. Il contributo in conto capitale è elevato al 50% qualora l’unità immobiliare sia compresa in edifici

vincolati al rispetto della tipologia ed alla ripetizione dei caratteri ambientali.

La spesa ammissibile a contributo è determinata in base ai limiti massimi di costo di assegnazione per l’edilizia

agevolata ai sensi dell’art. 3, lettera n), della legge 5 agosto 1978, n. 457, e con riferimento ad un alloggio di dimensione

pari:

a) per il caso di cui al precedente comma, lettera a), alla superficie utile abitabile dell’unità immobiliare distrutta o da

demolire e fino ad un massimo di 110 metri quadrati utili abitabili, ovvero, qualora la superficie distrutta o da demolire

risulti inadeguata alle esigenze abitative del proprietario e del suo nucleo familiare – che occupava stabilmente o

abitualmente l’unità immobiliare alla data del sisma – alla superficie utile abitabile occorrente per la costruzione di un

alloggio adeguato a dette esigenze abitative;

b) per il caso di cui al precedente comma, lettera b), alla superficie utile abitabile dell’unità immobiliare distrutta o da

demolire fino ad un massimo di 95 metri quadrati utili abitabili.

La superficie utile abitabile occorrente per adeguare l’alloggio al nucleo familiare è stabilita in 18 metri quadrati utili

abitabili per ogni componente del medesimo nucleo, con un minimo di 45 metri quadrati utili abitabili per alloggio.

Sono altresì ammesse a contributo, fino al 25% del costo dell’alloggio, determinato ai sensi dei precedenti commi

secondo e terzo, le spese per la ricostruzione delle pertinenze e delle superfici utili – per il ricovero degli animali e degli

attrezzi, nonchè per lo svolgimento delle attività di liberi professionisti e lavoratori autonomi – andate distrutte o demolite

per effetto del sisma; per le pertinenze agricole, il contributo è elevato sino al 50% qualora il proprietario sia diretto

coltivatore a titolo principale.

Ove l’immobile distrutto abbia avuto una superficie superiore a quella di cui alla lettera a) del precedente secondo

comma, al proprietario è assegnato per la ricostruzione di tutta o di parte della primitiva superficie, nel limite massimo di

200 metri quadrati, un ulteriore contributo pluriennale costante dell’8% annuo per la durata del mutuo a tal fine contratto,

per un massimo di 20 anni, nel rispetto di quanto stabilito dal precedente secondo comma e nel limite massimo del 50%

della spesa necessaria.

Nessun ulteriore contributo è dovuto per costruzioni di superficie superiore a quella determinata ai sensi del

precedente comma.

Gli aventi diritto ai contributi di cui alla lettera a) del precedente primo comma possono rinunciarvi, delegando al

comune o ad altri enti pubblici la progettazione, esecuzione e gestione dei lavori. In tal caso il comune subentra nei

relativi diritti del rinunciante.

Gli aventi diritto ai contributi previsti dal presente articolo, limitatamente alla prima unità immobiliare utilizzata ad uso di

abitazione per la propria famiglia, possono, entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, rinunciare al diritto

al contributo per la ricostruzione dell’alloggio distrutto o da demolire, utilizzando una somma di pari importo per l’acquisto

di un alloggio nell’ambito della stessa provincia. Il relativo importo sarà depositato presso un istituto bancario indicato dal

rinunciante e sarà vincolato a favore del venditore dell’alloggio. Gli interessi bancari sono disciplinati sulla base di quanto

previsto dal terzo e quarto comma del successivo art. 15. Le aree di sedime degli edifici di proprietà del rinunciante sono

acquisite al patrimonio del comune.

Ai proprietari di edifici distrutti o da demolire, che non possono ricostruire in sito, il comune assegna in proprietà l’area

occorrente, nell’ambito dei piani di cui al precedente art. 7. In tal caso, il contributo di cui al presente articolo è aumentato

della somma corrispondente al prezzo di cessione dell’area da parte del comune e le aree di sedime degli edifici non

ricostruibili sono acquisite al patrimonio del comune stesso.

Nei casi di cui ai precedenti commi le ipoteche iscritte sugli immobili distrutti o da demolire sono trasferite di diritto sugli

immobili costruiti o acquistati in altro sito.

Articolo 10

Contributi e finanziamenti per la riparazione.

Per la riparazione di immobili non irrimediabilmente danneggiati dal sisma e destinati ad uso di abitazione, ivi compresi

quelli rurali, è assegnato ai soggetti che risultavano titolari del diritto di proprietà alla data del sisma:

a) limitatamente ad una sola unità immobiliare, un contributo in conto capitale pari all’intera spesa necessaria per le

opere di riparazione, quale risultante da progetti esecutivi approvati e comunque nei limiti di quanto disposto dai

successivi commi;

b) per le unità immobiliari appartenenti allo stesso proprietario, oltre quella di cui alla precedente lettera a), un

contributo in conto capitale pari al 30% della spesa necessaria per le relative opere, quale risultante dai progetti esecutivi

approvati e comunque nei limiti di quanto disposto dai successivi commi, nonchè, sul 45% della residua spesa, un

contributo pluriennale costante pari all’8% annuo per la durata del mutuo a tal fine contratto fino ad un massimo di 20

anni.

I contributi di cui al precedente comma sono assegnati nei limiti massimi di spesa di lire 80 mila al metro cubo e di lire

40 milioni per tutte le opere necessarie alla riparazione dell’unità immobiliare, compresi i lavori di adeguamento

antisismico ovvero indispensabili per conseguire livelli di funzionalità adeguati.

I contributi di cui sopra sono aggiornati con la procedura di cui all’art. 2, secondo comma, n. 1), della legge 5 agosto

1978, n. 457, e all’art. 13 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 629, convertito, con modificazioni, nella legge 15

febbraio 1980, n. 25.

Il Ministro dei lavori pubblici definisce con proprio decreto la normativa tecnica per le riparazioni e il rafforzamento degli

edifici danneggiati dal sisma. Sulla base della stessa normativa il Ministro dei lavori pubblici definirà il limite di

convenienza per gli interventi di riparazione e conseguentemente potranno essere riconosciute agli aventi diritto anche le

spese necessarie alla demolizione del vecchio edificio.

Gli aventi diritto al contributo di cui al precedente primo comma, lettera a), possono rinunciarvi, delegando al comune o

ad altri enti pubblici la progettazione, esecuzione e gestione dei lavori.

Articolo 11

Assegnazione dei contributi a soggetti diversi dal proprietario.

I contributi per la ricostruzione e la riparazione, previsti a favore del proprietario, possono essere assegnati

all’affittuario coltivatore diretto, al mezzadro o al colono ovvero al conduttore, artigiano, commerciante o operatore

turistico, qualora il fabbricato oggetto del contratto o in esso compreso sia stato distrutto o danneggiato dal sisma, a

condizione che sia decorso il termine di 90 giorni dalla comunicazione, mediante lettera raccomandata, che i predetti

soggetti sono tenuti a inviare al proprietario, di voler eseguire direttamente le opere necessarie, senza che il proprietario

abbia presentato al sindaco la domanda corredata da perizia giurata e, ove occorra, da progetto esecutivo, ovvero, nel

caso in cui la domanda sia stata presentata, senza che il proprietario abbia dato inizio ai lavori previsti nel termine di 90

giorni dall’autorizzazione o dalla concessione del sindaco.

Articolo 12

Comproprietà degli immobili.

Qualora l’immobile appartenga in comproprietà a più titolari, i contributi di cui ai precedenti articoli 9 e 10 vengono

assegnati al titolare il cui nucleo familiare, alla data del sisma, occupava l’abitazione, salvo il diritto degli altri proprietari

sul bene.

I titolari di diritti reali di godimento che occupavano l’immobile alla data anzidetta possono richiedere l’assegnazione dei

contributi di cui ai precedenti articoli 9 e 10 e procedere alla ricostruzione o ripristino del medesimo immobile, fatto

comunque salvo il diritto di proprietà, ove il proprietario non vi abbia, per qualsiasi motivo, provveduto nel termine

stabilito dal successivo art. 14. I titolari dei predetti diritti reali di godimento possono presentare le domande entro i

successivi 90 giorni.

Le deliberazioni condominiali relative all’opera di ricostruzione o riparazione sono valide se approvate con la

maggioranza di cui al secondo comma dell’articolo 1136 del codice civile.

Articolo 13

Alienazione degli immobili.

Il proprietario o il titolare di un diritto reale di godimento che, avendo beneficiato dei contributi di cui ai precedenti

articoli 9 e 10, aliena il suo diritto sull’immobile ricostruito o riparato o acquistato prima di cinque anni dalla data di

ultimazione dei lavori o dall’atto di acquisto è dichiarato decaduto dalle provvidenze accordate ed è tenuto al rimborso

dei contributi riscossi maggiorati degli interessi legali.

Sono consentite donazioni fra parenti entro il quarto grado e fra affini entro il secondo grado.

Il conduttore dell’alloggio ceduto in locazione prima del terremoto ha diritto alla prelazione nel caso di vendita delle

unità immobiliari ricostruite o riparate e può esercitare tale diritto entro cinque anni dalla data di ultimazione dei lavori.

Gli aumenti dei canoni di affitto in atto alla data del sisma e derivanti dalla applicazione della legge 27 luglio 1978, n.

392, saranno corrisposti dai locatari in misura costante annua del 50%, a partire dalla data di ultimazione dei lavori.

Articolo 14

Concessione dei contributi di ricostruzione e di riparazione.

I contributi di cui ai precedenti articoli 9 e 10 sono concessi, unitamente alla autorizzazione o alla concessione a

edificare, con provvedimento del sindaco, su domanda dell’interessato, previo parere della commissione di cui al

successivo terzo comma. Lo stesso sindaco in deroga all’art. 18 della legge 2 febbraio 1974, n. 64, rilascia la prescritta

preventiva autorizzazione di cui allo stesso articolo su parere conforme del rappresentante dell’ufficio tecnico regionale

che dovrà verificare anche l’osservanza delle norme recate dal primo comma, lettere a) e b), dell’art. 4 della legge 2

febbraio 1974, n. 64.

La domanda, da prodursi nel termine perentorio del 30 giugno 1982, deve essere corredata da perizia giurata e, nei

casi indicati dalla legge, da progetto esecutivo redatto da professionista abilitato e dall’indicazione dell’azienda di credito

presso la quale l’avente diritto intende riscuotere il contributo.

I comuni terremotati, ai fini dell’espressione del parere di cui al primo comma, possono costituire più commissioni, in

relazione al numero delle domande che saranno presentate per i contributi di cui ai precedenti articoli 9 e 10.

Le predette commissioni, elette dal consiglio comunale con voto limitato, sono composte da quattro membri, di cui

almeno due tecnici, e sono presiedute dal sindaco o suo delegato. Uno dei tecnici, con i requisiti di cui al secondo

comma, è indicato dall’ufficio tecnico regionale, competente per territorio.

Le predette commissioni sostituiscono a tutti gli effetti di cui alla presente legge la commissione edilizia.

La domanda, di cui al secondo comma del presente articolo, si intende accolta qualora il sindaco non si pronucia nel

termine di 15 giorni dal parere della commissione. In tal caso il richiedente può dar corso ai lavori dandone

comunicazione al sindaco, ferme rimanendo le responsabilità del progettista, del direttore dei lavori e dell’appaltatore in

ordine al rispetto delle norme della legge 2 febbraio 1974, n. 64, e fatta salva la determinazione dell’entità del contributo.

L’erogazione delle provvidenze ha luogo in conformità alle disposizioni dei successivi articoli.

Hanno precedenza sugli altri i provvedimenti concessivi riguardanti gli aventi diritto costretti in alloggi provvisori.

I provvedimenti concessivi di cui al primo e al precedente comma sono formati in duplice esemplare di cui uno viene

conservato dal segretario comunale, rubricato in ordine alfabetico dopo l’affissione al pubblico per 10 giorni.

Controlli periodici vengono effettuati per sorteggio dagli uffici tecnici della Regione.

Per il tecnico indicato dall’ufficio tecnico regionale le amministrazioni interessate sono autorizzate a stipulare

convenzioni, sulla base delle vigenti tariffe professionali, per una durata non superiore a due anni. L’onere della

convenzione è a carico del fondo di cui al precedente art. 3 della presente legge.

Le commissioni, di cui al presente articolo, esaminano con priorità le perizie relative alla riparazione e ricostruzione

degli edifici ubicati all’esterno del centro abitato ed utilizzati per attività agricole. Entro dieci giorni dall’entrata in vigore

della presente legge, il CIPE, a valere sui fondi a ciò destinati dalla presente legge, provvede ad una prima ripartizione

fra i comuni di fondi destinati a tali interventi.

Gli interventi urgenti per la riparazione degli immobili da rendere agibili ai sensi dell’art. 3, primo comma, lettere d) ed

e), del decreto-legge 26 novembre 1980, n. 776, convertito, con modificazioni, nella legge 22 dicembre 1980, n. 874,

saranno effettuati secondo l’apposita procedura commissariale, con priorità per le abitazioni per le quali sia stata emessa

ordinanza di sgombero, purchè le relative procedure siano state avviate alla data di entrata in vigore della presente legge

ed i lavori, autorizzati, ivi compresi quelli da eseguirsi d’ufficio da parte dei sindaci, siano iniziati entro il 1° luglio 1981 e

siano completati entro il 30 novembre 1981.

E’ in facoltà dei soggetti di ritirare le domande di cui al precedente comma, riservandosi la presentazione di nuova

domanda a norma della presente legge.

La facoltà di ritirare le domande di cui al comma che precede deve essere esercitata nel termine perentorio di giorni

sessanta dalla data di entrata in vigore della presente legge.

L’erogazione dei contributi per le perizie integrative o sostitutive avverrà con le modalità di cui al successivo art. 15.

Il commissario indicherà analiticamente al CIPE, alla data di entrata in vigore della legge, l’eventuale fabbisogno di

fondi, eccedente le dotazioni a lui attribuite, cui si farà fronte sulle disponibilità della presente legge entro il limite di 200

miliardi.

Articolo 15

Erogazione dei contributi per la ricostruzione e la riparazione.

L’erogazione dei contributi in conto capitale per la ricostruzione e la riparazione delle unità immobiliari di cui al presente

titolo ha luogo:

a) in ragione del 25% dell’importo concesso, all’inizio dei lavori certificato dal sindaco;

b) in ragione dell’ulteriore 60% dell’importo concesso, in base a stati di avanzamento sottoscritti, con responsabilità

solidale, dal proprietario, dal direttore dei lavori e dall’impresa, da presentarsi all’azienda di credito;

c) in ragione del residuo 15% dell’importo concesso, dopo l’ultimazione dei lavori e l’accertamento della regolare

esecuzione degli stessi a cura del comune.

Con il provvedimento di assegnazione viene disposto l’accreditamento del contributo presso l’azienda di credito

indicata dall’avente diritto, il quale effettuerà i prelevamenti in conformità a quanto disposto dal comma precedente.

Gli interessi bancari maturati sulle somme come sopra accreditate spettano all’amministrazione depositante, previa

detrazione del compenso di cui al successivo comma.

Gli interessi bancari ed il compenso spettante alle aziende di credito per la gestione dei contributi e dei mutui agevolati

sono fissati con decreto del Ministro del tesoro ai sensi dell’art. 20 del decreto del Presidente della Repubblica 9

novembre 1976, n. 902.

I mutui per la realizzazione di interventi di ricostruzione e di riparazione sono concessi, anche in deroga alle vigenti

disposizioni legislative e statutarie, dalle aziende e dalle sezioni di credito fondiario ed edilizio, con assoluta priorità

rispetto a quelli ordinari secondo le direttive da emanarsi, in sede di prima applicazione della presente legge, entro 30

giorni dalla data di entrata in vigore della stessa, dal Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio.

Ogni tre mesi le aziende e le sezioni di credito fondiario sono tenute a comumicare al Ministero del tesoro l’entità dei

mutui deliberati e di quelli in corso di istruttoria.

I contributi pluriennali costanti di cui ai precedenti articoli 9 e 10 sono erogati direttamente ai beneficiari sulla base dei

contratti di mutuo.

Articolo 16

Esecuzione degli interventi.

Gli interventi di cui al precedente art. 8, lettere d), e), f) e g), possono essere realizzati in modo unitario, con programmi

costruttivi organici, a carattere settoriale od intersettoriale, ed essere dimensionati anche su base sovracomunale.

L’esecuzione degli interventi, comprese la progettazione e l’esecuzione di complessi organici di opere e di lavori,

nonchè l’acquisizione dei suoli necessari per l’esecuzione, anche mediante esproprio per pubblica utilità, può essere

affidata in concessione a società, imprese di costruzione anche cooperative, o loro consorzi, anche di altri Paesi della

Comunità economica europea od in compartecipazione con essi, idonee sotto il profilo tecnico ed imprenditoriale,

secondo le modalità di cui ai commi seguenti, con preferenza, a parità di condizioni, per i consorzi e le associazioni,

anche temporanee, costituiti, con una partecipazione non inferiore al 40%, da imprese ubicate nel Mezzogiorno.

Il soggetto concessionario è scelto sulla base di gare esplorative volte ad individuare l’offerta economicamente e

tecnicamente più vantaggiosa determinata in base ad una pluralità di elementi prefissati dall’amministrazione

concedente, secondo schemi tipo approvati dal CIPE, su proposta dei Ministri competenti.

L’esecuzione delle opere affidate in concessione è disciplinata da apposite convenzioni, che prevedono tra l’altro:

a) le modalità ed i tempi per l’esecuzione dei lavori, per le verificazioni e per la collaudazione definitiva;

b) i criteri per la definizione del compenso;

c) la concessione di anticipazioni, pari al 50% del compenso, all’atto della approvazione della convenzione e di una

ulteriore anticipazione, pari al 25% del compenso, al momento in cui i lavori eseguiti abbiano raggiunto il 50%

dell’importo convenzionale. Non si applica la revisione dei prezzi ad importi corrispondenti alle somme anticipate;

d) le modalità e i tempi per i pagamenti residuali del compenso;

e) le penalità per i ritardi e le incentivazioni per l’anticipata esecuzione;

f) l’eventuale estensione dell’affidamento alla gestione ed all’esercizio delle opere da realizzare;

g) le ipotesi di risoluzione della convenzione;

h) i casi in cui, su intesa delle parti, possono essere apportate variazioni ai progetti ed alla convenzione;

i) l’inserimento di una clausola compromissoria;

l) le condizioni di affidamento e di commesse per imprese che realizzino nuovi impianti per la produzione di

componenti prefabbricati nelle regioni Basilicata e Campania.

Capo II

Interventi statali.

Articolo 17

Ricostruzione e riparazione di opere pubbliche.

Gli interventi di riparazione, di ricostruzione e di miglioramento delle opere di competenza dei Ministeri per i beni

culturali e ambientali, di grazia e giustizia dei trasporti, della pubblica istruzione, dei lavori pubblici, delle poste e delle

telecomunicazioni, delle finanze, della difesa e dell’agricoltura e delle foreste, realizzati sulla base di programmi annuali

predisposti da ciascuna amministrazione, finalizzati all’equilibrato sviluppo delle regioni Basilicata e Campania, sono

approvati e finanziati ai sensi dei precedenti articoli 3 e 4 e sono eseguiti in conformità a quanto previsto dal precedente

art. 16.

Per l’esecuzione dei lavori di competenza dell’ANAS, relativi al ripristino e allo sviluppo della rete delle strade statali

nelle zone terremotate, i capi compartimento della viabilità sono autorizzati, in deroga ai limiti stabiliti dall’art. 70 del

regolamento approvato con regio decreto 25 maggio 1895, n. 350, e successive modificazioni, e dall’art. 25, lettera e),

della legge 7 febbraio 1961, n. 59, a disporre l’esecuzione con il sistema dell’economia.

Per i lavori di cui al precedente comma non si applicano le disposizioni degli articoli 17 e 18 della legge 2 febbraio

1974, n. 64.

Il Ministro per i beni culturali e ambientali può, con proprio decreto, di concerto con il Ministro del tesoro, affidare, per le

opere di sua competenza, incarichi a singoli studiosi, istituti universitari o di alta cultura, mediante apposite convenzioni.

Il Ministro della pubblica istruzione, nel formulare i programmi di competenza, terrà conto anche delle esigenze di

ricostruzione e riparazione degli istituti universitari nonchè delle esigenze connesse alla istituzione della università della

Basilicata.

Per l’assolvimento dei compiti connessi con l’attuazione della presente legge, i provveditorati alle opere pubbliche delle

regioni Basilicata e Campania possono avvalersi, per un periodo non superiore a tre anni, dell’opera di liberi

professionisti, stipulando apposite convenzioni.

Titolo III

ATTIVITA’ PRODUTTIVE

Capo I

Agricoltura.

Articolo 18

Interventi nel settore agricolo.

Le Regioni provvedono, a mezzo di delega agli enti locali ed alle comunità montane, con procedure semplificate da

definire con propria legge, agli interventi nel settore agricolo di cui alla legge 25 maggio 1970, n. 364, e successive

modificazioni, ivi comprese le opere di irrigazione, nonchè agli interventi per lo sviluppo del settore, avvalendosi delle

risorse finanziarie assegnate dal CIPE ai sensi del precedente art. 4.

Nell’ambito degli interventi di cui al precedente comma le Regioni possono prevedere, per il ripristino delle strutture

aziendali e degli impianti collettivi di raccolta, conservazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli

e zootecnici, la concessione di contributi nella misura massima pari all’intera spesa riconosciuta.

Articolo 19

Piccola proprietà contadina.

A favore di titolari di aziende agricole, costituite con finanziamenti della Cassa per la formazione della piccola proprietà

contadina, anche per il tramite degli enti regionali di sviluppo agricolo ai sensi degli articoli 12 e 13 della legge 26 maggio

1965, n. 590, ed assegnate con pagamento rateizzato del prezzo, che abbiano subito danni nelle strutture aziendali tali

da comportare interventi di ripristino e di riattamento delle strutture stesse, le rate corrispondenti possono essere

sospese sino a 5 anni e la relativa scadenza potrà essere differita per il corrispondente numero di rate, a decorrere dalla

scadenza dell’ultima rata prevista, senza maggiorazione del tasso di interesse.

La Cassa per la formazione della piccola proprietà contadina è autorizzata a compiere operazioni di acquisto e di

rivendita, con tasso di interesse ridotto al 2%, in favore di coltivatori diretti, affittuari, mezzadri, compartecipanti e

braccianti, singoli od associati in cooperative agricole regolarmente costituite, che risultavano residenti nelle zone

terremotate ed ivi esercitano la loro attività lavorativa al momento del sisma, i quali intendano ampliare ovvero costituire

imprese coltivatrici nelle zone colpite dal terremoto o in zone contermini.

Per gli stessi acquirenti le spese inerenti al ripristino o alla realizzazione delle indispensabili opere di miglioramento

fondiario a servizio dei terreni acquistati potranno essere dalla Cassa stessa conglobate nel debito contratto per

l’acquisizione dei terreni.

Nel caso in cui gli assegnatari intendano avvalersi per l’esecuzione delle stesse opere di mutui a tasso agevolato, la

Cassa è autorizzata a prestare fidejussioni agli istituti di credito concedenti il mutuo fino alla concorrenza del relativo

importo di spesa ritenuta ammissibile dagli organi tecnici regionali.

Articolo 20

Garanzia per le operazioni di credito agrario.

Tutte le operazioni di credito agrario previste dalle leggi nazionali e regionali sulla ricostruzione, effettuate a favore di

coltivatori diretti, affittuari, mezzadri, coloni o compartecipanti, lavoratori della terra, singoli o associati, cooperative

agricole, enti cooperativi e loro consorzi, associazioni dei produttori, sono assistite dalla garanzia sussidiaria del fondo

interbancario di garanzia di cui all’articolo 36, escluso l’ultimo comma, della legge 2 giugno 1961, n. 454, e successive

modificazioni.

Capo II

Industria, commercio, artigianato, turismo, spettacolo e cooperazione.

Articolo 21

Ricostruzione e riparazione degli stabilimenti industriali.

Alle imprese industriali che hanno impianti nelle regioni Basilicata e Campania e nei comuni della Regione Puglia

indicati nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al decreto-legge 13 febbraio 1981, n. 19, convertito con

modificazioni, nella legge 15 aprile 1981, n. 128, è concesso un contributo pari al 75% della spesa necessaria alla

riparazione o ricostruzione degli stabilimenti e di tutte le attrezzature e degli insediamenti strumentali, necessari allo

svolgimento dell’attività produttiva, distrutti o danneggiati a seguito dei terremoti del novembre 1980 e del febbraio 1981.

Il contributo di cui al comma precedente è esteso alle spese necessarie per il miglioramento e l’adeguamento

funzionale degli stabilimenti, nonchè a quelle relative all’acquisto del terreno qualora per ragioni sismiche sia stata

dichiarata la inagibilità del terreno su cui insiste il complesso produttivo da ripristinare.

Le domande per fruire del contributo previsto dal presente articolo devono essere presentate all’azienda o all’istituto di

credito di cui al successivo sesto comma entro nove mesi dall’entrata in vigore della presente legge, corredate

dall’autorizzazione o concessione ad edificare rilasciata dal sindaco, dall’autorizzazione dei competenti uffici tecnici

regionali, in applicazione di quanto disposto dall’art. 18 della legge 2 febbraio 1974, n. 64, e da una specifica perizia

giurata approvata dalla commissione di cui al successivo comma da cui risulti il mantenimento dei livelli di occupazione

preesistenti alla data del sisma.

Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato eroga il contributo di cui al primo comma previo parere di una

commissione, istituita presso ogni provincia entro 30 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, composta da un

delegato del presidente della giunta regionale, che la presiede, da tre membri designati dal consiglio regionale con voto

limitato, da due membri designati dal presidente della camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura nonchè

dall’intendente di finanza.

Se la commissione non si pronuncia entro 90 giorni dalla data di ricevimento della perizia, questa si intende approvata.

Con il provvedimento di approvazione della perizia viene disposto l’accreditamento del contributo presso l’azienda o

l’istituto di credito indicato dall’avente diritto.

Il contributo è erogato sulla base della sola perizia comunque approvata, tramite l’azienda o l’istituto di credito di cui al

comma precedente in ragione del:

a) 50% del contributo all’inizio dei lavori certificato dal sindaco;

b) restante 50% del contributo dopo l’ultimazione dei lavori, previo collaudo degli stessi da parte di un tecnico

nominato dal presidente della commissione di cui al precedente quarto comma.

Le spese per il funzionamento della commissione di cui al precedente quarto comma e per il compenso dei collaudatori

sono a carico del fondo di cui al precedente art. 3.

Gli interessi bancari maturati sulle somme come sopra accreditate spettano all’ammmistrazione depositante. Gli

interessi bancari sono fissati con decreto del Ministro del tesoro ai sensi dell’art. 20 del decreto-del Presidente della

Repubblica 9 novembre 1976, n. 902.

Il CIPE assegna, ai sensi del precedente art. 4, le disponibilità da destinare a tali interventi.

L’ammontare annuo della provvidenza sarà stabilito su proposta del Ministro dell’industria, del commercio e

dell’artigianato secondo le procedure di cui al precedente art. 4.

Articolo 22

Ricostruzione e riparazione di immobili e attrezzature del commercio, artigianato, turismo e spettacolo.

A favore delle imprese dei settori dell’artigianato, del turismo, del commercio all’ingrosso e al minuto, della

somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, delle attività ausiliarie del commercio e delle forme associate tra

operatori commerciali e turistici, nonchè dell’esercizio cinematografico e teatrale ubicate nelle regioni Basilicata e

Campania e nei comumi della regione Puglia indicati nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al

decreto-legge 13 febbraio 1981, n. 19, convertito, con modificazioni, nella legge 15 aprile 1981, n. 128, è concesso un

contributo pari al 75% delle spese per la ricostruzione e la riparazione dei locali e delle attrezzature ed il rinnovo degli

arredi e dei complessi ricettivi e di ristorazione danneggiati dal terremoto.

Le domande per fruire del contributo previsto dal presente articolo devono essere presentate alle aziende o agli istituti

di credito entro nove mesi dall’entrata in vigore della presente legge, corredate dall’autorizzazione o concessione ad

edificare rilasciata dal sindaco, dall’autorizzazione dei competenti uffici tecnici regionali, in applicazione di quanto

disposto dall’art. 18 della legge 2 febbraio 1974, n. 64, e da una specifica perizia giurata approvata dalla commissione di

cui al successivo comma.

Il contributo di cui al primo comma è concesso dalla regione. Fino all’entrata in vigore della legge regionale che

disciplinerà le modalità di erogazione del contributo, il contributo stesso viene erogato dal presidente della giunta

regionale o da un suo delegato, previo parere di una commissione, istituita presso ogni provincia e composta da un

delegato del presidente della giunta regionale, che la presiede, da tre membri designati dal consiglio regionale con voto

limitato, da due membri designati dal presidente della camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura nonchè

dall’intendente di finanza.

Ai fini della concessione dell’erogazione agli aventi diritto del contributo previsto dal presente articolo si applicano, in

quanto compatibili, le norme di cui ai commi quinto, sesto, settimo, ottavo e nono dell’art. 21.

Il CIPE assegna, ai sensi del precedente art. 4, le disponibilità da destinare agli interventi di cui al presente articolo.

Articolo 23

Contributi per l’ammortamento dei mutui – Altre provvidenze.

Alle imprese beneficiarie della agevolazione di cui ai precedenti articoli 21 e 22 è concesso alle relative scadenze un

contributo, limitatamente alla parte concernente le opere distrutte o danneggiate, pari al 50% delle rate di mutui contratti

fino alla data del 18 febbraio 1981 con istituti di credito a medio e lungo termine scadenti tra il 22 novembre 1980 e la

data della erogazione della prima quota di contributo di cui al primo comma degli articoli 21 e 22.

Il contributo di cui al precedente comma è versato direttamente all’istituto di credito presso il quale sono in corso di

ammortamento i mutui indicati nello stesso comma.

La domanda per l’ammissione al contributo di cui al presente articolo deve essere presentata contestualmente alla

domanda per accedere all’agevolazione di cui ai precedenti articoli 21 e 22.

Le aziende e gli istituti di credito di cui all’art. 19 della legge 25 luglio 1952, n. 949, sono autorizzati, anche in deroga a

norme di legge e di statuto, a concedere finanziamenti per la durata massima di 15 anni alle imprese indicate nel primo

comma del presente articolo per le finalità di cui al primo comma degli articoli 21 e 22 compreso il finanziamento delle

scorte per un ammontare non superiore al 20% della spesa relativa ad investimenti per impianti ed attrezzature.

Il Mediocredito centrale, a fronte dei finanziamenti di cui al comma precedente, è autorizzato a destinare anche le

disponibilità riservate ad incentivi industriali ai sensi dell’art. 28, quarto comma, del decreto del Presidente della

Repubblica 9 novembre 1976, n. 902.

Il CIPE assegna, ai sensi del precedente art. 4, le disponibilità da destinare a tali interventi.

Articolo 24

Provvidenze per la cooperazione.

Presso la sezione speciale per il credito alla cooperazione della Banca nazionale del lavoro è istituito uno speciale

fondo per la erogazione di contributi in favore di cooperative di produzione-lavoro nei settori dell’agricoltura,

dell’artigianato, della pesca e del trasporto delle regioni Basilicata e Campania.

Il contributo è concesso nella misura del 75% della spesa necessaria alla ricostruzione e riattivazione di edifici e

attrezzature che abbiano subìto danni a seguito del terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981.

Le domande vanno presentate entro il 30 giugno 1982 e devono essere corredate da perizia giurata approvata dalla

commissione di cui al quarto comma del precedente art. 21, secondo le modalità ivi previste.

Per il conseguimento dei fini di cui al presente articolo il fondo di cui al primo comma viene dotato di 100 miliardi a

valere sul fondo di cui al precedente art. 3.

Mutui agevolati, a valere sul fondo di cui al precedente quarto comma, sono concessi anche alle cooperative che si

costituiscono entro il 1981 nei comuni colpiti dal terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981.

La determinazione del tasso di interesse e le modalità di gestione del fondo sono fissate con decreto del Ministro del

tesoro, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale.

Articolo 25

Impiego di lavoratori in cassa integrazione.

I lavoratori qualificati o specializzati, originari delle aree terremotate, che godono del trattamento di cassa integrazione

guadagni straordinaria presso imprese del centro-nord, possono essere avviati a posti di lavoro in relazione a richieste di

manodopera presentate alle sezioni circoscrizionali della Campania e della Basilicata che non sia possibile soddisfare

per carenza di manodopera locale.

I lavoratori di cui al primo comma debbono manifestare la propria disponibilità alle sezioni circoscrizionali, nel cui

ambito territoriale intendono essere collocati.

Nei confronti dei lavoratori occupati, ai sensi dei commi precedenti, presso datori di lavoro che operano nelle regioni

suindicate, è sospeso il trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria, permanendo la continuità del rapporto

di lavoro con l’impresa industriale di provenienza. Ai suddetti lavoratori saranno corrisposti il trattamento economico

previsto dai contratti collettivi di lavoro, da parte dei datori di lavoro che li impiegano, il rimborso delle spese di

trasferimento, da determinarsi con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, una maggiorazione del

salario pari al 20%.

Il rimborso e la maggiorazione sono a carico del fondo per la mobilità, di cui all’art. 28 della legge 12 agosto 1977, n.

675, e successive modificazioni e integrazioni.

I lavoratori, di cui al presente articolo, al termine del periodo di cassa integrazione guadagni straordinaria, possono

rientrare nell’impresa industriale di origine o in quella alla stessa subentrata.

Articolo 26

Prestazione di garanzie.

Il Ministro del bilancio e della programmazione economica è autorizzato a concedere, a valere sul fondo di cui all’art. 3,

contributi entro il limite complessivo di 20 miliardi ai consorzi promossi dalle Regioni aventi come scopo la prestazione di

garanzie ai fini di facilitare l’ottenimento del credito bancario e di ridurre gli oneri finanziari a carico delle imprese

danneggiate dal terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981.

Titolo IV

NORME PARTICOLARI PER LE ZONE DISASTRATE

Articolo 27

Direttive generali.

La ricostruzione avviene, di massima, nell’ambito degli insediamenti esistenti e, qualora vi ostino ragioni di carattere

geologico, tecnico e sociale, nel territorio comunale, e può essere realizzata anche con ampliamenti, completamenti ed

adattamenti, tecnici e funzionali, ovvero con le nuove opere ritenute necessarie per il riassetto del territorio e per il suo

sviluppo economico e sociale.

La ricostruzione salvaguarda le preesistenti caratteristiche etnico-sociali e culturali.

Nel definire le modalità di ricostruzione potranno essere previste misure destinate a ridurre i consumi energetici, in

particolare favorendo l’utilizzazione della energia solare.

Articolo 28

Ricostruzione dei comuni disastrati.

Entro 12 mesi dall’entrata in vigore della presente legge i comuni disastrati adottano o modificano il piano regolatore

generale o aggiornano il piano di ricostruzione previsto dalla legge 5 ottobre 1962, n. 1431, nel rispetto degli indirizzi di

assetto territoriale fissati dalla Regione.

Per sopperire alle immediate esigenze di ricostruzione i comuni stessi adottano o confermano tra i seguenti piani

esecutivi necessari:

a) il piano di zona redatto ai sensi della legge 18 aprile 1962, n. 167, e successive modificazioni, dimensionato sulla

base del fabbisogno di aree urbanizzate per la realizzazione di edifici residenziali distrutti e non ricostruibili in sito;

b) il piano degli insediamenti produttivi di cui all’art. 27 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, ove risultino necessarie

aree urbanizzate per la realizzazione di edifici destinati ad attività produttive, compresi quelli commerciali e turistici;

c) i piani di recupero di cui al titolo IV della legge 5 agosto 1978 n. 457, e successive modificazioni che disciplinano la

ricostruzione in sito degli edifici demoliti e da demolire, la ristrutturazione di quelli gravemente danneggiati e la

sistemazione delle aree di sedime di edifici demoliti o da demolire che non possono essere ricostruiti in sito.

I piani esecutivi di cui al comma precedente sono inquadrati in una relazione generale che illustra i riferimenti allo

strumento urbanistico vigente o adottato e che contiene: lo studio geognostico delle aree destinate all’edificazione,

nonchè i dati necessari per il dimensionamento delle aree suddette, con particolare riferimento al numero ed alla

consistenza delle famiglie da alloggiare, alla dimensione degli impianti produttivi da ricostruire, al numero degli alloggi

demoliti o da demolire, riparabili, integri.

Nel caso in cui il comune sia sprovvisto di strumento urbanistico generale, la relazione di cui al comma precedente

contiene anche i criteri generali di impostazione del piano regolatore generale, che sarà adottato entro i termini di cui al

primo comma del presente articolo.

I piani esecutivi di cui al presente articolo sono adottati dal comune, anche in variante degli strumenti urbanistici vigenti

o adottati, entro 90 giorni dalla entrata in vigore della presente legge, con deliberazione che diviene esecutiva, ai sensi

dell’art. 3 della legge 9 giugno 1947, n. 530.

I piani sono pubblicati mediante deposito presso gli uffici comunali per 10 giorni, entro i quali possono essere

presentate opposizioni. Dell’eseguito deposito è data notizia al pubblico ed agli interessati mediante affissione di

manifesti in luogo pubblico e di avviso all’albo comunale.

Nei 15 giorni successivi alla scadenza del termine per le opposizioni, i piani con le deduzioni del comune sulle stesse,

sono trasmessi alla Regione che si pronuncia in via definitiva entro 30 giorni dal ricevimento, ovvero dalla data di entrata

in vigore della presente legge per i piani già presentati. Trascorso inutilmente tale termine, i piani si intendono approvati.

Dell’approvazione è dato attestato dal sindaco con apposito decreto affisso all’albo comunale per 15 giorni.

Nel termine perentorio di cui al comma precedente la regione può suggerire modifiche che non comportino sostanziali

innovazioni o che risultino necessarie per assicurare la razionale e coordinata sistemazione delle opere e degli impianti

di interesse statale o regionale.

Il comune, nel termine di 20 giorni dalla restituzione del piano, può accogliere o rigettare i suggerimenti di cui al comma

precedente.

Dopo le determinazioni consiliari di cui al comma precedente, il piano si intende definitivamente approvato e della sua

approvazione è dato attestato dal sindaco con apposito decreto affisso all’albo comunale per 15 giorni.

L’approvazione dei piani equivale a dichiarazione di pubblica utilità, nonchè di indifferibilità e di urgenza di tutte le

opere edifici ed impianti in essi previsti.

Qualora i piani esecutivi di cui al precedente comma non pervengano alla Regione entro 120 giorni dall’entrata in

vigore della presente legge, la Regione medesima provvede in via sostitutiva.

Ove il piano di recupero di cui alla lettera c) del precedente secondo comma concerna centri di interesse storicoartistico,

devono essere sentite, prima della adozione, le competenti sovraintendenze, le quali provvedono entro 30

giorni dalla richiesta. Trascorso tale termine, il parere si ritiene acquisito.

Ai soggetti che, non potendo ricostruire in sito gli immobili distrutti o da demolire, provvedono, direttamente ovvero con

delega di cui al precedente art. 8, lettera d), alla costituzione di alloggi e di impianti produttivi sulle aree complete di

attrezzature primarie di cui alle lettere a) e b) del precedente secondo comma, le aree stesse sono cedute in proprietà

anche oltre la riserva di proprietà comunale ed indipendentemente dal possesso dei requisiti soggettivi.

Nelle more della adesione o della conferma dei piani esecutivi di cui al secondo comma del presente articolo, il

comune può autorizzare la riparazione o la ricostruzione di edifici rurali o isolati o di case sparse che risultino danneggiati

e che non siano da trasferire.

In tali casi le aree di sedime degli edifici demoliti o da demolire sono acquisite al patrimonio comunale.

I piani di ricostruzione di cui al presente articolo sono adottati nel rispetto di criteri di sicurezza geologica e sismica.

Le spese per l’elaborazione dei piani di cui al presente articolo sono a carico del fondo di cui al precedente art. 3.

Articolo 29

Attuazione dei piani di recupero.

Il comune può individuare, per l’attuazione dei piani di recupero, ambiti entro i quali l’opera di ricostruzione è realizzata

mediante interventi unitari.

In sede di attuazione dei piani di recupero il comune, in caso di inerzia dei proprietari, può sostituirsi agli stessi

mediante occupazione temporanea degli immobili ovvero per ricorso alla espropriazione.

Le prescrizioni grafiche e normative dei piani di recupero regolano le procedure per gli interventi sostitutivi, nel caso di

mancato accordo o di inerzia dei proprietari, nonchè le modalità di utilizzazione e di assegnazione delle unità riparate o

ricostruite.

Con riferimento ai casi in cui, in coerenza con quanto prescritto dal precedente art. 27, risulti opportuno mantenere e

ricostruire il tessuto edilizio preesistente al sisma, le prescrizioni grafiche e normative dei piani di recupero e, più in

generale, dei piani esecutivi di cui al precedente art. 28 regolano, inoltre, anche nei comuni dichiarati sismici, i rapporti di

altezza e di distanza fra gli edifici.

Articolo 30

Acquisizione di aree.

Per l’acquisizione di aree di cui alla lettera a) del secondo comma dell’art. 28 e dell’art. 55 valgono le disposizioni

previste dall’art. 1-quater del decreto-legge 19 marzo 1981, n. 75, convertito in legge con la presente legge.

Articolo 31

Sistemazione idrogeologica.

Ai fini della sistemazione idrogeologica, le Regioni, avvalendosi delle risorse finanziarie all’uopo assegnate dal CIPE,

realizzano nelle zone disastrate, con delega ai comuni ed alle comunità montane ed in riferimento all’intero territorio

disastrato, laghetti collinari, impianti per l’irrigazione di soccorso ed interventi di forestazione.

Articolo 32

Aree da destinare agli impianti industriali.

Le Regioni Basilicata e Campania, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, per incentivare gli

insediamenti industriali di media e piccola dimensione nonchè quelli commerciali di ambito sovracomunale, individuano

le aree a tal fine destinate.

L’individuazione di tali aree è effettuata, su proposta delle comunità montane interessate, con riferimento alle zone

disastrate, in coerenza con gli indirizzi di assetto territoriale della Regione e con l’obbiettivo di assicurare l’occupazione

degli abitanti di tali zone.

Per la progettazione ed attuazione di tutte le opere necessarie all’insediamento e ai servizi di impianti industriali, le

comunità montane interessate provvedono con il fondo di cui all’art. 3.

In tali aree le iniziative dirette alla realizzazione di nuovi stabilimenti industriali con investimenti fino a 20 miliardi e le

cui domande siano presentate entro il 30 giugno 1982 agli istituti di credito a medio termine sono ammesse alle sole

agevolazioni finanziarie previste dal precedente art. 21.

Le agevolazioni sono concesse dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, previa istruttoria tecnica

degli istituti abilitati all’esercizio del credito industriale a medio e lungo termine.

Le domande devono indicare il termine entro il quale le iniziative saranno realizzate.

Trascorso detto termine, per ragioni non dipendenti da forza maggiore e ove l’opera non abbia raggiunto il 90% della

sua realizzazione, sarà pronunciata la decadenza dei benefici concessi previa diffida all’interessato.

Articolo 33

Aree da destinare all’esercizio del commercio e dell’artigianato.

I comuni individuano nei piani di cui al precedente art. 28 le aree ed i volumi edificabili suscettibili di destinazione

all’esercizio dell’attività del commercio all’ingrosso e dell’attività artigianale, del commercio al minuto e della

somministrazione al pubblico di alimenti e bevande nonchè delle attività ausiliarie al commercio.

La determinazione del numero e dell’ampiezza di tali aree va fatta tenendo presente che nell’apprestamento dei nuovi

locali dovrà essere seguito il criterio di concentrare più attività nello stesso spazio, in particolare quelle complementari

per gamma merceologica o per tipo di funzioni svolte.

Ai titolari di aziende di commercio al minuto e di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, che hanno subìto

la distruzione o il danneggiamento dell’esercizio o che, comunque, siano stati gravemente danneggiati nella loro attività

lavorativa per effetto degli eventi sismici, l’autorizzazione al trasferimento dei propri esercizi nelle suddette aree si

intende rilasciata dietro comunicazione all’autorità comunale competente.

Articolo 34

Immobili ed attrezzature per l’esercizio del commercio e dell’artigianato.

Per gli interventi di cui ai precedenti articoli 32 e 33 il Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, sulla base

dei piani o degli indirizzi di assetto territoriale adottati dalla Regione, sottopone al CIPE entro il 31 dicembre 1981 un

programma della Società finanziaria meridionale (FIME) per la progettazione e la realizzazione degli immobili e delle

attrezzature necessarie nelle aree di cui al precedente art. 32. Il CIPE, sulla base di tale programma, assegna alla FIME

le risorse finanziarie a valere sul fondo di cui all’art. 3 della presente legge.

I locali e le attrezzature possono essere forniti agli operatori con il sistema della locazione finanziaria agevolata o

essere acquistati da questi mediante le agevolazioni di cui al precedente art. 23.

I canoni a carico del conduttore sono ridotti in misura equivalente all’importo di un contributo in conto capitale pari al

60% della spesa sostenuta.

Il canone di locazione agevolato sarà ridotto del 20% a favore delle forme associative costituite da almeno tre operatori

per l’apertura di un nuovo esercizio commerciale, a condizione che restituiscano le autorizzazioni relative ai preesistenti

esercizi.

Alla scadenza del contratto di locazione finanziaria i beni oggetto della locazione possono essere acquistati dal

conduttore per un importo pari al 5% del valore di acquisto o del costo di costruzione dei beni immobili e all’1% del valore

di acquisto dei beni mobili.

Titolo V

PROGETTI REGIONALI DI SVILUPPO

Articolo 35

Definizione dei progetti.

Le Regioni Basilicata e Campania provvedono alla predisposizione di piani di assetto del territorio e di progetti di

sviluppo con priorità per le aree disastrate per l’area napoletana, per le aree più densamente popolate dell’area

salernitana e per le aree interne.

I piani ed i programmi di cui al presente articolo sono approvati con deliberazione del consiglio regionale ed inviati al

CIPE che, su proposta del Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, assegna le relative risorse finanziarie

in accordo con il programma triennale e tenendo conto dei programmi pluriennali di cui al successivo art. 36.

Articolo 36

Programma di attuazione dei piani e dei progetti regionali di sviluppo.

Per l’attuazione dei piani e dei progetti di cui al precedente art. 35 le Regioni predispongono programmi pluriennali di

intervento con l’individuazione delle opere da realizzare e dei soggetti pubblici e privati responsabili.

I programmi indicano altresì le priorità di intervento, le relative modalità di realizzazione e di gestione nonchè i tempi di

attuazione e di finanziamento, stabilendo inoltre i termini sostitutivi nei confronti di eventuali inadempimenti dei soggetti

responsabili.

I programmi pluriennali di attuazione sono approvati dal CIPE con riferimento ai piani ed ai progetti di sviluppo di cui al

precedente art. 35.

Anche prima dell’approvazione del programma di sviluppo regionale di cui al precedente art. 35, su richiesta delle

amministrazioni locali interessate, il Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno sottopone all’approvazione del

CIPE un piano sia per l’avvio immediato del risanamento urbano del comune di Napoli e di altri comuni con elevata

densità abitativa colpiti dal sisma, sia per la realizzazione di opere urgenti riguardanti le altre aree previste al primo

comma del medesimo art. 35, da realizzare con le disponibilità di cui al successivo art. 38.

Articolo 37

Programmi speciali di metanizzazione.

Entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro dell’industria, del commercio e

dell’artigianato, d’intesa con il Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, sentite le Regioni Basilicata e

Campania, l’ANCI e la CISPEL, il CIPE approva un programma integrativo speciale di metanizzazione nelle regioni

Campania e Basilicata con le indicazioni dei comuni interessati all’attuazione del programma stesso, delle previste aree

industriali, degli adduttori secondari che si rendono necessari.

Per l’attuazione del programma di cui al comma precedente è autorizzata la spesa di lire 100 miliardi utilizzando i

contributi del fondo di sviluppo regionale.

Contestualmente all’approvazione del programma, il CIPE stabilisce altresì la ripartizione delle somme da destinare

alle agevolazioni a favore delle reti urbane, delle aree industriali e degli adduttori.

Per quanto altro non previsto si applica l’art. 11 della legge 28 novembre 1980, n. 784.

Articolo 38

Finanziamento dei progetti regionali di sviluppo.

Al finanziamento dei piani e dei progetti regionali di sviluppo di cui al presente titolo, si provvede con le disponibilità

attribuite dalle leggi per la realizzazione degli interventi straordinari nel Mezzogiorno e per il 1981 con lo stanziamento di

2.000 miliardi, di cui alla legge 30 marzo 1981, n. 119, nonchè con i fondi e i finanziamenti comunitari e con il ricavato di

prestiti esteri.

Titolo VI

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PUBBLICA ISTRUZIONE E DI BENI CULTURALI

Capo I

Università degli studi della Basilicata.

Articolo 39

Istituzione.

Con effetto dall’anno accademico 1982-1983 è istituita l’Università statale degli studi della Basilicata con sede in

Potenza.

L’Università suindicata è compresa tra quelle previste dall’art. 1, n. 1), del testo unico delle leggi sulla istruzione

superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592, e successive modificazioni.

Per le spese di funzionamento e per l’istituzione dei nuovi posti di personale non docente necessari nella Università

della Basilicata, è previsto uno stanziamento di lire 15 mila milioni per gli anni finanziari 1982 e 1983, dei quali 13 mila

milioni a valere sui fondi stanziati con la presente legge.

Articolo 40

Facoltà e corsi di laurea.

L’Università statale degli studi della Basilicata comprende le seguenti facoltà e, nella prima applicazione, i corsi di

laurea a fianco di ciascuna indicati:

a) scienze matematiche, fisiche e naturali, con i corsi di laurea in matematica e in chimica;

b) ingegneria, con i corsi di laurea in ingegneria civile, sezione edile, in ingegneria civile per la difesa del suolo e la

pianificazione territoriale e in ingegneria idraulica;

c) lettere e filosofia, con il corso di laurea in lingue e letterature straniere moderne;

d) agraria, con i corsi di laurea in scienze delle preparazioni alimentari, in scienze forestali e in scienze agrarie.

Articolo 41

Organici del personale docente e non docente.

Nella prima applicazione della presente legge all’Università degli studi della Basilicata sono assegnati i professori

ordinari e straordinari, i professori associati e i ricercatori di ruolo ripartiti per facoltà, e il personale non insegnante di

ruolo di cui alle tabelle A e B allegate al presente articolo.

I posti relativi ai professori ordinari, straordinari, associati e ai ricercatori sono prelevati dalle dotazioni organiche di cui

al decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.

I ruoli organici nazionali del personale non docente sono aumentati delle unità previste dall’allegata tabella B.

Tabella A

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELLA BASILICATA

Posti di professori e dei ricercatori di ruolo.

Posti

Facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali.

Professori ordinari …………………………….. 12

Professori associati ……………………………. 12

Ricercatori ……………………………………. 14

Facoltà di ingegneria.

Professori ordinari …………………………….. 12

Professori associati ……………………………. 12

Ricercatori ……………………………………. 14

Facoltà di lettere e filosofia.

Professori ordinari …………………………….. 10

Professori associati ……………………………. 10

Ricercatori ……………………………………. 12

Facoltà di agraria.

Professori ordinari …………………………….. 12

Professori associati ……………………………. 12

Ricercatori ……………………………………. 14

Tabella B

Posti del personale non docente di ruolo.

Posti

Carriera amministrativa delle segreterie universitarie:

primo dirigente ………………………………. 1

direttivi ……………………………………. 4

Carriera direttiva di ragioneria delle segreterie

universitarie ………………………………… 2

Carriera di concetto di ragioneria delle segreterie

universitarie ………………………………… 3

Carriera di concetto amministrativa delle segreterie

universitarie ………………………………… 8

Carriera esecutiva amministrativa delle segreterie

universitarie ………………………………… 25

Carriera direttiva del personale delle biblioteche

universitarie ………………………………… 1

Carriera di concetto del personale delle biblioteche

universitarie ………………………………… 7

Carriera direttiva dei tecnici laureati …………… 5

Carriera di concetto dei tecnici coadiutori ……….. 16

Carriera esecutiva dei tecnici …………………… 25

Carriera direttiva degli ingegneri degli uffici

tecnici ……………………………………… 1

Carriera di concetto dei tecnici degli uffici tecnici.. 1

Carriera ausiliaria …………………………….. 20

Operai di prima categoria ……………………….. 1

Operai di seconda categoria ……………………… 4

Operai di terza categoria ……………………….. 6

In applicazione della legge 11 luglio 1980, n. 312, il Ministro della pubblica istruzione, con proprio decreto, determinerà

la corrispondenza delle qualifiche sopra indicate con i livelli di cui alla stessa legge n. 312.

Il 20% dei posti previsti per ciascuna carriera dalla presente tabella sarà assegnato per trasferimento; i rimanenti posti

per pubblico concorso.

Articolo 42

Comitato tecnico-amministrativo.

Nella Università degli studi della Basilicata, fino all’insediamento del relativo consiglio di amministrazione le attribuzioni

demandate dalle vigenti disposizioni di legge e di regolamento al consiglio medesimo sono esercitate da un comitato

tecnico-amministrativo nominato dal Ministro della pubblica istruzione, composto dai seguenti membri:

a) tre professori ordinari, di cui due designati dal Consiglio universitario nazionale e uno designato dal Ministro della

pubblica istruzione;

b) due rappresentanti della Regione;

c) un rappresentante del Ministero della pubblica istruzione.

Del comitato fa anche parte con funzioni di presidente il rettore dell’Università. Fino all’elezione del rettore la

presidenza del comitato spetta al professore ordinario designato dal Ministro della pubblica istruzione.

Articolo 43

Comitati ordinatori.

Nell’Università degli studi della Basilicata, le attribuzioni demandate ai consigli di facoltà dalle vigenti disposizioni di

legge e di regolamento, qualora non sia possibile procedere all’immediata costituzione del consiglio di facoltà, vengono

esercitate da un comitato ordinatore composto ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n.

102.

Articolo 44

Rettore.

Nella prima applicazione della presente legge il rettore dell’Università degli studi della Basilicata sarà eletto dai membri

del comitato ordinatore nel proprio seno.

Articolo 45

Inizio dei corsi di laurea.

In relazione alle disponibilità edilizie, di arredamento e di attrezzature didattiche e scientifiche dell’Università degli studi

della Basilicata, assicurate anche da parte di enti locali e di privati riuniti eventualmente in consorzio mediante

convenzioni, con decreto del Ministro della pubblica istruzione, su proposta del consiglio di amministrazione, e, in sua

mancanza, del comitato tecnico-amministrativo, sentiti i consigli di facoltà, o, in loro mancanza, i comitati ordinatori sarà

stabilito l’inizio dei corsi di laurea di cui ai precedenti articoli.

Articolo 46

Statuto.

Entro 180 giorni dalla data del decreto di nomina dei comitati ordinatori sarà emanato, nelle forme e con le modalità

previste dall’art. 17 del testo unico delle leggi sull’istruzione superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n.

1592, e successive modificazioni, lo statuto dell’Università degli studi della Basilicata.

Lo statuto andrà in vigore dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Articolo 47

Norme di rinvio e finali.

Per tutto quanto non previsto dalla presente legge si applicano le norme vigenti per l’ordinamento universitario.

Capo II

Facoltà di ingegneria nell’Università di Salerno.

Articolo 48

Istituzione.

A decorrere dall’anno accademico 1981-1982 è istituita presso l’Università degli studi di Salerno la facoltà di ingegneria

comprendente, in prima applicazione, i corsi di laurea in ingegneria e tecnologia industriale e in ingegneria civile per la

difesa del suolo e la pianificazione territoriale.

I corsi del biennio propedeutico di ingegneria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 agosto 1971, n. 1379,

attualmente funzionanti presso la facoltà di scienze matematiche, fisiche e Naturali dell’Università di Salerno, cessano di

funzionare come corsi della predetta facoltà e costituiscono corsi normali della facoltà di ingegneria.

Con apposito decreto del Presidente della Repubblica, da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della

presente legge, sarà stabilita, nelle forme e con le modalità previste dall’art. 17 del testo unico delle leggi sull’istruzione

superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592, l’ordinamento della facoltà e dei relativi corsi di laurea,

di cui alla tabella XXIX dell’ordinamento didattico universitario.

I corsi del triennio saranno attivati gradualmente a decorrere dall’anno accademico 1981-1982.

I posti di ruolo del personale docente ricercatore e non docente attualmente assegnati al biennio propedeutico di

ingegneria sono trasferiti alla facoltà di ingegneria. Alle ulteriori esigenze di personale docente e non docente si

provvederà con decreto del Ministro della pubblica istruzione utilizzando rispettivamente le dotazioni organiche di cui al

decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e alla legge 11 luglio 1980, n. 312. Con l’attivazione del

triennio viene costituito un comitato ordinatore, con le attribuzioni del consiglio di facoltà, composto ai sensi del decreto

del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 102. Fanno parte altresì del comitato i professori di ruolo trasferiti ai

sensi del presente comma.

Alle spese di funzionamento della facoltà di ingegneria si farà fronte con i normali stanziamenti degli appositi capitoli di

bilancio del Ministero della pubblica istruzione.

Capo III

Disposizioni varie.

Articolo 49

Tirocinio degli insegnanti della scuola materna statale.

Per i candidati al concorso ordinario per esami e titoli a posti di insegnante di ruolo di scuola materna statale bandito ai

sensi dell’ordinanza ministeriale 10 novembre 1979, n. 272, il tirocinio svolto in scuole aventi sede nei comuni colpiti dal

terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981 è valido purchè la durata del servizio prestato ed il numero di ore

svolte per le attività teoriche non siano inferiori ad un quarto di quelli prescritti.

Articolo 50

Disposizioni per gli alunni.

Per l’anno scolastico 1980-1981, i consigli di classe o di interclasse delle scuole ed istituti aventi sede nei comuni

colpiti dal terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981, qualora non dispongano di alcun elemento che consenta la

valutazione periodica degli alunni, possono stabilire, con deliberazione motivata, di procedere anche nei confronti di

singoli alunni, ad un’unica valutazione, in sede di giudizio finale.

La disposizione di cui al comma precedente si applica anche nei confronti degli alunni già frequentanti scuole od istituti

aventi sede nei comuni di cui al primo comma e che abbiano ottenuto l’iscrizione in scuole od istituti di altro comune.

Per le scuole ed istituti aventi sede nei comuni di cui al primo comma, non si applica, per l’anno scolastico 1980-1981,

il disposto del secondo comma dell’articolo 11 della legge 4 agosto 1977, n. 517.

Fermo restando quanto disposto dal primo comma dell’art. 11 della legge 4 agosto 1977, n. 517, presso le scuole ed

istituti di cui al precedente comma, nei quali ne sia ravvisata la necessità in relazione allo svolgimento dell’anno

scolastico dovranno essere svolti, dai docenti delle medesime scuole ed istituti, nell’ambito del normale orario di servizio,

appositi corsi di integrazione per gli alunni delle prime classi e di recupero per gli alunni delle classi successive. Tali corsi

saranno effettuati dal 1° settembre al 30 settembre 1981 per le scuole dell’obbligo, per gli alunni delle scuole ed istituti di

istruzione secondaria superiore ed artistica, dal 10 al 30 settembre.

Articolo 51

Abrogazione ed integrazione di norme.

Il secondo comma dell’art. 2-bis del decreto-legge 13 febbraio 1981, n. 19, convertito, con modificazioni, nella legge 15

aprile 1981, n. 128, è abrogato.

Restano salve le domande di partecipazione ai giudizi per l’inquadramento nel ruolo o dei ricercatori, di cui all’art. 5 del

decreto-legge 19 marzo 1981, n. 75, convertito in legge con la presente legge, presentato anteriormente alla data di

entrata in vigore del decreto stesso.

Articolo 52

Assegnazioni provvisorie di sede.

Limitatamente all’anno scolastico 1981-1982 l’assegnazione provvisoria di sede può essere concessa, oltre che nelle

ipotesi previste dall’art. 59 della legge 11 luglio 1980, n. 312, anche nel caso di distruzione o comunque di dichiarazione

di inabitabilità dell’alloggio del richiedente verificatasi a seguito del sisma del novembre 1980 e febbraio 1981.

Il personale che versi nelle condizioni di cui sopra ha diritto alla precedenza assoluta rispetto ad altri eventuali aspiranti

ad assegnazione provvisoria alla medesima sede in possesso dei titoli indicati dalle apposite ordinanze ministeriali

relative all’anno scolastico 1981-1982. Nel caso di più aspiranti alla medesima sede che versino nelle condizioni di cui al

primo comma si tiene conto delle ulteriori precedenze e del punteggio spettante ai singoli interessati in base alle tabelle

di valutazione allegate alle menzionate ordinanze ministeriali.

Capo IV

Beni culturali.

Articolo 53

Programmi del Ministero per i beni culturali e ambientali.

Il Ministero per i beni culturali e ambientali, nel quadro dei programmi di cui all’art. 17, definisce un piano straordinario

nel quale sono individuati gli interventi da attuare prioritariamente per assicurare la riapertura e il funzionamento dei

fondamentali istituti bibliotecari, museali, archivistici, monumentali, archeologici delle due regioni. Tale piano potrà

prevedere anche forme di riattivazione parziale e dovrà individuare adeguate strutture di ricovero dei beni mobili salvati

dalla distruzione dei centri colpiti dal terremoto, garantendo l’idoneità dal punto di vista della sicurezza e dei requisiti

ambientali, nonchè, possibilmente l’accesso da parte del pubblico o, comunque, degli studiosi.

Il Ministero per i beni culturali e ambientali organizza altresì, sentito il parere del Consiglio nazionale per i beni culturali

e ambientali e con l’assistenza degli istituti centrali, corsi di qualificazione e di aggiornamento sui problemi della

salvezza, del recupero e del restauro del patrimonio culturale danneggiato dal terremoto.

Comuni singoli o comuni associati, nonchè le comunità montane, possono proporre, entro 60 giorni dall’approvazione

della presente legge, un programma per la riattivazione o per la costruzione di strutture destinate ad attività bibliotecarie,

di pubblica lettura e per lo svolgimento di iniziative culturali di base. Le richieste sono trasmesse alla Regione che

predispone entro 60 giorni, d’intesa con gli enti locali interessati, il piano degli interventi.

Titolo VII

NORME FINALI

Capo I

Semplificazione delle procedure.

Articolo 54

Controlli.

Per tutti gli atti e provvedimenti inerenti alla realizzazione di opere o di interventi ed alla concessione di contributi, da

parte dello Stato, previsti dalla presente legge, i relativi controlli sono esercitati in via successiva.

Per la somministrazione di fondi ai funzionari delegati si fa deroga al limite previsto dall’art. 56 del regio decreto 18

novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni.

Nelle regioni Basilicata e Campania, le deliberazioni degli organi regionali sono soggette soltanto al controllo di

legittimità disciplinato dall’art. 45 della legge 10 febbraio 1953, n. 62, e il termine di venti giorni di cui al secondo comma,

secondo periodo, è ridotto alla metà.

Nei comuni e nelle provincie soggetti alle disposizioni della presente legge, le deliberazioni dei relativi organi sono

sottoposte soltanto al controllo di legittimità disciplinato dall’art. 59 della legge 10 febbraio 1953, n. 62, e il termine di

venti giorni di cui al secondo comma, secondo periodo, è ridotto alla metà.

Articolo 55

Piani urbanistici dei comuni danneggiati dal terremoto.

Le disposizioni di cui ai precedenti articoli 28 e 29 si applicano anche agli altri comuni danneggiati dal terremoto del

novembre 1980 e del febbraio 1981, anche se non sono obbligati all’adozione di uno dei piani di cui al predetto art. 28.

Le spese per l’elaborazione dei piani di cui al presente articolo sono a carico del fondo di cui al precedente art. 3.

Articolo 56

Autorizzazione ai lavori.

Per tutti gli interventi di riparazione e di ristrutturazione edilizia degli edifici e delle abitazioni comunque colpiti

dall’evento sismico, la concessione prevista dall’art. 9, lettere a) e b), della legge 28 gennaio 1977, n. 10, è sostituita da

una autorizzazione del sindaco ad eseguire i relativi lavori.

La norma di cui al precedente comma trova applicazione per quelle ristrutturazioni urbanistiche che siano conformi agli

strumenti urbanistici esecutivi vigenti.

Non sono soggette nè a concessione nè ad autorizzazione del sindaco le opere temporanee per attività di ricerca nel

sottosuolo che abbiano carattere geognostico.

L’autorizzazione, comunque posta in essere, non pregiudica i diritti del conduttore.

Per gli interventi su edifici soggetti ai vincoli di cui alle leggi 1° giugno 1939, n. 1089, e 29 giugno 1939, n. 1497, resta

fermo l’obbligo delle autorizzazioni previste dalle leggi medesime.

Per tutte le opere che verranno eseguite in dipendenza del sisma non si applicano le disposizioni di cui all’art. 3 della

legge 28 gennaio 1977, n. 10.

Per gli edifici situati in zone agricole la riparazione e la ricostruzione può essere effettuata in deroga agli indici di

fabbricabilità prescritti dalle norme vigenti purchè la differenza tra il volume ricostruito e quello preesistente non superi il

30%.

Qualora gli strumenti urbanistici generali subordinino il rilascio della concessione alla formazione del piano

particolareggiato, in assenza di questo, la ristrutturazione edilizia degli edifici danneggiati è consentita previa formazione

di piani di recupero redatti secondo il titolo IV della legge 5 agosto 1978, n. 457.

Alla presentazione di proposta di piano di recupero possono provvedere oltre ai soggetti di cui all’art. 30 della stessa

legge 5 agosto 1978, n. 457, gli enti delegati di cui alla lettera d) del precedente art. 8.

Le procedure di approvazione dei piani di recupero seguono quelle stabilite dal precedente art. 28.

Articolo 57

Intese Stato-Regioni.

Ai fini dell’intesa di cui all’art. 81 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, qualora la Regione

non proponga osservazioni nel termine di trenta giorni dalla data di ricevimento del progetto di massima od esecutivo,

l’intesa si intende raggiunta, fermo quanto disposto dall’ultimo comma del precedente art. 36.

Articolo 58

Lavori di ripristino e restauro del patrimonio d’interesse culturale.

I lavori per il ripristino ed il restauro del patrimonio monumentale, archeologico, storico, artistico, librario, archivistico,

danneggiato dal terremoto, indicati nei programmi approvati dal CIPE, sono considerati urgenti. Per i suddetti lavori non

sono richiesti i pareri ed i controlli preventivi previsti dalle norme vigenti in materia di contabilità di Stato e sono

decuplicati i limiti di spesa stabiliti con le leggi 1° marzo 1975, n. 44, e 28 dicembre 1977, n. 970, e con il decreto del

Presidente della Repubblica 17 maggio 1978, n. 509.

Articolo 59

Procedure di aggiudicazione dei lavori.

Per l’aggiudicazione dei lavori sino all’importo previsto dall’art. 1 della legge 8 agosto 1977, n. 584, in appalto con il

sistema della licitazione privata o dell’appalto concorso le forme di pubblicità prescritte dall’art. 7 della legge 2 febbraio

1973, n. 14, sono sostituite, fino al 31 dicembre 1983, dall’affissione all’albo dell’amministrazione appaltante per almeno

dieci giorni nonchè dalla pubblicazione su un quotidiano diffuso nella Regione.

Nel caso di lavori di importo fino a 500 milioni di lire, il certificato di collaudo è sostituito da quello di regolare

esecuzione, da emettere non oltre tre mesi dalla data di ultimazione.

Capo II

Disposizioni organizzative.

Articolo 60

Comuni e comunità montane.

Per l’espletamento dei compiti tecnici, attinenti la ricostruzione, i comuni, ad integrazione dei piani di riorganizzazione,

sono autorizzati ad avvalersi di personale qualificato, mediante convenzione da stipularsi per il tempo strettamente

necessario e comunque per un periodo non superiore a tre anni.

I relativi provvedimenti saranno esaminati dalla Commissione centrale per la finanza locale per l’esame degli organici

nel termine massimo di 10 giorni dalla ricezione dei rispettivi atti.

Trascorso il predetto termine i provvedimenti si intendono approvati, salvo che la Commissione non abbia richiesto per

una sola volta il riesame del provvedimento.

Le maggiori spese derivanti dalla utilizzazione del personale di cui al precedente primo comma sono regolate secondo

quanto disposto dall’art. 19 del decreto-legge 28 febbraio 1981, n. 38, convertito, con modificazioni, nella legge 23 aprile

1981, n. 153.

Le Regioni Basilicata e Campania possono istituire appositi uffici geologici regionali, con il compito di svolgere analisi

sistematiche finalizzate alla individuazione di norme e di indirizzi per la salvaguardia e la disciplina d’uso del territorio

regionale, nonchè di coordinare l’attività svolta dagli enti locali subregionali in materia.

Per l’espletamento dei compiti tecnici di cui alla presente legge e per il coordinamento dell’assistenza tecnica ai

comuni, ricadenti nell’ambito dei rispettivi territori, le comunità montane Alta Irpinia, Alto e Medio Sele, Irno, Marmo,

Melandro, Tanagro, Terminio-Cervialto e Vulture possono avvalersi, a carico del fondo di cui al precedente art. 3, di

persona]e incaricato con apposita convenzione per un periodo non superiore a tre anni.

Per l’assistenza tecnica ai comuni e alle comunità montane e per garantire un’efficace ed unitaria gestione dei servizi

sociali, le Regioni Basilicata e Campania possono istituire appositi uffici tecnici locali, con riferimento alle unità sanitarie

locali o ad aggregazioni sovracomunali all’interno di esse.

I comuni possono avvalersi per la redazione degli strumenti urbanistici della opera di liberi professionisti singoli od

associati.

Per le finalità di cui alla lettera b) del precedente art. 7 ed alla lettera f) del precedente art. 8 potrà essere previsto

l’apporto di personale e di mezzi di comuni, provincie e Regioni sulla base di apposite convenzioni e delle direttive

generali emanate dalle Regioni Basilicata e Campania.

Articolo 61

Riammissione in servizio di ufficiali delle Forze armate.

Sono convalidate le riammissioni in servizio degli ufficiali in ausiliaria delle Forze armate in aspettativa per riduziòne di

quadri, effettuate dal Ministro della difesa su richiesta del Ministro del bilancio e della programmazione economica nel

periodo dal 23 novembre 1980 fino al trentunesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge,

per le esigenze di programmazione, di verifica e di elaborazione dati, connesse con l’opera di ricostruzione delle zone

terremotate.

Per i medesimi fini il Ministro della difesa, su richiesta del Ministro del bilancio e della programmazione economica, è

autorizzato a riammettere in servizio ufficiali in ausiliaria delle Forze armate in aspettativa per riduzione dei quadri,

ponendoli a disposizione del Ministro del bilancio e della programmazione economica.

Per gli ufficiali riammessi ai sensi dei precedenti commi, non opera il disposto dell’art. 3 della legge 10 dicembre 1973,

n. 804.

Articolo 62

Personale dell’amministrazione dello Stato e degli enti pubblici.

Tutte le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici provvedono all’immediata copertura delle vacanze esistenti nei

rispettivi uffici della Basilicata e Campania, fatte salve le strette esigenze funzionali degli uffici dai quali il personale

stesso dovrà essere tratto.

Alle suddette coperture di vacanze si provvede – indipendentemente dalla pubblicazione delle stesse, ove prescritta – a

domanda dei dipendenti in servizio in altre regioni, qualunque sia il tempo trascorso dal trasferimento o dall’assunzione

in servizio nella sede dalla quale sono tratti.

Per le vacanze non coperte a domanda, si provvede con trasferimenti d’ufficio; in tale ultimo caso il servizio prestato

nelle zone terremotate – per un periodo non inferiore a due anni e non superiore a cinque – sarà valutato al massimo ai

fini del punteggio da attribuire in occasione della partecipazione a concorsi.

Articolo 63

Segreteria del CIPE.

Per le esigenze derivanti dai servizi di segreteria del CIPE connessi con l’attuazione della presente legge, il Ministro

del bilancio e della programmazione economica può assumere personale nel limite di tre unità, avvalendosi dei contratti

di cui all’art. 3 del decreto-legge 24 luglio 1973, n. 428, convertito nella legge 4 agosto 1973, n. 497, omesso il parere del

Comitato tecnico scientifico.

Per le medesime esigenze il limite di cui all’art. 5, ultimo comma, del decreto-legge di cui al primo comma è elevato di

10 unità.

Capo III

Disposizioni varie.

Articolo 64

Utilizzo di fondi disponibili dell’INAIL.

Il 50% dei fondi disponibili dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro per il triennio 1981-

1983 derivanti dagli aumenti delle riserve tecniche e destinati agli investimenti immobiliari ai sensi dell’art. 65 della legge

30 aprile 1969, n. 153 – modificato dall’art. 20 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 629, convertito, con modificazioni,

nella legge 15 febbraio 1980, n. 25 – e dell’art. 2, lettera c), della legge 5 agosto 1978, n. 457, sarà utilizzato dal predetto

Istituto, d’intesa con le amministrazioni competenti, per la costruzione di edifici relativi alle strutture sanitarie di base, agli

uffici pubblici e socio-sanitari nonchè per il finanziamento della costruzione di alloggi di edilizia economica e popolare da

parte di cooperative nei comuni indicati nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al decreto-legge 13

febbraio 1981, n. 19, convertito, con modificazioni, nella legge 15 aprile 1981, n. 128.

Articolo 65

Riparazione degli immobili di interesse storico-artistico.

Il contributo per la riparazione di immobili destinati ad uso pubblico, riconosciuti, alla data del 23 novembre 1980, di

interesse storico, artistico e monumentale, ai sensi della legge 1° giugno 1939, n. 1089, nonchè degli immobili adibiti a

fini di culto o appartenenti a comunità religiose, è pari alla intera spesa occorrente, ferma rimanendo la destinazione dei

predetti immobili per la durata di 29 anni. Il mutamento di destinazione prima del detto termine comporta restituzione del

contributo.

Per gli edifici pubblici, di cui alla legge 1° giugno 1939, n. 1089, il relativo progetto e l’importo del contributo devono

essere approvati con provvedimento del Ministro per i beni culturali ed ambientali; quando si tratti di interventi per la

ristrutturazione e stabilità delle strutture degli edifici è previsto il concerto del Ministro dei lavori pubblici.

Per gli altri immobili di cui al primo comma, il relativo progetto e l’importo del contributo devono essere approvati ai

sensi dell’art. 14 della presente legge.

Articolo 66

Pubblicità turistica all’estero.

I Ministri del turismo e dello spettacolo, per i beni culturali e ambientali e le Regioni Basilicata e Campania provvedono,

nell’ambito delle rispettive competenze, con l’ausilio tecnico dell’ENIT, ad un programma straordinario di promozione e di

pubblicità turistica all’estero, anche mediante interventi e sostegni a manifestazioni culturali, artistiche, sportive e di

spettacolo, con una spesa massima di 6 miliardi di lire.

Articolo 67

Potenziamento dell’Istituto geografico militare.

Per le esigenze dell’Istituto geografico militare, connesse con gli interventi nelle zone colpite dal terremoto del

novembre 1980 e del febbraio 1981, il Ministro della difesa, entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge,

è autorizzato ad assumere, a parziale copertura delle vacanze di organico, i candidati risultati idonei nei concorsi,

espletati nell’ultimo triennio, per l’accesso alle carriere dell’Istituto stesso.

Qualora con le assunzioni di cui al comma che precede non sia raggiunto il limite di 60 unità, il Ministro della difesa è

autorizzato a portare i residui posti sino a 60 in aumento al numero di quelli eventualmente da coprire con concorsi già

banditi ovvero indicendo apposito concorso.

Al fine della più sollecita acquisizione del personale occorrente, il concorso di cui al comma che precede sarà espletato

mediante unica prova d’esame consistente nel colloquio previsto dal bando di concorso, nel corso del quale sarà

accertata anche la predisposizione al disegno ed alla visione stereoscopica.

Articolo 68

Prestazione del servizio militare in comuni terremotati.

I giovani di leva del triennio 1981-1983, residenti nei comuni danneggiati dal terremoto, che intendano prestare servizio

civile nelle zone terremotate, presentano apposita domanda al Ministero della difesa.

Il Ministro della difesa dà disposizioni per l’inizio del servizio entro due mesi dalla domanda, in rapporto alle richieste

motivate che gli enti locali fanno pervenire al Ministero stesso.

Il periodo di servizio prestato vale come periodo di ferma militare previsto per la rispettiva forza armata di

appartenenza.

Il Ministro della difesa adotta una procedura semplificata per stipulare convenzioni con gli enti locali delle zone

terremotate che presentino domanda di utilizzazione di giovani di leva in servizio civile.

Agli enti convenzionati viene erogata, in considerazione delle eccezionali condizioni di disagio, una somma integrativa

della quota già prevista dalla legge 15 dicembre 1972, n. 772, per il mantenimento di giovani di leva in servizio civile.

I giovani di leva di cui al primo comma che hanno presentato domanda richiamandosi alla legge 15 dicembre 1972, n.

772, anteriormente all’entrata in vigore della presente legge, ed in attesa di riconoscimento, possono optare, a richiesta,

per il servizio civile da prestarsi secondo le modalità previste dal presente articolo.

I giovani di leva sopraindicati in servizio civile vengono impiegati nell’ambito della protezione civile e della ricostruzione

secondo modalità da definire da parte dei Ministeri della difesa, dell’interno, dei lavori pubblici e per i beni culturali e

ambientali.

Vengono istituiti corsi di formazione, della durata di 30 giorni, all’interno del periodo di servizio civile, gestiti dal

comitato regionale della protezione civile, a tal uopo designato dal competente Ministero.

A detti corsi partecipano tutti i giovani che prestano il servizio civile.

Articolo 69

Relazione al Parlamento.

Il Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno invia semestralmente ai Presidenti delle Camere una relazione

scritta sull’attuazione degli interventi previsti dalla presente legge. A tale fine, le Regioni trasmettono ogni sei mesi una

relazione sullo stato di attuazione degli interventi di loro competenza.

Il Governo riferisce contestualmente sul rispetto, per le regioni colpite dal terremoto, della riserva di cui all’art. 107 del

testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218.

Il mancato rispetto di tale riserva, a partire dal 1° gennaio 1982, da parte delle amministrazioni centrali dello Stato,

delle aziende autonome e degli enti pubblici a carattere nazionale, preclude la possibilità di attingere al fondo di cui

all’art. 3 della presente legge.

Articolo 70

Proroga delle aspettative.

Le aspettative a favore degli amministratori comunali, già autorizzate dal Commissario straordinario del Governo per le

zone terremotate della Campania e della Basilicata, sono prorogate al 31 dicembre 1981.

Articolo 71

Costruzioni nelle zone sismiche.

Per le costruzioni in corso nelle zone sismiche di nuova classificazione la denuncia di cui al quinto comma dell’art. 30

della legge 2 febbraio 1974, n. 64, può essere presentata entro venti giorni dall’entrata in vigore della presente legge.

Capo IV

Agevolazioni fiscali.

Articolo 72

Acquisto di immobili.

Gli atti di primo acquisto, stipulati fino al 31 dicembre 1984, di aree da destinare alla costruzione di edifici, anche se

distrutti o danneggiati, destinati ad essere ricostruiti o riparati, sono soggetti alle imposte di registro, ipotecarie e catastali

in misura fissa, a condizione che l’acquirente risulti danneggiato, abbia la propria residenza nei comuni colpiti dal

terremoto da data anteriore al 24 novembre 1980 e la conservi alla data dell’acquisto.

Salvo il caso di forza maggiore, l’acquirente decade dai benefici previsti dal comma precedente qualora gli edifici

distrutti o danneggiati non vengano ricostruiti o riparati entro tre anni dall’acquisto e, nel caso di acquisto di terreni, ove

entro lo stesso termine non venga ultimata la costruzione.

Nel caso di acquisto dei terreni di cui al primo comma, i benefici ivi previsti sono estesi al suolo attiguo all’edificio

limitatamente al doppio dell’area coperta dalla costruzione. Sulla parte di suolo eccedente sono dovute, a costruzione

ultimata, le imposte di registro, ipotecarie e catastali nella misura ordinaria.

Nei comuni dotati di piano regolatore generale o di programma di fabbricazione, il beneficio si applica all’intera area

necessaria per realizzare i volumi fabbricabili stabiliti dalle norme o prescrizioni urbanistiche per le zone residenziali.

Per conseguire le agevolazioni tributarie previste dal presente articolo deve essere prodotta dichiarazione rilasciata in

carta semplice dalle competenti amministrazioni comunali, attestante il possesso da parte dell’acquirente dei requisiti di

cui al precedente primo comma.

Per la conferma delle agevolazioni stesse, l’interessato dovrà produrre, entro tre anni dalla data di registrazione

dell’atto di primo acquisto, attestazione del comune da cui risulti che ha soddisfatto le condizioni di cui ai precedenti

commi secondo, terzo e quarto.

Articolo 73

Esenzione da imposte e tasse.

Le domande, gli atti, i provvedimenti, i contratti, comunque relativi all’attuazione delle leggi per la ricostruzione e lo

sviluppo delle zone colpite dal terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981 e qualsiasi documentazione diretta a

conseguirne i benefici sono esenti dalle imposte di bollo di registro, ipotecarie e catastali e dalle tasse di concessione

governativa, nonche dagli emulumenti ipotecari di cui all’art. 20 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre

1972 n. 635, e dai tributi speciali di cui alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,

n. 648.

E fatta salva l’imposta di bollo sulle cambiali e sui titoli di credito.

Articolo 74

Agevolazioni in materia di indennizzi.

Gli indennizzi corrisposti da società di assicurazione per danni subiti in conseguenza del terremoto non concorrono alla

formazione del reddito imponibile delle imprese beneficiarie limitatamente alla differenza tra l’ammontare dell’indennizzo

e l’ultimo valore dei beni al netto degli ammortamenti effettuati, riconosciuto ai fini delle imposte sul reddito.

Articolo 75

Limiti alla cumulabilità.

Le provvidenze disposte con la presente legge non sono cumulabili con quelle previste ai medesimi titoli da leggi statali

o regionali.

Dalle provvidenze di cui alla presente legge si detraggono il 25% del contributo eventualmente ricevuto ai sensi dell’art.

3, lettera d) del decreto-legge 26 novembre 1980, n. 776, convertito, con modificazioni, nella legge 22 dicembre 1980, n.

874, nonchè le somme percepite a titolo di indennizzo relative ai contratti di assicurazione concernenti i danni derivanti

dal sisma.

L’assegnazione in proprietà di un alloggio sostituisce il diritto ai contributi di cui alla lettera a) del precedente art. 8.

Per i contributi di cui agli articoli 21 e 22 la detrazione di cui al precedente secondo comma è limitata al 25% delle

somme percepite a titolo di indennizzo relative ai contratti di assicurazione concernenti i danni derivanti dal sisma a

condizione che siano mantenuti i livelli occupazionali esistenti alla data del terremoto del novembre 1980.

Articolo 76

Imposta locale sui redditi.

I soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche, aventi domicilio fiscale nelle zone colpite dagli eventi sismici del

novembre 1980 e del febbraio 1981, possono dedurre dal reddito complessivo dell’anno 1980 l’imposta locale sui redditi

che, ai sensi dei decreti-legge 26 novembre 1980, n. 776, e 31 gennaio 1981, n. 11, convertiti, con modificazioni,

rispettivamente, nelle leggi 22 dicembre 1980, n. 874, e 30 marzo 1981, n. 104, è stata versata nel 1981 a titolo di

acconto di quella dovuta per l’anno 1980.

Articolo 77

Imposta sul valore aggiunto.

I soggetti che nell’anno 1981 realizzano un volume di affari, determinato a norma dell’art. 20 del decreto del Presidente

della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, superiore a dodici milioni di lire e che nello stesso

anno effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi non considerate tali agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto ai

sensi dell’art. 5 del decreto-legge 5 dicembre 1980, n. 799, convertito, con modificazioni, nella legge 22 dicembre 1980,

n. 875, integrato dall’art. 2 del decreto-legge 31 gennaio 1981, n. 11, convertito, con modificazioni, nella legge 30 marzo

1981, n. 104, devono comunicare all’ufficio IVA competente, entro il 31 gennaio 1982, l’ammontare complessivo delle

operazioni stesse registrate nell’anno 1981 ai sensi degli articoli 23 e 24 del citato decreto del Presidente della

Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

Con decreto del Ministro delle finanze sono stabilite le modalità relative alla comunicazione di cui al precedente

comma.

L’omessa o inesatta comunicazione di cui al primo comma è punita con la sanzione prevista dall’art. 47 del citato

decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

Capo V

Disposizioni finanziarie.

Articolo 78

Prestiti esteri.

Il Ministro del tesoro è autorizzato ad assumere prestiti all’estero ed a stipulare i relativi atti.

Il Ministro del tesoro è altresì autorizzato a definire, con propri decreti, i rapporti tra il Tesoro e la Cassa per il

Mezzogiorno per il servizio dei prestiti esteri da questa contratti ed il cui ricavato affluisce al fondo di cui al precedente

art. 3.

Il servizio dei suddetti prestiti esteri è assunto a carico del bilancio dello Stato mediante iscrizione delle relative rate di

ammortamento, per capitale e interessi, in appositi capitoli dello stato di previsione del Ministero del tesoro. La direzione

generale del tesoro, alla scadenza delle rispettive rate di ammortamento, provvederà sia al pagamento delle rate a

favore degli istituti mutuanti che al rimborso a favore della Cassa per il Mezzogiorno delle rate da questa dovute.

All’onere derivante dall’applicazione del presente articolo, valutato per l’anno finanziario 1981 in lire 350 miliardi, si

provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo n. 6856 dello stato di previsione del

Ministero del tesoro per l’anno finanziario medesimo.

Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Articolo 79

Copertura finanziaria.

Per l’anno 1981, la somma da destinare al fondo di cui al precedente art. 3 resta determinata in lire 2.000 miliardi.

Al relativo onere si provvede, quanto a lire 1.900 miliardi e quanto a lire 100 miliardi, mediante corrispondente

riduzione dello stanziamento iscritto, rispettivamente, ai capitoli n. 9001 e n. 6856 dello stato di previsione del Ministero

del tesoro per l’anno finanziario medesimo. Per gli anni successivi le relative quote saranno determinate in sede di legge

finanziaria.

Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Titolo VIII

INTERVENTO STATALE PER L’EDILIZIA A NAPOLI

Articolo 80

Procedure.

E’ dichiarata di preminente interesse nazionale la realizzazione di un programma straordinario di edilizia residenziale

per la costruzione nell’area metropolitana di Napoli di ventimila alloggi e delle relative opere di urbanizzazione.

Entro 10 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il sindaco di Napoli, per gli adempimenti di cui al

presente titolo, nominato, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, Commissario straordinario di Governo,

individua nell’ambito del territorio comunale, le aree disponibili ed immediatamente utilizzabili dandone comunicazione al

CIPE, con l’indicazione del numero di alloggi realizzabili sulle aree stesse.

Scaduto inutilmente tale termine, nei 10 giorni successivi provvede il CIPE su proposta del Ministro dei lavori pubblici.

L’individuazione delle aree comporta la dichiarazione di indifferibilità ed urgenza delle opere da realizzare nonchè la

revoca della concessione di aree assegnate a cooperative edilizie le quali non abbiano, alla data di entrata in vigore della

presente legge, dato formale e sostanziale inizio ai lavori.

Tale individuazione è effettuata, in deroga alla vigente normativa urbanistica edilizia, anche per quanto riguarda la

destinazione d’uso e gli indici di edificabilità. Nel caso in cui le aree individuate non siano comprese in strumenti

urbanistici, ovvero questi ultimi non prescrivano indici di fabbricabilità, alle aree stesse viene attribuito l’indice di

edificabilità di 200 abitanti per ettaro. Tale ultimo indice, come quello previsto dagli strumenti urbanistici, può essere

modificato dal CIPE su motivata richiesta del sindaco.

Ai proprietari, ai proprietari coltivatori diretti, ai fittavoli, ai mezzadri, ai coloni o compartecipanti spettano tutte le

indennità previste dalla legge 29 luglio 1980, n. 385, maggiorate dal 70%. Non si fa luogo ai conguagli di cui agli articoli 1

e 2 della legge medesima. L’espropriato può proporre opposizione alla stima che sarà rinnovata in sede giudiziaria ai

sensi degli articoli 12 e 13 della legge 15 gennaio 1885, n. 2892.

Entro 15 giorni dalla individuazione delle aree il sindaco procede, direttamente o a mezzo di un suo delegato,

all’occupazione delle aree con contestuale redazione dello stato di consistenza delle stesse.

I proprietari e tutti coloro che vantano diritti sui beni da occupare sono resi edotti del giorno e dell’ora iniziali delle

operazioni suindicate esclusivamente a mezzo di avvisi da affiggersi all’albo del comune e da pubblicarsi sui quotidiani a

maggiore diffusione nell’area napoletana.

Ai fini dell’occupazione delle aree il prefetto di Napoli, su semplice richiesta del sindaco o suo delegato, deve

assicurare tutta l’assistenza necessaria.

Articolo 81

Modalità dell’intervento.

Gli interventi di cui all’articolo precedente sono realizzati in modo unitario, sulla base di programmi costruttivi,

comprensivi della urbanizzazione primaria e secondaria, e con riferimento ai costi di costruzione stabiliti dal CIPE su

proposta del Ministro dei lavori pubblici.

Le opere sono affidate in concessione, entro 15 giorni dall’occupazione delle aree, a mezzo di apposite convenzioni in

deroga alle norme vigenti, a società, imprese di costruzione, anche cooperative o loro consorzi, idonee sotto il profilo

tecnico e imprenditoriale.

Formano oggetto della concessione tutte le operazioni necessarie per l’acquisizione delle aree occupate, ivi comprese

le procedure di espropriazione ed il pagamento delle indennità ai sensi della presente legge, la formulazione del

programma costruttivo sulla base delle indicazioni del sindaco di Napoli per quanto concerne il numero degli alloggi da

realizzare, le tipologie degli stessi, le prescrizioni urbanistico-edilizie da osservare e i termini per la realizzazione

dell’intervento, la progettazione esecutiva delle opere, la realizzazione delle stesse e quant’altro necessario per rendere

le opere compiute, la consegna degli alloggi agli assegnatari.

Scaduto inutilmente il termine di cui al secondo comma, all’affidamento della concessione provvede, nei successivi 15

giorni, il CIPE su proposta del Ministro dei lavori pubblici.

Articolo 82

Edilizia in aree esterne al territorio comunale.

Per la costruzione degli alloggi non realizzabili sulle aree individuate nel territorio del comune di Napoli a norma del

precedente art. 80 e sino alla concorrenza di 20.000 unità abitative, il Presidente del Consiglio dei Ministri nomina

Commissario straordinario il presidente della giunta regionale – che ha per vice il presidente dell’amministrazione

provinciale – il quale provvede, ai sensi dell’art. 81 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e

con le procedure da tale articolo previste, alla individuazione nel territorio di altri comuni dell’area napoletana delle aree

occorrenti, nonchè a tutti gli altri adempimenti necessari per la realizzazione degli interventi, con le medesime funzioni

attribuite dagli articoli 80 e 81 della presente legge al sindaco di Napoli e con le stesse procedure, modalità e termini

stabiliti nei precedenti articoli, ivi compresi i poteri sostitutivi del CIPE.

Il numero delle unità abitative da realizzare al di fuori del territorio del comune di Napoli può essere incrementato fino a

un quinto, su deliberazione del CIPE, e tenuto conto delle esigenze abitative dei comuni nei quali sono realizzati gli

insediamenti. Tale numero aggiuntivo di alloggi è riservato per l’assegnazione ai residenti in ciascuno di detti comuni.

Articolo 83

Compiti del CIPE.

Il CIPE, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, fissa, anche in deroga alla normativa

vigente, i criteri, le modalità ed i requisiti soggettivi e oggettivi per l’assegnazione degli alloggi in locazione semplice od a

riscatto per la determinazione dei canoni di locazione e dei prezzi di riscatto nonchè le procedure ed i termini perentori

per la formazione dei bandi, la loro pubblicazione, la presentazione di domande ed opposizioni e per la stipula dei

contratti da realizzare prima dell’ultimazione degli alloggi posti a concorso.

I bandi di concorso sono pubblicati, per ciascun intervento, entro 30 giorni dall’affidamento della relativa concessione.

Ai proprietari di una sola unità abitativa danneggiata o distrutta dal sisma, la assegnazione degli alloggi di cui alla

presente legge viene effettuata gratuitamente in proprietà – con divieto di alienazione o locazione per un decennio – ed i

diritti sull’immobile danneggiato o distrutto sono trasferiti al comune. Qualora la superficie dell’unità immobiliare

assegnata superi di oltre il 20% la superficie utile dell’immobile danneggiato o distrutto, l’assegnatario, è tenuto al

pagamento del valore della parte eccedente.

Articolo 84

Attribuzioni degli organi straordinari.

Per tutti i compiti derivanti dal presente titolo, il sindaco di Napoli ed il presidente della giunta regionale sono coadiuvati

da un comitato tecnico amministrativo costituito da un avvocato dello Stato, da un funzionario dell’ufficio tecnico erariale

di Napoli, da un funzionario dell’amministrazione dei lavori pubblici, da un funzionario della direzione provinciale del

tesoro di Napoli, da un ufficiale superiore del genio militare. Detti funzionari sono designati dai rispettivi capi degli uffici

entro cinque giorni dall’entrata in vigore della presente legge e sono dispensati per tutto il periodo di svolgimento

dell’incarico, e comunque per non oltre 18 mesi, da ogni attività del proprio ufficio.

Agli indicati funzionari, per il periodo di espletamento dell’incarico, è attribuita, a carico del comune di Napoli, una

indennità pari al 40% dello stipendio lordo in godimento.

Nell’espletamento delle funzioni attribuite con le disposizioni del presente titolo, il sindaco di Napoli ed il presidente

della giunta regionale agiscono nella qualità di commissari straordinari di Governo nominati dal Presidente del Consiglio

dei ministri e sono soggetti soltanto alle norme di cui al presente titolo, della Costituzione e dei princìpi generali

dell’ordinamento.

Il sindaco di Napoli ed il presidente della giunta regionale presentano al CIPE, semestralmente, e fino alla

realizzazione dell’intero programma, una relazione sull’attività svolta.

Alla data del 31 dicembre 1982 cessano tutti i compiti ed i poteri conferiti con le disposizioni del presente titolo. Le

eventuali operazioni in corso sono ultimate da un funzionario nominato dal CIPE.

Articolo 85

Norma finanziaria.

Al finanziamento delle disposizioni di cui al presente titolo è destinata, per il biennio 1981-1982, la complessiva somma

di lire 1.500 miliardi.

Alla quota di lire 450 miliardi relativa all’anno 1981, si provvede mediante corrispondente utilizzo della somma di cui

all’art. 2 del decreto-legge 19 marzo 1981, n. 75, come modificato dalla presente legge di conversione, ferma restando la

destinazione della rimanente somma di cui agli articoli 1 e 2 del citato decreto esclusivamente agli interventi negli altri

comuni.

Per il finanziamento della residua quota di lire 1.050 miliardi, relativa all’anno 1982, il Ministro del tesoro è autorizzato,

in aggiunta ai mezzi di bilancio da indicare in sede di legge finanziaria per l’anno medesimo, a stipulare convenzioni per

la contrazione di prestiti esteri, nonchè per il ricorso al Fondo di ristabilimento del Consiglio di Europa.

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