Cassazione penale 2011

Corte di Cassazione, I sezione, sentenza n. 33070 depositata il 5 settembre 2011. Non si può ricondursi al solo dato dell’efferatezza del reato la necessità – a prescindere – di accertamento psichiatrico che si giustifica per contro solo alla luce di dati oggettivi accreditanti la malattia.

il commento originale

Corte di Cassazione – Sezione I, Corte di Cassazione, I sezione, sentenza n. 33070 depositata il 5 settembre 2011. Non si può ricondursi al solo dato dell’efferatezza del reato la necessità – a prescindere – di accertamento psichiatrico che si giustifica per contro solo alla luce di dati oggettivi accreditanti la malattia.

Il testo integrale

 Corte di Cassazione, I sezione, sentenza n.33070 del 5 settembre 2011

La Corte di Cassazione ribadisce le piene capacità di intendere e di volere di Olindo Romano e Rosa Angela Bazzi, che l’11 dicembre 2009 uccisero i loro vicini di casa, quattro persone, tra cui un bambino, ferendone una quinta (testimone oculare).

Gli ermellini hanno depositato le motivazioni della sentenza 33070 con cui il 3 maggio scorso, hanno deciso di confermare  gli ergastoli a carico dei coniugi di Erba.

Per la S.C. dai giudici di merito è stata offerta nei singoli passaggi della sentenza una adeguata e possibile motivazione di come i singoli argomenti difensivi non abbiano avuto la forza di intaccare la solidità dello zoccolo duro su cui è stata ricostruita la dolorosissima vicenda (confessione dei due imputati – ammissione di colpa in diversi scritti diretti a terzi – testimonianza dell’unico teste sopravvissuto) facendo risultare privi di decisiva importanza taluni aspetti di natura fattuale su cui la difesa ha insistito per dimostrare l’erroneità del percorso interpretativo, ovvero portando a reputare del tutto superflui i richiesti approfondimenti istruttori che non avrebbero potuto aggiungere nulla di decisivo.

I giudici di Piazza Cavour hanno confermato, con fermezza, il rifiuto delle corti di merito di sottoporre gli accusati a una perizia psichiatrica.

Ai fini della sussistenza del vizio di mente occorre una patologia molto seria che comporti una degenerazione della sfera volitiva o intellettiva del soggetto.

Il modus operandi dei giudici di primo grado – recepiti da quelli d’appello – è assolutamente corretto, non potendo ricondursi al solo dato dell’efferatezza del reato la necessità – a prescindere – di accertamento psichiatrico che si giustifica per contro solo alla luce di dati oggettivi accreditanti la malattia.

Sorrento  6  settembre 2011.                                                    Avv. Renato D’Isa

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