Cassazione civile 2011

Corte di Cassazione, sezione II, Ordinanza 13 giugno 2011, n. 12924. Le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per la rilevazione del superamento dei limiti di velocità, non devono essere sottoposte ai controlli previsti dalla L. n. 273 del 1991, istitutiva del sistema nazionale relativo alla verifica della taratura.

Corte di Cassazione, sezione II, ordinanza 13 giugno 2011 n. 12924. Le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per la rilevazione del superamento dei limiti di velocità, non devono essere sottoposte ai controlli previsti dalla L. n. 273 del 1991, istitutiva del sistema nazionale relativo alla verifica della taratura.

La massima etrapolata

In tema di sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per la rilevazione del superamento dei limiti di velocità stabiliti, di cui all’art. 142 C.d.S., non devono essere sottoposte ai controlli previsti dalla L. n. 273 del 1991, istitutiva del sistema nazionale relativo alla verifica della taratura, poichè esso attiene alla materia c.d. metrologica, che è diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità ed appartiene alla competenza di autorità amministrative diverse da quelle legittimate alla rilevazione delle infrazioni al codice della strada


Il testo integrale

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE II CIVILE

Ordinanza 13 maggio – 13 giugno 2011, n. 12924

 

Fatto e diritto

Rilevato che il consigliere designato ha depositato, in data 2 marzo 2011, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c.:

“Con la sentenza n. 419 del 2005, depositata il 31 ottobre 2005 e notificata il 18 gennaio 2006, il Giudice di pace di Alcamo accoglieva l’opposizione proposta da L. R. M. G. avverso il verbale di contestazione n. (omissis) elevatole dalla Polstrada di Trapani in relazione alla violazione di cui all’art. 142[1] C.d.S., comma 9, avuto riguardo alla ritenuta fondatezza del motivo riguardante l’inattendibilità dell’eseguito accertamento per mancata sottoposizione alla necessaria taratura dell’apparecchio di rilevamento elettronico della velocità.

Avverso la suddetta sentenza ha proposto ricorso per cassazione (notificato ex art. 149 c.p.c., il 18 marzo 2006 e depositato il 6 aprile 2006) il Ministero dell’Interno (e, per quanto occorrente, il Prefetto di Trapani) basato su un unico complessivo motivo relativo alla violazione e/o falsa applicazione della L. 11 agosto 1991, n. 273, nonche’ del D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 45 e art. 142, comma 6 e degli artt. 192, 345 e 383 del regolamento di esecuzione al codice della strada (D.P.R. n. 495 del 1992), con riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

L’intimata, nei cui confronti e’ stata rinnovata la notificazione del ricorso per come disposta con due distinte ordinanze interlocutorie camerali, non si e’ costituita in questa fase.

Ritiene il relatore che sembrano sussistere, nel caso in questione, i presupposti per pervenire all’accoglimento del ricorso (da considerarsi ammissibile perche’ relativo alla disciplina antecedente alla sopravvenuta soppressione della L. n. 689 del 1981, art. 23, u.c., per effetto del D.Lgs. n. 40 del 2006, art. 26, comma 1, lett. b) per sua manifesta fondatezza.

Il Giudice di pace di Alcamo, con l’impugnata sentenza, dopo aver respinto il motivo relativo alla supposta illegittimita’ dell’omessa contestazione immediata della violazione, ha accolto l’opposizione con riguardo al motivo della dedotta illegittimita’ dell’accertamento per mancata sottoposizione alla ritenuta prescritta taratura dell’autovelox a mezzo del quale era stata accertata l’infrazione.

Con il proposto motivo le Amministrazioni ricorrenti hanno prospettato la violazione delle richiamate norme sul presupposto che non e’ prevista alcuna norma nazionale o comunitaria direttamente applicabile o, comunque, con efficacia cogente che imponga la necessita’ della sottoposizione ad una “taratura periodica” dell’apparecchiatura autovelox 104 C-2 e il rilascio di un’apposita certificazione del costruttore ai fini del regolare funzionamento.

La formulata doglianza e’ meritevole di pregio perche’ corrisponde alla concorde giurisprudenza di questa Corte (v. Cass. n. 23978/2007 e, da ultimo, Cass. n. 9846/2010[1]), alla quale si aderisce, secondo la quale, in tema di sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per la rilevazione del superamento dei limiti di velocita’ stabiliti, di cui all’art. 142 C.d.S., non devono essere sottoposte ai controlli previsti dalla L. n. 273 del 1991, istitutiva del sistema nazionale relativo alla verifica della taratura, poiche’ esso attiene alla materia c.d. metrologica, che e’ diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocita’ ed appartiene alla competenza di autorita’ amministrative diverse da quelle legittimate alla rilevazione delle infrazioni al codice della strada.

In proposito e’ stata, tra l’altro, rilevata (v. Cass. n. 29333/2008) la manifesta infondatezza della questione di legittimita’ costituzionale, prospettata con riferimento agli artt. 3, 24 e 97 Cost., relativa all’art. 45 C.d.S., comma 6, D.L. n. 121 del 2002, art. 4, comma 3 (conv. in L. n. 168 del 2002), art. 142 C.d.S., comma 6, e art. 345 reg. C.d.S., nella parte in cui non prevedono, per gli strumenti elettronici di misurazione dei limiti di velocita’ nella circolazione stradale, l’adozione dei sistemi di controllo, preventivi e periodici, previsti dalle relative normative (soprattutto dalla L. n. 273 del 1991), per tutti gli altri sistemi di misurazione (pesi, misure, eta’). Al riguardo si e’, infatti, evidenziato che non sussiste alcuna violazione dell’art. 3 Cost., in quanto l’esistenza di evidenti difformita’ nei fini e negli oggetti delle discipline prese in considerazione impedisce di istituire un corretto raffronto fra le normative medesime, da cui poter desumere una disparita’ di trattamento rilevante ai fini della conformita’ alla norma costituzionale. Inoltre, la previsione, nel sistema normativo, di complessi sistemi di controllo – preventivi, in corso di utilizzazione e successivi – dei misuratori della velocita’ delle autovetture garantisce pienamente il cittadino, assoggettato all’accertamento, dalle possibili disfunzioni delle apparecchiature medesime ed esclude, quindi, ogni possibile lesione al diritto di difesa dei cittadini (art. 24 Cost.) ed alla legittimita’ dell’azione amministrativa (art. 97 Cost.), non esistendo norme comunitarie vincolanti in materia di misurazione della velocita’ dei veicoli e di pertinenti apparecchiature.

In definitiva, si riconferma che sussistono le condizioni per procedere nelle forme di cui all’art. 380 bis c.p.c. (nella versione ante L. n. 69 del 2009), ravvisandosi la manifesta fondatezza del proposto ricorso”.

Considerato che il Collegio condivide argomenti e proposte contenuti nella relazione di cui sopra, nei riguardi della quale non sono state sollevate critiche ad opera delle parti (non essendo risultate depositate memorie a tal fine e non essendo comparso alcuno all’adunanza camerale);

Ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere accolto, con la conseguente cassazione della sentenza impugnata, con rinvio al giudice di pace di Alcamo, in persona di altro magistrato, che (oltre a dover esaminare anche l’altro motivo dedotto con il ricorso originario di opposizione al verbale di accertamento, ritenuto assorbito con la sentenza impugnata) si atterrà all’indicato principio di diritto e provvedere anche sulle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso e cassa l’impugnata sentenza, rinviando, anche per le spese del presente giudizio, al giudice di pace di Alcamo, in persona di altro magistrato.

Relatore Carrato                                              Presidente Petitti


[1] Corte di Cassazione Sezione II civile, sentenza 24 aprile 2010, n. 9846

In tema di sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per la rilevazione del superamento dei limiti di velocità stabiliti, di cui all’art. 142 cod. strada, non devono essere sottoposte ai controlli previsti dalla legge n. 273 del 1991, istitutiva del sistema nazionale relativo alla verifica della taratura, poiché esso attiene alla materia c.d. metrologica, che è diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità ed appartiene alla competenza di autorità amministrative diverse da quelle legittimate alla rilevazione delle infrazioni al codice della strada.


[1] Articolo 142 – Limiti di velocità

1. Ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana la velocità massima non può superare i 130 km/h per le autostrade, i 110 km/h per le strade extraurbane principali, i 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali, ed i 50 km/h per le strade nei centri abitati, con la possibilità di elevare tale limite fino ad un massimo di 70 km/h per le strade urbane le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano, previa installazione degli appositi segnali. Sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali, sempreché lo consentano l’intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti ed i dati di incidentalità dell’ultimo quinquennio. In caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, la velocità massima non può superare i 110 km/h per le autostrade ed i 90 km/h per le strade extraurbane principali. (3)

2. Entro i limiti massimi suddetti, gli enti proprietari della strada possono fissare, provvedendo anche alla relativa segnalazione, limiti di velocità minimi e limiti di velocità massimi, diversi da quelli fissati al comma 1, in determinate strade e tratti di strada quando l’applicazione al caso concreto dei criteri indicati nel comma 1 renda opportuna la determinazione di limiti diversi, seguendo le direttive che saranno impartite dal Ministro dei lavori pubblici. Gli enti proprietari della strada hanno l’obbligo di adeguare tempestivamente i limiti di velocità al venir meno delle cause che hanno indotto a disporre limiti particolari. Il Ministro dei lavori pubblici può modificare i provvedimenti presi dagli enti proprietari della strada, quando siano contrari alle proprie direttive e comunque contrastanti con i criteri di cui al comma 1. Lo stesso Ministro può anche disporre l’imposizione di limiti, ove non vi abbia provveduto l’ente proprietario; in caso di mancato adempimento, il Ministro dei lavori pubblici può procedere direttamente alla esecuzione delle opere necessarie, con diritto di rivalsa nei confronti dell’ente proprietario.

3. Le seguenti categorie di veicoli non possono superare le velocità sottoindicate:

a) ciclomotori: 45 km/h;

b) autoveicoli o motoveicoli utilizzati per il trasporto delle merci pericolose rientranti nella classe 1 figurante in allegato all’accordo di cui all’articolo 168, comma 1, quando viaggiano carichi: 50 km/h fuori dei centri abitati; 30 km/h nei centri abitati;

c) macchine agricole e macchine operatrici: 40 km/h se montati su pneumatici o su altri sistemi equipollenti; 15 km/h in tutti gli altri casi;

d) quadricicli: 80 km/h fuori dei centri abitati;

e) treni costituiti da un autoveicolo e da un rimorchio di cui alle lettere h), i) e l) dell’art. 54, comma 1: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;

f) autobus e filobus di massa complessiva a pieno carico superiore a 8 t: 80 km/h fuori dei centri abitati; 100 km/h sulle autostrade;

g) autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t e fino a 12 t: 80 km/h fuori dei centri abitati; 100 km/h sulle autostrade;

h) autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a 12 t: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;

i) autocarri di massa complessiva a pieno carico superiore a 5 t se adoperati per il trasporto di persone ai sensi dell’art. 82, comma 6: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;

l) mezzi d’opera quando viaggiano a pieno carico: 40 km/h nei centri abitati; 60 km/h fuori dei centri abitati.

4. Nella parte posteriore dei veicoli di cui al comma 3, ad eccezione di quelli di cui alle lettere a) e b), devono essere indicate le velocità massime consentite. Qualora si tratti di complessi di veicoli, l’indicazione del limite va riportata sui rimorchi ovvero sui semirimorchi. Sono comunque esclusi da tale obbligo gli autoveicoli militari ricompresi nelle lettere c), g), h) ed i) del comma 3, quando siano in dotazione alle Forze armate, ovvero ai Corpi ed organismi indicati nell’articolo 138, comma 11.

5. In tutti i casi nei quali sono fissati limiti di velocità restano fermi gli obblighi stabiliti dall’art. 141.

6. Per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate anche per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, nonché le registrazioni del cronotachigrafo e i documenti relativi ai percorsi autostradali, come precisato dal regolamento. (7)

6 bis. Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del presente codice. Le modalità di impiego sono stabilite con decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’interno. (8)

7. Chiunque non osserva i limiti minimi di velocità, ovvero supera i limiti massimi di velocità di non oltre 10 km/h, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 39,00 a euro 159,00. (5)

8. Chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 159,00 a euro 639,00. (6)

9. Chiunque supera di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.000. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi. (2)

9 bis. Chiunque supera di oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 779 a euro 3.119. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. (11)

10. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 4 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 24,00 a euro 94,00. (4)

11. Se le violazioni di cui ai commi 7, 8, 9 e 9 bis sono commesse alla guida di uno dei veicoli indicati al comma 3, lettere b), e), f), g), h), i) e l) le sanzioni amministrative pecuniarie e quelle accessorie ivi previste sono raddoppiate. L’eccesso di velocità oltre il limite al quale è tarato il limitatore di velocità di cui all’articolo 179 comporta, nei veicoli obbligati a montare tale apparecchio, l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi 2 bis e 3 del medesimo articolo 179, per il caso di limitatore non funzionante o alterato. E’ sempre disposto l’accompagnamento del mezzo presso un’officina autorizzata, per i fini di cui al comma 6 bis del citato articolo 179. (9)

12. Quando il titolare di una patente di guida sia incorso, in un periodo di due anni, in una ulteriore violazione del comma 9, la sanzione amministrativa accessoria è della sospensione della patente da otto a diciotto mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. Quando il titolare di una patente di guida sia incorso, in un periodo di due anni, in una ulteriore violazione del comma 9 bis, la sanzione amministrativa accessoria è la revoca della patente, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. (10)

12-bis. I proventi delle sanzioni derivanti dall’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità stabiliti dal presente articolo, attraverso l’impiego di apparecchi o di sistemi di rilevamento della velocità ovvero attraverso l’utilizzazione di dispositivi o di mezzi tecnici di controllo a distanza delle violazioni ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2002, n. 168, e successive modificazioni, sono attribuiti, in misura pari al 50 per cento ciascuno, all’ente proprietario della strada su cui è stato effettuato l’accertamento o agli enti che esercitano le relative funzioni ai sensi dell’articolo 39 del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 381, e all’ente da cui dipende l’organo accertatore, alle condizioni e nei limiti di cui ai commi 12-ter e 12-quater. Le disposizioni di cui al periodo precedente non si applicano alle strade in concessione. Gli enti di cui al presente comma diversi dallo Stato utilizzano la quota dei proventi ad essi destinati nella regione nella quale sono stati effettuati gli accertamenti. (12)

12-ter. Gli enti di cui al comma 12-bis destinano le somme derivanti dall’attribuzione delle quote dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui al medesimo comma alla realizzazione di interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali, ivi comprese la segnaletica e le barriere, e dei relativi impianti, nonché al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, ivi comprese le spese relative al personale, nel rispetto della normativa vigente relativa al contenimento delle spese in materia di pubblico impiego e al patto di stabilità interno. (12)

12-quater. Ciascun ente locale trasmette in via informatica al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed al Ministero dell’interno, entro il 31 maggio di ogni anno, una relazione in cui sono indicati, con riferimento all’anno precedente, l’ammontare complessivo dei proventi di propria spettanza di cui al comma 1 dell’articolo 208 e al comma 12-bis del presente articolo, come risultante da rendiconto approvato nel medesimo anno, e gli interventi realizzati a valere su tali risorse, con la specificazione degli oneri sostenuti per ciascun intervento. La percentuale dei proventi spettanti ai sensi del comma 12-bis è ridotta del 30 per cento annuo nei confronti dell’ente che non trasmetta la relazione di cui al periodo precedente, ovvero che utilizzi i proventi di cui al primo periodo in modo difforme da quanto previsto dal comma 4 dell’articolo 208 e dal comma 12-ter del presente articolo, per ciascun anno per il quale sia riscontrata una delle predette inadempienze. (12). (1)

—–

(1) Il presente articolo è stato così modificato dall’art. 70, D.Lgs. 10.10.1993, n. 360.

(2) Il presente comma prima modificato dall’allegato 1, D.M. 22.12.2004 (G.U. 30.12.2004, n. 305), dall’allegato 1, D.M. 29.12.2006 (G.U. 30.12.2006, n. 302), poi sostituito dall’art. 3 D.L. 03.08.2007, n. 117 come modificato dall’allegato alla L. 02.10.2007, n. 160 è stato poi così modificato dall’art. 25 L. 29.07.2010, n. 120, con decorrenza dal 13.08.2010. Si riporta di seguito il testo previgente:

“9. Chiunque supera di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 370,00 a euro 1.458,00. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi con il provvedimento di inibizione alla guida del veicolo, nella fascia oraria che va dalle ore 22 alle ore 7 del mattino, per i tre mesi successivi alla restituzione della patente di guida. Il provvedimento di inibizione alla guida é annotato nell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, di cui agli articoli 225 e 226 del presente codice.”.

(3) Il presente comma prima sostituito dall’ art. 9, D.Lgs. 15.01.2002, n. 9 con decorrenza dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo è stato poi così modificato dall’art. 25 L. 29.07.2010, n. 120, con decorrenza dal 13.08.2010. Si riporta di seguito il testo previgente:

“1. Ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana la velocità massima non può superare i 130 km/h per le autostrade, i 110 km/h per le strade extraurbane principali, i 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali, ed i 50 km/h per le strade nei centri abitati, con la possibilità di elevare tale limite fino ad un massimo di 70 km/h per le strade urbane le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano, previa installazione degli appositi segnali. Sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali, sempreché lo consentano l’intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti ed i dati di incidentalità dell’ultimo quinquennio. In caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, la velocità massima non può superare i 110 km/h per le autostrade ed i 90 km/h per le strade extraurbane principali.”

(4) La misura degli importi della sanzione contenuta nel presente comma è stata così sostituita:

– dall’allegato 1, D.M. 22.12.2004 (G.U. 30.12.2004, n. 305);

– dall’allegato 1, D.M. 29.12.2006 (G.U. 30.12.2006, n. 302);

– dall’allegato 1, D.M. 17.12.2008 (G.U. 30.12.2008, n. 303) con decorrenza dal 1° gennaio 2009;

– dalla tabella I allegata al D.M. 22.12.2010 (G.U. 31.12.2010, n. 305) con decorrenza dal 1° gennaio 2011. Si riporta di seguito il testo previgente:

“10. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 4 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 23,00 a euro 92,00.”.

(5) La misura degli importi della sanzione contenuta nel presente comma è stata così sostituita:

– dall’allegato 1, D.M. 22.12.2004 (G.U. 30.12.2004, n. 305);

– dall’allegato 1, D.M. 29.12.2006 (G.U. 30.12.2006, n. 302);

– dall’allegato 1, D.M. 17.12.2008 (G.U. 30.12.2008, n. 303) con decorrenza dal 1° gennaio 2009;

– dalla tabella I allegata al D.M. 22.12.2010 (G.U. 31.12.2010, n. 305) con decorrenza dal 1° gennaio 2011. Si riporta di seguito il testo previgente:

“7. Chiunque non osserva i limiti minimi di velocità, ovvero supera i limiti massimi di velocità di non oltre 10 km/h, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 38,00 a euro 155,00. “.

(6) La misura degli importi della sanzione contenuta nel presente comma è stata così sostituita:

– dall’allegato 1, D.M. 22.12.2004 (G.U. 30.12.2004, n. 305);

– dall’allegato 1, D.M. 29.12.2006 (G.U. 30.12.2006, n. 302);

– dall’allegato 1, D.M. 17.12.2008 (G.U. 30.12.2008, n. 303) con decorrenza dal 1° gennaio 2009;

– dalla tabella I allegata al D.M. 22.12.2010 (G.U. 31.12.2010, n. 305) con decorrenza dal 1° gennaio 2011. Si riporta di seguito il testo previgente:

“8. Chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 155,00 a euro 624,00.”.

(7) Le parole “anche per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, ” sono state aggiunte dall’art. 3 D.L. 03.08.2007, n. 117 (G.U. 04.08.2007, n. 180).

(8) Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 3 D.L. 03.08.2007, n. 117 (G.U. 04.08.2007, n. 180).

(9) Il presente comma è stato così sostituito dall’art. 3 D.L. 03.08.2007, n. 117 (G.U. 04.08.2007, n. 180). Si riporta, di seguito, il testo previgente:

“11. Se le violazioni di cui ai commi 7, 8 e 9 sono commesse alla guida di uno dei veicoli indicati al comma 3, lettere b), e), f), g), h), i) e l) le sanzioni ivi previste sono raddoppiate.”.

(10) Il presente comma è stato così sostituito dall’art. 3 D.L. 03.08.2007, n. 117 (G.U. 04.08.2007, n. 180). Si riporta, di seguito, il testo previgente:

“12. Quando il titolare di una patente di guida sia incorso, in un periodo di due anni, in una ulteriore violazione del comma 9, la sanzione amministrativa accessoria è della sospensione della patente da due a sei mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. Se la violazione è commessa da un conducente in possesso della patente di guida da meno di tre anni, la sospensione della stessa è da quattro a otto mesi.”.

(11) Il presente comma aggiunto dall’art. 3 D.L. 03.08.2007, n. 117 (G.U. 04.08.2007, n. 180) è stato così modificato dall’art. 25 L. 29.07.2010, n. 120, con decorrenza dal 13.08.2010. Si riporta di seguito il testo previgente:

“9 bis. Chiunque supera di oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.000. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. “.

(12) Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 25 L. 29.07.2010, n. 120, con decorrenza dal 13.08.2010 ed applicazione a decorrere dal primo esercizio finanziario successivo a quello in corso alla data dell’emanazione del decreto di cui all’art. 25, comma 2, della citata legge.

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  1. Spett/le dr. D’Isa facendo seguito in merito a quanto sopra, in data 9.8.2013 ebbi a proporre formale quesito al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tramte PEC in merito all’obbligatorietà o meno di questa “benedetta taratura” attesa l’effettiva incertezza se fare ricorso o meno ad un verbale della Polstrada di Napoli in quanto sullo stesso verbale non veniva menzionato se il c.d. Autovelox 104-C2 era stato tarato. Ebbene in data 05.09.2013 con prot. n. 5351 sono riuscito ad avere una risposta, ma non dalla Divisione Motorizzazione, ma quella della Direzione Generale per la sicurezza Stradale – Divisione 2, che qui di seguito trascrivo integralmente: “” In riferimento all’argomento in oggetto, si comunica che i rilevatori di velocità devono essere sottoposti a controllo metrologico con cadenza annuale, secono quanto disposto dai decreti di approvazione dei singoli dispositivi, se utilizzati in modalità automatica non presieduta, o dai relativi manuali se presieduti. Tale controllo può essere effettuato nei centri di taratura accreditati presso il Servizio Italiano di Taratura o presso il produttore, purchè lo stesso operi in regime di qualità secondo le norme ISO 9001 e seguenti. A tal proposito il Ministero dell’Interno, competente in materia, ha fornito puntuali istruzioni con la Direttiva n.300/A/10307/09/144/5/20/3 del 14.08.09. Non esiste obbligo di riportare sul verbale di contestazione la taratura dell’apparecchiatura, ma è evidente che il corpo di polizia che utilizza il dispositivo deve tenere agli atti la relativa certificazione e metterla a disposizione di chi richiede l’accesso agli atti. Firmato IL DIRIGENTE TECNICO Dott. Ing. Francesco Mazziotta””.-
    Volelo mandarle il file in formato PDF, ma non riesco ad allegarlo a questa mia.-
    Orbene secondo il tenere letterario della missiva, non crede che sia obbligatorio la taratura sui dispositivi elettronici “Autovelox” e quant’altro?
    Se la sua “personale”risposta è affermativa, come contrastare le sentenze della Cassazione secondo cui non devono essere sottoposti ai controlli previsti dalla Legge 273 del 1991, istitutiva del sistema nazionale relativo alla taratura, poiché esso attiene alla materia c.d metrologica
    Non le pare che vi sia un evidente contrasto a quanto viene affermato dalla Suprema Coprte di Cassazione e dalla risposta a me inviata in merito?
    In data 23.10.2013 devo discutare una causa innanzi al G. di Pace di Frattamaggiore NA e spero che il Sig. Giudice prenda in considerazione tale risposta e che a sula volta su mia richiesta imponga la Polstrada di esibire la certificazione della taratura.-
    Solo per notizia io so che ci sono i centri accreditati per la taratura e si chiama ACCREDIA credo.-
    Vi ringrazio per un sollecito riscontro e commento della presente.-
    In fede
    Giuseppe LAUDANDO

  2. Salve sono un ex Sovrintendente Capo della Polizia di Stato in pensione.Personalmente mi trovo in totale disaccordo con questa ORDINANZA. E spiego anche il perchè secono il mio punto di vista.-
    Detta ordinanza si base si basa essenzialmente alle richiamate sentenze della stessa Corte – nr. 23978/2007 (capofila) e da ultimo quella avente n. 9846/2010.-
    Orbene la predetta ordinanza attiene ad una sentenza del Giudice di Pace di Alcamo la n. 419 del 2005 (SI RICORDI QUEST’ANNO) depositata il 31.10.2005, il quale accoglieva un’opposizione avverso un verbale di contestazione elevato dalla Polstrada di Trapani in relazione alla violazione dell’art. 142 del C.di S., comma 9 ritenendo fondata l’inattendibilità dell’eseguito accertamento per mancata sottoposizione alla necessaria taratura dell’apparecchio di rilevamento elettronico della velocità, con tutte le conseguenze che non stò qui a ripetere.-
    Atteso la mia modesta esperienza e ricerche sono venuto a conoscenza che nonostante
    allo stato attuale vi saano delle sentenze della Suprema Corte di Cassazione secondo cui le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate non devono essere sottoposte ai controlli previsti dalla Legge 273 del 1991, istitutiva del sistema nazionale relativo alla taratura, poiché esso attiene alla materia c.d metrologica, che è diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità ed appartiene alla competenza di autorità amministrative, il motivo di tale dissenso è dettato dal fatto che, per analoga fattispecie di Autovelox, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Dipartimento per i Trasporti Terrestri – Direzione Generale per la Motorizzazione – Roma, con nota prot. N. 1836/2005 del 1° giugno 2005 nel rispondere ad un preciso quesito posto dal Ministero dell’Interno circa la previsione di un obbligo di verifica periodica di taratura e specificatamente per il misuratore di velocità “Autovelox 104/C-2”, questi ebbe a precisare che
    “”in virtù della particolare modalità di funzionamento, la necessità di una verifica iniziale e periodica è prevista nel manuale d’uso e manutenzione del dispositivo, alla quale gli organi di polizia stradale devono attenersi, a norma dell’art. 4 del D.M. 29.10.1997. In assenza di laboratori accreditati come Centri di Taratura da parte dei competenti Istituti Metrologici Primari, tali verifiche possono essere effettuate dal costruttore stesso, in quanto operante in regime di qualità aziendale certificata UNI EN ISO 9001:2000.- “”
    E che circa l’assolvimento dell’obbliga della verifica iniziale e periodica, continuando
    “”” ………. Vale quanto di seguito riportato:
    1) – Per gli apparecchi commercializzati fino al 16.05.2005, e dunque concepiti unicamente per funzionare con l’ausilio del personale operatore, non sono previste verifiche iniziali o periodiche, secondo quanto riportato nei rispettivi manuali.
    2) – Per gli apparecchi commercializzati dopo il 16.05.2005, riconosciuti idonei anche al funzionamento in modalità automatica, è previsto invece un regime di verifica iniziale e periodica, secondo quanto riportato nei rispettivi manuali.
    3) – A tale regime devono intendersi assoggettati anche gli apparecchi commercializzati fino al 16.05.2005, qualora, a seguito del decreto di conferma, si intenda impiegarli nella modalità di funzionamento automatico, previo adeguamento come previsto nello stesso decreto.- “”
    Orbene, atteso che la suddetta fattispecie è assimilabile anche al misuratore di velocità utilizzato dalla Polstrada di Trapani, di sicuro commercializzato prima del 16.05.2005, le stesse apparecchiature nel tempo e atutt’oggi sono state oggetto di molteplici decreti di estensioni e approvazioni, da Parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, su espresse richieste delle ditte produttrici e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel decretarne l’approvazione su parere favorevole della V^ Sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici con le relative prescrizioni e raccomandazioni, ad un utilizzo in modalità automatica, senza la presenza degli organi di Polizia, viene in più decreti statutito che “” il dispositivo denominato “xxxxxxxxxxxxxxxx” può essere impiegato direttamente dagli organi di Polizia stradale su tutti i tipi di strada, ovvero utilizzato in modo automatico, senza la presenza degli organi di polizia stradale, ma solo sui tipi di strada ove tale modalità di accertamento è consentita ”” ed ancora che “” Gli organi di polizia stradale che utilizzano il dispositivo “xxxxxxxxxxxx” come misuratore di velocità, sono tenuti a verifiche periodiche di taratura secondo quanto previsto dal manuale di uso e manutenzione con cadenza annuale.-
    Mi chiedo e vi pongo questo quesito:
    Chi ha ha ragione?
    Il ricorrente che deduce la non attendibilità della misurazione della velocità senza taratura oppure la Suprema Corte di Cassazione?
    Nelle sentenze della Suprema Corte di Cassazione non viene precisato se l’apparecchio sia stato commercializzato prima o dopo il 16.05.2005.
    Ed ancora se il produttore ha richiesto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’approvazione e l’estensione all’utilizzo in modalità automatica del dispositivo di controllo della velocità, da parte degli organi di Polizia stradale, questi avrebbero (secondo un mio modesto avviso) avuto l’obbligo di taratura come espressamente previsto nelle omologazioni successive al 16.05.2005.-
    Questo è quanto.-
    Aspetto un Vostro autorevole parere in merito.-
    Grazie

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