Cassazione civile 2011

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza n. 17036 del 5 agosto 2011. Nelle ipotesi di “mero mutamento soggettivo nella titolarità di un credito già ammesso al passivo” non è necessaria l’insinuazione al passivo.

il commento originale

Corte di Cassazione, I sezione, sentenza n. 17036 del 5 agosto 2011. Nelle ipotesi di “mero mutamento soggettivo nella titolarità di un credito già ammesso al passivo” non è necessaria l’insinuazione al passivo.

Il testo integrale[1]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza n. 17036 del 5 agosto 2011

Lo ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza n. 17036/2011.

Orbene si legge nella sentenza in commento è noto peraltro che il nuovo testo dell’art. 115[2] l. fall. introdotto dal d.lgs. n. 5 del 2006 prevede, al secondo comma, che il curatore, se prima della ripartizione i crediti ammessi sono stati ceduti, <<attribuisce le quote di riparto ai concessionari, qualora la cessione sia stata tempestivamente comunicata, unitamente alla documentazione che attesti, con atto recante le sottoscrizioni autenticate di cedente e cessionario, l’intervenuta cessione>>, provvedendo, poi, alla “rettifica formale” dello stato passivo.

Inoltre, il d.lgs. correttivo del 12 settembre 2007 n. 169 ha introdotto nel secondo comma dell’art. 115 l. fall. un’ulteriore norma in virtù della quale le stesse disposizioni previste per il pagamento dei crediti ceduti si applicano anche in caso di surrogazione del creditore”. Ragion per cui, “è stato escluso, l’onere di insinuazione al passivo anche per il fideiussore che abbia eseguito il pagamento dopo il fallimento.

In tal modo il legislatore ha inteso eliminare il dibattito in ordine alla necessità di insinuazione al passivo […] nelle ipotesi di mero mutamento soggettivo nella titolarità di un credito già ammesso al passivo.

Sorrento, 6/8/2011

Avv. Renato D’Isa


[1] Sentenza scaricabile e consultabile sul portale del Sole 24 Ore – Guida al Diritto

[2] Art. 115. Pagamento ai creditori. (1)

Il curatore provvede al pagamento delle somme assegnate ai creditori nel piano di ripartizione nei modi stabiliti dal giudice delegato, purché tali da assicurare la prova del pagamento stesso.

Se prima della ripartizione i crediti ammessi sono stati ceduti, il curatore attribuisce le quote di riparto ai cessionari, qualora la cessione sia stata tempestivamente comunicata, unitamente alla documentazione che attesti, con atto recante le sottoscrizioni autenticate di cedente e cessionario, l’intervenuta cessione. In questo caso, il curatore provvede alla rettifica formale dello stato passivo. Le stesse disposizioni si applicano in caso di surrogazione del creditore. (2)

(1) Questo articolo è stato così sostituito dal D.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5.

(2) Questo periodo è stato aggiunto dal D.Lgs. 12 Settembre 2007, n. 169.

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