Cassazione penale 2011

Corte di Cassazione, V sezione, sentenza n. 30572 del 2 agosto 2011. Un casco per le sue caratteristiche di massa e durezza può diventare un’arma impropria se utilizzato per offendere, avendo una potenziale idoneità lesiva non certo indifferente

il commento originale

Corte di Cassazione – Sezione V penale – Sentenza 2 agosto 2011 n. 30572. Un casco per le sue caratteristiche di massa e durezza può diventare un’arma impropria se utilizzato per offendere, avendo una potenziale idoneità lesiva non certo indifferente

 Il testo integrale[1]

Corte di Cassazione, V sezione, sentenza n. 30572 del 2 agosto 2011

Lo ha deciso la Corte di cassazione con la sentenza n. 30572/2011.

Per i giudici della Suprema Corte confermando in parte la sentenza della corte D’Appello con la quale due uomini venivano condannati per violazioni di domicilio aggravata e  per lesioni personali aggravate, ex articolo 585[2], comma due, n. 2, dall’uso del casco, non ha nessun valore di esimente la giustificazione per cui i due motociclisti effettivamente si erano recati presso la casa dell’aggredito con una motocicletta.

Difatti si legge nella sentenza, il porto del casco, così come di ogni altro oggetto non destinato per sua natura ad offendere, cessa di essere giustificato nel momento in cui viene meno il collegamento immediato con la sua funzione e l’oggetto viene utilizzato in guisa di arma in propria.

Per tale stessa ragione, ad esempio, sono state ritenute armi improprie, anche ai fini delle aggravanti, l’uso di un “blocca pedali” come strumento di minaccia, ed anche l’utilizzo di una “catena”.

Infine i giudici di Piazza Cavour confermano anche che il reato di lesioni volontarie commesso con armi improprie deve ritenersi aggravato, ai sensi dell’art. 585 comma 2 c.p., anche se l’arma sia stata portata per giustificato motivo, in quanto la legittimità del porto non influisce sulla esistenza dell’aggravante in questione.

Sorrento  3 agosto 2011.                                                              Avv. Renato D’Isa


[1] Testo scaricabile e consultabile sul portale del Sole 24 Ore – Guida Al  Diritto

[2] Art. 585 Circostanze aggravanti

Nei casi preveduti dagli artt. 582, 583 e 584, la pena e’ aumentata da un terzo alla meta’, se concorre alcuna delle circostanze aggravanti prevedute dall’articolo 576; ed e’ aumentata fino a un terzo, se concorre
alcuna delle circostanze aggravanti prevedute dall’articolo 577, ovvero se il fatto e’ commesso con armi o con sostanze corrosive.

Agli effetti della legge penale, per “armi” s’intendono:

1) quelle da sparo e tutte le altre la cui destinazione naturale e’ l’offesa alla persona;

2) tutti gli strumenti atti ad offendere, dei quali e’ dalla legge vietato il porto in modo assoluto, ovvero senza giustificato motivo.

Sono assimilate alle armi le materie esplodenti e i gas asfissianti o accecanti.

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