Cassazione civile 2011

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza n. 16543, depositata il 28 luglio 20111. Il diritto al consenso informato, in quanto diritto irretrattabile della persona va comunque sempre rispettato dal sanitario, a meno che non ricorrano casi di urgenza

 

Il testo integrale[1]

Corte de cassazione di Roma

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza n. 16543, depositata il 28 luglio 20111

Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza fiume 16543/2011.

Secondo gli Ermellini, però il diritto al consenso informato, in quanto diritto irretrattabile della persona va comunque sempre rispettato dal sanitario, a meno che non ricorrano

casi di urgenza, rinvenuti, a seguito di un intervento concordato e programmato e per il quale sia stato richiesto e sia stato ottenuto il consenso, che pongano in gravissimo pericolo la vita della persona, bene che riceve e si correda di una tutela primaria nella scala dei valori giuridici a fondamento dell’ordine giuridico e del valore civile, o si tratti di un trattamento sanitario obbligatorio.

Inoltre  tale consenso – proseguono i giudici – è talmente inderogabile che non assume alcuna rilevanza per escluderlo che l’intervento sia stato effettuato in modo tecnicamente corretto, per la semplice ragione che a causa del totale deficit di informazione il paziente non è posto in condizione di assentire al trattamento, per cui nei suoi confronti, comunque, si consuma una lesione di quella dignità che connota nei momenti cruciali – la sofferenza fisica e/o psichica – la sua esistenza.

 

Sorrento, 28/7/2011

Avv. Renato D’Isa


[1] Testo consultabile e scaricabile dal portale del Sole 24 Ore – Guida al Diritto

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