Corte di Cassazione, III sezione, sentenza n. 16422 depositata il 27 luglio 2011. Responsabilità dell’azienda proprietaria di alloggi di edilizia popolare per l’infortunio di un inquilino caduto dalle scale del pianerottolo d’ingresso per mancanza di un interruttore della luce ex art. 2051.

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Corte di Cassazione, III sezione, sentenza n. 16422 depositata il 27 luglio 2011. Responsabilità dell’azienda proprietaria di alloggi di edilizia popolare per l’infortunio di un inquilino caduto dalle scale del pianerottolo d’ingresso per mancanza di un interruttore della luce ex art. 2051.

Il testo integrale[1]

Corte di Cassazione, III sezione, sentenza n. 16422 depositata il 27 luglio 2011

Così è stato deciso dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 16422 del 2011, con la quale i giudici – in riforma della sentenza della Corte d’Appello – hanno condannato un’azienda proprietaria di alloggi di edilizia popolare per l’infortunio di un inquilino caduto dalle scale del pianerottolo d’ingresso per mancanza di un interruttore della luce ex artt. 2051[2] .

Corte de cassazione di Roma

Image via Wikipedia

Una volta accertati gli elementi della configurabilità della responsabilità ex art. 2051 c.c. ovvero:

1) il nesso causale fra la cosa in custodia e l’evento lesivo;

2) la sussistenza di un rapporto di custodia relativamente alla cosa nella presente fattispecie  per i giudici di Piazza Cavour, la Corte di Appello di Catanzaro ha sentenziato in maniera del tutto errata nel momento in cui, riformando la sentenza di primo grado, ha totalmente escluso la responsabilità dell’ente nell’infortunio ex art. 2051, sul presupposto, appunto, che non sussistesse un obbligo di custodia.

Determinando la responsabilità sul conduttore sull’assunto dell’inosservanza dell’onere  di informare  il locatore (rectius l’azienda) della necessità di riparazione della cosa (ex art. 1557[3] c.c.).

Di fatto la Corte d’Apello ha trascurato che  intercorrendo il rapporto di custodia fra la cosa e chi ha l’effettivo potere su di essa, (il proprietario, ma anche il possessore o il detentore), il potere di intervenire opera […] non come fondamento di una presunzione di colpa, ma come uno degli elementi per individuare la figura del custode.  Con la conseguenza che  a pari o a diverso titolo, la custodia può far capo a più soggetti, ciascuno con poteri di gestione o di intervento.

Dunque, per la Cassazione andava accertato se l’azienda fosse o meno custode dell’impianto di illuminazione sotto il profilo giuridico e, di certo, si continua a leggere nella sentenza,  non poteva essere attribuito rilievo decisivo, per escludere detta qualità di custode  alla circostanza del rispetto o meno dell’obbligo del conduttore di dare avviso al locatore della necessità di riparazioni.

 

Sorrento, 27/7/2011

Avv. Renato D’Isa


[1] Testo consultabile e scaricabile dal portale del Sole 24 Ore – Guida al Diritto

[2] Articolo 2051 – Danno cagionato da cose in custodia

Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito

[3] Articolo 1577 – Necessità di riparazione

Quando la cosa locata abbisogna di riparazioni che non sono a carico del conduttore, questi è tenuto a darne avviso al locatore.

Se si tratta di riparazioni urgenti, il conduttore può eseguirle direttamente, salvo rimborso, purché ne dia contemporaneamente avviso al locatore.

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