Cassazione penale 2011

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza n. 2966 del 25 luglio 2011. Le riservate acquisizioni investigative, ovvero le informazioni acquisite da informatori confidenziali, non possono costituire indizi di reato, da porre a base delle successive autorizzazioni all’intercettazioni


Il testo integrale[1]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza n. 2966 del 25 luglio 2011

Così ha deciso la VI sezione della Suprema Corte annullando il provvedimento impugnato.

Secondo gli Ermellini le riservate acquisizioni investigative, ovvero le informazioni acquisite da informatori confidenziali, non possono costituire indizi di reato, da porre a base delle successive autorizzazioni all’intercettazioni, per l’inequivoco disposto degli artt. 203[2], comma I- bis, e 267[3], comma I-bis, c.p.p., secondo i quali le notizie fornite agli informatori della polizia giudiziale sono inutilizzabili, anche in fase di indagini preliminari, se gli informatori non sono stati interrogati o assunti a sommarie informazioni.

Pertanto tali disposizioni, secondo anche la giusta lettura Costituzionale (principi ex art. 111 Cost.) determinano che al provvedimento del G.I.P. e a quello urgente del P.M. in ambito delle intercettazioni rimanga estraneo tutto ciò che proviene da fonti anonime o comunque ignote, come tali non assoggettabili a verifica giurisdizionale fino la momento dell’identificazione delle stesse.

Sorrento 25/7/2011.

Avv. Renato D’Isa


[1] Scaricabile e consultabile dal sito del Sole 24 Ore – Guida al Diritto

[2] Articolo 203 – Informatori della polizia giudiziaria e dei servizi di sicurezza

1.Il giudice non puo` obbligare gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria nonche` il personale dipendente dai servizi per le informazioni e la sicurezza militare o democratica a rivelare i nomi dei loro informatori. Se questi non sono esaminati come testimoni, le informazioni da essi fornite non possono essere acquisite ne` utilizzate .

1 bis. L’inutilizzabilità opera anche nelle fasi diverse dal dibattimento, se gli informatori non sono stati interrogati né assunti a sommarie informazioni . (1)

—–

(1) Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 7, L. 01.03.2001, n. 63 con decorrenza dal 06.04.2001.

[3] Articolo 267 – Presupposti e forme del provvedimento

1. Il pubblico ministero richiede al giudice per le indagini preliminari l’autorizzazione a disporre le operazioni previste dall’articolo 266 . L’autorizzazione e` data con decreto motivato quando vi sono gravi indizi di reato e l’intercettazione e` assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini.

1 bis. Nella valutazione dei gravi indizi di reato si applica l’articolo 203. (1)

2. Nei casi di urgenza, quando vi e` fondato motivo di ritenere che dal ritardo possa derivare grave pregiudizio alle indagini, il pubblico ministero dispone l’intercettazione con decreto motivato, che va comunicato immediatamente e comunque non oltre le ventiquattro ore al giudice indicato nel comma 1. Il giudice, entro quarantotto ore dal provvedimento, decide sulla convalida con decreto motivato. Se il decreto del pubblico ministero non viene convalidato nel termine stabilito, l’intercettazione non puo` essere proseguita e i risultati di essa non possono essere utilizzati .

3. Il decreto del pubblico ministero che dispone l’intercettazione indica le modalita` e la durata delle operazioni. Tale durata non puo` superare i quindici giorni, ma puo` essere prorogata dal giudice con decreto motivato per periodi successivi di quindici giorni, qualora permangano i presupposti indicati nel comma 1.

4. Il pubblico ministero procede alle operazioni personalmente ovvero avvalendosi di un ufficiale di polizia giudiziaria .

5. In apposito registro riservato tenuto nell’ufficio del pubblico ministero sono annotati, secondo un ordine cronologico, i decreti che dispongono, autorizzano, convalidano o prorogano le intercettazioni e, per ciascuna intercettazione, l’inizio e il termine delle operazioni.

—–

(1) Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 10, L. 01.03.2001, n. 63, con decorrenza dal 06.04.2001.

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