Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 21 luglio 2011 n. 15993. Il cattivo stato della bocca del paziente e l’impiego di tecniche innovative non giustificano il dentista che sbaglia per negligenza.

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Il commento in originale

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza, sentenza 21 luglio 2011 n. 15993. Il cattivo stato della bocca del paziente e l’impiego di tecniche innovative non giustificano il dentista che sbaglia per negligenza.

Il testo integrale[1]

Corte di cassazione – Sezione III civile – Sentenza 21 luglio 2011 n. 15993.

La Corte di Cassazione, sezione III civile, con la sentenza n. 15993 ha confermato un fondamentale principio in materia di responsabilità professionale.

I giudici della Suprema Corte ricordano che il medico deve avere una preparazione tale da metterlo nella condizioni di affrontare anche situazioni complesse.

Gli ermellini confermano la sentenza d’appello in riforma di quella di primo grado con la quale era stata respinta la richiesta da parte del paziente di avere i danni per una lesione al nervo facciale provocata dall’incauto intervento del suo dentista.

La responsabilità dell’odontoiatra secondo i giudici di merito era basata su due presupposti, ovvero:

1)   la situazione degradata dell’apparato dentario e

2)   la novità delle terapie applicate rese rischiose da inesistenza di procedure e tecniche rese univoche e consolidate dall’esperienza.

Esimenti che la S.C. contesta,  in virtù  dell’obbligo di risultato e della preparazione richiesta dal medico anche per affrontare situazioni molto più complesse  di quelle analizzate nel ricorso.

 

Sorrento, 23/7/2011

Avv. Renato D’Isa


[1] Testo consultabile e scaricabile dal portale del Sole 24 Ore – Guida al Diritto