Cassazione penale 2011

Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza n. 27361, depositata il 13 luglio 2011. Il provvedimento di sospensione dei termini di durata della custodia cautelare per il tempo di redazione della sentenza – ordinario o differito per le ragioni normativamente previste – può essere assunto di ufficio senza che le parti interloquiscano in proposito

Il testo integrale

Corte di Cassazione – S.U.P. – sentenza 13 luglio 2011, n. 27361

La terza sezione penale rimetteva il ricorso alle Sezioni Unite con la seguente questione di diritto, ovvero: se il provvedimento di sospensione dei termini di durata della custodia cautelare per il tempo di redazione della sentenza possa essere assunto d’ufficio senza che le parti debbano interloquire.

Secondo una prima giurisprudenza prevalente l’ordinanza di sospensione dei termini di durata massima della custodia cautelare in pendenza dei termini per la redazione della motivazione della sentenza, può essere disposta de plano e pertanto, può essere adottata in assenza di contraddittorio, trattandosi di un caso di sospensione obbligatoria – previsto dall’art. 304[1], comma I lettera c), c.p.p. – il cui pronunziato ha natura dichiarativa e, in quanto tale, non esige altra motivazione che il richiamato al combinato disposto degli art. 304, comma I, lettera c), e 544[2], comma III, c.p.p.: la determinazione dei tempi necessari per la redazione della sentenza è infatti rimessa all’esclusiva valutazione del giudice e le parti non possono in alcun modo interloquire, sicchè la decisione non è sindacabile né modificabile, con la conseguenza di dovere ritenere sostanzialmente inutile anche il contraddittorio differito.

Altro orientamento afferma invece che il provvedimento di sospensione dei termini di durata massima della custodia cautelare in pendenza dei termini di deposito della sentenza fissati dal giudice a norma dell’art. 544, comma II, c.p.p. quantunque imposto dalla legge, non può essere  adottato ex officio, ma va disposto, a pena di nullità a regime intermedio dell’ordinanza di sospensione, nel contraddittorio delle parti, al fine di consentire loro la verifica della particolare complessità della motivazione, che è presupposto di natura discrezionale della sospensione stessa.

Per le Sezioni Unite – al fine di pervenire ad una corretta soluzione della questione – è necessario il richiamo ai principi elaborati dalla Giurisprudenza di legittimità in relazione al termine di deposito della motivazione ed ai correlati termini di impugnazione della sentenza, atteso che la causa di sospensione prevista dall’art. 304, comma I, lettera c), c.p.p. risulta essere costruita per relationem mediante un rinvio alla disposizione che stabilisce i termini per le redazione della sentenza.

Pertanto, per la S.C. ai sensi della disciplina normativa, conclude affermando che:

1)     il differimento lungo del deposito della sentenza è demandato all’esclusiva discrezionalità del giudice;

2)     la complessità della stesura della motivazione assume rilievo solo a seguito di esplicita affermazione in tal senso del giudice;

3)     il provvedimento con il quale si precisa che il giudice si avvarrà del termine lungo – provvedimento redatto e sottoscritto nel segreto della camera di consiglio – deve essere inserito in dispositivo ed assume efficacia senza che il giudice abbia d indicare le circostanze che determinano la complessità all’origine del differimento;

4)     e, infine, in virtù di tale provvedimento si determinano effetti automatici, segnatamente con riguardo ai termini per proporre impugnazione.

Ebbene, in conclusione, se si tiene presente quanto sopra e si valuta – in unione con il sottolineato stretto collegamento con la materia regolata dall’art. 544 c.p.p. – il tenore testuale dell’art. 304, comma I, lettera c), c.p.p., significativamente difforme dal tenore del comma II del medesimo articolo, deve necessariamente pervenirsi alla conclusione che il provvedimento di sospensione dei termini di durata della custodia cautelare per il tempo di redazione della sentenza può essere assunto d’ufficio, senza previo contraddittorio con le parti.

Sorrento  19/7/2011.                                                                   Avv. Renato D’Isa


[1] Articolo 304 – Sospensione dei termini di durata massima della custodia cautelare

1. I termini previsti dall’articolo 303 sono sospesi, con ordinanza appellabile a norma dell’articolo 310, nei seguenti casi:

a) nella fase del giudizio, durante il tempo in cui il dibattimento e` sospeso o rinviato per impedimento dell’imputato o del suo difensore ovvero su richiesta dell’imputato o del suo difensore, sempre che a sospensione o il rinvio non siano stati disposti per esigenze di acquisizione della prova o a seguito di concessione di termini per la difesa;

b) nella fase del giudizio, durante il tempo in cui il dibattimento e` sospeso o rinviato a causa della mancata presentazione dell’allontanamento o della mancata partecipazione di uno o piu` difensori che rendano privo di assistenza uno o piu` imputati;

c) nella fase del giudizio, durante la pendenza dei termini previsti dall’articolo 544, commi 2 e 3.

c bis) nel giudizio abbreviato, durante il tempo in cui l’ udienza e’ sospesa o rinviata per taluno dei casi indicati nelle lettere a) e b) e durante la pendenza dei termini previsti dall’articolo 544, commi 2 e 3. (1)

2. I termini previsti dall’articolo 303 possono essere altresi’ sospesi quando si procede per taluno dei reati indicati nell’articolo 407, comma 2, lettera a), nel caso di dibattimenti o di giudizi abbreviati particolarmente complessi, durante il tempo in cui sono tenute le udienze o si delibera la sentenza nel giudizio di primo grado o nel giudizio sulle impugnazioni. (2)

3. Nei casi previsti dal comma 2, la sospensione e` disposta dal giudice, su richiesta del pubblico ministero, con ordinanza appellabile a norma dell’articolo 310.

4. I termini previsti dall’articolo 303, comma 1, lettera a), sono sospesi, con ordinanza appellabile a norma dell’articolo 310, se l’udienza preliminare e` sospesa o rinviata per taluno dei casi indicati nel comma 1, lettere a) e b), del presente articolo.

5. Le disposizioni di cui alle lettere a) e b) del comma 1 , anche se riferite al giudizio abbreviato, e di cui al comma 4 non si applicano ai coimputati ai quali i casi di sospensione non si riferiscono e che chiedono che si proceda nei loro confronti previa separazione dei processi. (3)

6. La durata della custodia cautelare non puo’ comunque superare il doppio dei termini previsti dall’articolo 303, commi 1, 2 e 3 senza tenere conto dell’ulteriore termine previsto dall’articolo 303, comma 1, lettera b), numero 3 bis) e delle eventuali proroghe, nonchè degli eventuali termini residui della fase o del grado precedente. La durata della custodia non puo’ in ogni caso superare i termini aumentati della metà previsti dall’articolo 303, comma 4, ovvero, se piu’ favorevole, i due terzi del massimo della pena temporanea prevista per il reato contestato o ritenuto in sentenza. A tal fine la pena dell’ergastolo è equiparata alla pena massima temporanea. (4)

7. Nel computo dei termini di cui al comma 6, salvo che per il limite relativo alla durata complessiva della custodia cautelare, non si tiene conto dei periodi di sospensione di cui al comma 1, lettera b).

—–

(1) La lettera c bis) è stata aggiunta dall’art. 2 DL. 07.04.2000 n. 82 (GU 08.04.2000 n. 83), in vigore dal 09.04.2000.

(2) Il presente comma è stato così sostituito dall’art. 2 DL. 07.04.2000 n. 82 (GU 08.04.2000 n. 83), in vigore dal 09.04.2000. Si riporta, di seguito, il testo precedente:

“I termini previsti dall’articolo 303 possono altresi` essere sospesi, nella fase del giudizio, quando si tratta di reati indicati dall’articolo 407, comma 2, lettera a), nel caso di dibattimenti particolarmente complessi, durante il tempo in cui sono tenute l’udienze o si delibera la sentenza nel giudizio di primo grado o nel giudizio sulle impugnazioni”.

(3) Il presente comma è stato così modificato dall’art. 2 DL. 07.04.2000 n. 82 (GU 08.04.2000 n. 83), in vigore dal 09.04.2000. Si riporta, di seguito, il testo precedente:

” Le disposizioni di cui alle lettere a) e b) del comma 1 e di cui al comma 4 non si applicano ai coimputati ai quali i casi di sospensione non si riferiscono e che chiedono che si proceda nei loro confronti previa separazione dei processi”.

(4) Il presente comma è stato così sostituito dall’art. 2, comma 2, D.L. 24.11.2000, n. 341 così come modificato dalla legge di conversione L. 19.01.2001, n. 4. Si riporta di seguito il testo precedente alla modifica:

” 6. La durata della custodia cautelare non puo` comunque superare il doppio dei termini previsti dall’articolo 303, commi 1, 2 e 3 e i termini aumentati della meta` previsti dall’articolo 303, comma 4, ovvero, se più favorevole, i due terzi del massimo della pena temporanea prevista per il reato contestato o ritenuto in sentenza. A tal fine la pena dell’ ergastolo e` equiparata alla pena massima temporanea. “

[2] Articolo 544 – Redazione della sentenza

1.Conclusa la deliberazione, il presidente redige e sottoscrive il dispositivo . Subito dopo e` redatta una concisa esposizione dei motivi di fatto e di diritto su cui la sentenza e` fondata.

2.Qualora non sia possibile procedere alla redazione immediata dei motivi in camera di consiglio, vi si provvede non oltre il quindicesimo giorno da quello della pronuncia. (1)

3.Quando la stesura della motivazione e` particolarmente complessa per il numero delle parti o per il numero e la gravita` delle imputazioni, il giudice, se ritiene di non poter depositare la sentenza nel termine previsto dal comma 2, puo` indicare nel dispositivo un termine piu` lungo, non eccedente comunque il novantesimo giorno da quello della pronuncia.

3 bis. Nelle ipotesi previste dall’articolo 533, comma 3 bis, il giudice provvede alla stesura della motivazione per ciascuno dei procedimenti separati, accordando precedenza alla motivazione della condanna degli imputati in stato di custodia cautelare. In tal caso il termine di cui al comma 3 è raddoppiato per la motivazione della sentenza cui non si è accordata precedenza. (2)

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(1) Il termine di quindici giorni, citato nel presente numero, è stato così ridotto dall’art. 6, D.L. 01.03.1991, n. 60.

(2) Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 4, D.L. 24.11.2000, n. 341, con decorrenza dal 24.11.2000.

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