Cassazione civile 2011

Corte di Cassazione, III sezione, sentenza n. 15720, depositata il 18 luglio 2011. L’ANAS deve risarcire i danni all’automobilista investito da una frana proveniente dal terreno di un privato, in virtù della prevedibilità dell’evento.

 Il testo integrale[1]

Corte di Cassazione, III sezione, sentenza n. 15720, depositata il 18 luglio 2011

La scure della Corte di Cassazione, con la sentenza 15720, sull’azienda che si occupa della gestione delle strade e delle autostrade di proprietà dello Stato e della vigilanza delle tratte date in concessione. Piena responsabilità in virtù dell’obbligo di segnalare rischi o porre in sicurezza le aree in prossimità delle strade statali.

I Giudici della S.C. hanno così riformato le sentenze dei giudici di prime cure con cui avevano negato il diritto del ricorrente a ottenere un indennizzo dall’ANAS per i danni causati alla sua automobile dal cedimento di un terreno a monte della strada che stava percorrendo poiché i massi sono franati a monte per qualche centinaio di metri rispetto alla strada statale. La circostanza che la frana abbia avuto origine in luogo diverso da quello in custodia rende l’evento imprevedibile e non aveva di conseguenza alcun obbligo né di segnalare un pericolo non individuabile né di mettere in atto interventi di salvaguardia.

Invece secondo la Cassazione rinviando la causa alla Corte d’Appello ha messo in evidenza tre circostanze, alle quali la Corte di secondo grado si dovrà attenere, che proverebbero la prevedibilità dell’evento, ovvero:

1)   negli anni precedenti sul quel tratto stradale già si erano verificati sfaldamenti di piccola entità;

2)   che da una relazione tecnica risultava che la stessa ANAS aveva predisposto delle opere, per fronteggiare lo stesso problema.

3)   che nella zona intermedia a monte, di spettanza della Ferrovia, erano già state predisposte delle opere.

Sorrento, 19/7/2011.

Avv. Renato D’Isa


[1] Sentenza scaricabile e consultabile dal portale del Sole 24 Ore – Guida al Diritto

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