Corte di Cassazione, Sezione VI penale, Sentenza 6 luglio 2011 n. 26279. L’ordinanza del Tribunale del riesame, conformemente alle previsioni dell’articolo 292 C.p.p., deve contenere la descrizione sommaria del fatto e l’esposizione degli indizi che giustificano in concreto la misura disposta, con l’indicazione degli elementi di fatto da cui sono desunti e dei motivi per i quali essi assumono rilevanza.

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Corte di Cassazione, Sezione VI penale, Sentenza 6 luglio 2011 n. 26279. L’ordinanza del Tribunale del riesame, conformemente alle previsioni dell’articolo 292 C.p.p., deve contenere la descrizione sommaria del fatto e l’esposizione degli indizi che giustificano in concreto la misura disposta, con l’indicazione degli elementi di fatto da cui sono desunti e dei motivi per i quali essi assumono rilevanza.

 


Il testo integrale[1]

Corte di cassazione – Sezione VI penale – Sentenza 6 luglio 2011 n. 26279

Secondo gli ermellini non diversamente dal provvedimento del giudice per le indagini preliminari, l’ordinanza del Tribunale del riesame, conformemente alle previsioni dell’articolo 292[2] C.p.p., deve contenere la descrizione sommaria del fatto e l’esposizione degli indizi che giustificano in concreto la misura disposta, con l’indicazione degli elementi di fatto da cui sono desunti e dei motivi per i quali essi assumono rilevanza.

In definitiva in mancanza di questi elementi, la Corte di Cassazione è posta nell’impossibilità di verificare se il giudice di merito ha dato adeguatamente conto delle ragioni che l’hanno indotto ad affermare la gravità del quadro indiziario a carico dell’indagato e di controllare la congruenza della motivazione riguardante la valutazione degli elementi indizianti rispetto ai canoni della logica e ai principi di diritto che governano l’apprezzamento delle risultanze probatorie.

Sorrento 18/7/2011.

Avv. Renato D’Isa


[1] Scaricabile e consultabile dal sito del Sole 24 Ore – Guida al Diritto

 

[2] Articolo 292 – Ordinanza del giudice

1. Sulla richiesta del pubblico ministero il giudice provvede con ordinanza.

2. L’ordinanza che dispone la misura cautelare contiene, a pena di nullità rilevabile anche d`ufficio:

a) le generalità dell’imputato o quanto altro valga a identificarlo;

b) la descrizione sommaria del fatto con l’indicazione delle norme di legge che si assumono violate;

c) l’esposizione delle specifiche esigenze cautelari e degli indizi che giustificano in concreto la misura disposta, con l’indicazione degli elementi di fatto da cui sono desunti e dei motivi per i quali essi assumono rilevanza, tenuto conto anche del tempo trascorso dalla commissione del reato;

c bis) l’esposizione dei motivi per i quali sono stati ritenuti non rilevanti gli elementi forniti dalla difesa, nonchè, in caso di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere, l’esposizione delle concrete e specifiche ragioni per le quali le esigenze di cui all’articolo 274 non possono essere soddisfatte con altre misure;

d) la fissazione della data di scadenza della misura, in relazione alle indagini da compiere, allorchè questa è disposta al fine di garantire l’esigenza cautelare di cui alla lettera a) del comma 1 dell’articolo 274;

e) la data e la sottoscrizione del giudice. (2)

2 bis. L’ordinanza contiene altresì la sottoscrizione dell’ausiliario che assiste il giudice, il sigillo dell’ufficio e, se possibile, l’indicazione del luogo in cui probabilmente si trova l’imputato.

2 ter. L’ordinanza è nulla se non contiene la valutazione degli elementi a carico e a favore dell’imputato, di cui all’articolo 358, nonchè all’articolo 327 bis. (3)

3. L’incertezza circa il giudice che ha emesso il provvedimento ovvero circa la persona nei cui confronti la misura e` disposta esime gli ufficiali e gli agenti incaricati dal darvi esecuzione. (1)

—–

(1) Il presente articolo è stato così modificato dall’art. 5, comma 2 del D.L. 13 maggio 1991, n. 152 convertito in L. 12.07.1991, n. 203 (testo coordinato in G.U. n. 162 del 12.7.1991) recante: “Provvedimenti urgenti in tema di lotta alla criminalita`organizzata e di trasparenza e buon andamento dell’attività amministrativa”.

Lo stesso art. 5 al comma 3 prevede che la mancanza dei requisiti indicati dall’ articolo 292, comma 2 bis, del codice di procedura penale non comporta la nullità delle ordinanze che hanno applicato misure cautelari personali anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto.

(2) Il presente comma è stato così sostituito dall’ art. 9, L. 08.08.1995 n. 332 recante “Modifiche al Codice di Procedura Penale in tema di semplificazione dei procedimenti, di misure cautelari e di diritto di difesa” (G.U. 08.08.1995, n. 184).

(3) Il presente comma, prima aggiunto dall’ art. 9, L. 08.08.1995 n. 332, è stato poi così modificato dall’ art. 1, L. 07.12.2000, n. 397 (G.U. 03.01.2001, n. 2) a decorrere dal 18.01.2001. Si riporta di seguito il testo precedente: ” 2 ter. L’ordinanza e` nulla se non contiene la valutazione degli elementi a carico e a favore dell’imputato, di cui all’articolo 358, nonche` all’articolo 38 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie.”

 

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