Cassazione civile 2011

Corte di Cassazione, Sezione II, Sentenza 12 luglio 2011 n. 15308. Il condomino non può lamentare una lesione del diritto a godere del pianerottolo perché semplicemente ristretto in virtù dell’installazione di un ascensore ma soltanto in seguito a “specificità che costituiscano una inevitabile e costante caratteristica di utilizzo”

il commento in originale

Il testo integrale[1]

Corte di Cassazione, II sezione, sentenza n. 15308 depositata il 12.7.2011

Prevale il più generale interesse dei condomini ai sensi dell’art. 1120[2] c.c.

Tale principio è stato espresso dalla Suprema Corte  con la sentenza 15308/2011 con la quale sono state riformate le conclusioni della Corte di Appello di Napoli che invece aveva riconosciuto le ragioni della proprietaria ricorrente in quanto sarebbe stata eccessiva la compressione del diritto dell’appellante sia da utilizzare lo spazio antistante il proprio appartamento sia a fruire di quest’ultimo nella sua pienezza. Tale sentenza a sua volta aveva riveduto la decisione di prime cure.

Ma per i giudici di legittimità invece nell’identificazione del limite all’immutazione della cosa comune, disciplinato dall’articolo 1120, II comma, codice civile, il concetto di inservibilità della stessa non può consistere nel semplice disagio subito rispetto alla sua normale utilizzazione – coessenziale al concetto di innovazione – ma è costituito dalla concreta inutilizzabilità della res communis  secondo la sua fruibilità; si può tener conto di specificità – che possono costituire ulteriore limite alla tollerabilità della compressione del diritto del singolo condominio – solo se queste costituiscano una inevitabile e costante caratteristica di utilizzo.

Sorrento, 14/7/2011.

Avv. Renato D’Isa


[1] Sentenza scaricabile e consultabile sul portale del Sole 24 Ore – Guida al Diritto

[2] Articolo 1120 c.c.  – Innovazioni

I condomini, con la maggioranza indicata dal quinto comma dell’art. 1136 , possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento o all’uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni.

Sono vietate le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.

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