Cassazione penale 2011

Corte di Cassazione, II sezione penale, sentenza n. 25802, del 30/6/2011. Legittima l’utilizzazioni delle intercettazioni telefoniche anche se la originaria imputazione sia stata successivamente derubricata in una ipotesi criminosa senza obbligo di cattura.

Il commento in originale

Il testo integrale[1]

 Corte di Cassazione, Sezione II, sentenza n. 25802 depositata il 30.6.2011.

La corte di Piazza Cavour con la sentenza 30 giugno 2011 n. 25802 ha stabilito che “ai fini della legittimità dell’utilizzazione delle intercettazioni telefoniche, prevista dal primo comma dell’articolo 270 c.p.p.[2], delle notizie acquisite in altro procedimento salvo che risulti indispensabile per l’accertamento dei delitti per i quali è obbligatorio l’arresto in fragranza è irrilevante che la originaria imputazione sia stata successivamente derubricata in una ipotesi criminosa senza obbligo di cattura, poiché si tratta di condizione processuale. la cui sussistenza va accertata nel momento dell’acquisizione nel procedimento ad quem degli atti assunti in diverso procedimento“.

Sorrento, 30/6/2011.

Avv Renato D’Isa


[1] Sentenza scaricabile e consultabile sul portale del Sole 24 Ore – Guida al Diritto

[2] Articolo 270 – Utilizzazione in altri procedimenti

1.I risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati in procedimenti diversi da quelli nei quali sono stati disposti, salvo che risultino indispensabili per l’accertamento di delitti per i quali e`obbligatorio l’arresto in flagranza.

2.Ai fini della utilizzazione prevista dal comma 1, i verbali e le registrazioni delle intercettazioni sono depositati presso l’autorità competente per il diverso procedimento. Si applicano le disposizioni dell’articolo 268 commi 6, 7 e 8.

3.Il pubblico ministero e i difensori delle parti hanno altresì facoltà di esaminare i verbali e le registrazioni in precedenza depositati nel procedimento in cui le intercettazioni furono autorizzate.

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