Corte di Cassazione, Sezione V penale, sentenza n. 25608 depositata il 27/6/2011. Legittima difesa in caso di reazione del medico dell’INPS a seguito di un’aggressione da parte di un paziente

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Corte di Cassazione, Sezione V penale, sentenza n. 25608 depositata il 27/6/2011. Legittima difesa in caso di reazione del medico dell’INPS a seguito di un’aggressione da parte di un paziente

Il commento in originale

Corte di Cassazione, Sezione V penale, sentenza n. 25608 depositata il 27/6/2011. Legittima difesa in caso di reazione del medico dell’INPS a seguito di un’aggressione da parte di un paziente

Il testo integrale[1]

Corte di Cassazione – Sezione V – sentenza n. 25608 depositata il 27.6.2011.

Per i giudici di prime cura la reazione del medico, in quanto eccessiva,  non poteva essere considerata un atto di legittima difesa ma lesioni volontarie[2] in danno del paziente.

Di contro secondo la S.C. – ritenendo totalmente fondato il ricorso della dott.ssa sussistendo il vizio di contraddittorietà della motivazione – in quella circostanza (visita presso l’appartamento), anche in virtù della veste di pubblico ufficiale, ha riconosciuto l’azione difensiva in favore della dott.ssa.

Difatti secondo la V Sezione chi viene reiteratamente aggredito di regola reagisce come può secondo la concitazione del momento e non è tenuto a calibrare l’intensità della reazione, finalizzata ad indurre la cessazione dell’avversa condotto lesiva.

Il tutto salvo l’ipotesi di una manifesta sproporzione.

Sorrento  28/6/2011.

                                                                                              Avv. Renato D’Isa


[1] Testo scaricabile e consultabile sul portale del Sole 24 Ore – Guida al Diritto

[2] Articolo 582 – Lesione personale

Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni.

Se la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni e non occorre alcuna delle circostanze aggravanti previste negli articoli 583 e 585, ad eccezione di quelle indicate nel numero 1 e nell’ultima parte dell’articolo 577, il delitto è punibile a querela della persona offesa. (1) (2)

—–

(1) Il presente articolo è stato così modificato dall’articolo unico, L. 26.01.1963, n. 24.

(2) Il presente comma è stato così sostituito dall’art. 91, L. 24.11.1981, n. 689.

Procedibilità: d’ufficio; a querela di parte (2° comma)
Competenza: Tribunale monocratico; Giudice di pace (2° comma se perseguibile a querela di parte)
Arresto: facoltativo (no se di competenza del Gdp)
Fermo: no
Custodia cautelare in carcere: v. art. 3915 c.p.p.
Altre misure cautelari personali: v. art. 3915 c.p.p.
Termine di prescrizione: 6 anni

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