Cassazione civile 2011

Corte di Cassazione, Sezione III, sentenza n.13488 depositata il 20/6/2011. Prescrizione interrotta anche con la sola presentazione in giudizio della sola ricevuta di spedizione della raccomandata. Non serve l’avviso di ricevimento

Il testo integrale[1]

Corte di Cassazione – III sezione – sentenza n. 13488 depositata il 20.6.2011.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza 13488/2011.

Secondo la Suprema corte, confermando un indirizzo consolidato della stessa Corte,[1] un telegramma, così come una lettera raccomandata, anche in mancanza di avviso di ricevimento, costituisce prova certa della spedizione, attestata dall’ufficio postale attraverso la relativa ricevuta.

Dalla ricevuta, dunque, consegue la presunzione di arrivo al destinatario e di conoscenza dell’atto, poiché, vanno considerate le univoche e concludenti circostanze che attestano la spedizione e l’ordinaria regolarità del servizio postale .

Una presunzione, però, non assoluta (iuris et de iure) in quanto il destinatario può sempre confutare tale circostanza e fornire la prova contraria.

Però, si continua a leggere nella sentenza, nel caso di specie non vi è stata tale confutazione poichè il destinatario non ha addotto alcun elemento di prova a suo discarico. Come ad esempio

  • la circostanza che il plico non contenga alcuna lettera,
  • o ne contenga una di contenuto diverso,
  • o anche l’assenza dalla residenza o domicilio indicati nel telegramma all’epoca della convocazione
  • o l’aver compiuto degli atti specifici, come la sollecitazione di accertamenti presso le Poste tali da verificare l’assunta mancata ricezione.

Sorrento, 20/6/2011.

Avv. Renato D’Isa


[1] Sentenza scaricabile e consultabile sul sito del sole 24 ore – Guida al diritto

[1]Corte di Cassazione Sezione III Civile.  Sentenza del 4 giugno 2007, n. 12954. La produzione in giudizio della lettera raccomandata con la relativa ricevuta di spedizione dall’ufficio postale costituisce – anche in mancanza dell’avviso di ricevimento – prova certa della spedizione, e da essa consegue la presunzione, fondata sulle univoche e concludenti circostanze della spedizione e dell’ordinaria regolarità del servizio postale, di arrivo dell’atto al destinatario e della sua conoscenza ex art. 1335 cod. civ.. Tale presunzione semplice è superabile attraverso elementi di prova contrari.

 

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