Cassazione civile 2011

Corte di Cassazione, Sezione III civile, Sentenza 23 maggio 2011 n. 11319. Non è opponibile al creditore che agisce in esecuzione la separazione dei beni tra i coniugi se manca l’annotazione a margine dell’atto di matrimonio.

Il commento in originale

Corte di cassazione – Sezione III civile – Sentenza 23 maggio 2011 n. 11319. Non è opponibile al creditore che agisce in esecuzione la separazione dei beni tra i coniugi se manca l’annotazione a margine dell’atto di matrimonio

Il testo integrale

Corte di cassazione – Sezione III civile – Sentenza 23 maggio 2011 n. 11319. Annotazione atto separazione – opponibilità

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 11319/2011.

Per i giudici del Palazzaccio, infatti, una volta accertato da parte del giudice di merito – in modo “insindacabile” in sede di legittimità – che al momento del pignoramento del bene da parte di terzi non vi era alcuna annotazione della convenzione matrimoniale di separazione a margine dell’atto di matrimonio, non vi è possibilità di opporre la annotazione.

Come noto l’articolo 162 del c.c.[1] condiziona l’opponibilità ai terzi delle suddette convenzioni alla annotazione del relativo atto a margine dell’atto di matrimonio, laddove la trascrizione del vincolo stesso per gli immobili, per effetto della abrogazione dell’ultimo comma dell’art. 2647 c.c.[2] è degradata a mera pubblicità-notizia, inidonea ad assicurare detta inopponibilità[3]

Sorrento, 25/5/2011.                                                                                             Avv. Renato D’Isa


[1]Articolo 162 c.c.  – Forma delle convenzioni matrimoniali

Le convenzioni matrimoniali debbono essere stipulate per atto pubblico sotto pena di nullità.

La scelta del regime di separazione può anche essere dichiarata nell’atto di celebrazione del matrimonio.

Le convenzioni possono essere stipulate in ogni tempo, ferme restando le disposizioni dell’art. 194. (2)

Le convenzioni matrimoniali non possono essere opposte ai terzi quando a margine dell’atto di matrimonio non risultano annotati la data del contratto, il notaio rogante e le generalità dei contraenti, ovvero la scelta di cui al secondo comma.

[2]Articolo 2647 c.c.  – Costituzione del fondo patrimoniale e separazione di beni

Devono essere trascritti, se hanno per oggetto beni immobili, la costituzione del fondo patrimoniale, le convenzioni matrimoniali che escludono i beni medesimi dalla comunione tra i coniugi, gli atti e i provvedimenti di scioglimento della comunione, gli atti di acquisto di beni personali a norma delle lettere c), d) e ed f) dell’art. 179, a carico, rispettivamente, dei coniugi titolari del fondo patrimoniale o del coniuge titolare del bene escluso o che cessa di far parte della comunione.

Le trascrizioni previste dal precedente comma devono essere eseguite anche relativamente ai beni immobili che successivamente entrano a far parte del patrimonio familiare o risultano esclusi dalla comunione tra i coniugi.

La trascrizione del vincolo derivante dal fondo patrimoniale costituito per testamento deve essere eseguita d’ufficio dal conservatore contemporaneamente alla trascrizione dell’acquisto a causa di morte.

[3] Corte di Cassazione Sezione I civile, sentenza 19.11.1999, n. 12864. La costituzione del fondo patrimoniale, di cui all’art. 167 cod. civ., dev’essere ricompresa tra le convenzioni matrimoniali e, pertanto, e` soggetta alle disposizioni dell’art. 162 cod. civ., circa le forme delle convenzioni medesime, ivi inclusa quella del terzo comma, che ne condiziona l’opponibilità ai terzi all’annotazione del relativo contratto a margine dell’atto di matrimonio, mentre la trascrizione del vincolo stesso, ai sensi dell’art. 2647 cod. civ., con riferimento agli immobili che ne siano oggetto, resta degradata a mera pubblicità – notizia, inidonea ad assicurare detta opponibilità. Ne consegue, come in ogni caso in cui la legge dispone che per l’opponibilità di determinati atti e` necessaria una certa forma di pubblicità, che la forma di pubblicità costituita dalla suddetta annotazione non ammette deroghe o equipollenti e che resta anche irrilevante l’effettiva conoscenza della costituzione del fondo che il terzo abbia altrimenti potuto conseguire, pur dovendosi escludere che l’annotazione predetta assuma in tal modo una funzione costitutiva, giacchè l’unico effetto che condiziona e` l’opponibilità ai terzi, mentre non incide a qualunque altro effetto sulla validità ed efficacia dell’atto (nella specie la Suprema Corte, in applicazione di tali principi, ha escluso che la costituzione del fondo potesse essere divenuta opponibile ad un terzo per effetto di una comunicazione a lui indirizzata da parte dei costituenti tramite una lettera)

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