Cassazione civile 2011

Corte di Cassazione – Sezione II civile – Sentenza 9/5/2011 n. 10153. L’approvazione di un rendiconto di cassa che presenti un disavanzo tra uscite e entrate, non implica che, per via deduttiva, possa ritenersi riconosciuto il fatto che la differenza sia stata versata dall’amministrazione utilizzando denaro proprio, ovvero che questi sia comunque creditore del condominio per l’importo corrispondente

Il commento in originale

Corte di cassazione – Sezione II civile – Sentenza 9 /5/2011 n. 10153. L’approvazione di un rendiconto di cassa che presenti un disavanzo tra uscite e entrate, non implica che, per via deduttiva, possa ritenersi riconosciuto il fatto che la differenza sia stata versata dall’amministrazione utilizzando denaro proprio, ovvero che questi sia comunque creditore del condominio per l’importo corrispondente

Il testo integrale della sentenza

Corte di cassazione – Sezione II civile – Sentenza 9 maggio 2011 n. 10153. Condominio – rendiconto – disavanzo

Lo ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza n. 10153/2011, riformando la sentenza della Corte di Appello di Roma che aveva riconosciuto agli eredi di un amministratore di condominio il diritto alle corrispondenti somme, ribaltando la sentenza di primo grado.

Tutta la vicenda si muoveva sull’opposizione avanzata dal Condominio avverso il  d.i. emesso in favore dell’amministratore per il pagamento in suo favore quale residuo corrispettivo per l’amministrazione svolta.

A sostegno dell’opposizione, il condominio deduceva che i rendiconti prodotti dall’amministratore recavano voci di debito del condominio verso quest’ultimo non coincidenti con quelli approvati dall’assemblea; che non erano provati gli esborsi che l’amministratore asseriva di aver anticipato per conto del condominio.

Tale motivazione veniva accolta dal Tribunale, ma successivamente riformata dalla Corte Territoriale poiché emergeva, a seguito delle risultanze istruttorie e dai rendiconti prodotti da entrambe le parti, tra loro corrispondenti, l’esistenza di anticipazioni effettuate dall’amministratore a fronte delle spese del condominio.

Per i giudici di Piazza Cavour, invece, rovesciando completamente il responso della Corte Territoriale, dovrà decidere altra sezione della medesima Corte attenendosi al seguente principio:

in materia di deliberazione di assemblea condominiale, l’approvazione del rendiconto ha valore di riconoscimento di debito in relazione alle sole poste passive specificamente indicate. Pertanto, l’approvazione di un rendiconto di cassa che presenti un disavanzo tra uscite e entrate, non implica che, per via deduttiva, possa ritenersi riconosciuto il fatto che la differenza sia stata versata dall’amministrazione utilizzando denaro proprio, ovvero che questi sia comunque creditore del condominio per l’importo corrispondente, atteso che la ricognizione di debito, sebbene possa essere manifestata anche in forma non espressa, richiede pur sempre un atto di volizione su di un oggetto specificamente sottoposto all’esame dell’organo collettivo, chiamato a pronunciarsi su di esso”.

Sorrento, 10/5/2011

Avv. Renato D’Isa

Annunci

Lascia un commento o richiedi un consiglio