Cassazione penale 2011

Corte di Cassazione penale, S.U.P., sentenza n. 17386 depositata il 5/5/2011. Nel computo della pena edittale, ai fini della verifica della facoltatività dell’arresto in flagranza, e più in generale per la determinazione della pena agli effetti dell’applicazione delle misure cautelari, non si deve tener conto della recidiva

Il commento in originale

Corte di cassazione – S.U.P. – Sentenza n. 17386 depositata il 5.5.2011. Nel computo della pena edittale, ai fini della verifica della facoltatività dell’arresto in flagranza, e più in generale per la determinazione della pena agli effetti dell’applicazione delle misure cautelari, non si deve tener conto della recidiva

Il testo integrale

Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza n. 17386 depositata il 5.5.2011. Misure cautelari – recidiva

La terza sezione penale rimettendo il ricorso alle Sezioni Unite e riportando un contrasto giurisprudenziale, sollevava il presente quesito: “se, nel computo della pena edittale, ai fini della verifica della facoltatività dell’arresto in flagranza, e più in generale per la determinazione della pena agli effetti dell’applicazione delle misure cautelari debba tenersi conto o meno della recidiva reiterata contestata”.

Il quesito, innanzitutto, secondo le sezioni riunite, trovava soluzione nella lettera delle norme di riferimento, vale a dire gli artt. 278[1] e 379[2] c.p.p. ed in merito “è ragionevole ritenere che se il legislatore, nel formulare l’art. 278 c.p.p., avesse voluto attribuire rilevo alla recidiva, allorchè essa comporta un aumento di pena superiore ad un terzo (così considerandola quale aggravante ad effetto speciale anche ai fini specifici dell’art. 278 c.p.p.), non vi sarebbe stata alcuna necessità di un espresso riferimento alla stessa nella prima parte (del secondo periodo) della disposizione, posto che la norma speciale (seconda parte del secondo periodo) include nel computo della pena le aggravanti ad effetto speciale. A ciò aggiungasi che, costituendo la seconda parte (del secondo periodo) della disposizione una regola speciale che fa eccezione alla regola generale di cui alla prima parte, la stessa ai sensi dell’art. 14 delle preleggi – e come osservato anche nell’ordinanza di remissione – non può essere applicata oltre i casi in essa considerati: ulteriore ragione per escludere un’interpretazione estensiva”.

Infine la soluzione che le Sezioni Unite adottava si  basava anche sul quel “filone giurisprudenziale secondo cui ai fini della prescrizione si dovrebbe tener conto della recidiva reiterata in quanto circostanza aggravante ad effetto speciale”.

Così risolto il quesito, il ricorso proposto risultava meritevole di accoglimento, essendo stato l’arresto illegittimamente convalidato posto che: 1) il giudice aveva erroneamente determinato la pena, agli effetti della convalida dell’arresto facoltativo in flagranza, avendo a tal fine tenuto conto della recidiva reiterata; 2) la sanzione per il delitto tentato ascritto al ricorrente raggiungeva la soglia che legittimava l’intervento precautelare soltanto se nel calcolo si teneva conto della contestata recidiva reiterata.

Sorrento 8/5/2011.                                                                                               Avv. Renato D’Isa


[1] Articolo 278 c.p.p. – Determinazione della pena agli effetti dell`applicazione delle misure

Agli effetti dell’applicazione delle misure, si ha riguardo alla pena stabilita dalla legge per ciascun reato consumato o tentato . Non si tiene conto della continuazione, della recidiva e delle circostanze del reato, fatta eccezione della circostanza aggravante prevista al numero 5) dell’articolo 61 del codice penale e della circostanza attenuante prevista dall’ articolo 62 n. 4 del codice penale nonché  delle circostanze per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato e di quelle ad effetto speciale.

 

[2] Articolo 379 – Determinazione della pena

Agli effetti delle disposizioni di questo titolo, la pena e` determinata a norma dell’articolo 278

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