Corte di Cassazione, III sezione civile, sentenza n. 9451 depositata il 28/4/2011. Per il conferimento di un incarico di difesa ad un professionista del libero foro da parte di una amministrazione pubblica necessaria apposita e motivata delibera, da sottoporre agli organi di vigilanza

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Corte di Cassazione, III sezione civile, sentenza n. 9451 depositata il 28/4/2011. Per il conferimento di un incarico di difesa ad un professionista del libero foro da parte di una amministrazione pubblica necessaria apposita e motivata delibera, da sottoporre agli organi di vigilanza

Il commento in originale

Corte di cassazione – Sezione II civile – Sentenza 28 aprile 2011 n. 9451. Obbligo di rispettare le procedure statutarie per il conferimento di un incarico di difesa

 

Il testo integrale

Corte di cassazione – Sezione III civile – Sentenza 28 aprile 2011 n. 9451

La sentenza è scaricabile dal sito – “Guida al diritto – Il sole 24 ore” 

Il conferimento del mandato ad litem ad un avvocato del libero foro per conto di una Università, infatti, deve fondarsi su di una valida delibera dell’ateneo.

In assenza si ha la nullità del mandato e dunque anche delle eventuali procedure esecutive già intentate.

Lo ha stabilito la Suprema Corte, con la sentenza n. 9451/2011, accogliendo un ricorso di una Spa contro l’Università La Sapienza di Roma e dichiarando nullo il pignoramento già effettuato verso terzi.

Avverso l’atto di pignoramento presso terzi, la società debitrice si opponeva affermando l’irritualità del conferimento della procura ad litem all’Avvocato dell’Università che ha redatto il precetto e l’atto di pignoramento per carenza di previa delibera del CDA di autorizzazione a conferirlo al professionista del libero foro.

Il tribunale di Roma respingeva l’opposizione.

Avverso tale sentenza la debitrice spiegava ricorso sulla base del motivo già introdotto nel primo giudizio.

Preliminarmente secondo la Cassazione, “la richiesta rivolta dal debitore al giudizio dell’esecuzione perché sia dichiarata l’improcedibilità non ha natura di opposizione esecutiva, perché non è volta a far rilevare la nullità di un singolo atto del processo né è necessaria per impedire che tale nullità resti sanata”.

Ciò posto la S.C., accogliendo il primo motivo, cassava la sentenza gravata “poiché ai sensi degli artt. 56 r.d. n. 1592 del 1933 e 45 r.d. n. 1611 del 1933, come modificato dall’art. 11 L. n. 103 del 1979, la rappresentanza a difesa di un giudizio di una Università Statale, ove non sussista conflitto con lo Stato o con le Regioni, spetta dunque ope legis all’Avvocatura dello Stato, mentre può essere eccezionalmente affidata ad un difensore del libero foro in forza di apposita e motivata delibera, da sottoporre agli organi di vigilanza. Tale regola non può dirsi superata invero dal riconoscimento di autonomia finanziaria, contabile e normativa degli Atenei”.

In definitiva per i giudici di Piazza Cavour infatti “è invalida, per difetto di ius postulandi, la procedura esecutiva intentata da una Università a mezzo di un avvocato del libero foro, quando il relativo mandato sia stato conferito con provvedimento del Rettore, neppure notificato dal Consiglio di amministrazione ed a prescindere dalla sua sottoposizione ai competenti organi di vigilanza

Sorrento, 29/4/2011.

Avv. Renato D’Isa

Pubblicato da | 2011-05-17T15:15:13+00:00 29 aprile 2011|Cassazione civile 2011, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti

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