Articoli e saggi

Le Servitù prediali

 

Le servitù prediali

Ultimo aggiornamento (in riferimento alle sentenze della Cassazione) 5 dicembre 2017, non riscontrabile, però, all’interno del documento in pdf

Per una migliore lettura dell’articolo, comunque, si consiglia di aprire il seguente collegamento

Le servitù prediali – l’articolo in pdf 

articolo consultabile anche su

 

Sommario:

A) Generalità e contenuto; pag. 2

B) Caratteri fondamentali ed eventuali della servitù; pag. 3  

C)  L’oggetto; pag. 4  

D) Le principali distinzioni delle servitù; pag. 5  

E) Soggetti legittimati a costituire servitù; pag. 6 

F)  Costituzione del diritto di servitù; pag. 7

G) Esercizio delle servitù; pag. 8 

H) Le servitù per vantaggio futuro; pag. 9 

I) Le servitù coattive disciplinate dal codice civile; pag. 10

J) La Servitù di non costruire oltre una certa altezza; pag. 11  

K)  Estinzione delle servitù; pag. 12  

L) Azioni a difesa; pag. 13

M) Note; pag. 14            

  

 

[…segue pagina successiva]

Annunci
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14

68 risposte »

  1. E’ corretto che un Comune riscuoti il Canone di occupazione suolo pubblico (OSP) su strade vicinali ad uso pubblico dove insiste un Consorzio stradale Ente di diritto Pubblico istituito in base al D.Lgs.Lgt. 1 settembre 1918, n. 1446 o dovrebbe essere il Consorzio stradale in questione a riscuoterlo ?

    Cordiali Saluti
    Eugenio De Zuliani

  2. Salve
    Ho acquistato una casa nel 2000 in San Teodoro OT.
    Questa casa ha l’entrata su una strada a fondo chiuso da un condominio di circa 5 abitazioni i quali abitanti reclamano esclusività di parcheggio e creano continui litigi.
    So che sul loro rogito non hanno alcun diritto di proprietà su questa strada.
    Vorrei sapere come fare per avere almeno un posto per parcheggiare dato che loro ne pretendono7
    Cordiali saluti
    Irene Palermo

    • Gentile sig.ra Irene,
      preliminarmente mi perdoni per il ritardo, ma esigenze lavorative non mi hanno concesso la possibilità di evadere prima la sua richiesta.
      in merito al Suo quesito gradirei avere maggiori informazioni, soprattutto leggere il regolamento condominiale ed il Suo titolo d’acquisto, altrimenti mi è impossibile darle una risposta.

      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      Qualora desideri mi ritenga già disponibile per un’assistenza legale (r.disa@studiodisa.it 0818774842).

      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, infine, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (https://www.facebook.com/studiolegaleDIsa) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  3. gentile avvocato,
    desideravo chiedere delucidazioni su una questione, mi scuso per aver postato il messaggio in una seziona non specifica.

    1) Il proprietario di un lotto edificato può chiedere e ottenere l’apertura di un passo carrabile sul fondo di una strada (cieca) nonostante questa sia stata costruita su terreno ceduto al comune dalle sole proprietà laterali? (il lotto è già accessibile da un’altra strada)

    2) è utile che i proprietari cessionari chiedano all’Ente proprietario il diniego dell’autorizzazione (a nostro avviso non necessaria) qualora venisse concessa?

    sicuri di ottenere risposta, nell’attesa ringrazio e porgo cordiali saluti.

    • Egregio sig. Giuseppe,
      preliminarmente mi perdoni per il ritardo, ma esigenze lavorative non mi hanno concesso la possibilità di evadere prima la sua richiesta.
      in merito al Suo quesito gradirei avere maggiori informazioni, contezza dello stato dei luoghi, titoli etc etc, altrimenti mi è impossibile darle una risposta.

      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      Qualora desideri mi ritenga già disponibile per un’assistenza legale (r.disa@studiodisa.it 0818774842).

      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, infine, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (https://www.facebook.com/studiolegaleDIsa) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  4. Egregio Avv. Renato D’Isa
    nel 1999 ho acquistato una delle due case di un unico proprietario. Subito dopo l’acquisto, ho provveduto ,anche su consiglio e richiesta della parte venditrice a chiudere la mia proprietà con un muro di confine in quanto era loro intenzione vendere anche l’altra casa…. Nell’effettuare questi lavori , abbiamo notato, nella porzione di muro di confine che nel retro della casa divide due piccoli appezzamenti adibiti ad orto,l’esistenza di una vecchia griglia per le acque piovane proprio vicino al muro di confine e all’interno dell’altra proprietà. successivamente, non ricordo bene se nel 2003, è stata venduta l’altra casa..Nel 2007, con regolare concessione edilizia , abbiamo costruito nel retro della casa una pertinenza da adibire a garage interrato e locale pluri uso nella parte sovrastante.Nell’effettuare i lavori di scavo, è venuto alla luce un vecchio tubo di circa dieci, quindici cm di diametro che dalla griglia del vicino attraversa la mia proprietà sino ad imettersi nella strada principale . Con il titolare dell’impresa che effettuava i lavori, trattandosi di una griglia per le acque piovane , informandone anche l’altro proprietario, abbiamo deciso di ripristinarlo, sostituendolo con uno nuovo. Il tubo, passa sotto il garage, e poi dalla griglia delle acque piovane,all’ingresso del garage, è stato ricollegato al vecchio tubo sulla strada principale.
    Nel mese di luglio, sempre con regolare concessione edilizia, incominciamo i lavori di ampliamento della pertinenza e dovendo procedere allo scavo di ampliamento del garage per poter costruire una cantina interrata, si rende necessario spostare questa tubazione. a questo punto dai discorsi del vicino, viene fuori che a questa condotta delle acque bianche, lui ha collegato lo scarico di un bagnetto che successivamente ha costruito nella parte bassa della sua casa. Premesso che l’ allaccio alla condotta delle acque nere lui lo possiede direttamente sulla strada principale, nel lato opposto, e che abusivamente, lui ha scaricato le acque nere nel tubo da noi ripristinato … e che quando i lavori di ampliamento della pertinenza saranno completati e verrà cementato e pavimentato tutto lo spazio rimanente …come posso far valere i miei diritti?
    Vorrei sottolineare che l’Art. 2 dell’ tto di compravendita della mia casa recita testualmente:
    Art. 2 : Il bene oggetto del presente contratto è venduto nello stato di fatto e di diritto in cui si trova, libero da persone e da cose, con ogni accessione, pertinenza,servitu’ attiva e passiva, anche non apparente.

    • Gentile sig.ra Rita,
      lo spostamento della tubazione è sempre possibile, purchè non determini un notevole aggravio nei confronti del titolare della servitù, mentre per quanto rigaurda la costituzione della nuova servitù (acque nere), stante la Sua descrizione, può esercitare la relativa azione per l’accertamento di una servitù abusiva.

      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      Qualora desideri mi ritenga già disponibile per un’assistenza legale.

      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, infine, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (https://www.facebook.com/studiolegaleDIsa) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  5. Gentile Avv. D’Isa,
    vorrei sottoporle il mio caso per un consiglio.
    Nel mio atto d’acquisto di villetta a schiera, inclusa tra altre due unità abitative, è previsto l’utilizzo di un serbatoio del gas GPL posto sul terreno di un altro proprietario, fino al momento in cui non è possibile usufruire del servizio di metanizzazione (dovrebbe essere una condizione risolutiva?).Dei tre proprietari delle villette che si servono di detto bombolone del gas, uno è anche il proprietario del fondo su cui è posto detto bomolone, l’altro proprietario, limitrofo a detto fondo, è colui che permette il passagio dei tubi per il rifornimento del gas in quanto unica strada di accesso. Il servizio di metanizzazione è intervenuto ultimamente anche nel mio comune e il mio vicino (quello che ha la servitù di passaggio per il rifornimento), ha scritto una raccomandata, a me e all’altro proprietario di villette, (quest’ultimo anche proprietario del fondo su cui è apposto il serbatoio), con cui ci comunica che essendosi installato un serbatoio nella sua proprietà, intende staccarsi da quello comune, impedendoci il passaggio attraverso la sua proprietà per il rifornimento del serbatoio già esistente. tutto con un termine di trenta giorni dal ricevimento della raccomandata.
    Premetto che non ho ancora avuto modo di confrontarmi con l’altro proprietario in quanto questo risiede in un altra regione.
    Ho contattato la società di metanizzazione che verrà a fare la prossima settimana un sopralluogo e mi comunicherà le spese del servizio.
    Mi chiedevo e in questo Le chiedo un consiglio,in primis, se il mio vicino poteva fare tutto ciò senza prima parlarne per trovare magari un accordo comune (visto che siamo tre proprietari di tre unità abitative i cui rapporti sono stati sempre di buon vicinato). Se era legittimato a compiere quest’azione visto che non è il solo proprietario ad avere la servitù.
    E anche se la servitu richiamata nell’atto notorio sembra una servitù a condizione risolutiva, può estinguersi con queste modalità?
    Se il termine di trenta giorni concesso sia legittimo visto che i tempi tecnici per l’allaccio, collocazione del contatore, passaggio dei tubi di della metanizzazione dalla strada principale fino alla mia unità abitativa (circa 500mt) con lavori di scavo sono molto ristretti.
    Le chiedo anche se le spese che dovrò affrontare (se il vicino fuori sede non è interessato), per il servizio di metanizzazione sono solo a mio carico o possono essere estese anche agli altri due vicini, visto che questi un domani potranno usufruire del servizio con minore aggravio di spesa?
    Posso chiedere la partecipazione alle spese comunque, visto che sono in un certo senso obbligato ad allacciarmi al nuovo impianto con il disagio e le difficoltà che tutto questo mi comporta?
    Grazie

  6. Gentile avv.,
    Premesso che non ci conosciamo personalmente, ho un problema che mi attanaglia da un pò di tempo. Per questo le scrivo,sperando in una sua cortese indicazione.
    Tempo fa acquistai un appartamento a piano terra con annesso giardino ammattonato di proprietà esclusiva. Dopo breve tempo venni a conoscenza che su parte del giardino (40 mq su 100 totali) insiste una servitù di passaggio in favore di un piccolo appezzamento di terreno di proprietà di un terzo. Dopo varie peripezie colui che mi ha venduto l’immobile si é persuaso ad accordarmi,a mezzo transazione,una riduzione del prezzo di vendita. Le chiedo in che modo , orientativamente, andrebbe calcolata la riduzione del valore dell’immobile e di conseguenza la misura della riduzione del prezzo di vendita? Per dovizia di particolari: il giardino in questione attornia l’intera casa e il proprietario del fondo dominante è costretto a passare davanti alle finestre delle 2 stanze da letto e del bagno.
    Sperando in una sua cordiale risposta le porgo i miei saluti e mi scuso per il disturbo.

    • Egr. sig. Davide, è previsto un calcolo matematico. Qualsiasi tecnico potrà aiutarvi in ciò.
      Ma, essendo una transazione, nonchè una trattativa tra privati, ebbene il valore potrà essere determinato a discrezione, non seguendo più i parametri oggettivi.
      In altre parole se Lei riterrà che la servitù celata determini molto ai fini della violazione della privacy nonchè della limitazione del pieno diritto di proprietà, potrà, allora determinarlo in una cifra completamente diversa da quella risultatante dai paramtri oggettivi. Anche 100 volte in più.

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Qualora desideri mi ritenga già disponibile per un’assistenza legale.
      Le ricordo, infine, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  7. Egr. Dott. D’Isa,

    ho letto con molto interesse ed ho apprezzato molto la completezza dell’articolo.
    Purtroppo mi ritrovo anch’io in una situazione un po’ delicata in quanto:
    1. nel 2004 ho acquistato una casa (non indipendente) disposta su 2 piani fuori terra (ma sono proprietario dal piano terra fino al tetto compreso).
    2. la casa ha un terrazzo al 1° piano che è sostenuto da 3 colonne in cemento armato, dentro la terra sottostante (colonne che compaiono invece nelle planimetrie della casa, ma non sugli estratti tavolari del terreno. Inoltre, sul terreno, come da estratto delle particelle dal Catasto, non risulta nessun tipo di servitù (neanche di passaggio – niente).
    3. inoltre, il tetto della mia casa sporge di circa 40-60 cm dal filo muro (tetto, come detto, di mia proprietà)
    4. Il terreno che circonda la casa (compreso il terreno sito al piano terra sotto il terrazzo), dagli atti del Catasto, sono intestati al mio vicino Mr. X
    5. La casa è stata costruita nel 1870 e successivamente ingrandita/restaurata negli anni
    6. La casa era stata realizzata per l’uso di una singola famiglia cosi come anche tutto il terreno attorno alla casa
    6. La mia porzione di casa (parte dell’intero fabbricato compresa la casa di Mr. X), nei vari passaggi successivi, è stata oggetto di varie divisioni, compra-vendite, eredità ecc., fino al 2004 quando l’ho acquistata.

    volevo capire da Lei se:
    a) il terreno che si trova vicino ai muri di casa mia e che sono dentro il perimetro della proiezione del mio tetto a terra (tetto che sporge circa 40-60 cm dai muri) è di mio usufrutto e/o proprietà oppure no?
    b) sullo stesso terreno, sempre entro la distanza di 40-60 cm dai muri, posso appoggiare a terra, ma sui miei muri, tranquillamente, degli oggetti (e.g. bici, vasi di fiori ecc) oppure devo rimuovere il tutto se Mr. X me lo chiede?
    c) nel caso delle colonne a terra del terrazzino sito al 1° piano, siccome la mia porzione di casa era “nata” con queste colonne ed è stata sempre utilizzata dalle famiglie che successivamente sono subentrate negli anni (testimoni ancora in vita), il terreno sottostante (tra le colonne del terrazzino e i muri di casa mia, sotto il terrazzo) potrà essere mio considerando uso capione e/o destinazione del padre di famiglia?
    d) se io appoggio sui muri di casa mia una bici, vasi di fiori ecc ma sempre restando nei famosi 40-60 cm di sporgenza del tetto, Mr X mi può chiedere di spostare il tutto per lasciare tutto vuoto o no?

    Purtroppo ne ho parlato con varie persone e ne ho letto tanto su questo argomento, ma sembra che i pareri sono molto diversi tra loro. Per avere un quadro più chiaro, quali possono essere i miei diritti in merito all’utilizzo di questo pezzo di terra e, se possibile, visto lo storico, di avere qualche beneficio per destinazione del padre di famiglia oppure per uso capione?

    Ringrazio e saluto,
    Daniel

    • Egr. sig. Daniel,
      al netto di una lettura planimetrica e dei dati catastali potrò essere più esaustivo,
      ma in realtà non ho inteso bene il diritto che Lei vanterebbe, ovvero servitù o proprietà ?
      E’ questa è una notevole differenza in merito al diritto da esercitare nell’area sottostante il terrazzo ed il tetto.
      Sull’usucapione Le consiglio di leggere quest’altro saggio sempre da me redatto L’usucapione
      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  8. Egr. Avv.to,
    due anni fa ho acquistato un app.to dal sig. Tizio e mi sono impegnato ad effettuare la divisione degli impianti (erano due appartamenti dello stesso prop. che ha diviso e venduto separatamente), premetto che di servitù l’atto non menzionava nulla.l’unico problema è sorto per la divisione dell’impianto dell’acqua, il quale per problemi oggettivi che non starò qui a spiegare, mi hanno costretto a far installare dei tubi sulla terrazza dell’appartamento di tizio. specifico che quando ho fatto i lavori giuridicamente l’immobile era ancora di proprietà del Sig. Tizio che mi aveva dato le chiavi per effettuare i lavori.dopo qualche tempo il sig. tizio vende al sig. Caio anche l’app.to di sopra ma quest’ultimo mi fa causa in quanto sostiene che quando aveva visionato l’immobile i tubi sul terrazzo non vi erano. Io ho delle “colpe”?chiederei un suo parere.

    Grazie

    • Gentile signora Alessia,
      purtroppo dalla semplice descrizione mi è difficile lasciarle una minima risposta.
      Dovrei leggere l’atto di vendita.
      Ma se Tizio in merito ha acconsentito all’opera, il nuovo proprietario cosa può vantare nei Suoi confronti, dovrebbe tutto al più rivalersi sul precedente proprietario ? Non riesco a capire. Dovrei leggere anche quest’altro atto di vendita.

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  9. ho un problema, io e la mia compagna abbiamo trovato un appartamento in affitto, dove le due finestre del bagno e della camera da letto guardano su un terreno di un altro appartamento dato in affitto ad un’altra coppia. I due appartamenti sono di proprietà di una stessa terza persona. Succede che in questo terreno ci sono due grossi cani i cui escrementi sono lasciati a terra per parecchi tempo, ed i cani stessi più volte mettono le zampe sullo stipite delle nostre finestre. Cosa possiamo fare ? Chiedere al proprietario di mettere una rete divisoria per tenere lontani i cani? Ci sono altre soluzioni ? E’ una questione anche di igiene.

    • Egr. sig. Francesco,
      logicamente la soluzione più ovvia è quella di rappresentare il problema oralmente al proprietario dei cani e cercare di risolverlo come da Lei indicato. Sarebbe, poi, opportuno far partecipare al colloquio anche il proprietario.
      Altrimenti contatti un legale per una diffida.

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  10. Egr.Avvocato, vorrei sapere se una servitù di acquedotto (di proprietà di un privato che la utilizza per condurre le acque di un suo pozzo ad un’altra sua proprietà non limitrofa) possa costituirsi per facta concludentia. La ringrazio anticipatamente.
    Sonia

    • Gentile Sig.ra Sonia,
      la costituzione della servitù può avvenire con modi negoziali ad esempio contratto e modi non negoziali che sono l’usucapione, la destinazione del padre di famiglia, sentenza, atto amministartivio e dicatio ad patriam.
      Le ricordo poi che le servitù non apparenti non possono acquistarsi per usucapione (1158, att. 158[34]) o per destinazione del padre di famiglia (1062).

      Non apparenti sono le servitù quando non si hanno opere visibili e permanenti destinate al loro esercizio.

      I comportamenti concludenti (in latino, facta concludentia), detti anche fatti dimostrativi, sono in diritto una forma di manifestazione tacita della volontà negoziale, applicabile alle servitù in caso di contestazione di una volontà negoziale o per l’efficacia della stessa nel senso della consapevolezza dell’esercizio della servitù da parte del soggetto interessato.

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  11. Egr. Avv. D’Isa, avrei da porle un quesito siccome un paio di anni fa io e mia moglie abbiamo acquistato casa in un condominio al primo piano, siamo stati oggetto di citazione da parte del proprietario di un immobile con giardino al piano terra in quanto insieme ad altri 5 condomini siamo proprietari dei tubi che passano sotto il suo giardino e, pertanto secondo lui abbiamo una servitù che deve essere rimossa.Infatti in questa causa che dovremmo affrontare l’attore principale è il costruttore ma ci chiediamo il perchè ci abbia citato anche noi che quando abbiamo acquistato casa non sapevamo che i nostri tubi stavano sotto il suo giardino, invece di vedersela solo con il costruttore e tenerci fuori da questa diatriba e per di più sostenendo anche delle spese legali oltre già ai sacrifici che sono stati fatti per acquistare casa??
    Può il proprietario rivalersi anche nei nostri confronti è stato giusto citare anche noi condomini?
    Nel ringraziarLa anticipatamente per la Sua disponibiltà a una sua risposta in merito Le invio i migliori saluti.
    Dionigi

    • Egr. sig. Dionigi
      premettendo che dovrei leggere tale atto di citazione, controparte ha ritenuto opportuno citare anche i condomini titolari di tale servitù, al più, sommariamente, poterbbe proporsi una riconvenzionale in danno del costruttore. Ma dovrei leggere l’atto di citazione, i titoli di acquisto, etc etc

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  12. Gent.mo Avv. D’Isa,
    prima di porle il mio problema mi complimento per la Sua chiarissima esposizione in merito alle servitù.
    circa 1 anno fà insieme a mia moglie abbiamo acquistato una villetta bifamiliare e nell’eseguire dei lavori di ristrutturazione della rete fognaria abbiamo scoperto che sul nostro pozzetto è allacciata anche lo scarico dell’altra proprietà dell’immobile. Tale situazione, sicuramente “normale” per i vecchi proprietari in quanto, anche se divise le proprietà, erano occupate dai genitori e dalla figlia. Adesso la situazione è che dalla nostra parte ci troviamo il passaggio e il pozzetto dei scarichi fognari dell’intero immobile e con le intuibili conseguenze (spaccatura pavimentazione esterna e sollevamento manto erboso del giardino) in caso di eventuale intervento di manutenzione straordinaria da parte dell’altro proprietario. Chiariamo che non è nostra intenzione modificare lo stato di cose; Le chiediamo:
    1) che tipo di servitù si può creare?
    2) le eventuali spese di manutenzione e ripristino sono tutto a totale carico dell’altro proprietario?
    3) che tipo di accordo si può stipulare per garantirci da, improbabili, sorprese?
    4) che consiglio può darci per tranquillizzarci sulla questione.

    Infinitamente grazie per la risposta.

    Angelo e Francesca – Brescia

    • Egregi sig.ri Angelo e Francesca,
      d’emblée posso escludere che in tal caso sia applicabile l’istituto della servitù per destinazione del padre di famiglia aex art. 1062 c.c., per la S.C., Cass. II, sent. 11348 del 17-6-2004, essenziale per la costituzione della servitù per destinazione del padre di famiglia è che, all’atto della cessazione dell’appartenenza di due fondi ad un unico proprietario le opere destinate al servizio di uno all’altro siano stabili, sì da eluderne la precarietà, ed apparenti, in modo da rendere certi e manifesti a chiunque — e perciò anche all’acquirente del fondo gravato — il contenuto e le modalità di esercizio del corrispondente diritto.
      Ed è proprio sul concetto di apparenza che escludo la costituzione di una valida servitù. Difatti per la medesima corte in tema di servitù apparenti, la visibilità delle opere destinate al loro esercizio è un carattere che deve essere verificato caso per caso, tenendo conto della realtà sociale specifica, e cioè degli usi e delle consuetudini propri d’un determinato luogo in un’epoca precisa; proprio perché tale visibilità può assumere rilevanza espressiva diversa in condizioni differenti di luoghi, di ambiente sociale e di tempo, la medesima deve riferirsi alle opere nel loro insieme, come inequivoca espressione di una precisa funzione, sicché è essenziale per chi possegga il fondo servente che le opere che di fatto asservono tale fondo a quello altrui siano obiettivamente manifeste e visibili nel loro insieme. (Nella specie è stato escluso il carattere apparente della servitù di scarico, di cui era stato invocato l’acquisto per destinazione del padre di famiglia, sul rilievo che l’esistenza di pozzetti di ispezione, se poteva consentire di accertare l’interramento delle tubazioni, non era di per sé idonea ad individuare l’origine e la funzione delle condutture). — Cass. II, sent. 22829 del 11-11-2005.
      Grdirei, comunque, avere contezza dello stato dei luoghi.
      Alla stregua di tali prinicpi, consiglierei di contattare un legale, rendendomi già disponibile, al fine di predisporre quantomeno una diffida.

      Vi ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria.
      Vi ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Voi utilizzato e Vi invito a prenderne visione.
      Vi ringrazio per la fiducia riposta.
      Vi ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  13. egre, avv. avrei un quesito da porLe:
    mio nonno ha costruito negli anni 50 una casa composta da due appartamenti e da un garage.
    successivamente con atto dtestamento ha lasciato usufruttuaria mia nonna e nudi proprietari mia madre e mio zio dividendo ad ognuno un appartamento e in comunione il garage.
    mia madre nel 2005 essendo morta mia nonna diviene propeitaria dell’appartamento e del 50% del garage. nel 2008 mia madre e mio zio vendono il garage ad un signore e nell’atto di compravendota esiste la clausola: si vende l’immoblie incluso di accessori, accessioni, pertinenze, servitù attive e per quelle passive solo se trascritte o apparenti.
    in questo garage, che si trova sotto l’appartamento di mia madre passa visivamente (apparente) la colonna di scarico del del bagno di mia madre.. il nuovo proprietario dopo quattro anni dall’acquisto ci chiede di togliere la nostra colonna di scarico.
    mi chiedo se mia madre è legittima a lasciarla ovvero se deve toglierla.

    • Gentile Sig.ra Gabriella
      nel premettere che comunque avrei necessità di leggere i titoli ed avere contezza dello stato dei luoghi, non vi è dubbio dalla Sua descrizione che Sua madre ha il pieno diritto a mantenre inalterata tale servitù, almeno che non vi sia un aggravio (scarsa manutenzione, pericolosità, etc etc).

      Resto a Sua disposizione per qualsiasi eventuale chiarimento oltre a prospettarle soluzioni alternative.
      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  14. Preg.mo Avv. D’Isa,
    con la presente per chiederLe la seguente informazione:
    se il tetto del mio immobile riversa l’acqua piovana sul tetto dell’immobile del vicino più basso di circa 15 cm, nel momento in cui deve essere riparato il tetto del vicino sono tenuto a contribuire alle spese per una eventuale servitù? In caso di risposta positiva, potrebbe indicarmi di cosa si tratta (scolo, servitù prediali, ecc.) e come fare per calcolare il quantum?
    Nel ringraziarLa anticipatamente per la Sua gradita quanto necessaria attenzionel Le invio i migliori saluti.
    Luana Fabiano

    • Gentile Sig.ra Luana,
      premesso che avrei la necessità di vedere i luoghi,
      Le significo che secondo lart. 908 – Il proprietario deve costruire i tetti in maniera che le acque piovane scolino sul suo terreno e non può farle cadere nel fondo del vicino.
      Se esistono pubblici colatoi, deve provvedere affinché le acque piovane vi siano immesse con gronde o canali. Si osservano in ogni caso i regolamenti locali e le leggi sulla polizia idraulica.

      La regola per lo stillicidio di acque piovane dal tetto è alquanto semplice: il proprietario può costruire il tetto come vuole, anche con le falde spioventi verso il fondo confinante, ma non può far cadere le acque su di esso. Le acque devono essere convogliate sul proprio fondo o, se esistenti, nei pubblici canali di raccolta.
      Le ricordo, inoltre, che nell’esercizio della servitù, si rispetti i limiti derivanti dal titolo o dal possesso, a norma dell’articolo 1065, Codice civile che recita: « Colui che ha un diritto di servitù non può usarne se non a norma del suo titolo o del suo possesso. Nel dubbio circa l’estensione e le modalità di esercizio, la servitù deve ritenersi costituita in guisa da soddisfare il bisogno del fondo dominante col minor aggravio del fondo servente».
      Ebbene, in tema di scolo delle acque deve affermarsi che ai sensi degli art. 908 e 913 c.c. il fondo inferiore non può essere assoggettato, salvo diversa ed espressa convenzione, allo scolo di acque diverse da quelle che defluiscono dal fondo superiore secondo l’assetto naturale dei luoghi (Cassazione civile, 28 marzo 2007, n. 7576) e che l’art. 913 c.c. impone al proprietario del fondo superiore il divieto di realizzare ogni manufatto che modifichi il deflusso naturale delle acque e, correlativamente, legittima il proprietario e il titolare di altri diritti sul fondo inferiore ad agire per il ripristino dello stato naturale dei luoghi (Cassazione civile, 1 agosto 2000, n. 10039).
      In altre parole anche in caso di riconoscimento di una servitù, il suo titolare deve impedire che dal suo esercizio derivi un pregiudizio diverso e maggiore di quello necessario all’uso della servitu’ e, in particolare, che da tale esercizio derivi un danno al fondo servente eccedente rispetto a quello strettamente necessario per il soddisfacimento del fondo dominante.

      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  15. Egr. Avvocato D’Isa,
    la ringrazio per la sua risposta esaustiva.
    L’inizio del passaggio è controverso in quanto secondo chi mi rivendica la servitù di passaggio è da “i tempi che furono” in quanto era il proprietario originario di tutti i fondi vicini compreso il mio mentre secondo il mio venditore la “gentile concessione” risale a due anni fa.
    Da quanto mi scrive, se ho capito bene, se non ho fornito il mio formale consenso alla servitù, non possono rivendicare la servitù di passaggio che esisteva (se esisteva) con il precedente proprietario.
    Riporto quanto letto su un altro trattato relativo alla servitù: “La servitù si costituisce in forza del titolo, indipendentemente dalla trascrizione. Ma, se il concedente aliena il fondo gravato da servitù non trascritta (né menzionata nell’atto di trasferimento), il terzo acquirente non sarà tenuto a rispettare la servitù. L’onere di provvedere alla trascrizione incombe sul titolare della servitù (quest’ultimo al momento della costituzione assume l’obbligo di rispettare il vincolo di asservimento concesso e di impegnare i suoi aventi causa a rispettarlo): se non vi provvede, dovrà risarcire al suo concessionario il danno derivantegli dalla perdita della servitù”.
    Le chiedo gentilmente se è vero che il proprietario del fondo vicino che rivendica la servitù potrà rivalersi sul precedente proprietario che ha concesso il passaggio.
    Purtroppo non mi è ancora arrivata la sua mail che attendo con ansia in quanto questa situazione mi preoccupa molto.
    La ringrazio per il tempo che riuscira a dedicarmi e per avermi comunque già rincuorato.
    Cordiali saluti.
    Sonia

  16. Egr. Avv. D’Isa,
    vorrei sottoporre alla sua attenzione il seguente caso che mi coinvolge personalmente:
    ho acquisto una casa indipendente dove non risultano servitù scritte ma il proprietario del fondo adiacente mi rivendica un passaggio sulla mia proprietà per accedere al suo fondo visto che il precedente proprietario nonchè venditore della mia casa gli aveva gentilmente concesso il passaggio dal cancello di proprietà fornendogli anche le chiavi per poter raggiungere, usufruendo delle scale che permettono l’accesso anche alla mia casa, fino al limite del fondo dove il vicino ha messo una passerella per poter attraversare un “riano” e accedere così al suo fondo.
    Quando ho acquistato casa il proprietario non mi ha mai parlato di questa gentile concessione e l’Agenzia mi aveva assicurato che per accedere al fondo confinante i proprietari passavano a piedi intorno alla mia proprietà.
    Dalla strada provinciale il mio vicino può accedere alla sua proprietà passando per dei sentieri che risultano poco agibili e che comporterebbero delle spese che non può sostenere.
    Ora abbiamo cambiato le chiavi del cancello e messo dei cartelli di divieto di accesso.
    Possono in questa situazione rivendicare una servitù per usucapione?
    Spero di essere stata chiara nella mia esposizione e le chiedo gentilmente un suo consiglio.
    Cordiali saluti.
    Sonia

  17. Salve, vorrei porre un quesito: il mio appartamento viene servito dall’acqua le cui tubature e relativa cisterna attraversano il giardino del mio vicino, che è colui che mi ha venduto la villetta. Io ho sempre attraversato tramite un varco il giardino del vicino per accedere alla mia cisterna e il mio diritto di servitu di passaggio è stato riconosciuto anche con sentenza passata in giudicato. Ora il tubo dell’acqua che fornisce la mia cisterna si è rotto e non posso ripararlo perchè il mio vicino ha posto sopra detto tubo un’altra cisterna di sua proprietà. Per riparare il danno dovrei far attraversare un nuovo tubo esternamente alla cisterna del mio vicino, ma lui mi nega l’autorizazzione. Nel frattempo la mia casa è in parte priva dell’acqua corrente ed il giardino del mio vicino ben irrigato dall’acqua che fuoriesce dal tubo rotto, acqua che pagherò io! Che posso fare per tutelarmi il prima possibile? La ringrazio anticipatamente

    • Gentile Sig.ra Patrizia
      per prima cosa deve diffidare il vicino per la rimozione o lo spostamento di tale cisterna e del ripristino della tubatura, qualora (e sicuramente) ciò non avvenga Le consiglio di intraprendere una nuova azione legale anche in forza della sentenza da Lei ricordata.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  18. Ottimo documento molto chiaro ed esauriente sulle norme trattate. Avrei alcuni interrogativi da sottoporle: è vero che dove scorre un corso d’acqua si può passare anche se detto corso è in una proprietà privata? Se un corso d’acqua è stato incanalato ed interrato decenni or sono dai proprietari confinanti, vale sempre la regola di cui alla domanda precedente?
    Grazie
    Saluti
    Giorgio

    • Egr. sig. Giorgio,
      il suo quesito trova risposta nell’art. 1033 c.c. obbligo di dare passaggio alle acque: il proprietario è tenuto a dare passaggio per i suoi fondi alle acque di ogni specie che si vogliono condurre da parte di chi ha, anche solo temporaneamente, il diritto di utilizzarle per i bisogni della vita o per usi agrari o industriali.

      Sono esenti da questa servitù le case, i cortili, i giardini e le aie ad esse attinenti..
      Lo stesso vale per il suo secondo quesito.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (@AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.

  19. EGR. aVVOCATO d’ISA
    sono proprietario di un terreno, una volta solo agricolo con deposito nocciole ed ora regolarmente “condonato come civile abitazione”; all’atto di compra/vendita (anno 2010)non risulta esserci alcun vincolo e affatto menzionata alcuna servitù di passaggio. oggi il vicino neanche confinante che ha comprato un boschetto alle spalle dela mia casa, rivendica il passaggio immediato esibendo una carta notarile del 1945 di accordi tra precedenti proprietari. premetto che lui ha già un suo accesso su strada, probabilmente esercitando diritto di passaggio nei confronti dei confinanti e che il boschetto acquistato è contiguo alla sua proprietà. (in sintesi lui ha già una servitù). ringrazio per la cortese risposta.
    rosanna

    • Gent.le Sig.ra Rosanna,
      mi è difficile darle una valutazione se non prima di aver letto i titoli ed averle posto alcune domande. Potrebbe essere prescritto il diritto del vicino.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  20. Gent. Avvocato,
    sono proprietaria di un immobile in una località balneare dove nel mio giardino esiste una servitù derivante da convenzione per l’uso di un pozzetto con il contatore generale dell’acqua e il dispositivo di apertura e chiusura acqua di altre due abitazioni. Visto il disagio dovuto al continuo entrare ed uscire dal cancello del mio giardino a tutte le ore del giorno e della notte, chiedo se è possibile spostare nella loro proprietà a mie spese detto pozzetto e se loro possono rifiutarsi. Se ciò non fosse possibile, come posso fare per poter almeno regolamentare questo continuo via vai visto che hanno anche una maniglia interna che permette la chiusura dell’acqua in tutta l’abitazione? Come posso fare per vivere un po’ in pace? La ringrazio anticipatamente

    Rossella

    • Gent.le Sig.ra Rossella,
      e se venisse spostato all’inizio del cancello ??
      perchè spostarllo all’interno del giardino di proprietà del vicino verrebbe meno la servitù.
      Per la regolamentazione vorrei leggere prima la convenzione.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  21. egr. Avv. D’Isa
    Sono titolare di una servitù di passaggio volontaria determinata da atto notarile nel 1916 che tuttavia non é più stata nominata espressamente negli atti ereditari successivi. La servitù é sempre stata esercitata in tutti questi anni. Ora però , a caro prezzo, ho acquistato un altro passaggio al mio fondo, ma non ho mai smesso l’uso della servitù. I proprietari del fondo servente ora mi dicono che non ho più diritto all’esercizio della servitù. Come mi devo comportare?

    • Gent.le Sig. Graziella
      qualora non dovesse addivenire ad un bonario accordo, potrebbe intentare una actio confessoria servitutis, al fine di far accertare il Suo diritto in sede giudiziaria.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  22. Egr. Avvocato, Sono titolare di una servitù attiva di passaggio costituita con atto di successione nel 1916. Ora gli eredi del fonfo servente non vogliono più riconoscere tale servitù accampando che ora io ho un altro passaggio per cui la servitù è venuta meno. E’ possibile tutto ciò. La ringrazio anticipatamente per una sua risposta.

    • Egr. Sig. Renzo
      è possibile se Lei non ha esercitato tale servitù per più di un ventennio.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  23. Salve io avrei un quesito da proporLe, due terreni vicini appartenenti a due rispettivi proprietari A e B, entrambi i fondi sono divisi da paletti di ferro e ferro spinato.
    Sul fondo di A vi sono alberi da frutta e alberi cinquantenari tra cui un Carrubbo molto grande.
    Il proprietario B vende il proprio fondo ad un privato che trasforma il suo terreno in una strada pseudo trazzera dove dalla strada principale giunge alla abitazione .
    Durante gli scavi non preoccupandosi dei rispetti confinanti, si sono allargati distruggendo i paletti di ferro e senza informare A, invece di tagliare i rami protesi dal Carrubbo, lo hanno estirpato totalmente facendo entrare dal lato strada un veicolo nel fondo di A che togliesse totalmente l’albero con seri danni agli altri alberi da frutto.
    Ho letto da qualche parte che è possibile fare una denuncia presso la Guardia Forestale per illegittima asportazione di alberi cinquantenari in luogo montano avente carattere paesaggistico….
    Pensa che sia realizzabile una qualche azione a procedere…?
    La ringrazio del Suo intervento e del Blog che informatizza con notizie interessanti….
    Cordiali Saluti
    Rag74M

    • Egr. Sig. Marcello,
      a tutela dei propri diritti si può sempre agire, qual’ora siano violati, e credo che nel Suo caso ci sia stato un abuso da denunciare anche alla Guardia forestale, oltre eventualmente agire in sede civile.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  24. Complimenti per le delucidazioni sull’argomento che è estremamente vario e va interpretato caso per caso…ho una servitù di passo su strada privata, dall’atto costituivo risulta una servitù reale di passo e ripasso a carico della strada e cortile che fronteggiano a mezzodì le p.ed con carattere di reciprocità attivamente e passivamente tra loro, nonchè a favore delle pf…(di nostra e loro proprietà) per tutte le necessità ed i servizi dei fondi dominanti.

    il passaggio è largo più o meno 4/4,5 mt., sulla strada a sinistra il proprietario (servente) parcheggia abitualmente la macchina, mentre a destra c’è una bellissima pianta di olivo che vegeta tantissimo, e nel giro di un anno raggiunge una chioma sporgente di 3/4 metri alta 7/8 mt ostruendo il passaggio.
    Fino a 4 anni fa, quando era in vita il proprietario originario la pianta veniva regolarmente potata, lo scorso anno dopo aver richiesto verbalmente per 3 anni la potatura ho mandato una lettara richiamando l’art. 1067 chiedendo di rispettare il mio diritto di passo.
    Ne ho concluso che si sono offesi: la macchina comunque la parcheggiano e quest’anno l’ulivo non è ancora stato tagliato.

    Loro dicono che l’auto la possono lasciare perchè sono nei paraggi, la pianta a loro piace così e sono obbligati a lasciarmi passare solo con la vettura.

    Stufa di inciamparmi nei rami sporgenti dalla radice che dista 10 cm. dalla porta di accesso a casa, li ho recisi, e mi hanno ripresa prechè non lo dovevo fare..

    Vorrei sapere se posso pretendere che non parcheggino l’auto e che tengano tagliata la pianta anche in orrizontale per permettere il passo con qualsiasi mezzo? oppure posso tagliare io i rami che ritengo diano fastidio al passo senza danneggiare la pianta senza chiedere l’autorizzazione ai sensi dell.art. 1069? o mi prendo una denuncia?
    grazie infinite

    • Gent.le Sig.ra Maria
      preferirei avere una conversazione privata per prospettarle alcune soluzione alternative.
      Credo che abbia il diritto di far valere la Sua servitù di passaggio senza però ledere quella altrui.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  25. HO COMPERATO UNA CASA INTERCLUSA IN UN CORTILE PRIVATO CHE CONFINA CON LA PORTA D’ACCESSO DALL’ATTO DI COMPRAVENDITA RISULTA DIRITTO DI
    PASSAGGIO E CARICO E SCARICO E PRESENZA DI UNA FOGNATURA DOPO UN ANNO
    E MEZZO I PROPIETARI DELLA CORTE MI DICONO CHE L’ATTO DI PROVENIENZA E’
    ERRATO E CHE DEVO PAGARE PER LA SERVITU’ DELLA FOGNATURA E DEL GAS INTERRATI ALTRIMENTI MI FARANNO CAUSA. A SUO PARERE IN UNA SITUAZIONE DEL GENERE QUANTO POTREBBERO O SAREBBE GIUSTO PAGARE? DA POCO TEMPO PARCHEGGIANO UN AUTOCARRO AVANTI L’ACCESSO RENDENDOLO SCOMODO E NON USUFRUIBILE PER ACCESSO E SCARICO

    • Egr. Sig. Filippini,
      dalla Sua descrizione credo che i vicini non possano avanzare nessun tipo di diritto se dall’atto pubblico si evince ciò che mi ha scritto, ma per una risposta certa ed esaustiva dovrei leggere tale atto.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  26. Vorrei sapere una cosa,per cortesia:
    Vivo in un appartamento in affitto il cui ingresso indipendente dà su una corte privata per la quale io ho il diritto di passaggio..Poichè è capitato un paio di volte che il mi cane sia uscito di casa e abbia fatto i bisogni,da me peraltro prontamente rimossi,nella corte,(già piena di escrementi del cane del proprietario della corte stessa)il proprietario in questione,ha costruito una vera e propria gabbia,davanti alla mia porta,che dista dal muro 90cm scarsi. In questo modo,ha tolto anche il cancelletto che limitava l’accesso alla porta. Adesso mi trovo con una gabbia davanti alla porta di casa,senza cancello(e avendo un nipote di tre anni,non posso più aprire la porta di casa per il pericolo che possa andare in mezzo alla strada,stessa cosa dicasi per il cane.
    In più,io sono su una sedia a rotelle e la larghezza del passaggio mi impedisce di passare agevolmente…Cosa posso fare? Esiste una misura che il proprietario avrebbe dovuto rispettare? Posso rivolgermi ai carabinieri? Posso rivalermi sul proprietario dell’appartamento,visto che era al corrente di questo progetto e mi ha tenuto all’oscuro?Scusatemi,ma sono disperata!!!!

    • Gent.le Sig.ra Disabile ingabbiata
      Lei può allo stato agire di certo in sede civile attraverso una misura urgente.
      Ma stante la natura particolare del Suo caso preferirei avere una corrispondenza privata.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  27. salve
    essendo entrato in causa con un confinante, per la sevitù di passaggio che transita antistante le nostre bitazioni, dove come da contratta si indica che è stata costituita servitù di passaggio senza specificare parcheggio, ma che l’accesso alle rispettive abitazioni avviene tramite questa servitù. Un bel giorno il personaggio ha pensato di iniziare a parcheggiare davanti casa le sue macchine e quindi visto che non mollova ho istaurato un casa e son di rinvii e perizie sono passati tre anni e ancora nulla! Il personaggio nel frattempo h asmesso di parcheggiare ma a apposto dei cartelli dove dice che è permessa la sosta per carico e scarico, e noi ci siamo detti certamente se ha da scaricare un elettrodomestico o merci ingombranti è sottinteso!
    Sapete invece cosa fa ora questo tipo, va a dfare spesa alla coop e quando torna, blocca la macchina al centro della strada e inizia a scaricare la spesa!
    Io mi sto domandando in attesa della fine della sentenza, ma come è possibile che lui possa avere il diritto di carico e scarico di questo tipo di merci (spesa) quando egli ha spazi ha suffiicenza per fermarsi antistante la sua abitazione!
    Grazie

    • Egr. Sig Maurizio
      non ho poteri telepatici per sapere cosa possa immaginare il Suo “vicino”, evidentemente penserà di avere le sue ragioni, allo stato dovrà attendere soltanto il Giudizio per inibire qualsiasi tipo di attività, oppure se dovvessero tali comportamenti sfociare in molestie o altro può sempre adire gli organi di polizia, ma francamente per un’occupazione temporanea per lo scarico della spesa mi sembra alquanto esagerato (mi permetta l’ironia).
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Inoltre Le ho inoltrato una e-mail al suo indirizzo di posta utilizzato per lasciare il seguente post.
      Cordiali saluti.

  28. per interesse personale stò leggendo sulle servitù in vari siti e questo fra i tanti è sicuramente il più esaustivo, complimenti.
    purtroppo non ho trovato, come negli altri siti, riferimenti ad un serbatoio di gas gpl non interrato…in base alla sua esistenza vorrebero
    far valere un asservimento creato dall’unico originario proprietario… il serbatoio è visibile ma è anche permanente? può essere permanente un serbatoio concesso in comodato?
    se volesse rispondermi le sarei infinitamente grata

  29. Salve, stando all’utilissimo contenuto del documento, una domanda sorge spontanea: una servitu’ di passaggio concessa oralmente puo’ spingere il dominus a cambiare idea ed in questo caso ad privare chiunque della servitù di passaggio?
    grazie

    • Egr. Sig. iltutelatore,
      Le ricordo che è necessaria la forma scritta ad substantiam. In tale contratto deve essere contenuta l’enunciazione di tutti gli elementi idonei ad identificare la servitù stessa. Non sono necessarie determinate espressioni forma ma è sufficiente che risulti chiaramente l’indicazione dei fondi serventi e dominanti, l’estensione e le modalità di esercizio e la determinazione del peso imposto.In realtà, però secondo la S.C. l’esigenza che nell’atto costitutivo di una servitù siano specificamente indicati tutti gli elementi di questa non implica la necessità della espressa indicazione ed analitica descrizione del fondo servente e di quello dominante essendo sufficiente che i predetti elementi siano comunque desumibili dal contenuto dell’atto e siano quindi determinabili attraverso i consueti strumenti ermeneutici, il fondo dominante, quello servente, ed il contenuto dell’assoggettamento di quest’ultimo all’utilità del primo. Tale attività interpretativa, concretandosi in un’indagine sull’effettiva volontà dei contraenti in ordine all’eventuale costituzione di una servitù prediale, costituisce accertamento di fatto sindacabile in sede di legittimità solo per motivazione incongrua o affetta da errori logici o per inosservanza delle regole di ermeneutica.
      Pertanto, soltanto nel caso in cui fosse usucapita tale servitù, il propritario non potrebbe porre in essere alcun atto modificativo o di turbativa.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.

Lascia un commento o richiedi un consiglio