Cassazione civile 2011

Corte di cassazione, I sezione, sentenza n. 9074 depositata il 21/4/2011. La reiterata inosservanza da parte di entrambi dell’obbligo di reciproca fedeltà, pur se ricorrente, non costituiva circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione in capo all’uno o all’altro o ad entrambi

 

il commento in originale

Corte di cassazione – Sezione I civile – Sentenza 20 aprile 2011 n. 9074 – addebito – infedeltà reciproca

 

Il testo integrale

Corte di cassazione – Sezione I civile – Sentenza 20 aprile 2011 n. 9074 – addebito – coppia aperta

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 9074/2011, respingeva il ricorso di un marito che chiedeva l’annullamento dell’obbligo di corrispondere l’assegno mensile alla moglie, motivando la richiesta in base al fatto che la separazione sarebbe avvenuta a causa delle infedeltà della donna.

In primo grado il tribunale di Milano aveva dato ragione al marito, ritenendo provata l’infedeltà, ed aveva  interrotto la corresponsione di una lauto assegno mensile corrisposto in via provvisoria.

In Appello invece la Corte di merito, accogliendo parzialmente l’impugnazione della moglie, escludeva che si potesse imputarle la separazione in quanto dal quadro probatorio emergeva “un regime coniugale improntato a reciproca autonomia e libertà sentimentale” e ciò “escludeva ogni nesso causale tra l’infedeltà della moglie e la compromissione del vincolo coniugale”. Concludeva, pertanto che “la separazione non potesse essere addebitata a nessuno dei due coniugi”.

La Suprema Corte recepiva completamente il ragionamento della Corte Territoriale argomentando, che “ mediante un accertamento rigoroso ed una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, quale comprovato [..] dalle risultanze istruttorie, la Corte di merito ha ineccepibilmente e plausibilmente concluso che la reiterata inosservanza da parte di entrambi dell’obbligo di reciproca fedeltà, pur se ricorrente, non costituiva circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione in capo all’uno o all’altro o ad entrambi, essendo sopravvenuta in un contesto di disgregazione della comunione spirituale e materiale tra coniugi, ed in particolare in una emersa situazione già stabilizzata di reciproca sostanziale autonomia di vita, non caratterizzata da affectio coniugalis

Sorrento, 21/4/2011.

Avv. Renato D’Isa

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