Cassazione civile 2011

Corte di Cassazione, III sezione, sentenza del 15/4/2011 n. 8274/11.Ammessa la notificazione al condominio nello stabile condominiale anche a persona diversa dall’amministratore, purché, nel palazzo, si trovino locali destinati allo svolgimento e alla gestione delle cose e dei servizi comuni (come la portineria) idonei a configurare un ufficio dell’amministratore

Il commento in originale

Corte di cassazione – Sezione III civile – Sentenza 15-4-2011 n. 8274. Ammessa la notificazione al condominio nello stabile condominiale anche a persona diversa dall’amministratore, purché, nel palazzo, si trovino locali destinati allo svolgimento e alla gestione delle cose e dei servizi comuni (come la portineria) idonei a configurare un ufficio dell’amministratore

Il testo integrale

Corte di cassazione – Sezione III civile – Sentenza 15 aprile 2011 n. 8274 

La notifica di un atto al condominio può essere effettuata anche con consegna al portiere e non all’amministratore.

Lo ha chiarito la terza sezione civile della Cassazione con la sentenza 8274/11.

I giudici di legittimità, nel decidere la questione – confermando la corrette interpretazione della Corte d’Appello di Roma, la quale aveva applicato il principio già espresso dalla S.C.[1] – hanno affermato che è ammessa la notificazione al condominio nello stabile condominiale, ai sensi dell’art. 139 c.p.c.[2] (piuttosto che, ai sensi degli artt. 137 e ss.), anche a persona diversa dall’amministratore, purché, nel palazzo, si trovino locali destinati allo svolgimento e alla gestione delle cose e dei servizi comuni, come la portineria, idonei a configurare un ufficio dell’amministratore, dovendo, in mancanza, essere eseguita presso il domicilio privato di quest’ultimo.

Non è invece consentita, perché affetta da nullità, la notifica fatta presso l’edificio condominiale al singolo condomino, anche se questo si è qualificato come incaricato al ritiro.

Nel caso di specie, la notificazione della sentenza di 1° nei confronti del Condominio è stata indirizzata allo stabile condominiale e qui è stata fatta con consegna di copia a mani della condomina, incaricata al ritiro, capace, che ne cura la consegna in precari assenza del destinatario e delle altre persone abilitate per legge alla ricezione degli atti.

Sempre secondo la S.C. “richiamando il principio di cui sopra, non è necessario, per invalidare una notificazione siffatta, che si contesti la qualità dichiarata dal consegnatario, poiché proprio tale qualità, considerata in sé e per sé, non è sufficiente a far ritenere validamente perfezionata la notificazione nei confronti del condominio fatte nello stabile condominiale: non è, infatti, sufficiente allo scopo la consegna dell’atto ad uno dei condomini, anche se incaricato al ritiro ed anche se capace, dovendo risultare dalla relazione di notificazione ovvero altrimenti dallo stato dei luoghi quale richiesto dalla giurisprudenza su richiamata”.

 

Sorrento, 15/4/2011.

Avv. Renato D’Isa

 

 


[1] Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 16 maggio 2007, n. 11303. La notifica di un atto indirizzato al condominio, qualora non avvenga nelle mani dell’amministratore, può essere validamente fatta nello stabile condominiale soltanto qualora in esso si trovino locali destinati allo svolgimento ed alla gestione delle cose e dei servizi comuni (come ad esempio la portineria), idonei, come tali, a configurare un “ufficio” dell’amministratore, dovendo, in mancanza, essere eseguita presso il domicilio privato di quest’ultimo.

Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 10 febbraio 2010, n. 2999. Il condominio di edifici, che non è una persona giuridica, ma un ente di gestione e non ha, pertanto, una sede in senso tecnico, ove non abbia designato nell’ambito dell’edificio un luogo espressamente destinato e di fatto utilizzato per l’organizzazione e lo svolgimento della gestione condominiale, ha il domicilio coincidente con quello privato dell’amministratore che lo rappresenta.  In termini, Cassazione civile, Sez. II, sentenza 28 gennaio 2000, n. 976 e Cassazione civile, sez. II, 2 agosto 2005, n. 16141. Anche Cassazione civile, Sez. II, sentenza 21 maggio 2001, n. 6906 la quale ha affermato che la notifica effettuata personalmente all’amministratore di condominio, ovunque egli si trovi, degli atti indirizzati al condominio è valida, mentre in mancanza dello stesso, deve avvenire a mani delle persone e nei luoghi indicati dall’art. 139 c.p.c., sì che se effettuata a persona diversa dall’amministratore e nello stabile condominiale, devono esservi locali destinati all’organizzazione e allo svolgimento e della gestione delle cose e dei servizi comuni, come ad esempio la portineria, per la configurabilità dell'”ufficio” dell’amministratore.

[2] L’articolo 139 c.p.c. dispone che, quando non sia possibile eseguire la notifica in mani proprie, la stessa è fatta al destinatario nel comune di residenza (dove ha l’abitazione o dimora abituale) o, se ignoto, nel comune di dimora (dove ha la residenza occasionale) e, se anche questo è ignoto, nel comune di domicilio (dove ha la sede principale degli affari o interessi). L’ordine anzidetto (comune di residenza, comune di dimora, comune di domicilio ) ha carattere obbligatorio non è quindi facoltativo od alternativo e pertanto la notifica deve essere fatta innanzitutto nel comune di residenza del destinatario ricercandolo nella casa di abitazione o dove ha l’ufficio o esercita l’industria o il commercio.

Per procedere a questo tipo di notifica il messo deve quindi accertare, anche anagraficamente e con notizie raccolte sul posto, che il destinatario sia residente nel comune. Le risultanza anagrafiche hanno mero valore presuntivo prevalendo la residenza che di fatto risulta come abituale dimora del destinatario.

Quando la residenza è nota il messo deve eseguirla in detto luogo e non è tenuto a ricercare una diversa dimora in cui di fatto il destinatario possa trovarsi al tempo della notificazione.

Nel caso in cui il destinatario non venga trovato in uno dei luoghi anzidetti (casa di abitazione o dove ha l’ufficio o esercita l’industria o il commercio), il messo effettua la notifica consegnando copia dell’atto ad una persona di famiglia od addetto alla casa, all’ufficio od azienda, purché non minore di 14 anni o palesemente incapace.

Si rendono utili al riguardo le precisazioni che seguono:

1)    è opportuno recarsi per la notifica prima nella casa di abitazione e poi negli altri luoghi indicati dalla norma anche se detti luoghi sono alternativi;

2)    la consegna può avvenire a mani di persona di famiglia o di addetto alla casa, ufficio od azienda; 

3)    sono da considerare persone di famiglia sia quelle legate al destinatario da vincolo di parentela, affinità o affiliazione sia quelle con lui conviventi. Pur non prevedendo la norma per le persone legate da vincoli di parentela (padre, fratello, figlio, ecc.) il requisito della effettiva convivenza è opportuno, stante al riguardo l’incostanza della giurisprudenza, che l’atto venga consegnato a famigliare convivente;

4)    vanno considerati addetti alla casa i domestici ed altri soggetti che vivono abitualmente nella casa del destinatario e prestano la propria opera alle sue dipendenze. Il portiere è ritenuto addetto alla casa se è alle dipendenze del destinatario che in questo caso deve essere necessariamente proprietario della casa in cui abita;

5)    per addetto all’ufficio od azienda si intendono i dipendenti occupati nell’ufficio od azienda sempre che l’ufficio od azienda sia gestita (organizzata e diretta) dal destinatario per la trattazione dei propri affari ed interessi;

6)    nella relata di notifica in caso di consegna dell’atto a terzi vanno sempre indicati il luogo della consegna e le generalità del consegnatario ed il suo rapporto di parentela, convivenza o subordinazione con il destinatario;

7)    la persona a cui si consegna l’atto non deve avere età inferiore ai 14 anni o essere palesemente incapace. Non sussiste al riguardo un obbligo per il messo di svolgere particolari indagini essendo sufficiente che lo stesso accerti sulla base dell’esperienza e dell’apparenza fisica e semplici domande o scambio di parole che il soggetto non abbia età inferiore ai 14 anni o sia infermo di mente od in uno stato, anche momentaneo, di impossibilità di intendere e volere;

8)    l’atto da notificare deve essere inserito in busta sigillata secondo le modalità indicate al Capitolo II, paragrafo 7 “Notificazione a persona diversa dal destinatario”.

Il messo deve prestare particolare attenzione al luogo ed ai requisiti del soggetto che riceve copia dell’atto in quanto:

  • è da ritenere nulla la notifica effettuata in una pubblica via alla figlia del destinatario poiché luogo diverso dall’abitazione in cui è legittimato tale tipo di notifica;
  • è da ritenete invalida la notifica in mani del fratello del destinatario nella sede dell’azienda se questi non è addetto all’azienda medesima.

In mancanza selle persone sopraindicate – cioè solo nel caso non vengano trovate persone di famiglia od addette alla casa, ufficio o azienda o queste rifiutino di ricevere l’atto o abbiano età inferiore ai 14 anni o siano palesemente incapaci – la notifica può essere  fatta mediante consegna al portiere dello stabile dove è l’abitazione, l’ufficio od azienda e, quando anche il portiere manchi, ad un vicino di casa che accetti di riceverla.

In questo caso il messo oltre ad inserire la copia dell’atto in busta che provvede a sigillare, secondo le modalità indicate al Capitolo II, paragrafo 7 “Notificazione a persona diversa dal destinatario” è tenuto a dare notizia al destinatario dell’avvenuta notificazione a mezzo lettera raccomandata.

Si sottolinea, poi, che il portiere od il vicino di devono sottoscrivere ricevuta dell’avvenuta consegna  per cui se questi sono analfabeti o si rifiutano di firmare la notifica non potrà essere effettuata.

La norma nulla precisa in merito all’età ed alla capacità di intendere e volere del portiere e del vicino di casa. Al riguardo si esprime l’avviso che non si possa procedere alla consegna a persona minorenne o palesemente incapace.

Infine l’art. 139 c.p.c. contempla il caso del destinatario che vive abitualmente a bordo di una nave mercantile. Ricorrendo tale ipotesi, se non è possibile eseguire la notifica in mani proprie, l’atto può essere consegnato al capitano della nave o a chi ne fa le veci osservando la formalità della busta sigillata come sopra precisato.

 

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2 risposte »

  1. Egregio Avv.
    Sono un pensionato statale dal 2002-Adesso l’Amministrazione a seguito di una sentenza di assoluzione perchè il fatto non sussiste,sta facendo il procedimento disciplinare-
    Io Vivo a Pordenone. e la contestazione degli addebiti e stata inviata per la notifica presso la caserma di Empoli ultima sede di servizio-La quale ha inviato con raccomandata R/R al mio indirizzo la contestazione degli addebiti-
    Per cui Le chiedo se tale notifica risulta illeggittima,in quanto notificata in luogo diverso da quello di residenza da parte del Funzionario Istrutore-

    Ringrazio della eventuale risposta-

    • Egregio Sig. Ciro,
      dal tenore letterale della Sua domanda, purtroppo non ho ben inteso le Sue richieste.
      Le sarei grato se specificasse meglio i reati di cui trattasi ed eventualmente le modalità delle prime notifiche a lei indirizzate; ma allo stesso modo Le ricordo che la sentenza da Lei commentata riguarda le comunicazioni da effettuarsi all’amministratore di condominio, fattispecie alquanto diversa dalla Sua.
      Nel ringraziarla del commento lasciato La saluto cordialmente.

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