Anno 2011

LEGGE 7 aprile 2011, n. 39. Modifiche alla legge 31 dicembre 2009, n. 196, conseguenti alle nuove regole adottate dall’Unione europea in materia di coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1.

Rapporti con l’Unione europea in materia di finanza pubblica

1. All’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il comma 1 è sostituito dal seguente:

“1. Le amministrazioni pubbliche concorrono al perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica definiti in ambito nazionale in coerenza con le procedure e i criteri stabiliti dall’Unione europea e ne condividono le conseguenti responsabilità. Il concorso al perseguimento di tali obiettivi si realizza secondo i principi fondamentali dell’armonizzazione dei bilanci pubblici e del coordinamento della finanza pubblica”.

2. L’articolo 9 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, è sostituito dal seguente:

“Art. 9. – (Rapporti con l’Unione europea in tema di finanza pubblica) – 1. Il Programma di stabilità e il Programma nazionale di riforma sono presentati al Consiglio dell’Unione europea e alla Commissione europea entro il 30 aprile e comunque nei termini e con le modalità previsti dal Codice di condotta sull’attuazione del patto di stabilità e crescita.

2. Gli atti, i progetti di atti e i documenti adottati dalle istituzioni dell’Unione europea nell’ambito del semestre europeo, contestualmente alla loro ricezione, sono trasmessi dal Governo alle Camere ai fini dell’esame a norma dei rispettivi regolamenti, nonché dell’esercizio delle attività di cui all’articolo 4.

3. Il Ministro dell’economia e delle finanze, entro quindici giorni dalla trasmissione delle linee guida di politica economica e di bilancio a livello dell’Unione europea elaborate dal Consiglio europeo, riferisce alle competenti Commissioni parlamentari, fornendo una valutazione dei dati e delle misure prospettate dalle linee guida, nonché delle loro implicazioni per l’Italia, anche ai fini della predisposizione del Programma di stabilità e del Programma nazionale di riforma”.

Art. 2.

Coordinamento della programmazione finanziaria con il semestre europeo

1. L’articolo 7 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, è sostituito dal seguente:

“Art. 7. – (Ciclo e strumenti della programmazione finanziaria e di bilancio) – 1. L’impostazione delle previsioni di entrata e di spesa dei bilanci delle amministrazioni pubbliche si conforma al metodo della programmazione.

2. Gli strumenti della programmazione sono:

a) il Documento di economia e finanza (DEF), da presentare alle Camere entro il 10 aprile di ogni anno, per le conseguenti deliberazioni parlamentari;

b) la Nota di aggiornamento del DEF, da presentare alle Camere entro il 20 settembre di ogni anno, per le conseguenti deliberazioni parlamentari;

c) il disegno di legge di stabilità, da presentare alle Camere entro il 15 ottobre di ogni anno;

d) il disegno di legge del bilancio dello Stato, da presentare alle Camere entro il 15 ottobre di ogni anno;

e) il disegno di legge di assestamento, da presentare alle Camere entro il 30 giugno di ogni anno;

f) gli eventuali disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica, da presentare alle Camere entro il mese di gennaio di ogni anno;

g) gli specifici strumenti di programmazione delle amministrazioni pubbliche diverse dallo Stato.

3. I documenti di cui al comma 2, lettere a), b), c), d) ed e), sono presentati alle Camere dal Governo su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, sentito, per quanto concerne la terza sezione del DEF, il Ministro per le politiche europee. Il documento di cui al comma 2, lettera a), è inviato, entro i termini ivi indicati, per il relativo parere alla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, la quale si esprime in tempo utile per le deliberazioni parlamentari di cui alla medesima lettera a)”.

2. L’articolo 10 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, è sostituito dal seguente:

“Art. 10. – (Documento di economia e finanza) – 1. Il DEF, come risultante dalle conseguenti deliberazioni parlamentari, è composto da tre sezioni.

2. La prima sezione del DEF reca lo schema del Programma di stabilità, di cui all’articolo 9, comma 1. Lo schema contiene gli elementi e le informazioni richieste dai regolamenti dell’Unione europea vigenti in materia e dal Codice di condotta sull’attuazione del patto di stabilità e crescita, con specifico riferimento agli obiettivi da conseguire per accelerare la riduzione del debito pubblico. In particolare, la prima sezione contiene:

a) gli obiettivi di politica economica e il quadro delle previsioni economiche e di finanza pubblica almeno per il triennio successivo e gli obiettivi articolati per i sottosettori del conto delle amministrazioni pubbliche relativi alle amministrazioni centrali, alle amministrazioni locali e agli enti di previdenza e assistenza sociale;

b) l’aggiornamento delle previsioni per l’anno in corso, evidenziando gli eventuali scostamenti rispetto al precedente Programma di stabilità;

c) l’indicazione dell’evoluzione economico-finanziaria internazionale, per l’anno in corso e per il periodo di riferimento; per l’Italia, in linea con le modalità e i tempi indicati dal Codice di condotta sull’attuazione del patto di stabilità e crescita, le previsioni macroeconomiche, per ciascun anno del periodo di riferimento, con evidenziazione dei contributi alla crescita dei diversi fattori, dell’evoluzione dei prezzi, del mercato del lavoro e dell’andamento dei conti con l’estero; l’esplicitazione dei parametri economici essenziali utilizzati per le previsioni di finanza pubblica in coerenza con gli andamenti macroeconomici;

d) le previsioni per i principali aggregati del conto economico delle amministrazioni pubbliche;

e) gli obiettivi programmatici, indicati per ciascun anno del periodo di riferimento, in rapporto al prodotto interno lordo e, tenuto conto della manovra di cui alla lettera f), per l’indebitamento netto, per il saldo di cassa, al netto e al lordo degli interessi e delle eventuali misure una tantum ininfluenti sul saldo strutturale del conto economico delle amministrazioni pubbliche, e per il debito delle amministrazioni pubbliche, articolati per i sottosettori di cui alla lettera a);

f) l’articolazione della manovra necessaria per il conseguimento degli obiettivi di cui alla lettera e), almeno per un triennio, per i sottosettori di cui alla lettera a), nonché un’indicazione di massima delle misure attraverso le quali si prevede di raggiungere i predetti obiettivi;

g) il prodotto potenziale e gli indicatori strutturali programmatici del conto economico delle pubbliche amministrazioni per ciascun anno del periodo di riferimento;

h) le previsioni di finanza pubblica di lungo periodo e gli interventi che si intende adottare per garantirne la sostenibilità;

i) le diverse ipotesi di evoluzione dell’indebitamento netto e del debito rispetto a scenari di previsione alternativi riferiti al tasso di crescita del prodotto interno lordo, della struttura dei tassi di interesse e del saldo primario.

3. La seconda sezione del DEF contiene:

a) l’analisi del conto economico e del conto di cassa delle amministrazioni pubbliche nell’anno precedente e degli eventuali scostamenti rispetto agli obiettivi programmatici indicati nel DEF e nella Nota di aggiornamento di cui all’articolo 10-bis;

b) le previsioni tendenziali a legislazione vigente, almeno per il triennio successivo, basate sui parametri di cui al comma 2, lettera c), e, per la parte discrezionale della spesa, sull’invarianza dei servizi e delle prestazioni offerte, dei flussi di entrata e di uscita del conto economico dei sottosettori di cui al comma 2, lettera a), al netto e al lordo delle eventuali misure una tantum ininfluenti sul saldo strutturale del conto economico delle amministrazioni pubbliche, e di quelli del saldo di cassa delle amministrazioni pubbliche, con un’indicazione di massima, anche per l’anno in corso, dei motivi degli scostamenti tra gli andamenti tendenziali indicati e le previsioni riportate nei precedenti documenti programmatici, nonché con l’indicazione della pressione fiscale delle amministrazioni pubbliche. Sono inoltre indicate le previsioni relative al debito delle amministrazioni pubbliche nel loro complesso e per i sottosettori di cui al comma 2, lettera a), nonché le risorse destinate allo sviluppo delle aree sottoutilizzate, con evidenziazione dei fondi nazionali addizionali;

c) un’indicazione delle previsioni a politiche invariate per i principali aggregati del conto economico delle amministrazioni pubbliche riferite almeno al triennio successivo;

d) le previsioni tendenziali, almeno per il triennio successivo, del saldo di cassa del settore statale e le indicazioni sulle correlate modalità di copertura;

e) in coerenza con gli obiettivi di cui al comma 2, lettera e), e con i loro eventuali aggiornamenti, l’individuazione di regole generali sull’evoluzione della spesa delle amministrazioni pubbliche;

f) le informazioni di dettaglio sui risultati e sulle previsioni dei conti dei principali settori di spesa, almeno per il triennio successivo, con particolare riferimento a quelli relativi al pubblico impiego, alla protezione sociale e alla sanità, nonché sul debito delle amministrazioni pubbliche e sul relativo costo medio.

4. In apposita nota metodologica, allegata alla seconda sezione del DEF, sono esposti analiticamente i criteri di formulazione delle previsioni tendenziali di cui al comma 3, lettera b).

5. La terza sezione del DEF reca lo schema del Programma nazionale di riforma di cui all’articolo 9, comma 1. Lo schema contiene gli elementi e le informazioni previsti dai regolamenti dell’Unione europea e dalle specifiche linee guida per il Programma nazionale di riforma. In particolare, la terza sezione indica:

a) lo stato di avanzamento delle riforme avviate, con indicazione dell’eventuale scostamento tra i risultati previsti e quelli conseguiti;

b) gli squilibri macroeconomici nazionali e i fattori di natura macroeconomica che incidono sulla competitività;

c) le priorità del Paese e le principali riforme da attuare, i tempi previsti per la loro attuazione e la compatibilità con gli obiettivi programmatici indicati nella prima sezione del DEF;

d) i prevedibili effetti delle riforme proposte in termini di crescita dell’economia, di rafforzamento della competitività del sistema economico e di aumento dell’occupazione.

6. In allegato al DEF sono indicati gli eventuali disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica, ciascuno dei quali reca disposizioni omogenee per materia, tenendo conto delle competenze delle amministrazioni, e concorre al raggiungimento degli obiettivi programmatici, con esclusione di quelli relativi alla fissazione dei saldi di cui all’articolo 11, comma 1, nonché all’attuazione del Programma nazionale di riforma di cui all’articolo 9, comma 1, anche attraverso interventi di carattere ordinamentale, organizzatorio ovvero di rilancio e sviluppo dell’economia. I regolamenti parlamentari determinano le procedure e i termini per l’esame dei disegni di legge collegati.

7. Il Ministro dello sviluppo economico presenta alle Camere, entro il 10 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento, in allegato al DEF, un’unica relazione di sintesi sugli interventi realizzati nelle aree sottoutilizzate, evidenziando il contributo dei fondi nazionali addizionali, e sui risultati conseguiti, con particolare riguardo alla coesione sociale e alla sostenibilità ambientale, nonché alla ripartizione territoriale degli interventi.

8. In allegato al DEF è presentato il programma predisposto ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge 21 dicembre 2001, n. 443, e successive modificazioni, nonché lo stato di avanzamento del medesimo programma relativo all’anno precedente, predisposto dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

9. In allegato al DEF è presentato un documento, predisposto dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentiti gli altri Ministri interessati, sullo stato di attuazione degli impegni per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, in coerenza con gli obblighi internazionali assunti dall’Italia in sede europea e internazionale, e sui relativi indirizzi.

10. In apposito allegato al DEF, in relazione alla spesa del bilancio dello Stato, sono esposte, con riferimento agli ultimi dati di consuntivo disponibili, distinte tra spese correnti e spese in conto capitale, le risorse destinate alle singole regioni, con separata evidenza delle categorie economiche relative ai trasferimenti correnti e in conto capitale agli enti locali, e alle province autonome di Trento e di Bolzano.

11. Il Ministro dell’economia e delle finanze, entro il 30 giugno di ogni anno, a integrazione del DEF, trasmette alle Camere un apposito allegato in cui sono riportati i risultati del monitoraggio degli effetti sui saldi di finanza pubblica, sia per le entrate sia per le spese, derivanti dalle misure contenute nelle manovre di bilancio adottate anche in corso d’anno, che il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e il Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia e delle finanze sono tenuti ad assicurare; sono inoltre indicati gli scostamenti rispetto alle valutazioni originarie e le relative motivazioni”.

3. Dopo l’articolo 10 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, è inserito il seguente:

“Art. 10-bis. – (Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza) – 1. La Nota di aggiornamento del DEF contiene:

a) l’eventuale aggiornamento degli obiettivi programmatici di cui all’articolo 10, comma 2, lettera e), al fine di stabilire una diversa articolazione di tali obiettivi tra i sottosettori di cui all’articolo 10, comma 2, lettera a), ovvero di recepire raccomandazioni approvate dal Consiglio dell’Unione europea, nonché delle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica per l’anno in corso e per il restante periodo di riferimento;

b) in valore assoluto, gli obiettivi di saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato e di saldo di cassa del settore statale;

c) le osservazioni e le eventuali modifiche e integrazioni del DEF in relazione alle raccomandazioni del Consiglio dell’Unione europea relative al Programma di stabilità e al Programma nazionale di riforma di cui all’articolo 9, comma 1;

d) in coerenza con gli obiettivi di cui all’articolo 10, comma 2, lettera e), e con i loro eventuali aggiornamenti, il contenuto del Patto di stabilità interno e le sanzioni previste ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera e), della legge 5 maggio 2009, n. 42, da applicare nel caso di mancato rispetto di quanto previsto dal Patto di stabilità interno, nonché il contenuto del Patto di convergenza e le misure atte a realizzare il percorso di convergenza previsto dall’articolo 18 della citata legge n. 42 del 2009, come modificato dall’articolo 51, comma 3, della presente legge.

2. Qualora si renda necessario procedere a una modifica degli obiettivi di finanza pubblica, entro il 10 settembre il Governo, in attuazione di quanto previsto dall’articolo 5, comma 1, lettera a), della legge 5 maggio 2009, n. 42, invia alla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, per il preventivo parere, da esprimere entro il 15 settembre, le linee guida per la ripartizione degli obiettivi di cui all’articolo 10, comma 2, lettera e), della presente legge. Entro il medesimo termine del 10 settembre le linee guida sono trasmesse alle Camere. Alle Camere è altresì trasmesso il parere di cui al primo periodo.

3. La Nota di aggiornamento di cui al comma 1 è corredata delle relazioni programmatiche sulle spese di investimento per ciascuna missione di spesa del bilancio dello Stato e delle relazioni sullo stato di attuazione delle relative leggi pluriennali. Per ciascuna legge pluriennale di spesa in scadenza, il Ministro competente valuta se permangono le ragioni che a suo tempo ne avevano giustificato l’adozione, tenuto anche conto dei nuovi programmi da avviare.

4. Alle relazioni di cui al comma 3 il Ministro dell’economia e delle finanze allega un quadro riassuntivo di tutte le leggi di spesa a carattere pluriennale, con indicazione, per ciascuna legge, degli eventuali rinnovi e della relativa scadenza, delle somme complessivamente autorizzate, indicando quelle effettivamente erogate e i relativi residui di ciascun anno, nonché quelle che restano ancora da erogare.

5. In apposita sezione del quadro riassuntivo di cui al comma 4 è esposta, in allegato, la ricognizione dei contributi pluriennali iscritti nel bilancio dello Stato, con specifica indicazione di quelli attivati e delle eventuali ulteriori risorse, anche non statali, che concorrono al finanziamento dell’opera nonché dell’ammontare utilizzato. Entro il 30 giugno i Ministeri competenti comunicano al Ministero dell’economia e delle finanze tutti i dati necessari alla predisposizione dell’allegato di cui al presente comma. A seguito della completa attivazione delle procedure di monitoraggio di cui all’articolo 30, comma 9, lettera f), la sezione di cui al primo periodo dà inoltre conto della valutazione degli effetti sui saldi di finanza pubblica dei contributi pluriennali iscritti nel bilancio dello Stato.

6. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, il Governo, qualora per finalità analoghe a quelle di cui al medesimo comma 1, lettera a), ovvero per il verificarsi di eventi eccezionali, intenda aggiornare gli obiettivi di cui all’articolo 10, comma 2, lettera e), ovvero in caso di scostamenti rilevanti degli andamenti di finanza pubblica rispetto ai medesimi obiettivi che rendano necessari interventi correttivi, trasmette una relazione al Parlamento nella quale indica le ragioni dell’aggiornamento ovvero degli scostamenti, nonché gli interventi correttivi che si prevede di adottare.

7. In allegato alla Nota di aggiornamento di cui al comma 1 sono indicati eventuali disegni di legge collegati, con i requisiti di cui all’articolo 10, comma 6″.

Art. 3.

Disposizioni in materia di stabilità finanziaria

1. Alla legge 31 dicembre 2009, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 11, comma 6, secondo periodo, le parole: “della legge di stabilità” sono sostituite dalle seguenti: “delle riduzioni di entrata disposte dalla legge di stabilità”;

b) all’articolo 17, dopo il comma 1 è inserito il seguente:

“1-bis. Le maggiori entrate rispetto a quelle iscritte nel bilancio di previsione derivanti da variazioni degli andamenti a legislazione vigente non possono essere utilizzate per la copertura finanziaria di nuove o maggiori spese o riduzioni di entrate e sono finalizzate al miglioramento dei saldi di finanza pubblica”;

c) all’articolo 40, comma 2, lettera h), primo periodo, le parole: “spese rimodulabili del bilancio dello Stato” sono sostituite dalle seguenti: “spese del bilancio dello Stato, tenendo conto della peculiarità delle spese di cui all’articolo 21, comma 6”.

Art. 4.

Controllo sulla finanza pubblica

1. All’articolo 4 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2, alinea, le parole: “la collaborazione tra le” sono sostituite dalle seguenti: “l’integrazione delle attività svolte dalle”;

b) è aggiunto, in fine, il seguente comma:

“2-bis. Ai fini dell’esercizio delle attività di cui al presente articolo, sulla base di apposite convenzioni, l’ISTAT, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, fornisce alle Camere, su richiesta, i dati e le elaborazioni necessari all’esame dei documenti di finanza pubblica. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

Art. 5.

Modifiche alla legge 31 dicembre 2009, n. 196, in materia di riordino della disciplina per la gestione del bilancio e di potenziamento della funzione del bilancio di cassa

1. L’articolo 42 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, è sostituito dal seguente:

“Art. 42. – (Delega al Governo per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa) – 1. Ai fini del riordino della disciplina per la gestione del bilancio dello Stato e del potenziamento della funzione del bilancio di cassa, ferma rimanendo la redazione anche in termini di competenza, il Governo è delegato ad adottare, entro quattro anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

a) razionalizzazione della disciplina dell’accertamento delle entrate e dell’impegno delle spese, nonché di quella relativa alla formazione ed al regime contabile dei residui attivi e passivi, al fine di assicurare una maggiore trasparenza, semplificazione e omogeneità di trattamento di analoghe fattispecie contabili;

b) ai fini del potenziamento del ruolo del bilancio di cassa, previsione del raccordo, anche in appositi allegati, tra le autorizzazioni di cassa del bilancio statale e la gestione di tesoreria;

c) ai fini del rafforzamento del ruolo programmatorio del bilancio di cassa, previsione dell’obbligo, a carico del dirigente responsabile, di predisporre un apposito piano finanziario che tenga conto della fase temporale di assunzione delle obbligazioni, sulla base del quale ordina e paga le spese;

d) revisione del sistema dei controlli preventivi sulla legittimità contabile e amministrativa dell’obbligazione assunta dal dirigente responsabile del pagamento, tenendo anche conto di quanto previsto alla lettera c);

e) previsione di un periodo transitorio per l’attuazione della nuova disciplina;

f) considerazione, ai fini della predisposizione del decreto legislativo di cui al presente comma, dei risultati della sperimentazione condotta ai sensi del comma 2;

g) previsione della graduale estensione delle disposizioni adottate in applicazione delle lettere a), c) e d) alle altre amministrazioni pubbliche, anche in coerenza con quanto disposto dall’articolo 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42, nonché dall’articolo 2 della presente legge;

h) rilevazione delle informazioni necessarie al raccordo dei dati di bilancio con i criteri previsti per la redazione del conto consolidato delle amministrazioni pubbliche secondo i criteri adottati nell’ambito dell’Unione europea.

2. Ai fini dell’attuazione del comma 1, il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato avvia un’apposita sperimentazione della durata massima di due esercizi finanziari. Il Ministro dell’economia e delle finanze trasmette alle Commissioni parlamentari competenti per materia e alla Corte dei conti un rapporto sull’attività di sperimentazione.

3. Lo schema di decreto di cui al comma 1 è trasmesso alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica affinché su di esso sia espresso il parere delle Commissioni parlamentari competenti entro sessanta giorni dalla trasmissione. Decorso tale termine, il decreto può essere comunque adottato. Qualora il termine per l’espressione del parere scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine finale per l’esercizio della delega o successivamente, quest’ultimo è prorogato di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, ritrasmette i testi alle Camere con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni e rende comunicazioni davanti a ciascuna Camera. Decorsi trenta giorni dalla nuova trasmissione, il decreto può essere comunque adottato dal Governo.

4. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1 possono essere adottate disposizioni integrative e correttive del medesimo decreto, nel rispetto dei principi e criteri direttivi e con le medesime modalità previsti dal presente articolo”.

2. La rubrica del capo V del titolo VI della legge 31 dicembre 2009, n. 196, è sostituita dalla seguente: “Riordino della disciplina per la gestione del bilancio dello Stato e potenziamento della funzione del bilancio di cassa”.

3. All’articolo 4, comma 2, lettera b), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, le parole: “alla progressiva adozione” sono sostituite dalle seguenti: “al potenziamento della funzione”.

4. All’articolo 50, comma 2, lettera d), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, le parole: “dell’adozione” sono sostituite dalle seguenti: “del potenziamento della funzione”.

Art. 6.

(Modifiche all’articolo 12 e all’articolo 52 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonché all’articolo 2 del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10

1. L’articolo 12 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, è sostituito dal seguente:

“Art. 12. – (Relazione generale sulla situazione economica del Paese). – 1. Il Ministro dell’economia e delle finanze presenta alle Camere, entro il mese di aprile, la Relazione generale sulla situazione economica del Paese per l’anno precedente”.

2. All’articolo 52 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il comma 3 è sostituito dal seguente:

“3. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, è istituita una commissione composta da due esperti in discipline economiche, da due rappresentanti del Ministero dell’economia e delle finanze e da due rappresentanti dell’ISTAT. Ai componenti della commissione non sono riconosciuti emolumenti o rimborsi spese. La commissione valuta le informazioni da far confluire nella Relazione di cui all’articolo 12, individuando le parti di competenza, rispettivamente, delle amministrazioni interessate e dell’ISTAT. Entro due mesi dalla sua costituzione, la commissione trasmette al Ministro dell’economia e delle finanze una relazione in cui dà conto dell’attività svolta. Il Ministro invia la relazione di cui al precedente periodo alle Camere per l’espressione del parere delle Commissioni parlamentari competenti. Per l’anno 2011 la Relazione di cui all’articolo 12 è presentata entro il 30 settembre”.

3. All’articolo 2 del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, il comma 17-sexies è abrogato.

Art. 7.

Modificazioni e abrogazione di disposizioni normative

1. Alla legge 31 dicembre 2009, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 3, comma 1, le parole: “alla Relazione sull’economia e la finanza pubblica” sono sostituite dalle seguenti: “al Documento di economia e finanza di cui all’articolo 10”;

b) all’articolo 8:

1) al comma 1, le parole: “dalla Decisione di cui all’articolo 10” sono sostituite dalle seguenti: “dal DEF”;

2) al comma 2, primo periodo, le parole: “nell’ambito della procedura di cui all’articolo 10, comma 5” sono sostituite dalle seguenti: “nella Nota di aggiornamento del DEF di cui all’articolo 10-bis”;

3) al comma 3, le parole: “di cui all’articolo 5 della legge 5 maggio 2009, n. 42, di seguito denominata “Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica”,” sono soppresse, e le parole: “della Decisione di finanza pubblica” sono sostituite dalle seguenti: “del DEF”;

4) al comma 4, le parole: “la Decisione di finanza pubblica” sono sostituite dalle seguenti: “la Nota di aggiornamento del DEF di cui all’articolo 10-bis”;

c) all’articolo 11:

1) al comma 1, secondo periodo, le parole: “commi 1 e 2,” sono sostituite dalle seguenti: “comma 2, con i loro eventuali aggiornamenti ai sensi dell’articolo 10-bis,”;

2) al comma 3, lettera m), le parole: “10, comma 2, lettera f),” sono sostituite dalle seguenti: “10-bis, comma 1, lettera d),”;

3) al comma 7, le parole: “nella Decisione di finanza pubblica” sono sostituite dalle seguenti: “nel DEF”;

4) al comma 9, primo periodo, le parole da: “dalla nota” fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: “da una nota tecnico-illustrativa” e al terzo periodo le parole: “comma 2” sono sostituite dalle seguenti: “comma 3”;

5) al comma 10, le parole: “all’articolo 10, comma 6” sono sostituite dalle seguenti: “all’articolo 10-bis, comma 3”;

d) all’articolo 13, comma 1, dopo le parole: “elementi informativi necessari” sono inserite le seguenti: “alla ricognizione di cui all’articolo 1, comma 3, e”, dopo la parola: “accessibile” sono inserite le seguenti: “all’ISTAT e” e dopo le parole: “coordinamento della finanza pubblica” sono inserite le seguenti: “, l’ISTAT”;

e) all’articolo 14, al comma 1, lettera b), le parole: “nella Decisione di cui all’articolo 10” sono sostituite dalle seguenti: “nel DEF” e al comma 4, primo periodo, le parole: “comma 2” sono sostituite dalle seguenti: “comma 3”;

f) all’articolo 17, comma 3, terzo periodo, le parole: “nella Decisione di cui all’articolo 10” sono sostituite dalle seguenti: “nel DEF”;

g) all’articolo 18, comma 1, primo periodo, le parole: “nella Decisione di cui all’articolo 10” sono sostituite dalle seguenti: “nel DEF”;

h) all’articolo 21, al comma 1, le parole: “ai sensi dell’articolo 10, comma 2, lettera a), nella Decisione di cui al medesimo articolo 10” sono sostituite dalle seguenti: “ai sensi dell’articolo 10, comma 2, lettera c), nel DEF” e al comma 16, le parole: “dell’articolo 10, comma 2, lettera c)” sono sostituite dalle seguenti: “dell’articolo 10-bis, comma 1, lettera b)”;

i) all’articolo 22, al comma 1: 1) all’alinea, primo periodo, le parole: “nella Decisione di cui all’articolo 10” sono sostituite dalle seguenti: “nel DEF”;

2) alla lettera b), le parole: “nella Decisione di cui all’articolo 10” sono sostituite dalle seguenti: “nel DEF”;

l) all’articolo 30, comma 8, le parole: “un anno” sono sostituite dalle seguenti: “ventiquattro mesi”;

m) all’articolo 40:

1) al comma 1, le parole: “due anni” sono sostituite dalle seguenti: “tre anni”;

2) al comma 2, lettera e), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “. Ai fini dell’attuazione del precedente periodo, il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, avvia, per l’esercizio finanziario 2012, un’apposita sperimentazione di cui si dà conto nel rapporto di cui all’articolo 3”;

3) al comma 2, dopo la lettera g) è inserita la seguente:

“g-bis) introduzione in via sperimentale di un bilancio di genere, per la valutazione del diverso impatto della politica di bilancio sulle donne e sugli uomini, in termini di denaro, servizi, tempo e lavoro non retribuito”;

4) al comma 2, lettera h), le parole: “nella Decisione di cui all’articolo 10” sono sostituite alle seguenti: “nel DEF”;

n) all’articolo 48:

1) il comma 1 è sostituito dal seguente:

“1. Nei contratti stipulati per operazioni di finanziamento che costituiscono quale debitore un’amministrazione pubblica è inserita apposita clausola che prevede, a carico degli istituti finanziatori, l’obbligo di comunicare in via telematica, entro trenta giorni dalla stipula, al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento del Tesoro e Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, all’ISTAT e alla Banca d’Italia, l’avvenuto perfezionamento dell’operazione di finanziamento, con indicazione della data e dell’ammontare della stessa, del relativo piano delle erogazioni e del piano di ammortamento distintamente per quota capitale e quota interessi, ove disponibile. Non sono comunque soggette a comunicazione le operazioni di cui all’articolo 3 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di debito pubblico, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398, e successive modificazioni”;

2) al comma 2 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “, fino a un massimo di 50.000 euro”;

o) all’articolo 49, comma 1, alinea, le parole: “un anno” sono sostituite dalle seguenti: “diciotto mesi”;

p) all’articolo 52, comma 2, le parole: “alla Decisione di finanza pubblica” sono sostituite dalle seguenti: “al Documento di economia e finanza”.

2. La lettera b) del comma 1 dell’articolo 10 della legge 30 dicembre 1986, n. 936, è sostituita dalla seguente:

“b) esamina, in apposite sessioni, il Documento di economia e finanza e la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, che il Governo presenta alle Camere rispettivamente ai sensi degli articoli 10 e 10-bis della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni;”.

3. L’articolo 4-ter della legge 4 febbraio 2005, n. 11, è abrogato.

4. Il comma 3 dell’articolo 26 del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, è abrogato.

Art. 8.

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

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