Le distanze tra le costruzioni

Le distanze tra le costruzioni

Le distanze tra le costruzioni - II^ edizione

Ultimo aggiornamento – non riscontrabile però all’interno del documento in PDF – 11 gennaio 2017

Per una migliore lettura del presente saggio si consiglia, comunque, di scaricare il documento in pdf aggiornato alla II^ edizione

Le distanze tra le costruzioni – II^ edizione del 15.3.2016

www.studiodisa.it

Le distanze – I^ edizione del 3.3.2011

Tale saggio è stato estrapolato dal compendio sui rapporti di vicinato

I rapporti di vicinato

 

 Sommario – per la lettura del singolo paragrafo cliccare sulla pagina di riferimento in calce al presente articolo

A Introduzione e la disciplina generale Pag. 2
B La ratio delle distanze Pag. 3
C Il sistema della prevenzione Pag. 4
D Brevi cenni sulle norme nazionali e le norme locali (regolamenti e piani regolatori) Pag. 5
E La deroga alle norme del codice civile mediante convenzione tra privati Pag. 6
F Nozione di costruzione Pag. 7
G Le distanze legali ed il condominio Pag. 8
H La tutela e questioni processuali Pag. 9
I

L

Lo Jus superveniens

NOTE

Pag.

Pag.

10

11

 

 

[…segue pagina successiva]

207 Commenti

  1. raffaele 17 novembre 2017 at 16:27 - Reply

    Buonasera Avvocato, premetto che abitiamo in una zona sottoposta alla soprintendenza per la tutela dei beni paesaggistici.
    In base alla legge 14/2009 reg.veneto il confinante ha fatto un ampliamento della tettoia riparo pioggia ( la definisco cosi’ perche’ non conosco i termini: il tetto circostante la casa insomma) che dista 1.80 mt dal confine da un lato, dall’altro piu’ rientrante sono 2.60 mt..
    Cio’ è regolare ? C’e’ da considerare anche un altro aspetto che per mantenere l’ampliamento del tetto ha fatto impiantare un pilastro in ferro di circa 30×30 cm.
    Questo ampliamento è stato fatto dopo una ingiunzione di demolizione di un abuso da me segnalato.
    Volevo ricordare oltre al D.M. 144/68 ed alla sentenza della cassazione citata anche la seguente: “Cass. Sez. III n. 47310 del 1 dicembre 2015 (Ud 24/04/2015) “ Un’ attività che sia prevista come illegittima da una disposizione legislativa statale non può certamente degradare in attività consentita per effetto di una disposizione avente rango normativo inferiore alla precedente quale il regolamento edilizio…”
    Posso sperare di ottenere un po’ di giustizia?

  2. barbara 2 febbraio 2017 at 18:02 - Reply

    Egr. Avvocato,

    vorrei sapere la distanza minima che deve avere la tettoia dal confine nel Comune di Settimo Milanese non ho trovato riferimenti nel regolamento edilizio del comune.

  3. […] Pingback: Le distanze tra le costruzioni – Avvocato Renato D'Isa […]

  4. dario 18 aprile 2016 at 16:24 - Reply

    Egregio Avvocato,

    la servitù della minor distanza dal confine (art. 889), di un tubo convogliante acque nere sottosuolo, è usucapibile?? Sottolineo sottosuolo perchè verrebbe a mancare il requisito dell’apparenza.
    Grazie.
    Dario

    • Avv. Renato D'Isa 26 maggio 2016 at 16:12 - Reply

      Egr. Sig. Dario
      al netto di una visione dei luoghi (anche a mezzo reportage fotografico), credo che Lei possa richiedere l’accertamento della servitù se vi siano ulteriori elementi, ad es. inizio della tubazione ben visibile ed il terminale della stessa.

      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      Qualora desideri mi ritenga già disponibile per un’assistenza legale (r.disa@studiodisa.it 0818774842).

      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, infine, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (https://www.facebook.com/studiolegaleDIsa) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  5. […] delle distanze tra le costruzini ricopre un ruolo fondamentale l’istituto anche questo di matrice civilistica […]

  6. Nicola Pegoraro 16 maggio 2015 at 14:46 - Reply

    Gent.mo Avv. Renato D’Isa
    Nel complimentarmi, parimenti agli altri commentatori, per la chiarezza espositiva sono tuttavia a richiedereLe un chiarimento, data la mia scarsa competenza, in merito ad una problematica in corso.
    Sono proprietario di un garage costruito da oltre 30 anni ad una distanza di ca.40 cm dal confine del fondo del vicino. L’immobile non ha finestre nel lato contiguo ed il vicino che ha acquistato tale fondo, ove in precedenza insisteva un fabbricato, è intenzionato a demolire l’esistente per ricostruire una nuova struttura (villetta).
    La nuova struttura comprende nel progetto un garage che è intenzionato a costruire a ca. 5 metri dal mio garage preesistente, ritiene inoltre che per poter fare ciò è necessario procedere alla costruzione in aderenza del mio garage di una struttura che ne crei continuità tra le due strutture – concretamente una pompeiana o simile.
    Le chiedo conferma di questo alla luce del fatto che l’NTA del mio comune prevede una distanza minima dal confine di 5 metri ed ammette – nella parte in cui riferisce alle distanze tra le costruzioni – la costruzione in aderenza o .. “in tutti gli altri casi” ad un distanza minima di 10 metri.
    Ho avuto pareri diversi e contrastanti…vorrei raggiungere un accordo ma come da Lei specificato non ammissibile in deroga al regolamento locale.
    La ringrazio per la disponibilità
    Cordialmente

    • Avv. Renato D'Isa 22 maggio 2015 at 13:43 - Reply

      Egregio Sig. Nicola,
      in merito al Suo quesito, al netto di una verifica dei profili urbanistici attinenti alla Sua zona, gradirei anche prendere visione dello stato dei luoghi a mezzo reportage fotografico.
      L’accordo in deroga non è possibile.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      Qualora desideri mi ritenga già disponibile per un’assistenza legale (r.disa@studiodisa.it 0818774842).

      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, infine, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (https://www.facebook.com/studiolegaleDIsa) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  7. Roberto 10 maggio 2015 at 15:04 - Reply

    Gent.le Avvocato,
    Ho acquistato un fondo inefificato, il mio vicino sta realizzando una casa a 5 m con attaccata una autorimessa h 2.60 m che arriva fino al confine del mio fondo.
    Il pgt prevede la costruzione a confine delle sole autorimesse e la conseguente possibilità di costruire in aderenza o a distanza di 10 m. La mia domanda è: come posso interrompere la possibilità di terminare l’opera al mio vocino dato che è ancora in fase di costruzione? Devo costruire e completare l’opera prima di lui o c’é altro mezzo?

    • Avv. Renato D'Isa 14 maggio 2015 at 19:23 - Reply

      Egregio sig. Roberto
      preliminarmente Le consiglio di fare un accesso agli atti del Comune di riferimento, qualora dovesse appurare tali violazioni potrebbe inviare un atto di diffida e per conoscenza all’ufficio tecnico.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      Qualora desideri mi ritenga già disponibile per un’assistenza legale (r.disa@studiodisa.it 0818774842).

      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, infine, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (https://www.facebook.com/studiolegaleDIsa) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  8. visrobor 30 aprile 2015 at 20:42 - Reply

    Gentile avvocato, innanzitutto le faccio i complimenti per l’ottimo lavoro e la professionalità messa a disposizione.
    Desidero poi sottoporle il seguente quesito:
    Per gli edifici pubblici sono previste deroghe alle distanze minime dai confini?
    Un’eccedenza di 50 cm rispetto al minimo previsto dallo strumento urbanistico (peraltro in un solo punto, non su tutto il confine), come può essere trattata?
    La ringrazio moltissimo.

    • Avv. Renato D'Isa 11 maggio 2015 at 20:58 - Reply

      Egregio sig. Visrobor,
      al netto di una migliore valutazione della vicenda,
      posso risponderle negativamente, nel senso che per gli edifici pubblici, salvo alcune deroghe, è prevista la medesima disciplina.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      Qualora desideri mi ritenga già disponibile per un’assistenza legale (r.disa@studiodisa.it 0818774842).

      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, infine, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (https://www.facebook.com/studiolegaleDIsa) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  9. Francesco 10 aprile 2015 at 13:58 - Reply

    Egregio Avvocato,
    sono proprietario di un immobile posto a circa 80 cm dal confine di proprietà. Volendo realizzare un isolamento esterno a cappotto di uno spessore di circa 10 cm, ma trovandomi già in una situazione di deroga di distanza, non riesco a capire se ai sensi del d. lgs. 115/2008 posso procedere con il mio intervento.
    Ringraziandola per la sua disponibilità la saluto cordialmente,
    Francesco

    • Avv. Renato D'Isa 16 aprile 2015 at 18:44 - Reply

      Egregio sig. Francesco,
      mi perdoni che intende per situazione in deroga ?

      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      Qualora desideri mi ritenga già disponibile per un’assistenza legale (r.disa@studiodisa.it 0818774842).

      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, infine, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (https://www.facebook.com/studiolegaleDIsa) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  10. fabio Imbratta 19 gennaio 2015 at 18:26 - Reply

    Egr. Avvocato, ringraziandoLa per l’utile supporto informativo, vorrei chiederLe se, nell’ambito di una ristrutturazione edilizia basata sulla capitalizzazione della superfice di una vano scala interno, una scala in ferro esterna scoperta e non comportante la realizzazione di intercapedini e volumetrie, possa essere realizzata in deroga ai limiti imposti dal dal D.M. 1444, 5 mt dall’antistante sede stradale, atteso che sarebbe completamente ricompresa nella sagoma di un balcone preesistente che, di fatto, attualmente rappresenta la sporgenza più estrema del fabbricato. Preciso che l’abitazione si trova a Roma e i tecnici comunali hanno manifestato in proposito pareri discordanti. Grazie

    • Avv. Renato D'Isa 28 gennaio 2015 at 14:31 - Reply

      Egr. sig. Fabio,
      al fine di comprendere al meglio la Sua posizione gradirei avere un quadro fotografico della situazione preesistente e dell’eventuale progetto già presentato ai tecnici comunali.

      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      Qualora desideri mi ritenga già disponibile per un’assistenza legale (r.disa@studiodisa.it 0818774842).

      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, infine, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (https://www.facebook.com/studiolegaleDIsa) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  11. Dario 6 dicembre 2014 at 23:47 - Reply

    Egr. Avv. Renato D’Isa, come già fatto da molti altri le faccio anch’io i complimenti per la chiarezza e la completezza dimostrata.
    Avrei anch’io un quesito a cui spero di trovare risposta:
    Nel mio comune il piano regolatore riferito ad un lotto di diverse abitazioni indipendenti ha visto la definizione delle distanze da rispettare in data successiva a quella della realizzazione di una di queste abitazioni. L’abitazione realizzata (l’unica fra le tante) ha rispettato, in un lato, quanto previsto dall’art. 873cc (distando oltre 3,5 mt dal confine) ma le distanze indicate dal nuovo piano prevedono l’indicazione di 5 mt dal confine e 10 mt dalle altre abitazioni (prevede l’aderenza ma sull’altro lato, infatti la costruzione già esistente è in aderenza da un lato, a 3,5mt dal confine di un lato ed in regola negli altri due lati). Questa situazione fa sì che l’abitazione che dovrà sorgere accanto a quella già esistente debba necessariamente distare 6,5 mt dal confine per rispettare i 10 mt dall’abitazione già presente (dato che anche per la nuova abitazione quello è il lato che non prevede aderenza)? Oppure il fatto che in generale sia prevista l’aderenza (anche se su un altro lato) rende valido il sistema della prevenzione?
    Inoltre qualora dovesse necessariamente distare 6,5 mt, dato che questa “limitazione” comporta una riduzione del volume edificabile (in quanto è giustamente necessario rispettare le distanze anche per gli altri 2 lati per cui non è prevista l’aderenza) e quindi una riduzione del valore dell’immobile realizzabile, si può fare richiesta di risarcimento danni?
    Ringraziandola in anticipo per la sua gentilezza le invio cordiali saluti,
    Dario.

    • Avv. Renato D'Isa 12 dicembre 2014 at 15:31 - Reply

      Egregio sig. Dario,
      vorrei esserle di sostegno, ma ho difficoltà a comprendere il quesito senza una preliminare lettura dello strumento urbanistico nonchè una visione dei progetti da Lei indicati.
      Le ricordo che il criterio della prevenzione non esclude che il preveniente sia tenuto al rispetto della sopravvenuta disciplina regolamentare integrativa di quella dettata dal codice civile e debba pertanto effettuare la costruzione del proprio fabbricato rispettando la diversa distanza legale stabilita da tale disciplina, con la conseguenza che, ove lo strumento urbanistico locale, successivamente intervenuto, abbia sancito l’obbligo inderogabile di osservare una determinata distanza dal confine, è da escludere il diritto a costruire in allineamento con l’originaria costruzione.

      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      Qualora desideri mi ritenga già disponibile per un’assistenza legale (r.disa@studiodisa.it 0818774842)
      .

      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, infine, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (https://www.facebook.com/studiolegaleDIsa) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  12. cristina 3 dicembre 2014 at 16:21 - Reply

    Ringrazio per i numerosi chiarimenti in merito alle distanze.
    Vorrei costruire una piscina coperta con copertura telescopica con vetrate laterali a libro ma non trovo nessuna norma in merito alle distanze dalle pareti finestrate,
    Mi sa dare qualche indricazione?
    Ringrazio anticipatamente

    • Avv. Renato D'Isa 5 dicembre 2014 at 13:21 - Reply

      Gentile sig.ra Cristina,
      sarebbe necessario preliminarmente leggere lo strumento urbanistico vigente.

      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      Qualora desideri mi ritenga già disponibile per un’assistenza legale (r.disa@studiodisa.it 0818774842).

      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, infine, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (https://www.facebook.com/studiolegaleDIsa) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  13. […] [183] Per una maggiore consultazione sulle distanze aprire il seguente collegamento on-line  Le distanze tra le costruzioni ex artt. 873 e ss, c.c. […]

  14. Gelsomina 19 dicembre 2013 at 09:44 - Reply

    Gent.mo Avvocato,
    Avrei daporLe un quesito che credo non rientri nelle fattispecie da lei esposte.
    Ho un’attività commerciale (BAR) con regolare concessione di occupazione su suolo pubblico per la posa di tavoli e sedie. Ho presentato un progetto per l’installazione di una pergotenda su una parte della mia concessione che mi è stata regolarmente autorizzata. a distanza di un anno previa comunicazione al Comune, ho montato dei paravento e parapioggia da utilizzare nei mesi invernali.Questo ha infastidito il mio vicino che lamenta la violazione delle distanze legali. Le premetto che l’abitazione del mio vicino è separata dal fabbricato ove è ubicata la mi attività da un vicoletto comunale su cui lui ha sia la porta di accesso che una finestre che pertanto affaccia sul vicoletto e poi sullo spazio in concessione che io verrei chiudere con i paravento.
    Ho letto che il principio dele distanze legali non trova applicazione se tra i due fabbricati c’è una strada, anche un piccolo vicoletto.
    in ogni caso tra il muro del mio vicino ove è posta la finestra e la line di chiusura della pergotenda ci sono i ogni caso 3 metri.
    Pertanto, Le chiedo se le motivazioni del mio vicino sono valide ed io corro il rischio di dover rimuovere la struttura o se posso stare tranquilla applicandosi il pricio dela deroga perla presenza di una strdina comunale.
    La ringrazio i anticipo e colgo l’occasione per augurarLe un sereno Natale

    • Avv. Renato D'Isa 10 gennaio 2014 at 13:22 - Reply

      Gentile sig.ra Gelsomina,
      gradirei leggere prima tale autorizzazione ed avere contezza dello stato dei luoghi attraverso un reportage fotografico da inviare al mio indirizzo e-mail (r.disa@studiodisa.it).
      Credo che il Suo vicino non abbia diritto a lamentarsi essendo la Sua una struttura mobile.

      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      Qualora desideri mi ritenga già disponibile per un’assistenza legale.

      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, infine, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  15. marino 10 dicembre 2013 at 22:48 - Reply

    Avvocato salve.
    Sono Marino dalla prov. Di Avellino
    Complimenti per la chiarezza .
    Le porgo il seguente quesito:
    se il regolamento edilizio comunale prevede ” Per gli interventi sugli edifici i parametri urbanistici da rispettare sono i seguenti:
    – Distanza minima dai confini m. 5,00 (è consentita la costruzione sul confine in
    aderenza a edifici preesistenti, per l’edificazione a distanza inferiore da quella
    prevista dalla presente norma, è necessario atto pubblico di accordo tra le parti
    interessate, trascritto nei registri immobiliari)”.

    Volendo costruire una civile abitazione sul confine per primo è necessario atto pubblico di accordo tra le parti interessate, trascritto nei registri immobiliari?

    La ringrazio sin da ora della risposta.

    Saluti

    • Avv. Renato D'Isa 12 dicembre 2013 at 19:44 - Reply

      Egr. sig. Marino,
      credo che la disposizione inserita all’interno del regolamento sia obbligatoria al fine di costruire a distanza inferiore.
      Non vedo soluzioni alternative.
      Questo ha un valore di effetto prenotativo per evitare evntuali bagarre all’ufficio protocollo.

      Le ricordo, infine, di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.

      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      Qualora desideri mi ritenga già disponibile per un’assistenza legale.

      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, infine, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  16. Salvatore 14 novembre 2013 at 15:35 - Reply

    Buona sera avvocato,
    il mio quesito è il seguente:
    Il mio confinante, in centro abitato, ha sopraelevato la sua abitazione appoggiandosi al muro comune.
    Da quando ha sopraelevato, la mia canna fumaria del camino, risultante a 40 cm dalla sua parete, in giornate di vento non ha più tiraggio ed il fumo rientra dentro casa.
    ora, oltre al danno, la beffa!!!
    Lo stesso confinante ora mi chiede di prolungare la mia canna fumaria fino a superare il proprio tetto perché sto sporcando la sua parete!!!!!

    Preciso che la casa nella quale abito è esistente da oltre 50 anni e la canna fumaria è sempre esistita!!

    come mi devo comportare??
    Il confinante, sopraelevando non ha causato di fatto il malfunzionamento della mia canna fumaria, bloccandone il tiraggio??
    Non avrebbe dovuto provvedere lui in fase di costruzione, previo accordo con me, a prolungare la mia canna fumaria, a sue spese??

    grazie.

    • Avv. Renato D'Isa 14 novembre 2013 at 17:33 - Reply

      Egr. sig. Salvatore,
      di certo Lei ha acquisito tale diritto, c’è bisogno di capire e di leggere l’autorizzazione ottenuta per la sopraelevazione.
      La possibilità di alzare la Sua canna fumaria, logicamente, dovrebbe essere quantomeno a carico del vicino.

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.

      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      Qualora desideri mi ritenga già disponibile per un’assistenza legale.

      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, infine, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  17. Renzo Nicolini 15 ottobre 2013 at 18:22 - Reply

    Egr. avv. D’Isa,
    avrei un quesito normativo da porLe.
    Possiedo una proprietà in un Centro storico con le case addossate (dal Quattro-Cinquecento) o piccoli giardini tra esse.
    Nel caso specifico, il mio giardino di proprietà “finisce” sul muro maestro di quello che era un edificio limitrofo, che negli ultimi 15 anni è crollato. Tale edificio però aveva il piano terra ad una quota inferiore rispetto alla mia proprietà (la cittadina è sulle pendici di piccolo rilievo), sicché allo stato attuale quello che prima risultava il muro maestro della casa del vicino, ora è divenuto il muro di divisione tra il mio giardino ed un fondo costruibile a livello più basso. Tale muro è pericolante (crollati l’interno della casa e la copertura, va da sé che anche i puri perimetrali maestri, si siano deteriorati riducendosi alle dimensioni di un muro di 2 metri rispetto al livello della mia proprietà) e ora il proprietario dell’edificio crollato asserisce che io sia tenuto ad essere responsabile del risanamento di detto muro alla luce della normativa dei fondi a dislivello: art. 887 desumo. Da parte mia sostengo che quello di cui si parla NON sia un muro di proprietà mia, ma essendo un muro di fabbrica di una casa regolarmente presente al Catasto e nelle mappe tavolari, debba essere considerato di proprietà del vicino (o, in subordine, a metà). Lei cosa ne pensa?
    Ringrazio anticipatamente,
    prof. Renzo Nicolini

    • Avv. Renato D'Isa 21 ottobre 2013 at 17:06 - Reply

      Egr. prof. Nicolini,
      tecnicamente prima di risponderle gradirei visionare lo stato dei luoghi, dalla descrizione potrebbe avere fondatezza la Sua tesi, poichè non sarebbe un muro divisorio.

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Qualora desideri mi ritenga già disponibile per un’assistenza legale.
      Le ricordo, infine, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  18. David 24 agosto 2013 at 18:20 - Reply

    Salve, ringraziandoLa in anticipo per il tempo dedicatomi le spiego il mio problema:
    Ho costruito un piccolo forno in muratura (mt 1.70 x 1.70 con H1.80) con relativa autorizzazione alla distanza di 2.60metri dal confine del mio vicino il quale ad opera compiuta mi ha citato in giudizio per la riduzione in pristino ed il risarcimento del danno.
    Avevo chiesto all’ufficio tecnico del mio comune a che distanza potevo realizzarlo e a voce mi era stato detto che il codice civile impone solo la distanza di sicurezza e che questa solitamente è 1.5mt. Al riguardo non ho trovato nulla sul web e spero che Lei possa darmi qualche notizia confortante al riguardo.
    Cordiali saluti.

    • Avv. Renato D'Isa 27 agosto 2013 at 19:01 - Reply

      Egr. sig. David,
      prima di tutto occorre leggere gli strumenti urbanistici vigenti nel Suo territorio.
      Le significo, ulteriormente, che per “Costruzione”, ai fini della disciplina dettata dall’art. 873, è un concetto che non si esaurisce nella dicotomia di “edificio – fabbricato” o di struttura realizzata con muri di cemento o laterizi, ma, come ha chiarito la giurisprudenza, si estende a qualsiasi opera stabilmente infissa al suolo.
      Ai fini dell’osservanza delle norme in materia di distanze legali stabilite dall’art. 873 cod. civ. o da norme regolamentari integrative, la nozione di “costruzione” comprende qualsiasi opera non completamente interrata avente i caratteri della solidità ed immobilizzazione rispetto al suolo.
      In realtà sono sempre stati affrontati casi di manufatti che autonomamente o in appoggio al preesistente fabbricato determinassero un ampliamento della costruzione abitativa.
      A mio parere (ma contestabile da un giudice di merito) tale forno non rientra nel concetto di costruzione atto a determinare le problematiche riguardanti la ratio della disposizione in oggetto, ossia quella di impedire che tra costruzioni vicine si creino intercapedini che, per la loro esiguità, abbiano a risultare pericolose; ma comunque, tale costruzione, potrebbe determinare delle problematiche in merito alle immissioni ex art. 844 c.c.

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  19. Antonio LA POMARDA 2 agosto 2013 at 10:20 - Reply

    Egr. avvocato,
    con una serie di scritture private si è concesso al mio confinante opere in deroga alle distanze legali:
    “con una scrittura si è autorizzato l’apertura di una finestra che si affaccia sul mio terrazzo a condizione che quando io devo costruire loro si impegnano a chiuderla;
    con altra scrittura si è autorizzato l’apertura di un accesso su un lastrico solare, sempre confinante con la stessa area edificabile che contestualmente ha concesso di potersi affacciare sulla mia proprietà a condizione che quando io gli aventi diritto devono costruire possono farlo senza rispettare le distanze legali;
    ad altra persona si è concesso l’apertura di luci che si affacciano sempre sulla stessa area alle stesse condizioni di prima con espressa dichiarazione: “poichè non ho alcun diritto di affaccio sull’anzidetta area”
    Ora si è venuta a creare la circostanza di cui alle concessioni di cui innanzi.
    cioè io devo costruire sull’area in parola e le opere da realizzare portano alla chiusura della finestra, luci e affacci prima autorizzati.
    possono opporsi i miei confinanti e chiedere il rispetto delle distanze legali dalla finestra e affaccio per aver usucapito il relativo diritto, a loro dire?
    le scritture private sono valide a tutela del mio diritto di edificare?
    Si precisa che il il muro posto sul confine è comune.
    ringrazio e porgo distinti saluti
    La Pomarda Antonio

    • Avv. Renato D'Isa 19 agosto 2013 at 19:25 - Reply

      Egr. Sig. Antonio,
      nel premettere le mie scuse per la ritardata risposta stante il periodo feriale mio e dei miei collaboratori,
      gradirei leggere prima tali scritture al fine di pronunciarmi in merito.

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  20. Raffaele Castelli 6 luglio 2013 at 11:53 - Reply

    Gent/mo Avvocato
    vorrei sapere se esistono sentenze sulle distanze da rispettare in zona sismica per un fabbricato in cemento armato che il Comune vuol realizzare in zona A. Ho trovato sulla rete una sentenza per cui la Cassazione dice che bisogna rispettare le distanze anche se esiste una strada tra i fabbricati fronteggianti. Il fatto è che nelle Norme tecniche sulle costruzioni (quelle del gennaio 2008 che trattano di edilizia antisisimica) non esiste una norma che disponga sulle distanze tra i fabbricati. Dunque a che cosa riferirsi? E’ possibile costruire tre piani in una strada larga meno di 4 metri?

    • Avv. Renato D'Isa 10 luglio 2013 at 15:53 - Reply

      Egr. Sig. Raffaele,
      prima di tutto deve far rimento alla normativa legge 25 novembre 1962 n. 1684 (e successive modifiche integrazioni – decreto 3 marzo 1975, in ossequio alla legge n. 64 del 1974, decreto del 19 giugno 1984, il DM 14 settembre 2005, D.M. 14 Gennaio 2008, Norme Tecniche per le Costruzioni 2008) essendo normativa integrativa rispetto a quella codicistica, dopodichè leggere lo strumento urbanistico vigente sul Suo territorio.

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  21. claudia 24 giugno 2013 at 17:32 - Reply

    e per quanto riguarda le distanze tra un box auto e le auto posteggiate nello stesso cortile in cui questo si trova?

    • Avv. Renato D'Isa 26 giugno 2013 at 17:58 - Reply

      Gentile sig.ra Caludia,
      se la fattispecie rientra nell’ambito condominiale allora bisogna prendere in riferimento il regolamento condominiale, altrimenti qualora ci sia una turbativa del possesso si potrebbe agire con un’azione possessoria.

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  22. Giorgio 20 giugno 2013 at 00:03 - Reply

    Buongiorno. Ho trovato estremamente chiari ed utili tutti i casi esposti, tuttavia non sono riuscito a identificare con precisione la mia situazione; in ottemperanza agli aumenti di volume previsti dal piano casa ho ottenuto una DIA per la chiusura di una terrazza coperta di mia proprietà, sovrastante l’appartamento. Tale chiusura prevede la costruzione di un muro senza aperture sul confine con la proprietà adiacente ed esattamente speculare . Avendo dato inizio ai lavori, il proprietario confinante sostiene che dovrebbe essere mantenuto il rispetto della distanza di cinque metri, cosa che renderebbe pressoché irrealizzabile quanto previsto dalla DIA ottenuta. Lo stesso confinante lamenta anche una limitazione della veduta che il muro procurerebbe alla sua proprietà, cosa che in realtà avverrebbe solo per una parziale veduta laterale ma senza nessuna interferenza di vista frontale. Ringrazio fin d’ora per un commento. Cordiali saluti

    • Avv. Renato D'Isa 24 giugno 2013 at 20:16 - Reply

      Egr. Sig. Giorgio,
      dovrei leggere preliminarmente la DIA rilasciata nonchè avere contezza dello strumento urbanistico vigente.
      Faccia attenzione alle eventuali limitazioni di veduta, sia letareli che oblique comunque tutelabili, pur se la limitazione è minima.

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  23. Rita Pisu 27 maggio 2013 at 18:31 - Reply

    Egregio Avvocato, le scrivo per esporle un caso che non ho trovato sul sito, nonostante i tanti casi esposti. Sono proprietaria di un terreno la cui larghezza sulla strada è di m.4 e poi si allarga a m. 8,5. Io vorrei costruire nel tratto che da sulla strada dove a destra il confinante ha costruito a m. 4 dal confine e a sinistra in aderenza. Considerata la peculiarità delle dimensioni del terreno e il fatto che sulla strada ho già una tettoia di mq.21 e alta m.2,4 circa, posso costruire nel tratto di terreno sulla strada per tutta la larghezza del mio terreno? Esistono delle deroghe sulle distanze nei casi in cui il terreno, come il mio, è molto stretto? Le posso mandare una pianta se necessario. La ringrazio infinitamente della sua risposta che son sicura sarà chiarissima come al solito.
    Cordiali saluti.
    Dott.Rita Pisu

    • Avv. Renato D'Isa 28 maggio 2013 at 17:19 - Reply

      Gentile sig.ra Pisu,
      bisogna prima di tutto far rifarimento allo strumento urbanistico della Sua città, poi gradirei visionare lo stato dei luoghi ed il relativo progetto.
      Anche perchè come già più volte affermato dalla S.C. la costruzione di un manufatto eseguita a confine con una via pubblica non è soggetta ad osservare le norme previste dal codice civile in materia di distanze fra fondi finitimi, né quelle dei regolamenti locali integrative delle prime, ma le leggi ed i regolamenti, che disciplinano i rapporti tra il proprietario frontista e l’ente cui appartiene la strada, ai quali rinvia l’art. 879, secondo comma cod. civ. Consegue che, in caso di accertata violazione di queste che tendono a tutelare principalmente interessi d’ordine generale, il privato proprietario dell’immobile antistante, situato sull’altro lato della via pubblica, può chiedere solo il risarcimento del danno e non anche la riduzione in pristino dei luoghi ai sensi dell’art. 872, secondo comma cod. civ. — Cass. 14-3-88, n. 2436.

      Articolo 879
      Edifici non soggetti all’obbligo delle distanze o a comunione

      Alla comunione forzosa non sono soggetti gli edifici appartenenti al demanio pubblico e quelli soggetti allo stesso regime, nè gli edifici che sono riconosciuti di interesse storico, archeologico o artistico, a norma delle leggi in materia. Il vicino non può neppure usare della facoltà concessa dall’articolo 877.

      Alle costruzioni che si fanno in confine con le piazze e le vie pubbliche non si applicano le norme relative alle distanze, ma devono osservarsi le leggi e i regolamenti che le riguardano.

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  24. paolo 5 aprile 2013 at 15:04 - Reply

    Per quanto riguarda un “manufatto edilizio” ovvero canna fumaria in acciaio inox di caldaia a Gas, come viene valutato secondo le distanze minime??? …………. non facendo volume ne sup. coperta ovvero non stabilmente infissa al terreno ma ad una caldaia (interna) non dovrebbe rientrare nelle “costruzioni” con obbligo di rispetto delle distanze fra esse o mi sbaglio?
    grazie per la disponibilità

    • Avv. Renato D'Isa 8 aprile 2013 at 12:21 - Reply

      Egr. Sig. Paolo,
      in realtà la normativa di riferimento per le tubature e canne fumarie è quella prevista dagli artt. 889 e 890 c.c. salvo in ogni caso le disposizioni dei regolamenti locali.
      In tema, secondo ultima sentenza di merito i tubi scaldacqua, al pari del serbatoio del carburante dell’impianto di riscaldamento per uso domestico, della caldaia e del bruciatore, non sono soggetti alle disposizioni dell’art. 889 c.c., in tema di distanze per pozzi, cisterne, fosse e tubi, non essendo riconducibili alla categoria dei manufatti.
      Problematiche in merito alle immissioni ex art. 844 c.c. potrebbero scaturire, eventualmente, dalla canna fumaria.

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  25. mario 26 marzo 2013 at 12:37 - Reply

    Salve, dovrò aumetare la cubatura ( piano casa Lazio ) ed ho presentato il progetto al municipio Roma XX che dopo un bel po di tempo mi ha confermato la fattibilità dell intervento, sull edificio grava un vincolo paesagistico, mi hanno detto che il progetto andrà in conferenza presso il Dipartimento, ora la mia domanda è : Considerato che ad oggi il presidente Zingaretti è intenzionato a modificare , interpretare ecc il Piano casa della R. Lazio, nel caso in cui le modifiche fossero ostative al mio aumento cubatura e non si fosse ancora espressa la conferenza, puo essere valutato il progetto in base alla legge in vigore il giorno della presentazione al municipio??

  26. Luca 15 marzo 2013 at 14:29 - Reply

    Salve avvocato,la ringrazio per la sua disponibilità, le spiego quale è il mio dubbio. Dovrò costruire in sopraelevazione, ( su un edificio, unico livello ) e dovrò creare una parete finestrata ad una distanza di 2,5 m dal confine ed a 13 m dagli edifici limitrofi, quindi in conformità al 1444 del 68 ed al C.C. ad oggi non è stato riscontrato alcun Art. o normativa ostativa all’ intervento, però il tecnico comunale mi dice che devo chiedere una convenzione ai vicini perchè creando una parete finestrata a meno di 5 ml ( cioè a 2.5 m ) dal confine, costringerò il vicino ( se un giorno dovessero costruire ) a dover edificare ad una distanza di 7.5 dal confine e quindi a 10 m dalla mia parete finestrata come previsto dal 1444. IO non credo che sia giusto richiedermi tale convenzione in quanto: Per prima cosa le concessioni sono “salvo diritti di terzi “ e quindi sarà un mio problema poi confrontarmi con i vicini se dovessero edificare ( cosa che escludo perche i lotti sono ampiamente edificati ). Secondo, non vi è nessun Art o Regolamento che mi vieta di costruire, non dovrebbe esistere il principio della prevenzione?? Per esempio a Milano le distanze tra nuove costruzioni e confini sono di 3 m , se il discorso del tecnico fosse valido tutti quelli che costruiscono a Milano a 3 metri dal confine come previsto dalle NTA dovrebbero fare una convenzione con il vicino perche costringerebbe lo stesso ad edificare una parete finestrata a 7 m. Secondo lei sono in errore??l

    • Avv. Renato D'Isa 18 marzo 2013 at 20:13 - Reply

      Egr. Sig. Luca,
      gradirei vedere la Sua istruttoria, nonchè la risposta del Tecnico.
      Le Sue motivazioni sono valide, non ho ben inteso, però, se Le distanze da Lei indicatemi sono conformi allo strumento urbanistico vigente sul Suo territorio.
      Ravvedo un “eccesso di zelo” del Tecnico Comunale. La convenzione, logicamente, è necessaria qualora si costruisca a distanze minori.

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  27. omnibus88 19 febbraio 2013 at 09:50 - Reply

    Egregio Avv. D’Isa, la ringrazio per il suo contributo alla chiarificazioni di questioni ed istituti complessi e alla possibilità che da agli utenti del suo forum di interagire e scambiarsi opinioni sulle questioni stesse. Avrei una questione da sottoporle: Tizio Vorrebbe realizzare, con permesso di costruire, la costruzione di una scala di accesso al primo piano dell’immobile che ne è privo. La scala esistente, infatti, consente l’accesso al piano rialzato mentre il primo piano è praticato attraverso una proprietà aliena. La costruzione riguarda una apposita scala di accesso non un intervento sull’esistente, che consente, come detto, l’accesso solo al piano rialzato.L’intervento non realizza una nuova volumetria, ma siamo in presenza di volume tecnico. Il Comune a cui è stato presentato il permesso di costruire ha notificato il provvedimento di diniego …..motivandolo alquanto superficialmente e tra l’altro riferendosi ad una relazione del responsabile di servizio che qualifica l’opera proprio come volume tecnico.
    cosa posso fare??? non mi sembra giusto, si tratta EVIDENTEMENTE di volume tecnico.
    Che ne pensate? quali i riferimenti normativi?ci sono i presupposti per un ricorso al tar?sentenze relative al caso che mi riguarda?
    Grazie mille…saluti

    • Avv. Renato D'Isa 25 febbraio 2013 at 13:01 - Reply

      Egr. Sig. Omnibus,
      gradirei leggere tale provvedimento di diniego ed il relativo progetto, prima di darle una risposta.

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  28. michele 30 gennaio 2013 at 15:07 - Reply

    Buon giorno
    Abito in un villaggio con appartamenti e giardini di proprietà, nutrito di giroscale a cielo aperto (come da progetto) il quale porta nel garage comune. L’assemblea condominiale ha deciso di coprire li giroscale con una mega tettoia, struttura che verrà posta sul confine con il mio giardino, coprirebbe la bella vista sulle montagne e inoltre nel caso di neve, temporali, grandinate, ecc., si riversebbe il tutto nel giardino provocando danni e disguidi.Così le chiedo se sono applicabile distanze da mantenere e/o inpedire la costruzione visto le problematiche citate. Cosa e come devo fare.
    Ringraziando della sua gentile attenzione e disponibilità, porgo distinti saluti
    Michele

    • Avv. Renato D'Isa 31 gennaio 2013 at 13:47 - Reply

      Egr. sig. Michele
      allo stato della Sua descrizione,
      tale delibera determina un diminuzione del Suo diritto di luce, oltre a creare un nuovo diritto di stillicidio in favore del Condominio e logicamente in Suo danno.
      In primis, spero che abbia contestato tale delibera già nel verbale;
      in secondo luogo Le consiglio di contatatre un legale rendendomi già disponibile.

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  29. omnibus88 30 gennaio 2013 at 10:26 - Reply

    Egregio Avvocato avrei bisogno di un consulto, in merito ad una questione piuttosto spinosa:
    Dunque L’ ART. 2BIS CO 4 CO 1LETT V del Nuovo Piano Casa ha modificato l’ art.. 4 CO 1 LEGGE REG CAMPANIA 19/2009: “all’articolo 4, il comma 1 è così sostituito: 1. In deroga agli strumenti urbanistici vigenti è consentito, per uso abitativo, l’ampliamento fino al venti per cento della volumetria esistente per i seguenti edifici:
    a) edifici residenziali uni-bifamiliari;
    b) edifici di volumetria non superiore ai millecinquecento metri cubi;
    c) edifici residenziali composti da non più di tre piani fuori terra, oltre all’eventuale
    piano sottotetto.
    Tizio presenta un permesso di costruire ai sensi del Nuovo Piano Casa per creare, in relazione alla propria abitazione una nuova unità abitativa, superiore ai 70 mq, in quanto di fatto nessuna norma lo vieta( ma il Piano Casa neanche espressamente lo consente) rientrando nella percentuale prevista del 20% ( per “l’ampliameno”). Il Comune gli nega tale possibilità, poichè la normativa fa riferimento all’ampliamento della volumetria dell’intero edificio esistente (senza creazione di una nuova unità abitativa ?). Esistono riferimenti normativi sul punto? Ciò che la legge non vieta è consentito? Il Nuovo Piano Casa Campania emanato IN DEROGA agli strumenti urbanistici consente la costruzione( secondo il principio della prevenzione) in aderenza o in innesto sul confine( avendo il precedente proprietario costruito sul confine) prevedendo il DM( richiamato all’art 4 co 2 legge reg 19/2009 così come modificata dalla L.R n. 1/2011) disposizioni che riguardano altezza e le distanze tra i fabbricati( non dal confine…)? Il Piano Casa deroga anche al PRG che prevede una distanza di 5m dal confine di lotto per le nuove costruzioni?
    Grazie mille per la sua disponibilità e i suoi consigli.

    • Avv. Renato D'Isa 31 gennaio 2013 at 13:42 - Reply

      Egregio sig. Omnibus88
      ricapitolando:
      – il piano casa non può derogare alle distanze urbanistiche previste dal PRG;
      – una nuova unità abitativa giustamente non rientra nell’ampliamento previsto dal piano casa, anche se sul punto gradirei leggere la risposta del Comune, oltre vedere tale ampliamento in cosa consiste;
      – ciò che la legge non vieta non è consentito per lo strumento urbanistico vigente, poichè non so se con un normale permesso a costruire nella Sua zona sia possibile costruire; (ad es. vincolo ambientale).
      Per un consiglio dovrei leggere la risposta del Comune ed avere contezza del progetto.

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

      • Luca 31 gennaio 2013 at 16:52 - Reply

        PER IL MIO PIANO CASA NEL LAZIO ( ROMA ) HO PRESENTATO AL COMUNE QUESTA RELAZIONE SCRITTA DAL SOTTOSCRITTO :
        Considerato l’ estratto del verbale della deliberazione della Giunta Capitolina ( seduta 23 maggio 2012 ) Protocollo RC 8359/12 che riporta quanto segue:
        PAG 3 “La Regione Lazio con D.G.R. n. 184/2012 ha emanato la seconda circolare esplicativa che indica ulteriori indirizzi e direttive per la piena ed uniforme applicazione degli articoli 3ter, 4 e 5 della L.R. n. 21/2009 e ss.mm.ii. che dovranno, ovviamente,essere osservate in tutto il territorio della Città di Roma”.

        Considerato che la circolare esplicativa della R.L. 184/2012 menzionata dal verbale della Giunta Capitolina riporta quanto segue:

        “Pertanto, a mente dell’art. 4, comma 1, sarà possibile derogare le prescrizioni in tema di distanze ed altezze fissate dalla disciplina urbanistico-edilizia comunale vigente od adottata, ma solo nella misura in cui esse si discostano dalle corrispondenti previsioni in tema di distanze ed altezze fissate dalla legge o dagli artt. 8 e 9 del d.m. n. 1444/1968, che invece andranno comunque rispettate”.

        E’ noto che le distanze previste dalle NTA del Comune di Roma, prevedono che le nuove costruzioni vengano edificate a 5 ml dal confine. E quindi, le stesse Norme ( come previsto dalla circolare esplicativa 184/12 ) possono essere derogate in quanto, “si discostano dalle corrispondenti previsioni in tema di distanze ed altezze fissate dalla legge o dagli artt. 8 e 9 del d.m. n. 1444/1968, che invece andranno comunque rispettate.”

        Nella circolare esplicativa R.L. 20/2012 Pag 3 e 4 viene riportato inoltre quanto segue:

        “In proposito, nulla quaestio quanto a presunti contrasti rispetto a previsioni degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi comunali; infatti, per un verso, è fuor di dubbio che la legge regionale è fonte prevalente sulle difformi disposizioni della normativa pianificatoria comunale, soprattutto considerando che, nel caso di specie, la l.r. n. 10/2011 reca norme speciali e di carattere eccezionale; d’altro canto, è la stessa l.r. n. 21/2009, come modificata dalla l.r. n. 10/2010, a prevedere espressamente che gli interventi previsti possano essere ammessi anche in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi comunali, sia vigenti che adottati.”

        “Le disposizioni del Piano Casa…. si atteggiano a norme di legge speciali, derogatorie di eventuali contrastanti disposizioni operanti in via ordinaria in materia edilizia, le quali resteranno applicabili alle peculiari fattispecie disciplinate dal Piano Casa per le sole parti in cui non risultino derogate dalla norma speciale e comunque nei limiti in cui non si pongano incontrasto con essa,impedendone o limitandone l’applicazione.”

        “poiché qualsivoglia contrasto di tal fatta sarebbe privo di concreta rilevanza, in quanto da risolvere alla luce del principio di specialità: lex specialis derogat generali.”

        “In definitiva, quindi, l’applicazione delle previsioni del Piano Casa regionale non potrà trovare
        ostacoli in presenza di contrastanti previsioni, siano esse contenute in strumenti urbanistici o
        regolamenti edilizi (peraltro espressamente derogati) od in disposizioni legislative operanti in
        via ordinaria nella materia edilizia.”

        Art. 3 (4) L.R. 10/2011 ( Piano Casa )
        (Interventi di ampliamento degli edifici)
        1. In deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici ed edilizi comunali vigenti o adottati nonché nei comuni sprovvisti di tali strumenti, sono consentiti, previa acquisizione del titolo abilitativo di cui all’articolo 6, interventi di ampliamento, nei seguenti limiti massimi relativi alla volumetria esistente o alla superficie utile:
        b) nel rispetto delle distanze e delle altezze previste dalla legislazione vigente ai sensi degli
        articoli 8 e 9 del decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968.

        L’art. 3 delle L.R. indica gli Art 8 e 9 del D.M. 1444/68 come fonte normativa per la valutazione delle distanze, degli interventi di ampliamento.

        SENTENZE TAR

        Con sentenza n. 05694/2010, Il TAR del Veneto annulla il provvedimento di diniego a costruire del comune di Rosolina , in quanto il Piano Casa va in deroga alle NTA e conferma che per determinare le distanze degli aumenti volumetrici devono essere recepiti gli art. 873 C.C. e il D.M. 1444/68.
        Inoltre ribadisce che considerato l’Art 873 del C.C. “distanze nelle costruzioni: le costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di 3 (tre) metri. Nei regolamenti locali può essere stabilita una distanza maggiore”
        Di tali “ regolamenti locali”, pertanto fanno parte anche le norme di cui L.R. 10/2011 , le quali consentono gli ampliamenti in deroga a tutti i regolamenti comunali, e dunque a quelli sulle distanze: che poi tali norme di legge regionali, sempre intese come “regolamenti locali”, prevalgano sui regolamenti comunali non sembra esserci dubbio, atteso il grado superiore di quelle regionali.
        Con sentenza n. 01561/2011, Il TAR della Regione Lombardia annulla il provvedimento del Comune di Brescia, con il quale si respinge l’istanza di rilascio di permesso a costruire, affermando che le distanze previste dalle disposizioni all’ interno del strumenti urbanistici comunali sono derogate dagli Art. 873 al 907 del C.C. ; dal Codice della strada ; dal D.M. 1444/68 che indica la distanza minima di 10 m dalle pareti finestrate ( che andranno comunque rispettate ).
        Con sentenza n. 00377/2011 il TAR del Veneto annulla il provvedimento del Comune di S. Pietro in Cariano, con il quale si respinge l’istanza di rilascio di permesso a costruire, affermando che la deroga dei regolamenti locali previsti dal Piano Casa comprende anche le norme comunali sulle distanze, ribadendo che non vì è ragione di ritenere che specifiche previsioni contenute nel regolamento comunale in materia edilizia, possano limitare la forza espansiva della disciplina di cui alla L.R. Piano Casa.
        Alla presente si allegano : Estratto del verbale della deliberazione della Giunta Capitolina Protocollo RC8359/12 ( seduta 23 maggio 2012 ) – Circolare Esplicativa della R.L. 184/2012 – Circolare Esplicativa R.L.20/12 – Sentenza n. 05694/2010 TAR del Veneto – Sentenza n. 01561/2011 TAR della Regione Lombardia – Sentenza n. 00377/2011 TAR del Veneto

  30. Giulia 4 gennaio 2013 at 12:05 - Reply

    Egregio avvocato, devo costruire una scala esterna in un villino, a Roma. A che distanza devo tenermi dal confine verso una stradina privata condominiale? Sono sufficienti tre metri? Non riesco a trovare il riferimento normativo, poichè il confine non dà su una “strada” così la definisce il codice della strada. Grazie!

    • Avv. Renato D'Isa 4 gennaio 2013 at 17:51 - Reply

      Gentile Sig.ra Giulia,
      come riferimento normativo deve attenersi al regolamento edilizio del Comune di Roma o altro strumento edilizio vigente.

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  31. […] [1] Per una maggiore disamina dell’istituto aprire il seguente collegamento – Le distanze tra le costruzioni ex artt. 873 e ss. c.c. […]

  32. […] [17] Per una maggiore disamina dell’istituto aprire il seguente collegamento   Le distanze tra le costruzioni ex artt.873 e ss c.c. […]

  33. Francesco 24 dicembre 2012 at 19:47 - Reply

    Egr. Avv,
    ho un quesito abbastanza singolare
    In un centro storico, con l’allineamento dei fronti, si può costruire a meno di 3 mt da l’edificio prospettante finestrato. Tra i due c’è una piccola strada pubblica, ma una sentenza del Tar Liguria del 2012 obbliga il rispetto delle distanze anche in presenza di strada.
    Grazie
    Francesco

    • Avv. Renato D'Isa 28 dicembre 2012 at 18:35 - Reply

      Egr. Sig. Francesco,
      gradirei avere contezza degli strumenti urbanistici vigenti della zona di cui parla nonchè della sentenza del TAR.

      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  34. fiorella 27 novembre 2012 at 16:53 - Reply

    Egregio Dott. D’Isa, cercando sul web maggiori informazioni sull’argomento “distanze tra le costuzioni”, volevo chiederle un chiarimento (qualora avesse bisogno di più informazioni sul mio caso, gliele invierò): circa 30 anni fà fu costruita una casa di due piani vicino al terreno di mia nonna, non rispettando la distanza di legge. Andarono in causa e dopo quasi 30 anni (una vergogna) la causa terminò: la casa non fu demolita, per i vari condoni di legge ed ognuno si dovette pagare le proprie spese processuali. Si pensava che fosse finito tutto, ma circa due anni fà, i proprietari di questa casa hanno chiamato in causa i miei parenti perchè, secondo loro gli spetta 30 metri di terra di confine tra la loro casa e il terreno di mia nonna (nel frattempo mia nonna è deceduta ed erede della terra è divenuto mio zio), in pratica sarebbe una viuzza che è più di 30 anni dei miei parenti e loro in tutto questo tempo non hanno mai rivendicato. In questi giorni si è tenuta l’udienza, ma il giudice (sono stati chiamati a testimoniare i miei genitori) non ha ritenuto idonea la testimonianza dei miei (mio padre non è parente consanguineo!) ed ha rinviato la causa tra 90 giorni (bisognerà far testimoniare 3 persone). Ora mi chiedo: ma com’è possibile tutto questo, dopo che hanno costruito sulla nostra terra, ci hanno rubato l’aria e la visuale, questi cari signori fanno sempre dispetti (ci sono varie denunce), ma non vi è nessuna legge che ci tuteli?

    • Avv. Renato D'Isa 28 novembre 2012 at 20:17 - Reply

      Gentile Sig.ra Fiorella
      gradirei leggere l’atto di citazione di controparte e la comparsa di risposta per aver un quadro quanto più possibile chiaro della vicenda.

      Resto a Sua disposizione per qualsiasi eventuale chiarimento oltre a prospettarle soluzioni alternative.
      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria.
      Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  35. tina 19 ottobre 2012 at 16:35 - Reply

    salve, sono Tina volevo gentilmente un chiarimento . La mia vicina ha costruito in abuso mettendosi ad una distanza di tre metri dal mio muro di confine e successivamente ha presentata domanda di condono nell’ 1986 violando le distanze che nel nostro piano regolatore sono di 5 metri. Chiedo se e’ possibile a distanza di 26 anni far valere i nostri diritti in sede legale e se la mia vicina si puo’ avvalere dell’ usucapione pur se ha violato i miei diritti. GRAZIE paris79@alice.it

    • Avv. Renato D'Isa 22 ottobre 2012 at 20:35 - Reply

      Gentile sig.ra Tina
      la vicina, se non vi sono stati atti interruttivi, ha acquisto per usucapione la servitù della minor distanza.

      Resto a Sua disposizione per qualsiasi eventuale chiarimento oltre a prospettarle soluzioni alternative.
      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

      • tina 24 ottobre 2012 at 17:08 - Reply

        salve, ma io cercando un pò sul web ho trovato una sentenza della cassaziome del 3-10-2007 che non ammette l’acquisto per usucapione la servitù della minor distanza. Le chiedo chiarimenti, grazie!

  36. valerio 9 ottobre 2012 at 15:22 - Reply

    mi unisco agli altri per i complimenti, avrei un quesito da porLe, in caso di edificazione in aderenza al muro di confine, aggiungendo che il muro di confine è alto 2.10 m circa mentre il nuovo fabbricato avrà altezza di circa 3.30 m, è necessario un atto registrato con il nulla osta del confinante?? e per quanto riguarda la differenza di altezza devo alzare tutto il muro di confine a livello del estradosso del solaio?
    grazie anticipatamente

    • Avv. Renato D'Isa 9 ottobre 2012 at 19:35 - Reply

      Egr. Sig. Valerio,
      avrei la necessità di vedere lo stato dei luoghi, aver contezza del progetto e degli eventuali strumenti urbanistici vigenti nel Suo territorio.
      Perchè mi scrive di nulla osta del confinate, ci sono vedute insistenti sul muro di confine???

      Resto a Sua disposizione per qualsiasi eventuale chiarimento oltre a prospettarle soluzioni alternative.
      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  37. Paolo Pitzianti 1 ottobre 2012 at 16:21 - Reply

    Egregio Avv. D’Isa, sono il dott. geologo Paolo Pitzianti da Palena (CH).
    Ho trovato magnifico il suo sito web sugli argomenti di urbanistica e mi permetto di chiederle un parere su una questione ahimè personale.
    Ho costruito la mia casa in bioedilizia (legno) in aderenza ad una esistente da oltre 30 anni, ma, all’altezza del piano primo, la casa esistente arretra lungo la linea di confine, esponendo la mia parete alla vista da un terrazzino posto in corrispondenza di un vano.
    La vicina chiede la riduzione in pristino ed il risarcimento danni, che significa la demolizione della casa intera, essendo parete portante. Vado incontro a questo drammatico scenario? Ho provato ad interpretare gli articoli del c.c. dalle sue ottime spiegazioni, ma più di tanto non riesco. Potrebbe darmi qualche spiegazione al riguardo? Grazie e distinti saluti
    Paolo Pitzianti

    • Avv. Renato D'Isa 8 ottobre 2012 at 17:05 - Reply

      Egr. dott. Paolo,
      avrei la necessità di vedere i luoghi anche attraverso immagini fotografiche, poichè allo stato dalla Sua descrizione mi risulta difficile avanzare qualche ipotesi, potrebbe arretrare, soltanto, la parte propsiciente il terrazzino.

      Resto a Sua disposizione per qualsiasi eventuale chiarimento oltre a prospettarle soluzioni alternative.
      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

      • Geol. Paolo Pitzianti 3 giugno 2013 at 10:35 - Reply

        Gentile Avvocato D’Isa, sono il geologo Paolo Pitzianti da Palena (CH).

        Le inoltro una foto ed un prospetto che chiariscono la situazione descritta qui sotto lo scorso 8/10/2012 su cui lei, giustamente, non può dire di più se non ha la visione dei luoghi. Mi pare di aver capito che l’aderenza tra immobili posti sul confine dei fondi deve essere totale, cioè non deve esporsi alcuna parete dell’immobile costruito dopo. Credo sia questo l’oggetto della controversia in cui sono finito. Ciò si è verificato per una superficiale analisi del tecnico progettista, cui spettava verificare l’esattezza dei prospetti.

        Il fatto preoccupante per me è che la parte attrice vuole la demolizione della porzione che fuoriesce dalla loro sagoma e ciò mi pare molto difficile da realizzare poiché la mia casa è in legno e la parte incriminata costituisce una parete portante. Come se ne esce? E’ stato nominato dal giudice un ctu che, a breve, farà la sua disamina tecnica. Mi auguro prevalga il buon senso, oltre che l’applicazione della norma…

        Vorrei avere conferma da lei se l’aderenza tra gli immobili non può essere derogata neanche se essi si affacciano su una via pubblica, come accade qui nel mio caso.

        La ringrazio e le auguro una buona giornata Paolo Pitzianti

        • Avv. Renato D'Isa 4 giugno 2013 at 17:25 - Reply

          Egr. dott. Pitzianti,
          bisogna logicamente leggere lo strumento urbanistico in merito a delle deroghe, ma non credo che esistano.
          Inoltre bisogna far riferimento anche alla normativa antisismica, credo applicabile nella Sua zona.
          Il problema della demolizione, e credo che Lei lo sappia ampiamente, ricade sul soggetto onerato.
          In merito non vorrei ulteriormente pronunciarmi, per un fine deontoogico, stente un giudizio già incardinato.

          Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.
          Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
          La ringrazio per la fiducia riposta.
          Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
          Cordiali saluti.

  38. GIUSEPPE 24 settembre 2012 at 12:46 - Reply

    Egr. Sig. Rodolfo,
    Ecco il mio problema, (non ho ricevuto nessun chiaro riscontro dal mio comune, la mia vicina lavoro proprio in quel comune) se mi può comunicare qualche buon avvocato nelle mie zone a MESSINA

    ECCO LA LETTERA INVIATA AI VARI ENTI

    COMANDO POLIZIA MUNICIPALE
    e per conoscenza
    Sindaco del Comune di …..
    Azienda Sanitaria Locale n.5 di ….
    Genio Civile di Messina
    Guardia di Finanza di Messina
    Prefettura di Messina
    Procura della Repubblica Tribunale di Messina

    La sottoscritta, Sulfaro Debora, nata a Messina il ….., in riferimento all’istanza presentata al comune di ………. in data 05/11/2011 con protocollo 16964, non avendo ricevuto nessun riscontro, si appella alla S.V. in quanto proprietaria di una unità immobiliare posta a piano terra di un edificio sito in …………………..in Piazza S.Antonio n. 2 Bis, registrato al catasto del Comune di …………………….., foglio 1, particella 3179 sub 3, Categ.A/2 C1, confinante lato sud con il terreno di proprietà delle signore Bonanno Letizia e Tersigni Iole, ha constatato che è stato edificato un muro di sostegno lungo l’estremità appoggiato illegittimamente sul mio muro di confine contraddistinto da diversi fori, completamente chiusi da una guaina di colore nero (come da documentazione fotografica allegata).
    Inoltre si fa presente, che essendoci un dislivello tra i fondi confinanti, è stato sollevato artificialmente il piano di campagna di almeno mt. 1,00 rispetto al piano di calpestio del cortile retrostante la mia abitazione, che a questo punto vede già sottomesso il muro di recinzione di detto cortile (alto mt. 2,00) di circa 90 centimetri.
    Come non bastasse si stanno predisponendo i lavori per edificare il muro di recinzione del lotto delle signore Bonanno Letizia e Tersigni Iole, che a quanto pare avrà un’altezza di mt.2,00. Ciò significherà che l’apice di detta recinzione oltrepasserà quello di recinzione della sottoscritta di almeno mt.1,00, creando una muraglia di almeno mt.3,00 rispetto al piano di calpestio esistente, sul quale prospettano le aperture che illuminano e arieggiano l’appartamento. Tenuto conto che al piano primo sporge una veranda di circa mt. 2,00 ne consegne che, una muraglia alta 3 metri rispetto alla recinzione del cortile della sottoscritta e con la sporgenza della veranda sovrastante, si restringono drasticamente gli spazi necessari per la salubrità dell’unità immobiliare posta a piano terra.
    Pertanto, alla luce di quanto sopra esposto si chiede:

    – La sistemazione del muro di sostegno appoggiato sul mio muro di recinzione con l’eliminazione della guaina nera illegalmente realizzata sigillando i fori esistenti, cosi da alterare il decoro architettonico esistente.

    – Di bloccare la costruzione di qualsiasi recinzione che oltrepassi in altezza il mio muro di recinzione esistente al fine di impedire che si compromettono gli spazi necessari per l’illuminazione e la ventilazione del mio ambiente abitativo.

    – Di fare rispettare il dislivello esistente tra i fondi confinanti, senza sollevare il piano di calpestio del cortile retrostante la mia abitazione, al fine di impedire il mancato rispetto della mia privacy, o addirittura, che si possano causare eventuali danni alluvionali.

    – Di verificare con urgenza la conformità dei lavori rispetto al progetto assentito alle signore …………………………, al fine di impedire che si inficino le stesse condizioni per le quali è stato possibile ottenere l’abitabilità del fabbricato di cui l’unità immobiliare a piano terra di mia proprietà ne fa parte.

    Certa di ottenere la Vostra comprensione ed una piena collaborazione per la risoluzione di un problema di questa importanza per la mia famiglia, l’occasione mi è gradita per ringraziare anticipatamente.

    ………………., li 16/08/2012 ________________________

    N.B.: Si allega alla presente documentazione fotografica dove si evince quanto sopra esposto.

    • Avv. Renato D'Isa 24 settembre 2012 at 16:21 - Reply

      Gentile sig. Giuseppe,
      da quanto descritto ci sarebbero i giusti presupposti per intentare causa al vicino “despota”.

      Resto a Sua disposizione per qualsiasi eventuale chiarimento oltre a prospettarle soluzioni alternative.
      Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  39. […]   Le distanze tra le costruzioni ex artt. 873 e ss c.c. […]

  40. davide LP 9 settembre 2012 at 20:50 - Reply

    Buongiorno.
    Complimenti per l’impegno e la disponibilità che quotidianamente da a titolo gratuito ai molti utenti della rete.
    Non avendo trovato risposta nei precedenti quesiti che Le hanno formulato mi permetto di disturbarLa con il mio problema.
    Sto ristrutturando una casa indipendente sui 4 lati nella periferia di Vercelli.
    Nel retro della casa la proprietà confina con il muro di cinta di un vicino avente, nella sua proprietà dopo il muro di cinta, dei garage in in lamiera.
    Ho la necessità di alzare di 48 cm il piano pavimento.
    Il problema che Le pongo è riferito a 2 finestre poste sul lato del confinante. Alzandomi ovviamente si abbasserebbero di parecchio ed anche esteticamente non mi piacciono molto.
    Il geometra mi ha consigliato di lasciare le dimensioni originali trovare una soluzione di infisso parte bassa fisso e parte alta mobile.
    E’ possibile, senza richiedere il permesso al vicino, alzare la finestra mantenendo comunque inalterata la dimensione?
    Grazie per la risposta e compllimenti ancora per il servizio reso.
    saluti.

    • Avv. Renato D'Isa 12 settembre 2012 at 12:57 - Reply

      Egr. Sig. Davide,
      in merito al Suo quesito Le significo che, ad esempio, lo spostamento in altezza di una finestra o di una terrazza, lungo lo stesso asse non comporta un aggravio di servitù, pertanto anche per le luci può valere lo stesso discorso, anche se lo stesso codice ex art. 901 c.c. parla di altezza minima, quindi laddove si va ad uamentare l’altezza minima non determinerebbe una luce irregolare.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

      • davide LP 12 settembre 2012 at 22:02 - Reply

        Grazie per la cortese risposta.
        Temevo solo che potessero esserci problemi con il vicino.
        Al momento abbiamo un rapporto di reciproco rispetto e non volevo creare i presupposti per innescare tensioni.
        Cordiali saluti.

  41. Alessandr 8 settembre 2012 at 12:44 - Reply

    quando due edifìci sono con altezze diverse, quando il muro in comune cessa di essere tale se è possibile specificare sentenze o normative grazie

  42. Andrea Brunelli 24 luglio 2012 at 11:42 - Reply

    Buongiorno, Avv.to e complimenti per l’esaustività e la chiarezza della trattazione.

    Non ho trovato (a meno di mie sviste ma anche a causa di una precisa Sua scelta di impostazione dichiarata in apertura) riferimenti a deroghe a regolamenti locali (nella fattispecie che mi interessa si tratta un Programma di Fabbricazione adottato dal Comune nel 1968) previste per opere di pubblica utilità (ho trovato solo il riferimento a pali e condutture elettriche).

    Ad esempio, è possibile, per quanto a Sua conoscenza, realizzare una cabina elettrica (prefabbricato di 4 x 2,5 x (h)2,3 mt) a meno di 10 mt dal confine (tanto prevede il regolamento di cui sopra) oppure l’inderogabilità sancita dalla norma locale non è superabile neanche per finalità di pubblica utilità?

    Grazie e saluti

    Andrea

    • Avv. Renato D'Isa 24 luglio 2012 at 21:14 - Reply

      Egr. Sig. Andrea
      in merito al Suo quesito, a parere del sottoscritto la cabina rientra nel concetto di costruzione e pertanto deve attenersi alle distanze stabilite. Anche se in realtà dovrei approfondire l’argomento. Per analogia potrebbe essere applicata la deroga prevista per i pali e le condutture, ma non so quanto sia praticabile questa strada.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (@AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  43. Ale 20 luglio 2012 at 22:47 - Reply

    Salve spettabile Avvocato
    Vorrei presentare il mio “caso condominiale”. La palazzina in cui vivo è stata costruita negli anni 60 ed il costruttore ha tenuto per sé tutto l’ultimo piano con i relativi terrazzi, in uno si accedeva da due stanze diverse attraverso due porte finestre.
    Circa venti anni fa decide di dividere l’appartamento in due immobili distinti, per affittarne uno, e poi, in un secondo tempo, venderli entrambi. Nel terrazzo con le due porte finestre (che aprivano nelle due diverse unità) decide di chiuderne una fino ad un’altezza di 180 cm, applicandovi una finestra a due ante nell’area restante ed una grata con maglie di circa 10/15 cm sporgente verso il terrazzo.
    Da circa 6 anni io e mio marito abbiamo acquistato l’appartamento con la proprietà di quest’ultimo terrazzo dove incombe tale “luce”.
    Visti gli articoli di legge è chiaro che questa apertura è fuori norma, per la sua presenza in proprietà altrui, l’altezza da terra (dovrebbe essere almeno a 250cm), per la grata (dovrebbe essere con maglie di max 3cm quadrati ed interna al profilo del muro), ed in teoria tali diritti non sono usucapibili. Volendo fare una tettoia in legno sul terrazzo, il vicino si oppone dicendo che togliamo luce ed aria e che dopo 20 anni essendo una luce in un condominio, a seguito di una sentenza della cassazione, può essere usucapita.
    A questo punto le mie domande sono le seguenti:
    1. Tale situazione può effettivamente essere usucapita?
    2. Se si, si usucapisce la presenza della luce o anche le irregolarità sono usucapite? (altezza inferiore al minimo, grata inadeguata etc)
    3. Se anche usucapisce tutto una luce può impedire una costruzione in aderenza visto che il muro è anche il mio?
    4. Nella peggiore delle ipotesi può impedirmi di costruire ad un metro di distanza? qual è la distanza minima per costruire in questo caso?
    È chiaro che la costruzione in legno viene fatta a seguito dei permessi del comune necessari
    Grazie

    • Avv. Renato D'Isa 24 luglio 2012 at 13:59 - Reply

      Gentile Sig.ra Alessandra
      prima di darle un giusto consiglio avrei la necessità di veder lo stato dei luoghi, anche attraverso un reportage fotografico da inviarmi al mio indirizzo di posta,
      la situazione propsettatami è usucapibile, la distanza minima è quella prevista dallo strumento urbanistico vigente o qualora non sia munito il Suo comune di un piano regolatore o di un regolamento edilizio viene applicata la normativa codicistica.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (@AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  44. Andrea 19 luglio 2012 at 21:26 - Reply

    Egr. Avvocato. Complimenti per il suo linguaggio. Ci sono poche persone come lei. Le chiedo cortesemente se può darmi un suo parere per l’incredibile scoperta che ho fatto oggi. Circa 6 mesi fa io e la mia compagna abbiamo acquistato un terreno edificabile, comprensivo anche di una porzione di terreno verde attrezzato. L area edificabile si inserisce vicino ad altre due costruzioni e per la geometria dell area, e per il rispetto urbanistico non supera i 140 mq2 e circa 10 metri di larghezza ( spazio in mezzo alle due cotruzioni), mentre l area verde attrezzata è ben più grande. Circa due settimane fa ho contattato un geometra per farmi la riconfinazione dell area con relativo progetto per una futura recinzione. Oggi mi fa sapere dopo i primi rilevamenti che i confini della casa vicino al nostro terreno sono errati. Oltrepassano di oltre 2 metri e mezzo il nostro per tutta la lunghezza del lato del terreno (circa 80metri) . Ora questa costruzione è stata costruita circa 6 anni fa ed è una casa prefabbricata. Questo nuovo confine non ci permette più, mantenendo il rispetto di 10 metri fra costruzioni adiacenti, la metratura che avevamo pensato di fare della casa, essendo vincolati dall altra senza parlare di tutto il terreno in meno che ci sottrae. Che primo passo possiamo fare? Che diritti o che risarcimento possiamo ottenere?
    Grazie per l attenzione che può darmi alle mie domande. Cordialmente Andrea

    • Avv. Renato D'Isa 23 luglio 2012 at 20:57 - Reply

      Egr. Sig. Andrea
      ci sarebbe da fare molto, diffida, eventuale azione per apposizione dei termini di confine, eventaule azione per rispristino dello stato dei luoghi e risarcimento danni.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (@AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  45. stefano sindici 18 luglio 2012 at 17:39 - Reply

    Egr. Avvocato, Le chiedo cortesemente di chiarirmi una questione che mi sta colpendo personalmente. Circa quattro anni fa ho realizzato una tettoia ampliandone una precedente. Una parte di questa termina poggiandosi sulla metà di un muro di confine. Ora il vicino, visto il guastarsi dei rapporti, oltre che denunciarmi per abuso edilizio, mi ha fatto scrivere dal suo avvocato, diffidandomi ed intimandomi di togliere tale tettoia in quanto non a norma dell’art. 873 c.c..
    Vorrei sapere cosa ne pensa Lei!
    Grazie

    • Avv. Renato D'Isa 23 luglio 2012 at 20:48 - Reply

      Egr. Sig. Stefano
      prima di darle un giusto quanto opportuno parere, gradirei leggere la diffida inviatale, avere contezza dello stato dei luoghi e possibilmente essere contattato al fine di descrivermi al meglio la vicenda.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (@AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  46. Domenico 5 luglio 2012 at 16:39 - Reply

    Egr. Avvocato, vorrei un suo parere su un problema particolare.
    Il mio vicino mi ha denunciato perchè in Comune non ha trovato nessuna autorizzazione per un ampliamento del mio terrazzo realizzato, la prima parte, in epoca remota 1960.
    Tra le mie carte ho, in copia non autenticata, l’autorizzazione del Sindaco datata 1985, con tanto di firma e protocollo, l’assenso scritto dell’ex vicino e progetto tecnico firmato sia dal progettista che dal professionista.
    Nella sezione ant-operam è stato riportato il terrazzo così come era stato realizzato nel 1960 (senza titolo) e nella sezione post-operam il completamento dello stesso così com’è attualmente.
    La denuncia verte su due punti, il primo che il terrazzo è abusivo e il secondo che al Comune non vi sono autorizzazioni in originale.
    Quello che vorrei sapere può la mia copia, con tutti gli allegati, essere considerata valida fino a prova contraria?
    Si può considerare abusivo un terrazzo regolarmente completato con autorizzazione comunale del 1985?
    Grazie dell’attenzione.

    • Avv. Renato D'Isa 24 luglio 2012 at 13:50 - Reply

      Egr. Sig. Domenico
      avrei necessità di leggere tale documento nonchè la denuncia presentata.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (@AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  47. salerno roberto 5 luglio 2012 at 10:26 - Reply

    gent.mo avvocato ,
    ho esaminato quanto ben descritto sulle distanze dai confini Ho un dubbio sul quale un suo chiarimento potrebbe essere molto utile .
    Dovrei posizione un fabbricato a distanza di mt.4 dal confine ( in contrasto con la norma urbanistica che mi prescive mt. 5). Il terreno limitrofo ( verso il quale mi avvicino ) non può essere edificato e pertanto la mia distanza di 3 o di 4 o di 5 metri è ininfluente per la distanza tra fabbricati ( non essendoci un secondo futuro imobile ). Il confinante – che mi citerà in giudizio- cosa potrà pretendere ? Il corrispettivo pari al doppio del valore della fascia di terreno di minor distanza ? Mi dicono che è esclusa un’azione che coinvolga il fabbricato in costruzione .
    Grazie e saluti
    roberto salerno salerno-roberto@virgilio.it 082449766

    • Avv. Renato D'Isa 11 luglio 2012 at 18:10 - Reply

      Egr. Sig. Roberto,
      credo che un’azione per far arretrae l’opera alla dovuta distanza è nelle piene possibilità del Suo vicino, non vedo il contrario, il coltello dalla parte del manico l’avrebbe il Suo vicino, no Lei, mi perdoni. Potrebbe un giorno trovarsi “sottoricatto” dal Suo vicino.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (@AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  48. simona 2 luglio 2012 at 19:08 - Reply

    Preg.mo Avvocato,
    Complimenti per l’approfondimento qui sopra esposto, il vostro è veramente un pregevole servizio, avrei un quesito da porVi, premetto che siamo in un vecchio cascinale con varie porzioni di fabbricato con diversi proprietari, può essere che il mio vicino/confinante innesti nel muro comune al mio fabbricato, un tubo di scarico di acque luride, senza che il mio caro confinante non mi richieda autorizzazione a tale innesto, anzi in modo prepotente dichiara che non ci pensa minimamente a toglierlo, premetto che tutti nella corte siamo già serviti da tubazioni di scarico per i nostri wc, questa sarebbe come dice lui una sorta di aggiunta a quello esistente?vorrei capire quali sono i miei diritti o se diversamente debbo, stortocollo, accettare quello scarico nel muro del mio appartamento!
    Grata per la Vs attenzione e per la Vs risposta nell’attesa porgo
    cordiali saluti

    • Avv. Renato D'Isa 3 luglio 2012 at 20:04 - Reply

      Gent.le Sig.ra Simona
      dalla Sua descrizione il vicino ha perpetrato un atto illegittimo. ma per una risposta sicura avrei bisogno di vedere lo stato dei luoghi attraverso un reportage fotografico e porle alcune domande.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornata.
      Cordiali saluti.

  49. Donato 22 giugno 2012 at 13:14 - Reply

    Egregio Avvocato D’ Isa gradirei ricevere una sua consulenza:
    ho un piccolo fabbricato in collina di mq 40, recentemente il comune ha dato possibilità,ai possessori di tali fabbricati , di ampliare il volume, concedendo una superfice di mq 20.
    Da una perizia del mio geometra risulta ,però, che il fabbricato difronte alla mia proprietà, posto ad una distanza inferiore a mt.10,è più lungo di cm.40 rispetto alla mia proprietà,dove da li in poi sono presenti altri fabbricati con distanze rispetto alla mia proprietà superiore ai 10 mt.
    Questo significa che, per soli 40 cm, non posso ampliare la mia proprietà.
    Poi, ho letto nel suo sito la sentenza della Cassazione n. 15972 del 20/7/011 ed ho pensato di chiederle gentilmente un parere:
    – nel 1997 esegui sbancamento nel giardino della mia proprieà su autorizzazione del Corpo forestale e vi costruii un muro di contenimento alto mt.2 (circa ) per contenere nuova terra e ghiaia e sopra di esso ho costruito ed un lastricato ed un 2° muro di contenimento per sostenere il terreno a terrazze sopra la proprietà.
    La domanda è la seguente : Ai fini dell’osservanza delle norme in materia di distanze legali stabilite dagli art. 873 dove dice che la nozione di costruzione non si identifica solo con quella di edificio, ma si estende a qualsiasi manufatto avente i caratteri della solidità e stabilità al suolo, nel caso di fondi a dislivello,il muro di cinta che ho totalmente costruito, che ha funzione di sostegno del terrapieno creato in parte ex novo,può lo stesso, essere considerato come muro di fabbrica?
    Tale muro in virtù della sentenza della Cassazione n. 15972 del 20/7/011 può essere ritenuto come un proseguimento del muro della casa, così che , la mia proprietà risulti più avanti rispetto a quella difronte ed ottenere quindi la concessione edilizia?

    Cordialmente

    • Avv. Renato D'Isa 25 giugno 2012 at 20:13 - Reply

      Egr. Sig. Donato,
      per essere ancora più chiaro le riporto l’ultima pronuncia del Consiglio di Stato che stabilisce il seguente principio: le opere di contenimento, quali indubbiamente si configurano quelle di cui al caso di specie che, comunque progettate in relazione alla situazione dei luoghi ed alla soluzione esteticamente ritenuta più confacente dal committente, hanno una struttura che deve essere idonea per consistenza e modalità costruttive ad assolvere alla funzione di contenimento ed una funzione, che non è quella di delimitare, proteggere ed eventualmente abbellire la proprietà, ma essenzialmente di sostenere il terreno al fine di evitare movimenti franosi dello stesso. Opere tali da dovere essere riguardate, sotto il profilo edilizio, come opere dotate di una propria specificità ed autonomia, in una accezione che comprende tutte le caratteristiche proprie dei fabbricati, donde l’obbligo di rispetto di tutti gli indici costruttivi prescritti dallo strumento urbanistico e, in particolare, delle distanze dal confine privato.
      Credo che il Suo sia un muro di cinta avendo tale specifica funzione.
      Però gradirei comunque avere contezza dello stato di luogo al fine di dare certezza alla mia affermazione.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  50. michele 20 giugno 2012 at 14:40 - Reply

    Gentile Avvocato,
    sono proprietario di un immobile a piano terra (residenziale) in un condominio (5 piani);
    il condominio vuole edificare un ascensore esterno davanti alla mia porta d’ingresso.
    Le chiedo delucidazioni su come comportarmi:
    posso lasciarlo costruire a patto che rispettino i 3 m di distanza,
    trattandosi di un accesso alla proprietà devono mantenere una distanza maggiore,
    possono edificarlo a distanza inferiore dai 3 metri,
    posso impedire l’edificazione poichè mi danneggerebbe poichè mi toglierebbe la luce,
    posso imporgli una struttura trasparente, se così a quale distanza.
    Vorrei capire i miei diritti e i miei doveri in merito all’edificazione di un vano ascensore davanti alla mia porta d’ingresso. Il suolo dove verrebbe edificato è condominiale.
    La ringrazio e le porgo cordiali saluti.

    • Avv. Renato D'Isa 20 giugno 2012 at 19:28 - Reply

      Egr. Sig. Michele,
      dovrei leggere il Suo regolamento condominiale prima di darle una risposta ai Suoi quesiti.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  51. Marco 18 giugno 2012 at 12:10 - Reply

    Gentile Avvocato,
    mi chiamo Marco e vorrei porLe una questione.
    Mi hanno chiesto di coprire con una tettoia in legno uno spazio antistante un palazzo al piano terra appartenenti a privati e che non si trova a ridosso di spazi pubblici. La tettoia dovrebbe essere sorretta da dei pilastri verticali sempre in legno, partire dalla sagoma del palazzo e coprire tutto lo spazio. Il problema è che non ci sono le distanze dal confine in quanto lo spazio da coprire è lungo cinque metri (distanza sogoma palazzo-confine con proprietà altrui) e finisce proprio al confine e largo sette metri (parallelamente al palazzo). Posso in qualche maniera far costruire questa tettoia e sorreggerla con pilastri in legno posizionandoli nello spazio dei cinque metri menzionati rimanendo nei termini di legge? Spero di essere stato chiaro.
    Grazie mille per la Sua gentile risposta
    Cordialità
    Marco

    • Avv. Renato D'Isa 20 giugno 2012 at 18:53 - Reply

      Egr. Sig. Marco,
      se ho ben inteso il Suo quesito, la distanza viene calcolata anche dalla tettoia, non solo dai pilastri.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  52. Stefano favale 16 giugno 2012 at 16:09 - Reply

    Buonasera avvocato; innanzitutto mi associo a tutti quelli che le hanno fatto i complementi per il sito, in quanto anche io lo trovo molto utile e ben fatto.
    Vengo al mio problema: ho un immobile edificato nelle sole strutture in cemento armato (travi, pilastri e tutti i solai) ma complete fino alla copertura, per cui identificano senza ombra di dubbio quale sia la sagoma e il volume espresso; tale edificio è stato realizzato in forza di regolare Conceesione Edilizia del 1984 che però è stata sospesa nel lontano 1985 perchè secondo il vicino no rispettava le distanze dal confine; dop ben quattro gradi di giudizio (Tribunale di Velletri, Corte di Appello di Roma, Suprema Corte di Cassazione e rinvio dinanzi altra sezione della Corte di Appello di Roma) il fabbricato così come è stato concessionato e realizzato è stato ritenuto legittimo in virtù di una deroga che era permessa all’epoca di costruzione dal programma di fabbricazione vigente nel comune di Lariano (Rm) che è appunto il comune dove sorge la struttura. La sentenza che accerta la definitiva regolarità della struttura è del 2000 e nel frattempo ovviamente è scaduta la concessione.
    Io ho fatto richiesta di poter “ristrutturare” l’edificio (dato che un precedente tecnico aveva fatto la richiesta di “completamento” ed era stata respinta) e anche a me è stata respinta tale richiesta.
    Ho scaricato una notevole quantità di sentenze che supportano la mia tesi e le ho riassunte in un documento che ho allegato alla richiesta, ma che comunque il Comune ha respinto; cosa mi consiglia?
    ecco in estratto quanto riportavo:…
    Il sig. ___________, attuale proprietario dell’immobile in oggetto, a seguito del rilascio della Concessione Edilizia n.75 del 05.05.1984 (P.E. n.1822), ha dato inizio ai lavori autorizzati con la stessa Concessione mediante la realizzazione della struttura completa in cemento armato di complessivi quattro livelli.
    A seguito dell’ordinanza di sospensione del 20.01.1986 del Pretore Civile di Velletri, i lavori oggetto della Concessione sopra riportata sono stati interrotti a causa di un contenzioso giudiziario con i confinanti, protrattosi per quattro gradi di giudizio (Tribunale di Velletri, Corte di Appello di Roma, Suprema Corte di Cassazione e rinvio dinanzi altra sezione della Corte di Appello di Roma) e conclusosi solo il 07.12.2000 con la sentenza n.4162/00 della Corte di Appello di Roma che accertava definitivamente la regolarità della Concessione Edilizia n.75 rilasciata il 05.05.1984 e la regolarità del posizionamento e dei lavori eseguiti dal proprietario, sig. Pantoni Elio.
    Pertanto,
     vista ed attestata dalla sentenza n.4162/00 della Corte di Appello di Roma la completa legittimità della struttura esistente, realizzata secondo la regolare Concessione Edilizia n. 75 del 05.05.1984, nelle sue forme, dimensioni, distacchi dai confini interni e dagli altri corpi di fabbrica circostanti;
     considerando che tutti i lavori che si intendono realizzare rientrano nella tipologia delle opere relative a ristrutturazione edilizia così come definita all’art.3 comma 1 lettera d) del D.P.R. 380/01, e s.m.i.;
     accertato che le disposizioni relative alle distanze riportate nel D.M. 1444/68 si applicano solo ed esclusivamente alle nuove edificazioni, e per nuova edificazione non devono essere considerate le opere per le quali si comunica codesto inizio dei lavori, visto che oltretutto, come caso limite, non si intendono tali neanche le opere edilizie consistenti nella demolizione e ricostruzione con uguale sagoma e volume, come riportato a titolo esemplificativo e non esautivo nella sentenza del TAR Sicilia-Catania, Sez I, del 12.12.2001 n.2400, TAR Liguria, Sez I, del 13.10.2006 n.1209, TAR Toscana, Sez II, sentenza III del 19.12.2008 n.4159, TAR Lombardia-Milano, Sez II, del 04.05.2010 n.1220;
     considerato che la Corte di Cassazione ha affermato con la sentenza 22.09.2010 n. 20038 che nelle distanze tra le costruzioni, eventuali sopravvenute disposizioni più restrittive devono essere applicate per tutte le nuove costruzioni che siano ancora da realizzare anche se il titolo abilitativo è stato rilasciato precedentemente all’entrata in vigore delle nuove disposizioni, mentre non hanno efficacia quando si tratta di manufatti che possono considerarsi già completati nelle strutture essenziali;
     considerato che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con circolare interpretativa del del 07.08.2003 n.4174 a chiarimento dei lavori di ristrutturazione edilizia includendo negli stessi anche i maggiori interventi di demolizione e ricostruzione afferma che “…per gli interventi di demolizione e ricostruzione inclusi nella ristrutturazione non può trovare applicazione quella parte della normativa vigente che detta prescrizioni per quanto riguarda gli indici di edificabilità ed ogni ulteriore parametro di carattere quantitativo (altezze, distanze, distacchi, inclinate, ecc.) riferibile alle nuove costruzioni. Ciò in quanto il relativo rispetto potrebbe risultare inconciliabile con la demolizione e ricostruzione intesa come operazione da effettuarsi con la sola osservanza della sagoma e della volumetria preesistenti…”. La stessa riporta anche una brevissima trattazione dello jus superveniens. Orbene in materia di violazione delle norme dettate per il rispetto delle distanze legali, lo “Jus superveniens” che contenga prescrizioni più restrittive, non incontra la limitazione dei diritti quesiti e non trova applicazione per le costruzioni che al momento della sua entrata in vigore possono considerarsi già sorte per l’attuale realizzazione delle strutture organiche
     accertato che la struttura esistente, realizzata secondo la regolare Concessione Edilizia n. 75 del 05.05.1984, nelle sue forme, dimensioni, distacchi dai confini interni e dagli altri corpi di fabbrica circostanti è una costruzione, secondo la definizione data a titolo esemplificativo e non esautivo nella sentenza della Corte di Cassazione, Sez II, del 20.07.2011 n.15972, sulla quale possono essere effettuate opere che rientrano nella definizione di ristrutturazione edilizia;
     accertato che le N.T.A. del vigente P.R.G. del Comune di Lariano consentono interventi di ristrutturazione edilizia con attuazione diretta nell’area ove si trova edificata la struttura in oggetto;
    si rileva e si comunica la non sussistenza di alcun motivo ostativo al rilascio del richiesto Titolo edilizio per la ristrutturazione edilizia dell’edificio sito in Via Roma 145, distinto in catasto al Foglio 18 mapp. 2624, realizzato nelle strutture principali in c.a. mediante Concessione Edilizia n.75 del 05.05.1984 (P.E. n.1822).

    • Avv. Renato D'Isa 20 giugno 2012 at 17:59 - Reply

      Egr. Sig. Stefano,
      mi perdoni ma visto la complessità della Sua richiesta, gradirei avere una corrispondenza privata.

      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  53. Ernesto 15 giugno 2012 at 16:04 - Reply

    Gentilissimo Avvocato,
    mi chiamo Ernesto, esercito la professione di Ingegnere.
    Ho un dubbio da porLe, ho presentato in comune un accertamento di conformità art. 36 DPR 380, riguardante una tettoia abusiva realizzata qualche anno fa. Tale tettoia presenta dei pilastri a 10 cm dal confine, ma il mio cliente ha ottenuto l’autorizzazione dal vicino per poterla istallare. Il mio problema è invece che tali pilastri si trovano a 7 m dalla parete finestrata del palazzo antistante. Il mio cliente, visto che le distanze da c.c.,credo, siano di 10 m, rischia di doverla demolire? Ed io da tecnico, che tali distanze le ho asseverate nel progetto in sanatoria cosa rischio?

    La ringrazio anticipatamente

    • Avv. Renato D'Isa 20 giugno 2012 at 17:46 - Reply

      Gent.le Ingegnere,
      non riesco ad intendere bene il Suo quesito,
      di certo, una Sua responsabilità professionale potrebb essere riscontrata, ma prima di darle una risposta del genere, vorrei leggere la domanda ed avere contezza degli strumenti urbanistici.
      Le ricordo, ma certo della Sua competenza, che gli accordi tra privati derogano sulle distanze previste dal c.c., quindi dovrei leggere anche tale autorizzazione del vicino.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  54. Luca 2 giugno 2012 at 10:16 - Reply

    Gentilissimo avvocato, buongiono, mi chiamo Luca e avrei un bubbio da sottoporLe..
    Il mio vicino ha un box, condonato da più di vent’anni, realizzato sul confine con un’altezza inferiore a metri tre (per precisione metri 2.50). Il tecnico comunale dice che se desidero realizzare una nuova costruzione devo stare a metri dieci da tale costruzione,(prescrizione che mi preclude qualsiasi edificazione viste le dimensioni ridotte del mio lotto di terreno). Ora, a mio pèarere. io potrei comunque realizzare una nuova costruzione a metri cinque dal box del vìcino (cinque metri è la distanza minima da n.t.a.di p.r.g.) senza vedute ma con solo luci, ma (ecco il mio dubbio) se la Legge mi consente di realizzare una costruzione a metri cinque dal muro di confine, il quale può essere alto sino a metri tre, perchè dovrei stare a dieci metri da un muro di un box costruito sul confine alto meno di tre metri ? Nella speranza di essere stato abbastanza chiaro e nell’attesa di un Suo gradito riscontro Le porgo Distinti Saluti L.R. P.S. Complimenti per sue consulenze, le migliori che io abbia mai letto.

    • Avv. Renato D'Isa 5 giugno 2012 at 18:30 - Reply

      Gent.le Sig. Luca,
      in senso genarale la ratio delle distanze le ho specificate nel mio scritto, poi in particolare dovrei leggere il prg del Suo comune per cercare eventualmente ulteriori ragioni.
      Credo che valga comunque il sistema della prevenzione.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  55. Davide 30 maggio 2012 at 18:45 - Reply

    Gentilissimo Avvocato,

    volevo porle questo quesito. Sono proprietario di un appartamento con annesso un giardino di proprietà privata nel consteso di un condominio. Questo giardino confina su un lato con il vicino di casa dello stesso stabile e poi con il parcheggio di un altro palazzo e con un appezzamento di terreno. Ho presentato la DIA al Comune, per realizzare in questo giardino una pergotenda, struttura in alluminio con copertura interamente retrattile in PVC.

    Volevo chiederle: tale struttura deve rispettare le distanze sia con l’inquilino affianco che con l’inquilino di sopra, nonostante la pergotenda sia con copertura non fissa e poggia sul pavimento con delle viterie (quindi smontabile)?

    La ringrazio per la risposta.

    • Avv. Renato D'Isa 5 giugno 2012 at 18:05 - Reply

      Egr. Sig. Davide,
      la risposta già l’ha data Lei con la descrizione della pergotenda, ovvero essendo una strttura temporanea non dovrebbe attenersi alle distanze.
      Ma come sempre non posso dare certezza ad una mia risposta se non prima aver visto i luoghi.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  56. arch. Marco P 29 maggio 2012 at 11:18 - Reply

    prima di tutto, complimenti per il sito e la sua disponibilita e professionalità!
    poi vorrei chiedere come viene considerato per quanto riguarda l’art 873 del codice civile, un terrazzo a sbalzo. nel mio caso sto operando su un immobile che fa parte di una serie di vecchie case a schiera e quindi completamente confinanti. il mio cliente vorrebbe fare un piccolo terrazzino esattamente come lui, ma all’ufficio tecnico mi hanno detto che non posso fare questo terrazzo ad una distanza inferiore di tre metri dal terrazzo del confinante. in tutta la via non esiste terrazzo su queste ville a schiera che sia a piu di 2 metri. quasi tutti si sono attenuti alla semplice distanza di 75 cm dal confine per non creare diretto affaccio.
    è possibile che per quanto riguarda gli sbalzi sia cambiata la legge ultimamente?
    ho bisogno di approfondimenti. il problema lo risolverei anche con gli atti di assenso dei due vicini, ma la situazione non mi convince piu di tanto.
    grazie in anticipo, cordiali saluti

    • Avv. Renato D'Isa 5 giugno 2012 at 17:58 - Reply

      Egr. Architetto,
      gradirei avre un prospetto dei luoghi, nonchè il diniego dell’ufficio tecnico ed un reportage fotografico prima di darle un consiglio.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  57. Francesco 17 maggio 2012 at 20:11 - Reply

    Egr. Avvocato,
    la ringrazio per questo utilissimo e completo articolo sulle distanze tra le costruzioni, ma ho una domanda molto precisa, nel caso di una costruzione in aderenza e rispetto della legge antisismica, minimi 2 cm di distacco (Sardegna), chi realizza l opera per ultimo può realizzare la muratura in aderenza con un solo mattone o deve realizzarla come le altre tre facciate (a contatto con l esterno)? Francesco

    • Avv. Renato D'Isa 23 maggio 2012 at 13:42 - Reply

      Egr. Sig. Francesco
      mi perdoni ma non ho ben inteso il Suo quesito.
      Avrei bisogno di qualche rilievo fotografico.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

    • Giuseppe 1 marzo 2013 at 15:26 - Reply

      Egr. Avvocato, sono proprietario di un fabbricato con struttura portante a cui in aderenza ne hanno costruito un’altro. Il vicino lo ha realizzato con 3 cm di sughero in aderenza e un forato di 8 cm, mentre le pareti con l’esterno le ha realizzate con un forato da 30 cm. Le chiedo se può costruire un muro di spessore così esiguo, dal momento che vi sarà impiantato un laboratorio di analisi clinico mediche. Grazie

      • Avv. Renato D'Isa 1 marzo 2013 at 19:32 - Reply

        Egr. Sig. Giuseppe,
        bisognerebbe leggere lo strumento urbanistico vigente della Sua zona per capire le giuste modalità di realizzazione di un muro in aderenza e le norme tecniche/sanitarie per un laborotario di analisi.
        Logicamente qualora ci siano delle violazioni (La cassazione afferma che le costruzioni comunque devono avere una piena autonomia statica e funzionale) Lei avrà la possibilità di agire in danno del Suo vicino.
        Ad esempio, per la S.C. deve qualificarsi costruzione in appoggio, e non in aderenza, quella che, sebbene strutturalmente indipendente dal fabbricato del vicino, abbia un muro perimetrale il cui peso sia scaricato sulle fondazioni del muro di tale fabbricato e che, per l’esiguità dello spessore (nella specie: otto centimetri), assolva le funzioni di isolamento e di solidità statica proprie di un muro perimetrale non da solo, ma sfruttando detto muro preesistente, sicché si determini la situazione tipica della costruzione in appoggio. — Cass. 12-12-80, n. 6403.

        Le ricordo inoltre di inviarmi a mezzo e-mail tutta la documentazione necessaria qualora desideri maggiori delucidazioni.
        Le ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e La invito a prenderne visione.
        La ringrazio per la fiducia riposta.
        Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
        Cordiali saluti.

  58. tavano maurizio 14 maggio 2012 at 12:10 - Reply

    Egr. avvocato ho chiesto a tanti tecnici un quisito ma non hanno saputo darmi una risposta certa, forse lei potrà aiutarmi, la ringrazio anticipatamente. alllora domanda:
    in un terreno agricolo, voglio fare aderente al confine (però nella mia proprietà) un muro di recinzione, quanta è l’altezza che lo posso fare per legge? posso fare questo muro se per circa dieci metri il vicino ha delle baracche in blocchi di cemento costruiti parecchi anni fà, con delle finestre che sboccano nella mia proprietà che non risultano in nessun documento o catasto della esistenza di queste baracche e che non sono mai stati condonati,o dichiarati? essendo stata una donazione dei nostri genitori e non parla di baracche ma solo di terreno sulla donazione. grazie della sua risposta.

    • Avv. Renato D'Isa 23 maggio 2012 at 13:33 - Reply

      Egr. Sig. Maurizio
      mi perdoni ma non ho inteso nbene il tenore della seconda domanda;
      Riguardo alla prima,dovrebbe vedere cosa prevede lo strumento urbanistico vigente, ma in realtà un’altezza a rigor di codice non è prevista. Un limite è dettato dal fatto di non ledere una servitù di veduta o di luce al vicino.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  59. Luca 12 maggio 2012 at 13:12 - Reply

    Egregio Avvocato ringraziandola anticipatamente per la creazione di questo sito e per le Sue risposte esaustive, è mia intenzione porLe un problema che sto riscontrando con l’immobile da me acquistato, che vorrei ristrutturare ed ampliare grazie al piano casa R. Lazio.

    Descrizione immobile : villino unico livello con concessone in sanatoria, lo stesso per un lato è aderente ad un altro fabbricato del vicino ( sempre ad unico livello). Quindi vi sono due muri uno nella mia proprietà ed uno nella proprietà del vicino, ma non hanno spazio tra loro , sono praticamente appiccicati.
    Ora ,Verificato che il Piano Casa R. Lazio permette la sopraelevazione, dopo aver adeguato sismicamente l’ edificio, aver visto che le pareti finestrate degli edifici limitrofi sono a più di 10m. aver costatato che le palazzine limitrofe sono tutte più alte del mio immobile.

    Posso in base all’ Art. 877 C.C. sopraelevare in aderenza con il confine del vicino ovviamente caricando la struttura sul mio muro ?
    Devo chiedergli il Nullaosta ?
    Posso farlo anche se le Norme Tecniche di Attuazione ( Prg Roma – zona Città da Ristrutturare ) prevedono per le Nuove Edificazioni le distanze di 5 m dal confine senza menzionare l’aderenza?

    La prego di illuminare il mio cammino visto che purtroppo a volte nei vari Comuni si trovano persone millantatrici di conoscenze che poi puntualmente non hanno, e che inconsciamente provocano reazioni a catena nelle vite altrui.

    Ringraziandola nuovamente porgo distinti saluti.

    • Avv. Renato D'Isa 17 maggio 2012 at 19:48 - Reply

      Egr. Sig Luca,
      tendenzialmente potrei darle un parere positivo.
      Riguardo alla comunicazione, per quieto vivere, Le consiglio di farla, ma per essere maggiormente esausistivo gradirei avere un quadro fotografico dei luoghi.
      L’aderenza è valevole anche per la soprelevazione, almeno che non si creino vedute o luci o si limiti un diritto di veduta acquisito ed a tal punto bisognerebbe rispettare le distanze previste dal codice civile.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

      • Luca 12 luglio 2012 at 11:59 - Reply

        La ringrazio per la risposta…mi perdoni Le vorrei chiedere, considerato che l’edificio ad oggi….
        Rispetta il 1444 D.M. del 68 ( 10 m dalle pareti finestrate ) e le N.T.A. che si rifanno al 1444.
        Rispetta il regolamento comunale di roma che nelle distanze prevede l’aderenza come alternativa ai 5 m.
        Considerando che il piano casa prevede la sopraelevazione e che va in deroga a tutti i strumenti urbanistici tranne che al C.C.
        Il mio problema ad oggi è che il vicino ( in aderenza ) non è intenzionato al rilascio del nullaosta.
        Mi chiedo; Se io ho il diritto concessomi dal 877 cc, è necessario che io abbia il nullaosta del vicino ….. è indispensabile??…..anche perche non capisco quale diritto vado a ledere nei suoi confronti, visto che rispetto il 1444 d.m.
        Se dovessi avere problemi, Lei dove riceve?
        Rangraziandolo nuiovamente per le ulteriori delucidazioni, porgo distinti saluti.

        • Avv. Renato D'Isa 23 luglio 2012 at 20:32 - Reply

          Egr. sig. Luca,
          preliminarmente Le significo che ricevo a Napoli, Salerno e Sorrento (gli indirizzi li trova all’interno del sito),
          in merito al Suo quesito, in realtà non ho inteso bene il problema, che costruzione deve effettuare?? Gradirei ricevere un progetto o un reportage fotografico.
          Parla di avanzamento o di sopralevezione, perchè se già rispetta l’edificio le distanze dei 10 mt, con la sopraelevazione non avrebbe problemi ottenuto il necessario permesso, discorso diverso per quanto riguarda l’avanzamento della struttura esistente.
          Le ho inviato una e-amil all’indirizzo di posta da Lei utilizzato e la invito a leggerla.
          La ringrazio per la fiducia riposta.
          Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (@AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
          Cordiali saluti.

  60. Vincenzo INSERRA da Enna 6 maggio 2012 at 00:49 - Reply

    Buonasera Avvocato, sono Vincenzo Inserra da Enna, le volevo porre un quesito poiché sono parte civile costituita in un procedimento penale per falso ideologico nei confronti del Tecnico progettista che ha presentato una richiesta di C.E. in sanatoria ex art. 13 L. 47/85 e del tecnico comunale perché ha espresso parere favorevole al rilascio della stessa.
    Capo imputazione (progettista) ……rappresentava in maniera conforme a quanto previsto nella C.E. ma nettamente difforme dalla reale situazione dei luoghi etc.;
    Capo imputazione (tecnico comunale) ….ometteva di rilevare le numerose ed evidenti difformità del fabbricato rispetto al progetto approvato …….con riferimento alla distanza minima dal ciglio della strada, alle distanze tra fabbricati etc.
    La domanda è questa: può un comune rilasciare una sanatoria ex art. 13 L. 47/85 se un immobile ricadente in zona omogenea C/1 (piano di lottizzazione che prevede una distanza minima di ml. 10 tra fabbricati e pareti finestrate) è stato costruito a ml. 4,89 dal confine. Aggiunti ai 5,00 ml. che intercorrono dal fabbricato prospiciente al confine si ottiene complessivamente ml. 9,89 invece che 10 come previsto.
    VOGLIO SPECIFICARE CHE LA SANATORIA RICHIESTA DAL MIO CONFINANTE RIGUARDA ANCHE ALTRE DIFFORMITA’ . LA MIA DOMANDA E’ RELATIVA ALLA COSI’ DETTA DOPPIA CONFORMITA’, PER CUI SE GIA’ NON HA RISPETTATO LE DISTANZE LEGALI TRA FABBRICATI PUO SANARE ALTRE DIFFORMITA’?
    Spero di essere stato chiaro, grazie anticipatamente del suo prezioso parere. Vincenzo INSERRA

  61. emanuele brigiolini geometra 27 aprile 2012 at 17:41 - Reply

    Forse e’ troppo complesso e difficile il mio quesito o forse è stato esposto in maniera poco chiara. Grazie comunque per il bellissimo sito e per il servizio che rende facendosi chiaramente una buona e meritata pubblicità.
    Complimenti vista la Sua giovane età ed auguri per la carriera.
    emanuele brigiolini

  62. Eliana 14 aprile 2012 at 17:03 - Reply

    Egregio avvocato D’Isa,
    più che un commento, avrei un quesito da porLe.
    Sono comproprietaria di uno stabile, composto da due corpi di fabbrica uniti tra loro. Uno di questi due corpi di fabbrica è stato costruito sul confine di una via pubblica.
    Oggi, il proprietario dello stabile che come il mio è costruito sul confine della medesima via pubblica, mi riferisce che vorrebbe ristrutturare, ampliare ed elevare il proprio stabile, seguendo la linea del corpo di fabbrica.
    In particolare ci chiede di stipulare una convenzione , che permetta a lui ed a noi di ristrutturare, ampliare ed elevare i rispettivi stabili – anche in tempi diversi (a noi attualmente non interessa in quanto stiamo vendendo) – senza, a suo dire, il rispetto delle distanze legali, proprio in quanto gli edifici in questione sono costruiti sul confinte di una strada pubblica (ed in proposito cita una sentenza della Corte di Cassazione del 1972).
    Ad un nostro primo rifiuto, ci scrive un architetto il quale afferma che la rinuncia a tale accordo ci preclude di fatto la possibilità di soprelevare il nostro stabile (possibile sia con indice di Pgt sia con possibile predisposizione di Programma Integrato Intervento).
    Ma come è possibile che una convenzione tra le parti, possa precludere una possibilità che ci verrebbe comunque accordata dall’Ufficio Tecnico del Comune di competenza?
    Ed una tale convenzione che valore può avere nei confronti dei nostri eventuali acquirenti?
    Saluti
    Eliana Viganò

  63. Domenico Cavone 10 aprile 2012 at 13:31 - Reply

    Egregio avvocato D’Isa,
    sono proprietario di una minicasa per le vacanze estive sita in un complesso condominiale costituito da casette a schiera spalla a spalla distribuite al piano terra e al primo piano. La mia casetta e quella del mio vicino di spalla non avevano in origine il primo piano, perciò,
    essendo proprietari del lastrico solare, nell’anno 1999 io e l’altro proprietario abbiamo chiesto ed ottenuto regolare concessione edilizia al Comune per la sopraelevazione. Nel luglio del 2000 realizzai contemporaneamente ed in unica soluzione con l’altro proprietario l’opera prevista dal progetto presentato.
    Nel 2006, dopo alcune lamentele verbali e tentativi di coinvolgere anche il Condominio, il proprietario dell’appartamento adiacente al primo piano mi inviò raccomandata nella quale mi si contestava un abuso per violazione delle distanze e danni dovuti all’alterazione dell’aerazione dei muri e dell’isolamento acustico provocati al suo appartamento.
    Messomi in contatto per risolvere bonariamente la faccenda, mi veniva risposto che si sarebbe fatto sentire per un appuntamento con i suoi tecnici e sempre rimandato.
    Giorni fa ho ricevuto atto di citazione col quale il proprietario chiede l’abbattimento della sopraelevazione per violazione delle distanze tra edifici limitrofi, costruzione in appoggio, nonché risarcimento danni.
    Preciso che l’ossatura dell’intero complesso condominiale è realizzata con pilastri e travi in cemento armato. Il solaio di copertura della sopraelevazione è stato realizzato posizionando i travetti precompressi parallelamente al muro del vicino e facendolo combaciare con lo stesso muro, senza appoggio, in modo che il peso del solaio di copertura gravasse unicamente sui muri maestri dei nuovi vani, senza inficiare la staticità del muro del vicino.
    Le sarei grato se volesse esprimere un Suo parere sulla questione esposta e se mi consigliasse la linea di difesa da adottare.
    La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che vorrà cortesemente dare al mio problema e con l’occasione La saluto distintamente.
    Domenico Cavone

    • Avv. Renato D'Isa 16 aprile 2012 at 19:32 - Reply

      Egr. Sig. Domenico,
      prima di consigliarle una dovuta strategia dovrei leggere i titoli autorizzativi, il regolamento condominiale e l’atto di citazione nonchè avere contezza dello stato dei luoghi (anche attraverso reportage forografico).
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  64. Nello 3 aprile 2012 at 20:12 - Reply

    In zona di completamento, un fabbricato precario realizzato con bastoni di legno di vario genere e dimensioni, condonato, posto a distanza inferiore a quella indicata nel PRG e prevista dal Codice Civile, può essere demolito e ricostruito con variazione di sagoma e volumi e riposizionato sempre a distanza inferiore dai confini. (distanza dai confini uguale a quella indicata nel condono)

  65. giuliano 1 aprile 2012 at 14:36 - Reply

    Buongiorno Avvocato, malgrado la completezza degli argomenti non ho trovato al soluzione del mio caso: ho una casetta, in un paese, su due livelli, un piano terra ed un primo piano, dove insiste un terrazzino con legale affaccio sul giardino di un vicino, profondo circa 10 metri. Questo terrazzino confina a tergo con la mia abitazione, a destra con il muro di una casa alta circa 7 metri ed a sinistra con l’abitazione di un terzo proprietario il cui terrazzo risulta tre metri al di sopra del mio terrazzo. Orbene, chiesta la possibilità al comune di coprire con porticato mi sono sentito rispondere che “è un evidente aumento di volumetria”. Allora ho chiesto la possibilità di costruire un pergolato, mi è stato risposto che devo chiedere il permesso al vicino proprietario del giardino, che per propri motivi non acconsente a rilasciare.
    Informo che detto paese, per un evidente antico errore, risulta (malgrado il mio alloggio risulti in Zona Catastale B) essere tutto in zona rossa (PRPT) e quindi non è applicabile il piano casa della Regione Lazio. E’ possibile secondo Lei che non esista alcuna possibilità che io possa risolvere il problema?
    La ringrazio in anticipo per l’eventuale interessamento.
    Cicina.

    • Avv. Renato D'Isa 5 aprile 2012 at 18:02 - Reply

      Egr. sig. Giuliano,
      oltre alla “solita” contezza dello stato dei luoghi, dovrei leggere gli strumenti urbanistici, prima di lasciarle un opportuno consiglio.
      Bisogna capire che distanze sono previste e mi sembra di aver capito che c’è un problema di veduta in appiombo.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  66. norfolksquare 30 marzo 2012 at 14:44 - Reply

    Complimenti per la chiarezza e la completezza dell’articolo.
    Le pongo un quesito. In un’area residenziale sono presenti due ville costruite su due lotti contigui, pressoché identiche ma speculari, con regolare concessione. Ciascuna è dotata di piano seminterrato con rampa di accesso dal livello stradale. I due spazi di manovra a piano interrato sono divisi l’uno dall’altro da un muro di confine alto 5 metri. Uno dei due proprietari ha realizzato un ampliamento del piano seminterrato andando ad aderire al muro di confine che dunque, dal suo lato, risulta ora emergere per circa 2 metri rispetto alla copertura di tale ampliamento. L’altro proprietario vorrebbe ampliare a sia volta realizzando l’opera in aderenza, come il dirimpettaio. Tuttavia l’ufficio tecnico solleva una discriminante e cioè:”Il primo proprietario ha ampliato regolarmente o abusivamente? E nel secondo caso, ha poi condonato?”. Per cui le domando: in che modo la regolarità o meno della prima costruzione edificata in aderenza al muro di confine può influire sul diritto del secondo proprietario di edificare a sua volta? Aggiungo che il muro di confine è privo di finestre e aperture e che, qualora anche il secondo proprietario edificasse, al di sopra dei due ampliamenti il muro continuerebbe ad emergere per circa due metri (cioè i due ampliamenti non sono visibili dal piano terra di ciascuna delle due proprietà.
    Grazie.

    • Avv. Renato D'Isa 5 aprile 2012 at 17:58 - Reply

      Egr. Norfolksquare,
      il Suo è un caso alquanto complesso, almeno da ciò che leggo;
      dovrei avere contezza dello stato dei luoghi e degli strumenti urbanistici vigenti nonchè leggere tale comunicazione dell’ufficio tecnico, prima di darle un eventuale parere.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  67. ING. A. RUGGERI 26 marzo 2012 at 19:42 - Reply

    Stavo cercando dei chiarimenti e… li ho trovati, finalmente. GRAZIE. Devo approfondire determinate questioni, come avrò modo Le invierò una mail.
    Cordiali saluti.

  68. Romeo Focaccia 21 marzo 2012 at 17:02 - Reply

    Egr. Avvocato
    chiedo conforto alla sua conoscenza per una spiegazione legata al principio di sopraelevazione e distanze (legato al concetto di prevenzione)ovvero:
    Quando la norma consolida l’innalzamento in soprelevazione strettamente connesso all’incremento di VOLUME; quel termine volume è riferito ad una realtà geometrica o puramente realtà di conteggio urbanistico. (Nel mio comune i sottotetti con altezza media 1.50ml non fanno volume)
    Mi ritrovo a discutere per una costruzione mia confinante soprelevata, altresi in dismisura con reale danno, solo perche l’ufficio comunale ritiene tale volume non rientrante nei conteggi urbanistici, anche se di fatto geometricamente il nuovo tetto e timpano relativo sovrasta oltremodo la mia proprietà ombreggiandomi e diminuendo il valore del mio immobile. Ho motivo di laganza?
    grazie per il consiglio.

  69. Anonimo 20 marzo 2012 at 15:48 - Reply

    La ringrazio per la sua cortese disponibilità, desidero porle il seguente quesito ,che mi assilla alquanto.
    Con l’ultima sanatoria (fabbricati 1985-1993) ho ottenuto la sanatoria per un immobile residenziale che è stato costruito su un terreno agricolo (zona E1, distacco dal confine 10mt) e si estende fino al muro di confine con altezza max 2.90m (cucina rustica con tetto spiovente) il confinante è un terreno agricolo non costruito. Quando ho costruito avevamo convenuto verbalmente che lo stesso avrebbe fatto il confinate.
    A distanza di 19 anni dal termine della costruzione, il vicino mi chiede un indennizzo per manacato rispetto della distanza (nella sanatoria, indicata fine costruzione 1993).
    la costruzione è iniziata nel 1990 e conclusa nel 1993, e poi il P.R. prescrive solo la distanza dal confine, nulla indica circa la costruzione fino al limite estremo del confine.
    In attesa di un suo autorevole riscontro, porgo cordiali saluti

  70. Domenico 18 marzo 2012 at 16:59 - Reply

    Egr. Avv. D’Isa, mi chiamo Domenico, per la prima volta leggo delle risposte chiare e comprensibili e ne approfitto per porle il mio problema:
    il mio confinante ha eseguito, nel suo giardino, un innalzamento artificiale del terreno, portandolo a + mt. 1,30 circa ad 0,80 cm dal confine e realizzando dei muri di contenimento in cemento armato, modificando lo scolo naturale delle acque piovane e chiudendo un pozzetto di raccolta delle acque piovane.
    Questi muri sono stati alzati, come detto, ad 0,80 cm. dal mio confine, nonchè da un balcone e da due finestre esistenti, una delle quali parzialmente occlusa dal muro.
    Attualmente il confinante nell’impegnare l’innalzamento artificiale da lui creato, può guardarmi dentro casa e all’interno del mio fondo.
    Ancora, nell’eseguire i lavori ha effettuato sotto la mia finestra e balcone, uno scavo sulle fondamenta del fabbricato, ricavando una scala interrata in c.a. fino a – mt. 2,50, modificando il percorso di una condotta fognante condominiale esistente, allo scopo di aprire una porta sul suo locale seminterrato accessibile dall’interno del condominio.
    Ancora, ha ampliato tutte le finestre del suo appartamento sostituendo le tapparelle con delle persiane, modificando tutta l’architettonica sia del fabbricato che di quelli (uguali) nella zona.
    Le premetto che tutti questi lavori avvengono in una zona dove vige il vincolo storico di tutela ambientale in mancanza anche dell’autorizzazione del Genio Civile.
    Le vorrei chiedere se i lavori rispettano i confini stabiliti dal codice civile e se i muri di contenimento realizzati sono da considerari di costruzione e come tali tenuti al rispetto dei 5 mt previsti dal PRG.
    Per l’ufficio tecnico comunale i muri di contenimento, ripeto artificiali, realizzati non fanno distanza perchè inferiori ai 3 mt. di altezza, io non ne sono convinto.
    So che sta presentando un progetto in sanatoria dove, sul confine, intende realizzare un muro di cinta alto 3 mt attaccato al mio balcone, superandolo in altezza.
    Ho fatto presente al tecnico comunale che, secondo me, leggendo l’art. 878 del c.c., il muro di cinta può essere anche realizzato fino a 3 mt di altezza purchè al di la non esista un fabbricato.
    Io ho un balcone e due finestre esistenti, quindi penso che il confinante debba rispettare, per costruire il muro di cinta, i distacchi dal balcone di 3 mt e il mio diritto di veduta (fabbricato di quasi 50 anni), ma il funzionario comunale dice che può attaccarsi al balcone perchè è un muro di appoggio.
    Cosa ne pensa avvocato?
    Un’utima cosa, non me ne voglia, il mio balcone (all’origine circa 10 mq.), che si allunga sul confine però all’interno della mia proprietà (da sempre) venne ampliato (circa 28 mq.) dai miei genitori negli anni 1960 senza chiedere titolo autorizzatorio al comune.
    Nel 1979, ho trovato una fattura, venne ristrutturato così come è con una scala in cemento al posto di quella di ferro, per una superficie a corpo di 30 mq. più la scala.
    Nel 1992, attraverso una comunicazione protocollata al comune, un tecnico incaricato comunicava l’inizio dei lavori interni, art. 26 L.47/85, includendo anche il completamento della mattonatura del terrazzo, indicandolo, nell’elaborato grafico, così com’è adesso, sia nell’ante che post-operam e cioè un terrazzo di circa 28 mq.
    Nel 1997, a seguito di lavori esterni al fabbricato (rifacimento facciata), nell’appoggiare il ponteggio una parte di terrazzo veniva danneggiato.
    Dovendo rimettere la guaina, ho fatto demolire il piano di calpestio e ricostruito uguale a quello esistente.
    Il confinante, che è da 1 anno che abita lì, mi ha denunciato dicendo che ho ampliato il balcone nel 1997 senza concessione e ne chiede l’arretramento e il ripristino così come all’origine.
    Ho fatto presente al Comune dell’elaborato del tecnico del 1992, dotato sia di protocollo che del visto dell’ufficio tecnico, nonchè della dichiarazione di tutti i condomini che nel 1987, con protocollo del Comune, chiedevano allo stesso di essere autorizzati al rifacimento balconi ad esclusione di mia madre in quanto, scritto testualmente, ha un terrazzo con scala d’accesso all’orto.
    Il solerte funzionario mi ha detto che avvierà un procedimento d’ufficio e trasmetterà il presunto abuso edilizio alla Procura della Repubblica.
    Come posso difendermi?
    Se mi viene ordinato posso anche ripristinare il tutto ma solamente dopo che il confinante avrà fatto lo stesso.
    Grazie di cuore dell’attenzione, Domenico.

    • Avv. Renato D'Isa 21 marzo 2012 at 12:41 - Reply

      Egr. Sig. domenico,
      purtroppo data la complessità del Suo caso non posso lasciare il relativo parere se non prima di aver compiuto un dovuto approfondimento e capirà che tale attività sottrae del tempo (prezioso) al mio lavoro.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.
      Cordiali saluti.

  71. gianluca bellan 16 marzo 2012 at 16:46 - Reply

    Buon giorno avvocato complimenti per il sito…..avrei una domanda da porle: due fabbricati in aderenza , nei lavori di ristrutturazione il proprietario di uno dei due fabbricati ottiene di ampliare il proprio edificio e pagando la variazione al piano regolatore ottiene dal comune il permesso di sopraelevare la casa di 1,4 metri….il vicino gli fa causa per aver tagliato 17 cm di sporti e la gronda, ripristinadolo lo scarico della stessa, senza aver chiesto il permesso…quest’ultimo mentre l’impresa tagliavi gli sporti chiedeva alla stessa di ripstinargli la copertura…quindi non può fare finta di non sapere…lei cosa ne pensa?

  72. emanuele brigiolini 14 marzo 2012 at 16:36 - Reply

    Egregio avvocato,
    mi chiamo emanuele brigiolini e sono un tecnico operante in provincia di Ferrara e vorrei sottoporle un quesito relativo ad una particolarità del Regolamento Edilizio del Comune di Cento in cui prevalentemente opero.
    Lart. 12 che regola le distanze, quando parla di distanze tra edifici contempla tre fattispecie:
    a) distanza tra pareti non fiestrate mt.6,00
    b) distanza tra una parete finestrata ed una non finestrata mt. 8,00
    c) distanza tra pareti finestrate mt. 10,00
    Dopo vent’anni almeno che il Regolamento viene applicato e nel momento in cui si sono ormai formati mille casi di concessioni rilasciate con tali determinazioni, ora, il nuovo Dirigente intende applicare il disposto del DM del 68 andando quindi a mettere in crisi tutto cio’ che era stato già progettato ed avviato come percorso tra me professionista e clienti (parliamo di chi ha investito soldi per comprare casa, un lotto di terreno pensando di poter costruire in certe condizioni…) e quindi di punto in bianco si dovrà buttare lavoro, risorse, soldi., in ragione dell’illegittimità di un regolamento che però è tutt’ora vigente e fino a sei mesi fà nessuno aveva mai messo minimamente in discussione.
    Fermo restando il Suo parere nel merito, Le chiedo inoltre se, con una convenzione tra privati nella fattispecie che io costruisca rispettando il REC, si possa ovviare e superare questa non sovrapposizione tra norma comunale e sovraordinata statale.
    Sarei grato per una Sua risposta e avendo scoperto il Suo sito per puro caso mi congratulo con Lei per la professionalità e la disponibilità e l’impegno che mette a disposizione indistintamente.
    Saluti.
    Emanuele

  73. emanuele brigiolini geometra 13 marzo 2012 at 20:09 - Reply

    Buonasera Avvocato,
    Le chiedo se ha mai esaminato il caso in cui il Comune di riferimento sia dotato di un Regolamento Edilizio in vigore ed applicato da oltre vent’anni che prevede le seguenti diastanze per le nuove costruzioni:
    tra pareti non finestrate mt. 6
    tra una parete finestrata ed una non finestrata mt. 8
    tra due pareti finestrate mt. 10
    E’ chiaro e logico quanto stabilito dal DM del 1968 che stabilisce il limite inderogabile tra due pareti di cui una finestrata ml. 10, ma vorrei capire se la P.a. può di punto in bianco diniegare un permesso di costruire quando per così tanto tempo è stato applicato il regolamento edilizio tuttora vigente senza fare almeno un passaggio in consiglio comunale per rettificarlo.
    Mi trovo in questa situazione di tutela di un titolo abilitativo in fase di rilascio dove ho già ricevuto indicazioni dal nuovo dirigente sul fatto che difficilmente firmerà favorevolmente.
    Ci sono possibilità di appellarsi al fatto che il R.E. vigente abbia comunque efficacia?
    La convenzione con il vicino potrebbe risolvere la questione in fattispecie?
    Il mio caso è una parete cieca nei confronti di una preesistente finestrata posta a ml. 8 in conformità al REC ed in più in variante essenziale ad un PDC già rilasciato con queste condizioni nelo 2011 (da altro dirigente..)
    grazie

  74. elio 12 marzo 2012 at 18:49 - Reply

    ringrazio anticipatamente per questo servizio,chiedo semplicemente un indicazione sul mio caso di discordia tra vicinato: si tratta di abitazione bifamiliare divisa da basso muretto di cinta con rete metallica,ora posteriormente all abitaz ho messo 1 rete verde alta 2.5 metri che il mio vicino definisce antiestetica e vuole farla rimuovere. ho letto le disposizioni relatiove a 1 simil rete da tennis e quindi presuppongo di non essere in torto.mi risponde cortesemente in merito.distinti saluti.

  75. Francesca 12 marzo 2012 at 11:04 - Reply

    Gentile avvocato
    le pongo una questione inerente l’applicabilità delle norme che consentono la costruzione in appoggio su un muro perimetrale di fabbricato risalente agli inizi del ‘900.
    Su una porzione laterale della facciata di detto edificio antico, su cui però non vi sono nè luci e nè vedute, illo tempore è stata creata una piattaforma sopraelevata tipo verandina su suolo privato appartenenete ad altro proprietario confinante.
    Per delimitare detta verandina è stato costruito un muretto alto circa 80 cm che appoggia lateralmente sulla facciata dell’edificio antico.
    Salvo il problema dell’usucapione di eventuali diritti acquisiti col decorso del tempo da parte del proprietario dello spazio che è stato delimitato è possibile chiedere la rimozione di quel muro in quanto lesivo del decoro architettonico e certamente abusivo oltre che poggiato su muro perimetrale di fabbricato di altra proprietà?

  76. Tommaso 4 marzo 2012 at 21:34 - Reply

    Grazie,

    avete chiarito diversi dubbi.

    Grazie

  77. Giuseppe Ministeri 4 marzo 2012 at 09:28 - Reply

    Caro Avvocato

    a proposito di comodato d’uso di cui ampiamente Lei ha rappresentato.
    Domanda:questo tipo di “contratto” è applicabile solamente tra parente ovvero lo si può estendere anche ad amici sempre in forma gratuita per la stretta durata di alcuni mesi prestabiliti,grazie della sua cortesia
    Giuseppe Ministeri

  78. Giuseppe Ministeri 4 marzo 2012 at 08:42 - Reply

    Egregio Avvocato,avevo chiesto un suo autorevole parere a conforto di quanto le esporrò appresso.
    (credo che no sia stato trasmesso per mio errore,non ho dimestichezza con questi aggeggi).
    Le chiedevo a riguardo di una caldaia per la produzione di calore da riscaldamento e acqua calda,che l’inquilino a me sottostante, ha fatto istallare a parete esterna le cui evacuazione dei fumi vengono dispersi nell’atmosfera liberamente e non attraverso un condotto. Precedentemente ubicata dentro,immetteva i fumi in una canna condominiale con scaricIno sul tetto.Succede che la medesima,evacuando copiose condense nelle giornate fredde,mi costringe a non potere godere in pieno la mia proprietà per il fatto che il vento, le sospinge verso i miei balconi e le mie finestre superando il ballatoio.Alle mie rimostranze ha risposto che ha fatto tutto in regola,e che le esalazioni “le devo condividere con l’inquilino del suo stesso piano”.
    Premetto che non ha chiesto,come avrebbe dovuto,l’autorizzazione al condomini,le chiedo se è giusto che mi debba sopportare quanto esposto.
    Ho informato Sindaco,Vigili Urbani,Amministratore.
    Mi aspetto un suo gradito riscontro,grazie.
    Giuseppe Ministeri

  79. giovanni 28 febbraio 2012 at 17:08 - Reply

    Avvocato buon giorno, abito in provincia di Verona,con il nuovo piano casa della Regione Veneto posso sopraelevare la mia abitazione che si trova in centro storico. Da un lato confino con dei giardini pubblici di proprietà comunale a distanza inferiore ai 5 mt. senza fabbricati. Le N.T.A. attuali prevedono 5 mt. la distanza fra i fabbricati. Volevo gentilmente chiedere, per la sopraelevazione, trattandosi di Amministrazione Comunale sono obbligato a chiedere il parere del confinante; ed in caso positivo quale organo è competenze a rilasciare il parere (delibera di giunta o di Consiglio Comunale).
    O semplicemente sopraelevando in forza della Legge Regionale art. 2 non sono obbligato a chiedere il parere ?

    • Avv. Renato D'Isa 2 marzo 2012 at 18:05 - Reply

      Egr. Sig. Giovanni
      comunque Lei ha la necessità di una concessione edilizia e quindi d’interpellare il Comune, e del resto qualora la sopraelevazione dovesse ledere i diritti altrui (distanze e/o veduta) potrebbe eventualmente un giorno subire un’azione di ripristino dello stato dei luoghi.
      Non mi stancherò mai di scrivere che ogni mia risposta è sempre parziale perchè necessito della lettura degli strumenti urbanistici e di una visione dello stato dei luoghi.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.

  80. carlo 24 febbraio 2012 at 22:38 - Reply

    stiamo eseguendo una ristrutturazione a Roma con demolizione e ricostruzione con un piccolo ampliamento (piano casa) e aumento della volumetria dovuto ad innalzamento della pendenza del tetto che è stato portatato in piano creando un terrazzo a L di cui una parte è a giardino pensile. La casa è situata in aderenza tra altre due,una bassa e un’altra alta. Il terrazzo confina: un lato con strada ,un’altro con il giardino della casa bassa a mt 3 dal confine,altro lato a mt 6 affaccio frontale verso strada e laterale verso casa bassa a circa un metro dalla sua finestra, altro con affaccio in aderenza a lastrico solare della stessa casa.Il confinante non vuole che costruiamo i parapetti per evitare l’affaccio sulla sua proprietà e vuole far bloccare i lavori.Lo può fare? Il progetto è passato senza nessuna obbiezione

    spero di essere stato chiaro Distinti Saluti Carlo

    • Avv. Renato D'Isa 28 febbraio 2012 at 18:30 - Reply

      Egr. Sig. Carlo,
      dalla Sua descrizione credo che il vicino possa avanzare tale diritto, al fine di evitare che lei possa acquisire un diritto di servitù di veduta, non avendolo mai esercitato in questi anni.
      Ma pur non volendo sempre ripetermi, per un grado di certezza gradirei leggere il progetto approvato ed avere contezza dello stato dei luoghi anche attraverso un reportage fotografico.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.

  81. antonia coccia 24 febbraio 2012 at 17:48 - Reply

    sono proprietaria di una villetta confinante con altra villetta. Le due proprietà, sono state costruite circa 40 anni fa, e sono separate da un muro comune alto poco più di 2 metri.
    recentmente questa villetta è stata acquista da un’altra persona, la quale questa settimana, , senza neppure chiedermi il permesso ha apposto sul muro comune dei paletti in ferro alti più di un metro su cui ha legato delle cannucce, talché adesso l’altezza di tale muro comune non è più di due metri ma oltre tre metri ed ha altresì causato delle crepe al muro stesso rendendolo pericolante. Inoltre con l’elevazione dell’altezza del muro la mia abitazione risulta priva di luce e dove prima d’estate c’era il sole ora ci saà sempre ombra.
    Posso pretendere che il mio nuovo vicino tolga questa brutta palizzata di cannucce e ripristini lo status quo ante? Grazie

    • Avv. Renato D'Isa 28 febbraio 2012 at 18:20 - Reply

      Gent.le Sig. Antonia,
      consiglierei in tal caso di avere prima un approccio de visu con il vicino “invadente”, cercando con i giusti modi di addivenire ad un accordo, successivamente qualora non avrà successo contatti il Suo legale o il sott.tto per comunicare al medesimo vicino che nel caso non sia ripristinato lo stato dei luoghi sarà costretta ad adire le vie legali.
      E’ nel Suo pieno diritto.
      Ma per un grado di certezza, come sempre, gradirei avere un reportage fotografico dello stato dei luoghi.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornata.

  82. Nino Giovanetti 20 febbraio 2012 at 18:39 - Reply

    Buonasera Avvocato D’Isa,
    confinante con la mia proprietà esiste da decenni un distributore di carburanti con tre pompe di benzine e gasolio. La proprietà dell’area sulla quale insiste il distributore viene autorizzata dal Comune (con atto 13.03.2002) ad un potenziamento dell’impianto .Nella sostituzione dei vecchi serbatoi della benzina aggiungono un serbatoi per gasolio che è collocatoi a meno di tre metri dalla mia proprietà ; addirittura una colonna distributtrice è a circa 1 mt. dalle vetrate del mio ufficio confinante.Lo scorso marzo 2011 ottengono l’autorizzazione per l’erogazione 24 ore in automatico. Tutta l’area del distributore è sottostante ad una albergo anch’esso di mia propietà. Come potrà capire sono un pò preoccupato. La domanda è: i serbatoi di benzina e gasolio interrati devono rispettare una distanza certa o no?
    La ringrazio se vorrà rispondermi. Con i migliori saluti.
    Nino Giovanetti

    • Avv. Renato D'Isa 22 febbraio 2012 at 18:01 - Reply

      Egr. Sig. Giovanetti,

      “Costruzione”, ai fini della disciplina dettata dall’art. 873, è un concetto che non si esaurisce nella dicotomia di “edificio – fabbricato” o di struttura realizzata con muri di cemento o laterizi, ma, come ha chiarito la giurisprudenza, si estende a qualsiasi opera stabilmente infissa al suolo.
      Ritemgo, pertanto, che anche tale serbatoio rientra nella categoria di cui sopra.
      Ma per un grado di certezza gradirei avere un reportage fotografico dello stato dei luoghi ed eventualmente l’autorizzazione Comunale.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.

  83. Elena 18 febbraio 2012 at 16:01 - Reply

    Egr. Avv. D’Isa,
    vista la sua competenza in materia di distanze e convenzioni vorrei porle una domanda.
    Ho da poco ritirato il permesso per costruire su di un terreno agricolo per una costruzione agricola, in quanto sono imprenditore agricolo.
    Questo terreno nel corso dell’anno diventerà edificabile, compreso quello del mio vicino.
    Il vicino non posside le distanze necessarie per poter a sua volta costrire; un mio “amico” architetto dice che dal moemento in cui il terreno diventa edificabile, io sono costretta a fare una convenzione con il vicino, in quanto sono obbligata a dare anche a lui la possibilità di costruire, visto che anche il suo terreno diventerà fabbricabile.
    Volevo cortesemente chiederle se tutto ciò è vero e se esiste in merito una legge.
    La ringrazio anticipatamente e le porgo distinti salut.
    Elena

    • Avv. Renato D'Isa 22 febbraio 2012 at 17:47 - Reply

      Gent.le Sig.ra Elena

      In materia di costruzioni sul confine, vige il sistema della prevenzione, che si ispira al principio della prevenzione temporale ricavabile dal combinato disposto degli artt. 873, 874, 875 e 877 c.c., secondo il quale il proprietario che costruisce per primo determina[9], in concreto, le distanze da osservare per le altre costruzioni da edificare sui fondi vicini.

      In altre parole chi effettua l’opera per primo su di un fondo contiguo ad un altro ha questa descritta triplice facoltà alternativa, ovvero:

      1) costruire sul confine:

      – di conseguenza il vicino potrà costruire in aderenza o in appoggio (pagando per tale evenienza, ai sensi dell’art. 874, la metà del valore del muro);

      2) costruire con distacco dal confine: e cioè alla distanza di un metro e mezzo dallo stesso o a quella maggiore stabilita dai regolamenti locali;

      – in tal caso il vicino si vedrà costretto a costruire alla distanza stabilita dal codice civile o dagli strumenti urbanistici locali;

      3) costruire con distacco dal confine ad una distanza inferiore alla metà di quella totale prescritta per le costruzioni su fondi finitimi salvo il diritto del vicino, che costruisca successivamente, di avanzare la propria fabbrica fino a quella preesistente, pagando il valore del suolo;

      – in tal caso, il vicino potrà costruire in appoggio, domandando la comunione del muro che non si trova sul confine (ed in tale ipotesi deve pagare, ai sensi dell’art. 875 c.c., la metà del valore del muro) oppure in aderenza.

      La disposizione dell’art. 875 c.c. in esame subordina, dunque, l’acquisto della comunione al mancato esercizio da parte del proprietario del diritto di estendere il muro sino al confine.

      A tal fine, il proprietario del fondo contiguo dovrà preventivamente interpellare il proprietario del muro per sapere se intende estendere il muro al confine, procedere alla sua demolizione o arretrarlo alla distanza legale onde consentirgli di sottrarlo alla comunione.

      La mancata risposta dell’interpellato e, quindi, il suo silenzio assenso (per usare un’analogia con il procedimento amministrativo), equivarrà al mancato esercizio del potere di ostacolare la comunione forzosa (indotta) e secondo la dottrina, qualora trascorso il termine, il proprietario iniziasse a demolire il muro, tale attività sarebbe illegittima e comunque inidonea ad impedire l’acquisto della comunione.

      Secondo poi la Suprema Corte affinché si verifichi l’ipotesi di costruzione in aderenza, fattispecie prevista dall’art. 877 c.c., è necessario che la nuova opera e quella preesistente combacino perfettamente da uno dei lati, in modo che non rimanga tra i due muri, nemmeno per un breve tratto o ad intervalli, uno spazio vuoto, ancorché totalmente chiuso, che lasci scoperte, sia pure in parte, le relative facciate. (Nella specie la S.C., nel cassare la decisione della corte di merito che aveva ritenuto colmabili le intercapedini esistenti tra gli edifici delle parti, ha escluso che le dimensioni delle medesime – che presentavano distacchi da un minimo di 20 ad un massimo di 88 cm. – consentissero di applicare il principio giurisprudenziale che estende il concetto di costruzione in aderenza a quelle costruzioni, le cui pareti presentano intercapedini di minime dimensioni)[11].

      Il diritto di prevenzione, riconosciuto a chi per primo edifica, si esaurisce con il completamento, dal punto di vista strutturale e funzionale, della costruzione.

      Esso, pertanto, non può giovare automaticamente per un successivo manufatto, ancorché accessorio ad una preesistente costruzione, se il giudice del merito ne accerta le caratteristiche di costruzione in senso tecnico-giuridico[12].

      Qualora la priorità nel tempo della costruzione non emerga dallo stato dei luoghi o delle cose, l’onere della prova di aver costruito per primo grava su colui che chiede l’arretramento del fabbricato altrui, sul presupposto della preesistenza della propria costruzione[13].

      La prevenzione non opera quando gli strumenti urbanistici locali prevedono una distanza minima dal confine.
      Pertanto tale consiglio è soltanto parziale perchè avrei la necessità di leggere gli strumenti urbanistici.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornata.

  84. Letizia 16 febbraio 2012 at 12:07 - Reply

    Egregio Avvocato d’Isa,
    vorrei avere delle informazioni se possibile: io e mia sorella abbiamo intenzione di realizzare una costruzione di 2 appartamenti e visto che la zona non permette di scavare troppo in basso per poter fare dei garage vorrei capire quali sono le distanze da tenere dal fabbricato per poter realizzare delle tettoie rimessa auto e quali norme bisogna seguire per essere in regola.
    La ringrazio e porgo Distinti Saluti.

    • Avv. Renato D'Isa 22 febbraio 2012 at 13:56 - Reply

      Gent.le Sig. Letizia
      bisogna sempre far riferimento agli eventuali strumenti urbanisti prg etc etc.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornata.

  85. antonello Mocci 11 febbraio 2012 at 13:04 - Reply

    Egregio Avvocato, mi chiedevo se l’art. 873 e valido solo tra privati o è valido anche nel caso di proprietà confinanti con suolo pubblico ? Mi hanno installato una fermata dell’autobus con palina pubblicitaria a circa 1.80 m dal confine del mio giardino. Inoltre tale fermata è sopraelevata rispetto al’ltezza della mia recinzione di oltre 1,50 m circa. Che ne pensa ?
    Certo di cortese riscontro mi è gradita l’occasione per congratularmi per il blog.
    Antonello Mocci

    • Avv. Renato D'Isa 15 febbraio 2012 at 19:25 - Reply

      Egr. Sig. Antonello,
      tendenzialmente potrei rispondere di si, qualora vengano violate le distanze anche in tema di veduta, ma per un grado di certezza bisogna leggere gli strumenti urbanistici.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.

  86. Sergio 7 febbraio 2012 at 15:15 - Reply

    Egr.Avv. D’Isa
    Complimenti per la chiarezza ed i contenuti del suo post.
    Avrei una domanda in merito all’argomento da lei trattato che cercherò di riassumere molto brevemente:
    Dati due edifici confinanti A e B distanti fra loro 10mt ma non allo stesso modo dal confine delineato da un muro di altezza inferiore ai 3mt.
    L’edificio A dista 7mt dal confine mentre B solo 3mt, come previsto dalle norme vigenti nel periodo di costruzione.
    Entrambi gli edifici constano di 2 elevazioni fuori terra più sottotetto mansardato.
    L’edificio B e’ stato realizzato in due fasi successive:
    – durante la realizzazione del I piano la normativa locale prevedeva 3mt di distanza dal confine, ed l’edificio A non esisteva ancora;
    – le norme locali cambiano e la distanza dal confine viene portata a 5mt ma il II piano viene realizzato come sopraelevazione del I e quindi a mt5.

    Ovvio che il proprietario di A sporge denunci per il mancato rispetto della distanza minima dal confine…
    La prima sentenza impone al proprietario di B a demolire l’edificio fino alla distanza di mt5 e quindi si va in appello.
    Dato che il piano primo veniva costruito secondo le norme del periodo in appello viene escluso dalla demolizione che adesso si riferisce solo al piano superiore.

    La mia domanda e’:

    1)Avendo il proprietario di A, che ha originariamente sporto denuncia, venduto prima della prima sentenza continua a mantenere il diritto fare causa?

    2)Il proprietario di B, prima dell’appello, ha diviso l’edificio passando la proprietà‘ ai figli la sentenza impone a lui la demolizione anche se non risulta proprietario E’ possibile?

    Da notare che il piano sottostante dell’edificio B (in regola con le distanze) più il terreno a confine con l’edificio A sono di un proprietario, mentre il piano superiore di un altro.

    3) Continuano a valere tutti i presupposti anche se i proprietari sono cambiati? Perche questo esporrebbe le parti alla ricerca di un accordo solo per motivi “economici”…

    La situazione e’ forse complessa, ma un consiglio sarebbe benaccetto, anche su eventuali sentenze di cause similari.

    Grazie

    • Avv. Renato D'Isa 14 febbraio 2012 at 16:38 - Reply

      Egr. Sig. Sergio,
      nel premettere di ringraziarla per la fiducia riposta, Le significo che allo stato non posso lasciarle un parere se non prima di aver letto gli strumenti urbanistici, la relativa denuncia e gli atti di compravendita e divisione.
      Pertanto credo che sia opportuno avere una corrispondenza privata.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.

  87. giuseppe 2 febbraio 2012 at 17:23 - Reply

    Complimenti , è stata un’esposizione completa e comprensibile anche a me che sono completamente all’oscuro di tutti questi problemi, anche se ci sono dentro e….. non so come uscirne. (decorrenza termine per usucapione- se detto termine decorre dalla’avvenuta costruzione o dalla piena conoscenza del contenuto dell’atto del condono in sanatoria ?)
    Grazie , buon lavoro e spero di leggere ancora qualcosa di interessante. Giuseppe

  88. massimo 29 gennaio 2012 at 20:11 - Reply

    complimenti per la impostazione del sito e per la trattazzione dei contenuti
    sono un tecnico polivalente che da oltre trent’anni si dedica alla consulenza nelle tematiche del diritto civile ed urbanistico
    sono interessato a scambiare pareri e articoli sulle questioni che ci appassionano
    prof. Massimo Salzano
    studiotecnicosalzano@libero.it

  89. Stefano Coletta 28 gennaio 2012 at 04:04 - Reply

    Salve,
    non posso che farle anche io i complimenti per la completezza e chiarezza del suo articolo.

    Anche io, come altri, avrei una domanda da porre, abbastanza inusuale temo.

    Abito a Roma, vorrei costruire in aderenza al confine del mio giardino (usufruendo del piano casa 2012) una stanza in più per la mia casa.

    Può vedere il giardino da questo video realizzato dall’agente immobiliare (http://www.youtube.com/watch?v=lQNbPtL7sRk&feature=related)

    La stanza (distaccata dall’appartamento) dovrebbe essere realizzata tra il recinto e il terrapieno nel punto del video dove si vede il “forno da esterni”. Diciamo una stanza di 16mq (4m x 4m).

    Il giardino, di forma rettangolare (4,5mt x 37mt), confina per 2 lati con la riserva naturale dell’Insugherata, da un altro lato con il terrapieno del parcheggio condominiale (elevato, diciamo di 4-5 metri) e da un altro lato con il giardino di un altro condomino.

    Il confine del giardino con la riserva naturale è realizzato da un recinto con base in cemento (di 20cm) e paletti di metallo verticali distanziati di 10cm l’uno dall’altro, alti all’incirca 1,5mt.

    Secondo lei, si configura lo stesso il rispetto dell’art. 873 oppure, dato che non sussiste la formazione di intercapedini pericolose, potrei costruire? Il recinto, potrebbe configurarsi come la “rete da tennis” già esclusa da una sentenza che ho letto nel suo articolo?

    Il mio dubbio deriva dal fatto che in teoria, la riserva non è “edificabile” in quanto tale, e perciò la distanza minima di 3 metri sarebbe di fatto un’obbligo inutile da rispettare anche al fine di dare la possibilità di costruire sul “fondo” della riserva (all’assessorato/comune) in aderenza al mio recinto. Mi era venuto in mente anche di chiedere eventualmente un nulla osta all’assessorato. Potrebbe essere una strada percorribile?

    La ringrazio anticipatamente per qualunque risposta voglia darmi.

    La saluto,
    Stefano Coletta

    • Avv. Renato D'Isa 31 gennaio 2012 at 13:47 - Reply

      Egr. Sig. Stefano,
      come già segnalato da Lei la Sua richiesta risulta abbastanza complessa, dovrei approfondire la tematica; allo stato credo che il Suo ragionamento non osti con il principio più volte rappresentato sia dalla dottrina che dalla Giurisprudenza in merito alla opportunità delle distanze tra le costruzioni. Mi sembra strano, però, la possibilità di edificare pur nelle vicinanze di una riserva naturale. Al fine di illustrarmi meglio la vicenda credo che sia opportuno avere una consultazione “privata”, contattandomi al mio indirizzo di posta r.disa@studiodisa.it o allo 0818774842 (i giorni disapi dalle 16e30 in poi).
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.

  90. Daniele 13 gennaio 2012 at 19:13 - Reply

    Egr.Avv. D’Isa. Mi associo ai complimenti fatti da chi mi ha preceduto in questa sezione del suo blog per la completezza con cui ha esaminato la questione. Per ulteriormente darle materia in argomento, le pongo una mia questione. Ho un appartamento in centro storico al secondo piano. Tramite un cortile interno confino con un edificio costituito dal solo piano terra. Tale edificio è il risultato di una demolizione effettuata nel 1930 in occasione di un violento terremoto e così è rimasto per più di 80 anni. Ora l’Amministrazione comunale ha approvato un Piano Particolareggiato per il Centro storico in cui prevede la ricostruzione dei volumi preesistenti al terremoto così come erano sulla base della documentazione esistente. A proposito di distanze, il Piano consente la ricostruzione a 3 metri di distanza così come indicato dal Codice Civile. Visto che il progetto di sopraelevazione, in corso di approvazione dall’Amministrazione, prevedendo una costruzione più alta della mia a soli 3 metri di distanza, determinerebbe notevolissimi danni in ordine a:

    – condizioni igienico-sanitarie rese precarie per la mancanza di aria e luce;

    – compromissione della qualità della vita e della privacy per la convivenza con estranei a 3 metri di distanza;

    – perdita della panoramicità sui tetti limitrofi e sulle costruzioni del centro storico di considerevole effetto;

    – conseguente perdita del valore economico dell’immobile;

    sulla base di quale norma o sentenza posso oppormi a questo sopruso?

    La rigrazio anticipatamente e le porgo distinti saluti

    • Avv. Renato D'Isa 19 gennaio 2012 at 12:42 - Reply

      Egr. Sig. Daniele,
      siamo in sede amministrativa e pertanto, come più volte ripetuto e mai mi stancherò di scriverlo, prima di tutto dovrei leggere lo strumento urbanistico da lei menzionato.
      Bisogna capire se c’è ancora la possibilità di presentare memorie al Comune ed in estrema ratio evntualmente adire il TAR.
      Resto in attesa di un Suo eventuale riscontro al mio indirizzo e-mail r.disastudiodisa.it. oppure allo 0818774842 (i giorni disapri dalle 16e30 in poi).
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.

  91. federico verticchio 29 dicembre 2011 at 12:34 - Reply

    Disamina interessantissima come posso iscrivermi alla newsletter?
    grazie.
    Federico Verticchio

  92. pastore costanzo - Montesilvano (PE) via Trieste 23 17 dicembre 2011 at 17:46 - Reply

    Ottima esposizione. Ho un problema che vorrei porre alla sua attenzione e per redenrlo compresibile parto brevemente dall’inizio. Il mio fabbricato è stato costruito nel 1996 con tutte le autorizzazioni necessarie da parte del Comune di Montesilvano (PE) . Il costruttore , ancor prima di fare gli atti notarili con noi condomini, decise di vendere al di fuori del condominio e all’insaputa dei condomini, facedno immediatamente l’atto dal notaio, un pezzo di terreno facente parte della stessa proprietà e di cui si era mantenuto il riservo sulla cubatura non utilizzata per la realizzaione del fabbricato. L’area confinante ceduta è 8 metri larga per circa 35 metri di lunghezza e non ha possibilità di edificazione. Vorrei ristrutturare la mia parte di proprietà posta al 2° e ultimo piano con la sopraelevazione del Lastrico solare che ho acquistato dai condomini con atto pubblico e con il diritto a sopraelevare. Il confinante può crearmi problemi visto che ci sono delle servitù di affaccio (balconi/terrazzi) e vedute su tutti i piani, oltre che le fogne, la raccolta della acque bianche e l’acqua potabile in condominio ?

    • Avv. Renato D'Isa 20 dicembre 2011 at 18:04 - Reply

      Egr. Sig. Costanzo,
      la sopraelevazione determina una servitù completamente diversa da quealla d’affaccio, ma purtroppo, alla Sua richiesta, come altre già postate su questo Blog, non posto dare risposta certa se non prima di aver visto almeno un rilievo fotografico ed aver visionato i titoli di proprietà.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.

  93. fedeirco 12 dicembre 2011 at 18:45 - Reply

    Egregio Avv. D’Isa, mi presento, sono il dott. Federico Di Franco, la contatto in merito ad un problema che ho con la Strada Dei Parchi, le spiego brevemente:
    stiamo realizzando un complesso sportivo costituito da un campo di calcio a 8, tre campi di calcio a 5 e una struttura ricettiva, abbiamo (parlo al plurale, la società è costituita da tre soci) comprato il terreno con tanto di progetto approvato dal comune, iniziamo i lavori e una mattina, si presentano dei tecnici dell’autostrada dei parchi a fare delle foto, naturalmente noi soci ci informiamo su cosa stesse succedendo, in due parole, l’Autostrada dei parchi, sostiene che non deve esserci nessun tipo di manufatto a ridosso della strada di classe A.
    Premetto che: abbiamo un progetto approvato e lo stiamo rispettando, stiamo piu’ bassi rispetto all’autostrada di circa 6/7 mt., che ci siamo messi a tre metri rispetto alla recinzione posta a fine rilevato, mi chiedo, un cordolo di cemento interamente interrato con una recinzione può essere considerato una costruzione o manufatto??
    La prego Avv. di darmi una risposta, visto che è piu’ di un mese che stiamo fermi con i lavori!!!
    La ringrazio anticipatamente per la disponibilità e le faccio i complimenti per la realizzazione del sito molto chiaro e interessante.
    cordiali saluti Dott. Federico Di Franco

    • Avv. Renato D'Isa 13 dicembre 2011 at 18:47 - Reply

      Egr. dott. Di Franco,
      considerendo la natura particolare del Suo caso, gradirei avere una corrsipondenza privata e soprattutto non azzardo alcuna valutazione se non prima di aver visto il manufatto, anche attraverso un rilievo fotografico.
      Pertanto, prima di darle un giusto “consiglio” dovrei leggere gli strumenti urbanistici ed il progetto approvato.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per i complimenti e per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.

  94. Roberta 6 dicembre 2011 at 18:26 - Reply

    Egregio Avv.D’Isa,
    porgendole i mei complimenti per l’intero sito, la chiarezza espositiva e la trattazione specialistica, al contempo, delle varie questioni giuridiche , sarei lieta di avere una sua spiegazione su una questione precisa:
    come si concilia il rispetto delle distanze minime dei fabbricati dai confini, stabilite dalle norme degli strumenti urbanistici locali , data la non derogabilità delle stesse, con la necessità di ampliare una servitù di passaggio già esistente?
    Più precisamente: sul mio terreno ho effettuato da poco una nuova costruzione all’esatta distanza dal confine stabilita dal comune.
    Un fondo attiguo , confinante è stato venduto e ora i nuovi proprietari necessitano di un ampliamento della servitù (che è di appena 1, 5 m) per il passaggio con la vettura.
    Forse è il proprietario dell’altro fondo sempre confinante con la servitù dall’altro lato che deve concedere parte del terreno per l’ampliamento essendo io impossibilitata dal fatto che in caso contrario contravverrei a quella distanza minima rispettata??? O è possibile un’altra soluzione ? Inoltre se eventualmente anche il proprietario del fondo di fronte si trovbasse nello stesso problema quale sarebbe la soluzione?
    La ringrazio dell’attenzione . Cordiali saluti Roberta

    • Avv. Renato D'Isa 7 dicembre 2011 at 13:33 - Reply

      Gent.le Sig.ra Roberta
      in merito al Suo quesito dovrei sottoporle alcune domande, in primis, già esisteva tale servitù prima della costruzione da Lei effettuata, inoltre gli strumenti urbanistici cosa prevedeno, infine tale servitù determinerebbe un passaggio ad uso pubblico o privato.
      Le sottolineo, inoltre, che secondo l’art. 1067 c.c. il proprietario del fondo dominante non può fare innovazioni che rendano più gravosa la condizione del fondo servente.
      Infine secondo la S.C. (Cass. civ., Sez. II, 20/04/1996, n. 3769) in tema di costruzioni sulla zona di confine, la scelta offerta al preveniente dal combinato disposto degli art. 873, 874, 875, 877 c.c. (costruzione sul confine ovvero con distacco legale dal confine o a distanza inferiore al distacco legale) è subordinata alla possibilità, per il vicino, di esercitare, a sua volta, nella prima e nella terza ipotesi, il diritto di costruire in appoggio o in aderenza al muro del preveniente con la conseguenza che la predetta facoltà deve essere negata al preveniente se, in forza di un divieto di legge (norme del regolamento edilizio) o di particolari vincoli nascenti da negozio privato (es. servitù) o di situazioni giuridiche (canali di bonifica, corsi d’acqua) o dell’appartenenza a terzi di tale zona (o di parte di essa), non sia possibile al vicino spingere il proprio fabbricato sino a quello del preveniente; in questo caso, è il preveniente che deve rispettare il distacco legale dal confine e che si espone al rischio, nel caso di costruzione a distanza inferiore, di essere costretto dal vicino ad arretrare la sua costruzione fino a raggiungere la prescritta distanza legale dal confine. (Nella specie, si è ritenuto inoperante il principio della prevenzione per l’esistenza di una servitù di passaggio che veniva esercitata su una striscia di terreno contigua al confine e che impediva al prevenuto di avanzare la sua costruzione fino a quella del preveniente, posta a distanza illegale.)
      Pertanto, prima di darle un giusto “consiglio” dovrei leggere gli strumenti urbanistici e l’atto costitutivo di tale servitù.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per i complimenti e per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornata.

  95. Ilenia 1 dicembre 2011 at 12:29 - Reply

    Egr. Avv. D’ Isa gradirei ricevere una sua consulenza.
    Sono proprietaria di una palazzina nel centro storico di un paesino e quindi, come ben può capire, si tratta di abitazioni antiche e con muri comuni.
    La mia palazzina è composta da tre piani, all’ultimo dei quali ho un piccolo terrazzino con muro di recinzione di h 1,30 cm.
    Il mio vicino, proprietario di una palazzina di due piani mi chiede di alzare il muro per non godere della veduta sul suo tetto. Ora mi chiedo: sono costretta ad innalzare il muro? ma il muro che si estende in altezza dal suo tetto fino alla fine del muretto non è di mia proprietà?
    La ringrazio anticipatamente e Le porgo i miei saluti
    Ilenia.

    • Avv. Renato D'Isa 6 dicembre 2011 at 16:40 - Reply

      Gent.le Sig.ra Ilenia,
      a naso, mi permetta il termine, credo che Lei abbia tutto il diritto di non alzare tale muro, in quanto essendo palazzi antichi quasi sicuramente avrà usucapito tale diritto (dipende pertanto sapere in che periodo è stato costruito tale muretto). Ma onde ostentare troppa sicurezza gradirei leggere i titoli di proprietà ed avere un resoconto fotografico dei luoghi.
      Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e La invito a leggerla.
      La ringrazio per i complimenti e per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornata.

  96. sergio pilloni 30 novembre 2011 at 18:44 - Reply

    Egr. Avv. D’Isa, avrei bisogno di un suo parere in merito: esistono due fabbricati a confine, a un piano; uno è stato accatastato con destinazioni a garage e magazzino, l’altro si configura come tettoia. entrambi i fabbricati sono larghi 3,00ml e insistono lungo il confine per circa 10,00ml. E’ possibile ampliare in larghezza (cioè dalla larghezza di 3m si passerebbe a 6ml) il magazzino e il garage esistenti senza dover richiedere l’assenso del confinante per la deroga alle distanze minime dai confini (le nta di prg prescrivono distanza min. 5,00ml)? esistono dei riferimenti di legge che mi può indicare? il tecnico comunale mi ha specificato che per poter effettuare l’ampliamento sopradescritto dovrei avere l’assenso registrato del confinante. La ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti.

  97. Enrica Mannari 21 novembre 2011 at 23:57 - Reply

    Come moltri altri hanno fatto in precedenza, le faccio i complimeti per la chiarezza e la completezza con cui presenta gli argomenti.
    Ho un quesito da porle.
    Vivo in campagna e la mia proprietà è su più livelli.
    Una parte del muro di contenimento del mio giardino confina con un’altra proprietà. Su questo è addossata una “baracca” che, quando io e i miei vicini abbiamo
    acquistato le nostre case, è stata divisa in due unità da una parete, e la parte dei miei vicini condonata come magazzino.
    La baracca ha un tetto di lamiera che copre sia la mia parte che quella dei miei vicini, sostenuto da delle travi in acciaio cementate nel muro di contenimento.
    Il muro di contenimento non ha spioventi.
    Il tetto è leggermente più basso rispetto all’altezza del muro.
    Il terreno del mio giardino è circa 30-40 cm più basso rispetto all’altezza massima del muro.
    Dalle mappe catastali e dal contratto di acquisto non è chiaro se la proprietà del muro è esclusivamente mia, condivisa o dei miei vicini e per questo motivo le chiedo un parere.
    Inoltre vorrei chiederle se crede che i miei vicini possano o meno intervenire sulla parte del muro di contenimento che divide le nostre proprietà e se possano alzare quella porzione di muro.
    La ringrazio molto per la sua gentilezza,
    Cordialmente
    Enrica

    • Avv. Renato D'Isa 22 novembre 2011 at 13:29 - Reply

      Gent.le Sig.ra Enrica Mannari
      per darle un giusto parere devo necessariamente leggere i titoli di proprietà e le mappe catastali nonchè vedere “ictu oculi” lo stato dei luoghi a mezzo reportage forografico.
      Per motivi di privacy Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per i complimenti e per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornata.

  98. Carlo Lenzi 21 novembre 2011 at 17:00 - Reply

    Mi permetto di sottoporle una richiesta di chiarimento.
    In zona omogenea A (centro storico) sono consentite nuove costruzioni (o anche sopraelevazioni) e, in caso affermativo, sono ammesse senza rispettare la distanza di 10 metri tra costruzioni alla stregua dei principi di cui al D.M. 1444/1968?
    La ringrazio anticipatamente.

  99. gian carlo 16 novembre 2011 at 08:16 - Reply

    Egr. Avv. Renato D’Isa, nella lettura della disamina sulla “distanza tra costruzioni” non trovo la legittimità nel caso in cui in una costruzione di villette a schiera, (10 in linea) il proprietario di dex e quello di six decidano di costruire un’addizione volumetrica sul retro ( e sembra che le norme locali lo permettano) confinando quello in mezzo in un vero “loculo”. potrebbero al limite costruire addirittura sul confine? e le vedute (servitù aquistate anche per usucapione) impedite per aria e luce delle finestre, dei terrazzi della parete della villetta di centro che rimarrebbe arretrata risulterebbe tutto legittimo?. ma una tipologia a schiera deve rispettare gli stessi oblighi condominiali di un condominio verticale circa l’architettonica esterne che si verrebbe in questo caso a variare a beneficio di un0/due soli propretari? grazie della risposta.

    • Avv. Renato D'Isa 17 novembre 2011 at 20:54 - Reply

      Egr. Sig. Gian Carlo
      preliminarmente Le significo che con la sentenza n. 8066/2005, la Corte di Cassazione ha avuto modo di ribadire il principio già espresso in passato, secondo cui il condominio può avere uno sviluppo, oltre che verticale anche orizzontale, e di precisare che è comunque corretto parlare di istituto condominiale anche nel caso di costruzioni adiacenti orizzontalmente (come le case a schiera), purché queste ultime siano dotate delle strutture portanti e degli impianti essenziali indicati dall’art. 1117 cod. civ.; ma che peraltro, pure nel caso in cui manchi un così stretto nesso strutturale, materiale e funzionale, la condominialità non può essere esclusa neppure per un insieme di edifici indipendenti, dal momento che, secondo quanto si desume dagli artt. 61 e 62 disp. att. cod. civ., relativi allo scioglimento del condominio nel caso in cui un gruppo di edifici si possa dividere in parti che abbiano le caratteristiche di edifici autonomi, è possibile la costituzione originaria di un condominio fra fabbricati a sé stanti, che hanno in comune soltanto alcuni elementi o locali o servizi o impianti condominiali. Con la importante conseguenza che, per quanto riguarda i complessi immobiliari, che comprendono più edifici, anche se autonomi, è rimessa all’autonomia privata delle parti scegliere se dare luogo alla formazione di un unico condominio oppure di distinti condomini per ogni fabbricato, a quali si affianca in tale caso la figura del supercondominio (disciplinato dalle norme relative al condominio per quanto riguarda le parti comuni elencate dall’art. 1117 cod. civ.), mentre restano soggette alla disciplina della comunione ordinaria tutte le altre eventuali strutture, che sono invece dotate di una propria autonomia, incluse nel comprensorio comune.
      La conseguenza sarà che nelle «Villette a schiera» (come, d’altra parte, in ogni ipotesi di condominio come il «minimo» e il «super») saranno configurabili tre tipologie distinte di titolarità:

      a) i beni/impianti comuni a tutti i partecipanti (si pensi, per esempio, a un impianto di illuminazione dell’intero complesso immobiliare o a un’attrezzatura sportiva – campo da tennis, piscina – utilizzabile da tutti i condomini);
      b) i beni/impianti comuni a una parte dei partecipanti (si pensi, per esempio, al vialetto d’accesso che è posto a servizio di solo due Villette a schiera, o la derivazione dell’impianto idrico generale che è direzionata a servire solo queste ultime due unità immobiliari esclusive);
      c) i beni/impianti oggettivamente destinati ( strutturalmente o funzionalmente) a servire solo una di tali Villette, con conseguente loro qualificazione in termini di relativa pertinenza e/o accessorio.

      Pertanto, per ciò che interessa, la disciplina applicabile al casao da Lei prospettatomi è quella delle distanze e delle vedute per il condominio.
      Ma per una risposta certa gradirei avere visone dei luoghi e dei progetti.

      Per motivi di privacy Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per i complimenti e per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.

  100. remo votta 5 novembre 2011 at 07:08 - Reply

    Chiaro. Ma in caso di inottemperanza al provvedimento civile di riduzione in pristino per violazione delle diatanze legali, chi agisce? Mentre per i procedimenti penali la procedura appare chiara (Giudice per l’esecuzione), per quelli civili che agisce?
    Remo

  101. giacoma 26 ottobre 2011 at 18:13 - Reply

    Complimenti per la chiarezza.
    Domanda: ho costruito in aderenza ad un muro alto mt.3.30 (assimilabile, quindi, a costruzione); tale muro, però, circa tre anni prima che effettuassi la costruzione di che trattasi era “muro di cinta”, da me sopralzato oltre i tre metri ed oggetto poi di sanatoria.
    Poichè chi mi chiede il rispetto delle distanze ritiene che il muro non sia “di fabbrica” ma di “cinta”, poichè così era prima della costruzione, ha ragione? Preciso che il mio confinante ha semplicemente parlato di violazione di distanze con la costruzione effettuata, non considerando il muro …se non quando gli ho opposto di aver costruito in aderenza ex art.873. Ha ragione di ritenere ciò?

    • Avv. Renato D'Isa 2 novembre 2011 at 14:28 - Reply

      Gent.le Sig.ra Giacoma,
      tendenzialmente il Suo vicino avanza giusti diritti, poiché a norma dell’art. 878 c.c., il muro divisorio fra fondi e cortili deve avere un’altezza non superiore a tre metri e ciò per non venir considerato muro di fabbrica anziché muro di cinta, agli effetti del computo delle distanze fra costruzioni di cui all’art. 873 c.c. Ma per darle una risposta alquanto sicura dovrei farle alcune domande oltre a visionare lo stato dei luoghi anche attraverso un reportage fotografico.
      Per motivi di privacy Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per i complimenti e per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornata.

  102. alessandro 26 ottobre 2011 at 13:30 - Reply

    egregio Avv.,
    chiedo gentilmente un suo parere sui seguenti fatti.
    x lamenta la violazione della normativa sulle distanze in quanto l’autorimessa costruita dal vicino(Y) è ubicato a 2m;
    Y si oppone sostenendo che tale distanza inferiore è consentita dal piano particolareggiato di cui fanno parte entrambe ma per tutelarsi chiama in causa z, che ha costruito l’immobile e l’autorimessa secondo le direttive del piano particolareggiato, per evizione parziale.
    A questo punto z, è questa e la parte che più mi interessa, a sua volta come potrebbe tutelarsi nei confronti di F , la società che dando atto dell’esistenza di una convenzione fra la stessa e il comune per l’attuazione di un piano particolareggiato di iniziativa privata ha venduto a z i lotti di terreno?
    l’art 1489 c.c infatti esclude la possibilità di invocare la garanzia per i vincoli di destinazione urbanistica, mentre non vedo configurabile un ipotesi di evizione parziale azionabile da z nei confronti di f.
    La ringrazio anticipatamente e le faccio i complimenti per la chiarezza e la minuzia dei suoi esposti

  103. MARIO 21 ottobre 2011 at 21:30 - Reply

    Buongiorno, gentilmente Le chiedo se fosse possibile una domanda:
    se una persona deve costruire in aderenza, e sull’altro fabbricato ci sono dei tubi del termocamino (sotto traccia), esiste al lastrico solare 2 canne fumarie quasi poste a confine (circa 30 cm), ed inoltre ci sono al pian terreno 1 luce, al primo piano 2 luci, e al secondo piano 2 luci (mediamente sono di 1 metro di larghezza per 50/60 cm) ad altezza superiore ai 2mt dal pavimento, (tutti e tre appartamenti so possono identificare come condominio?) –Secondo i giudici di legittimità, infatti, le aperture lucifere che si trovano all’interno di un edificio condominiale o comunque all’interno di un complesso immobiliare integrante una proprietà condominiale, a differenza di quelle che si aprono sul fondo aperto altrui, sono prive di quella connotazione di precarietà e di mera tolleranza che caratterizza le luci contemplate negli art. 901 – 904 c.c. Ne consegue che esse sono sottratte alla disciplina generale e che, in ordine alle stesse, è ipotizzabile, in favore di chi ne beneficia, la possibilità di acquisto della relativa servitù di luce per usucapione o per destinazione del padre di famiglia.—-
    LA DOMANDA E’: SI PèUO’ COSTRUIRE IN ADERENZA?
    IN ATTESA DI UNA SUA PORGO DISTINTI SALUTI. GRAZIE

    • Avv. Renato D'Isa 24 ottobre 2011 at 16:32 - Reply

      Egr. Sig. Mario
      non Le posso dare una risposta certa se non ho cognizione dello strumento urbanistico vigente oltre al “solito” rilievo fotografico.
      Inoltre Le faccio presente secondo la Cassazione in senso generale bisogna precisare che le norme sulle distanze, rivolte fondamentalmente a regolare con carattere di reciprocità i rapporti fra proprietà individuali, contigue e separate, sono applicabili anche tra i condomini di un edificio condominiale, purché siano compatibili con la disciplina particolare relativa alle cose comuni, cioè quando l’applicazione di queste ultime non sia in contrasto con le prime; nell’ipotesi di contrasto, la prevalenza della norma speciale in materia di condominio determina l’inapplicabilità della disciplina generale sulla proprietà, quando i diritti o le facoltà da questa previsti siano compressi o limitati per effetto dei poteri legittimamente esercitati dal condomino secondo i parametri previsti dall’art. 1102 c.c. (applicabile al condominio per il richiamo di cui all’art. 1139 c.c.), atteso che, in considerazione del rapporto strumentale fra l’uso del bene comune e la proprietà esclusiva, non sembra ragionevole individuare, nell’utilizzazione delle parti comuni, limiti o condizioni estranei alla regolamentazione e al contemperamento degli interessi in tema di comunione. (La sentenza impugnata aveva annullato la delibera condominiale con cui alcuni condomini erano stati autorizzati a trasformare in balcone le finestre dei rispettivi appartamenti senza osservare le distanze legali rispetto ai preesistenti balconi delle proprietà sottostanti. La Corte, nel cassare la decisione di appello, ha ritenuto legittima l’esecuzione delle opere, avvenuta nell’ambito delle facoltà consentite dall’art. 1102 c.c. nell’uso dei beni comuni – la facciata dell’edificio – atteso che la realizzazione del balcone non aveva provocato alcuna diminuzione di aria e di luce alla veduta esercitata dal condomino sottostante).
      La deroga di cui Lei fa cenno è prevista soltanto su aree comuni, ovvero i cortili.
      Per motivi di privacy Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.

  104. pep 21 ottobre 2011 at 12:27 - Reply

    Buongiorno, complimenti per la chiarezza espositiva…veramente invidiabile.
    Vorrei mi confermasse cio’ che, leggendo quest’articolo, mi pare ormai chiaro:
    si discute della legittimità di una tettoia edificata nel 1974 a distanza di circa 50-70 cm sul muro di cinta del vicino , posto sul confine ( quindi formando delle intercapedini con il muro di cinta edificato proprio dal vicino molti anni prima) …il piano regolatore allora vigente prevede per gli accessori degli edifici di tipo A una distanza NULLA dal confine….quindi sembrerebbe che la tettoia sia a distanza regolamentare perchè il piano regolatore non prescrive distanze minime….leggendo, pero’, il suo articolo, non dovrebbe ritornare operativo il principio della prevenzione e, pertanto, avendo il costruttore della tettoia edificato successivamente al vicino ( che ivi ha realizzato il muro di cinta) arretrare una costruzione alla distanza di 1,50 dal confine ?
    gratissimo di qualsiasi risposta, ringrazio anticipatamente

    • Avv. Renato D'Isa 21 ottobre 2011 at 17:29 - Reply

      Egr. Sig. Pep (mi permetto di utilizzare tale abbr.ne)
      la questione è pleonastica perchè, a parere del sottoscritto, se intende la tettoia come opera da far arretare e se non ci sono stati atti interruttivi (giudizi o messe in mora) oramai il vicino ha usucapito tale minor distanza.
      Anche se per entrare nel merito della vicenda gradirei leggere lo strumento urbanistico vigente allora.
      Per motivi di privacy Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per i complimenti e per la fiducia riposta.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.

      • pep 21 ottobre 2011 at 19:52 - Reply

        certo che puo’ chiamarmi pep… la questione posta , comunque, non mi riguarda direttamente ( è un parente la cui abitazione curo io stesso e so che è in lite per quanto le ho detto col vicino) … ad ogni modo prescindendo dall’usucapione (facciamo finta che non sia stato dedotto) mi confermerebbe la bontà di quello che ho scritto ? Grazie infinite!

  105. mariangela 20 ottobre 2011 at 00:25 - Reply

    Buonasera, come si fa per iscriversi alla newsletter settimanale? Grazie!

  106. Carla T. 19 ottobre 2011 at 10:56 - Reply

    Buongiorno avvocato.. a proposito di distanza tra le costruzioni..
    è possibile (come vicino) tollerare delle distanze non regolari (non regolari SOLO nei miei confronti) e creare una sorta di “servitù di tolleranza” (magari regolarmente registrata)? queste misure fuori regola (es. 50 cm più vicine) poi possono essere usucapite? cioè dopo 20 anni diventano definitivamente acquisite dal mio vicino? grazie

  107. Ermanrico Santirocco 16 ottobre 2011 at 00:14 - Reply

    Cercando tra le “righe” non ho trovato ancora nel web ciò che cercavo. Ho trovato invece argomenti interessanti chiari e accompagnati dalle sentenze di Cassazione. Un’ottima esposizione con molti riferimenti che ho avuto modo di riscostrarli personalmente per episodi legali accaduti a dei parenti. Non riesco -se gentilmente mi può aiutare- per sapere se devo richiedere la D.I.A. o la Conessione edilizia per realizzare , con 3 vecchi paletti di legno e come tetto un’ondulina di vecchia plastica (bucata e con qualche taglio) un ripostiglio per ricoverare la legna per la mia stufa, nel terreno dietro la mia abitazione a ridosso di un box di lamiera installato nel 1965. Altezza ml. 2,00, larghezza ml.1,00, lunghezza ml.3,00.La struttura non è ancorata per terra, da un lato poggia sul mio muro di cinta alto di 1,00 ml. A fianco esiste un passaggio privato della stessa misura(1 metro). L’abitazione del confinante dista metri 3,00 L’occasione mi è gradita per inviarLe anticipatamente un Grazie e Distinti Saluti

    • Avv. Renato D'Isa 17 ottobre 2011 at 12:20 - Reply

      Egr. Sig. Ermanrico,
      purtroppo La richiesta da Lei formulatami esula dalle mie competenze, consiglierei vivamente di interpellare (cosa immagino già fatta) un tecnico, anche perchè dovrei leggere gli eventuali strumenti urbanistici vigenti nella Sua zona.
      Per motivi di privacy Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta e per la lettura dell’articolo.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.

  108. RODOLFO aNTENUCCI 12 ottobre 2011 at 13:39 - Reply

    Il mio vicino a ridosso del confine del mio giardino montò (maggio 2011) una casetta di legno (3.5*2,5 h=3.5 m) poggiandola su pavimento all’uopo predisposto. Segui’ mio esposto con foto al sindaco ed alla polizia comunale per l’edilizia. A settembre pare sia avvenuto sopralluogo e dovrebbe seguire denuncia alla procura per mancanza di permesso a costruire e ordine di demolizione. A settembre il mio vicino ha sollevato la casetta poggiandola su due palanche sotto le quali ha fissato alle estremità 4 rotelle (ruote posticce) le palanche poi poggiano sul pavimento su 4 (o più) pilastrini (sostegni) fatti con blocchetti cementizi (mattoni).
    La casetta non è spostabile sia per la sua struttura , non ha ganci, nè può essere spinta. cederebbe, sia perchè lo spostamento è impedito da alberi e da un lampione (foto) nè uscirebbe dal cancello (dimensioni). Quesito:
    ai fini dell’art. 872 873 (PRP prevede distacco dal confine di 5 m) posso chiedere la rimozione del manufatto e risarcimento danni? Grazie
    Rodolfo Antenucci

    • Avv. Renato D'Isa 12 ottobre 2011 at 17:17 - Reply

      Egr. Sig. Rodolfo,
      la giurisprudenza monolitica parla di costruzione stabile ma ciò non toglie che in particolare, nel caso in cui la «costruzione» sia costituita da una struttura mobile, con binari ad es collegati stabilmente al suolo, ai fini dell’osservanza delle distanze legali deve aversi riguardo alla estensione massima del manufatto, ed il fatto che tale opera, per le caratteristiche proprie, sia mobile, e quindi possa rientrare in ogni momento, non esclude la potenzialità dannosa della stessa, perché non può essere rimesso all’arbitrio del confinante la possibilità di creare o meno una intercapedine dannosa.
      Ma per una risposta esaustiva al Suo quesito, come più volte già scritto, avrei bisogno di leggere i titoli, gli strumenti urbanistici vigenti ed avere contezza dello stato dei luoghi anche attraverso un propsetto fotografico.
      Per motivi di privacy Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio per la fiducia riposta e per la lettura dell’articolo.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.

  109. Francesco 7 ottobre 2011 at 10:33 - Reply

    Nonostante la chiarezza sull argomento ho ancora un dubbio, il distacco minimo (per evitare il martellamento) in costruzioni in aderenza, dev essere presente su tutta la struttura o soltanto nella parte fuori terra?
    Francesco

    • Avv. Renato D'Isa 12 ottobre 2011 at 17:24 - Reply

      Egr. Sig. Francesco,
      tendenzialmente secondo la giurisprudenza le disposizioni dettate in materia di distanze legali tra le costruzioni trovano applicazione solo in riferimento a quelle opere che emergono dal terreno sul quale sono state realizzate. Quelle che, invece, sorgono al di sotto e, comunque, non si elevino dal livello originario del suolo, posto che si sostituiscono semplicemente alla massa di terreno rimossa per far loro spazio ma non creano o aggravano la formazione di intercapedini nocive, sono sottratte alla disciplina in parola.
      Per motivi di privacy Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio comunque per la fiducia riposta e per la lettura dell’articolo.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.

  110. Andrea 1 ottobre 2011 at 22:00 - Reply

    Come moltri altri signori hanno fatto in precedenza, le faccio i complimeti per la chiarezza e la completezza con cui presenta gli argomenti. Ma, visto che comunque mi resta qualche difficoltà nel comprendere alcuni passaggi non essendo del mestiere, mi conceda di farle due domande, magari banali ma per me molto importanti visto che da questi due argomenti dipende la decisione sull’acquisto di un terreno edificabile che confina con un altro su cui non esistono costruzioni e con un piazzale pubblico.
    Il comune richiede i 5 metri dal confine e i 10 metri dalle altre costruzioni.
    A tal proposito, le chiedo:
    – posso costruire sul confine verso l’altro terreno ?
    – posso costruire sul confine verso il piazzale pubblico ?
    In entrambi i casi sarebbe garantita la distanza dei 10 metri da altre costruzioni.
    La ringrazio per la disponibilità e la saluto.
    Andrea.

    • Avv. Renato D'Isa 3 ottobre 2011 at 18:19 - Reply

      Egr. Sig. Andrea,
      credo che i 5 metri dal confine sono inderogabili secondo il Piano regolatore del Suo Comune, ma per avere tale certezza dovrei avere contezza del medesimo strumento urbanistico, oltre logicamente dei titoli di provenienza.
      In tema di distanze nelle costruzioni il cosiddetto criterio della prevenzione, come già analizzato in precedenza, di cui agli artt. 873 e 875 c.c. è derogato dal regolamento edilizio locale nel caso in cui questo fissi le distanze non solo tra le costruzioni ma anche delle stesse dal confine, tranne che consenta anche le costruzioni in aderenza o in appoggio.
      Per motivi di privacy Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio comunque per la fiducia riposta e per la lettura dell’articolo.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.

  111. […] bene, a tal punto, anche precisare, attività già esposta nell’articolo “Le distanze tra le costruzioni ex artt. 873 e ss c.c.“, che secondo la S.C. Il termine «costruire» (o «fabbricare») adoperato […]

  112. Giovanni 19 settembre 2011 at 00:02 - Reply

    Complimenti per l’esposizione chiara e dettagliata sull’argomento che presenta delle grosse difficoltà interpretative. Avrei un grosso problema in ordine al divisorio installato dalla società venditrice per dividere il mio terrazzo da quello della vicina. Benché il mio contratto preveda la tutel della privacy la mia vicina richiede che tale divisorio, impostole con un’altezza di 2.10, degradi ad un alt. Di 1.60, almeno ad 80 cm dal muro di affaccio. Io non voglio accettRe tAle accordo in quanto ritengo che in tal modo lei acquisisca un diritto di veduta o di panorama rispetto al mio terrazzo. Preciso che in origine era un’unico terrazzo diviso in due che risulta lastrico solare x la mia vicina e terrazzo a livello x il mio immobile. La ringrazio della sua eventuale risposta

    • Avv. Renato D'Isa 19 settembre 2011 at 19:03 - Reply

      Egr. Sig. Giovanni,
      La ringrazio per i complimenti elargiti, ma purtroppo dalla Sua descrizione il quadro della vicenda non è mi è molto chiaro, avrei bisogno di leggere questo contratto a cui fa riferimento, inoltre dovrei vedere lo stato dei luoghi (anche a mezzo immagini fotografiche).
      Qualora lo desideri può contattarmi ai recapiti che troverà nella homepage del presente blog.
      Per motivi di privacy Le ho inviato una e-amil all’indirizzo utilizzato e la invito a leggerla.
      La ringrazio comunque per la fiducia riposta e per la lettura dell’articolo.
      Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.

  113. […] [8] Per una maggiore disamina degli istituti aprire il seguente collegamento: Le distanze tra le costruzioni ex artt. 873 e ss. c.c. […]

  114. Ermes Agoni 18 agosto 2011 at 14:26 - Reply

    Non sono competente per poter esprimere un giudizio in merito ai contenuti vista la mia scarsa esperienza, tuttavia posso esprimere la mia soddisfazione in merito alla chiarezza con il quale tali contenuti vengono espressi.
    Grazie.
    geom. Ermes Agoni

    • Avv. Renato D'Isa 18 agosto 2011 at 17:12 - Reply

      La ringrazio per i complimenti e La invito, inoltre, ad iscriversi alla newsletter settimanale.
      La saluto cordialmente.

  115. […] [1] Per una maggiore disamina dell’istituto aprire il seguente collegamento – Le distanze tra le costruzioni ex artt. 873 e ss. c.c. […]

  116. Avv. Renato D'Isa 17 giugno 2011 at 17:49 - Reply

    […] [112]Per una maggiore disamina dell’istituto, aprire il collegamentoLe distanze tra le costruzioni ex artt. 873 e ss. c.c. […]

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