Cassazione penale 2011

Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza n. 7537/2011 depositata il 25/2/2011. Inquadrata nell’ambito dell’art. 316 – ter c.p. (sanzione amministrativa) la condotta consistente nel rendere una falsa dichiarazione circa le condizioni indicate in quelle di legge, allo scopo di fruire dell’esenzione del pagamento del c.d. ticket sanitario

La questione di diritto  per la quale i ricorsi sono stati rimessi alle Sezioni Unite verteva sulla corretta qualificazione giuridica del fatto criminoso consistente nella falsa attestazione del privato di trovarsi nelle condizioni di reddito per fruire, a termine di legge, delle prestazioni del servizio sanitario pubblico senza il versamento della quota di partecipazione alla spesa sanitaria, ovvero rientrante nella ben più grave truffa aggravata oppure in quella meno grave di indebita percesione di erogazioni in danno dello Stato o di altri enti pubblici.

Orbene le Sezioni Unite, attraverso un quadro giurisprudenziale riportato in sentenza, ha ribadito i principi secondo i quali:

a) il reato di cui all’art. 316 ter c.p. assorbe quello di falso previsto dall’art. 483 c.p. in tutti i casi in cui l’utilizzo o la presentazione di dichiarazioni o documenti falsi costituiscono elementi essenziali per la sua configurazione;

la fattispecie di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato o di altri Enti Pubblici, infatti, si configura come fattispecie complessa, ex art. 84 c.p., che contiene tutti gli elementi costitutivi del reato di falso ideologico.

b) l’assorbimento del falso ideologico nel delitto di cui all’art. 316 c.p. si realizza anche quando la somma indebitamente percepita o non pagata dal privato, non superando la soglia minima dell’erogazione (3.999,96), integri la mera violazione amministrativa di cui al secondo comma dello stesso art. 316 ter.

nella vicenda in esame, in conclusione, i fatti contestati vanno ricompresi nello schema descrittivo dell’art. 316 ter c.p., ivi assorbiti i reati di falso e di truffa, ed a ciò consegue la declatoria di non previsione di fatto come reato, in quanto non risulta superata la soglia di punibilità, ragguagliata al valore di € 3.999,96

sentenza SUP n. 7537-2011

Art. 316 ter Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

Salvo che il fatto costituisca il reato previsto dall’articolo 640-bis, chiunque mediante l’utilizzo o la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero mediante l’omissione di informazioni dovute, consegue indebitamente, per sè o per altri, contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati dallo Stato, da altri enti pubblici o dalle Comunità europee è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. (1)

Quando la somma indebitamente percepita è pari o inferiore a 3999,96 euro si applica soltanto la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da 5.164 euro a 25.822 euro. Tale sanzione non può comunque superare il triplo del beneficio conseguito (1).
(1) Articolo inserito dall’art. 4, comma 1, l. 29 settembre 2000, n.300

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