Corte di Cassazione – Sezione III civile – Sentenza 9 giugno 2011 n. 12686. Sussiste la responsabilità medica qualora venga accertato, in base ad un criterio probabilistico, che il medico avrebbe potuto evitare il danno

Il commento in originale

Corte di Cassazione – Sezione III civile – Sentenza 9 giugno 2011 n. 12686. Sussiste la responsabilità medica qualora venga accertato,in base ad un criterio probabilistico, che il medico avrebbe potuto evitare il danno

 

Sentenza scaricabile dal Sito del Sole 24 Ore – Guida al Diritto

Il testo integrale

Corte di Cassazione – Sezione III civile – Sentenza 9 giugno 2011 n. 12686. Responsabilità medica

Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza n. 12686/20111 accogliendo il ricorso di una madre per i danni permanenti subiti dalla figlia durante il parto.

Secondo i giudici di Piazza Cavour, infatti, “nell’accertamento del nesso causale in materia civile, vige la regola della preponderanza dell’evidenza o del più probabile che non”, al contrario del processo penale dove, invece, la regola è quella della prova <oltre ogni ragionevole dubbio>”.

Nel rinviare alla Corte di appello di Venezia che dovrà nuovamente decidere sulla eventuale responsabilità medica gli ermellini  hanno stabilito che dovranno essere seguiti i seguenti parametri:

1)     nel caso in cui risulterà “un’eziologia prenatale certa”, il nesso causale andrà escluso;

2)     se “non risulti dimostrato che il danno si sarebbe verificato anche in mancanza della sofferenza durante il travaglio”,  pertanto,  “occorrerà accertare se i sanitari siano incorsi in una omissione” o meno;

3)     infine, se vi dovesse essere “anche soltanto la ragionevole probabilità della verificazione di una sofferenza fetale”, allora si dovrebbe accertare se l’omissione possa essere stata causa (o concausa), secondo un giudizio di adeguata probabilità sul piano scientifico, della patologia della bambina”, e soltanto in questo ultimo caso trarne le conseguenze in termini probabilistici sulla salute della bambina.

Pertanto, accertato il nesso causale, il giudice dovrà compiere la valutazione “in merito alla scusabilità” della condotta dei sanitari, e cioè “se questa fu causata o meno da colpa professionale”.

Sorrento,  10/6/2011

Avv. Renato D’Isa

 

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